Senato della Repubblica

«
»

IN EVIDENZA

  • Immagine: In difesa della Patria. Dai soldati di leva ai militari professionisti:  sta funzionando il nuovo modello delle Forze armate italiane?

    Nel 2000 l'Italia ha scelto di passare a un modello militare composto di soli professionisti: meno uomini e donne (da 265 a 190 mila) ma più impegnati all'estero nelle missioni internazionali. La crisi esplosa nel 2008 e i nuovi costi del personale hanno però inciso pesantemente sulla riforma. E anche l'impegno oltre confine è stato ridotto: per il 2018 sono previste 35 operazioni in tre continenti, con un impiego medio di 6.400 militari. Erano 12mila nel 2003.

    In 2000 Italy abandoned compulsory conscription and migrated, after 144 years, to a leaner military model (from 265.000 men and women to 190,000) entirely composed of professionals. International peace-keeping and peace-enforcing missions became the core task of Italian armed forces, but the crisis that exploded in 2008 has deeply affected the fulfillment of the reform. And between reductions in personnel (expected to number no more than 150,000 by 2024), the ageing of the volunteers in service and severe cuts in spending and investment, even the commitment of troops abroad no longer reached the levels of the early 2000s.

  • Immagine: A spese dell’Europa. Le mille e una frode sui fondi comunitari: a quanto ammontano, come funzionano, chi le combatte

    Tra 2014 e 2020 l'Unione europea metterà a disposizione dell'Italia, attraverso fondi strutturali e di investimento, oltre 77 miliardi di euro: 46,5 per le politiche di coesione e 31 per la politica agricola comune. Ma Uvi e Guardia di Finanza dimostrano come, in 6 casi su 10, i contributi finiscono in mano a furbetti, truffatori e criminalità organizzata. Il record va al Mezzogiorno: 85% di frodi sui fondi strutturali. Al Centro va invece il record degli illeciti per agricoltura e pesca.

    Between 2014 and 2020, the European Union is setting aside more than 77 billion euros for Italy in structural and investment funds: 46.5 bn in cohesion policies, and 31 bn for the common agricultural policy. However, the UVI and Italy's Financial Police reveal that in 6 out of 10 cases, these funds end up in the hands of scoundrels, swindlers and organized crime. Southern Italy is the biggest offender, accounting for 85% of structural fund fraud. Central Italy is responsible for the lion's share of offences involving agriculture and fishing.

  • Immagine: L'importante è partecipare. 1996-2017: come (e quanto) ha contribuito il Senato alla formazione delle leggi europee?

    È stato il governo, fino alla XV legislatura, a scegliere e inviare al Parlamento gli atti comunitari da esaminare. Ed è stato un flusso molto discontinuo (2 documenti nel 1999, 115 nel 2000, uno nel 2002) fino a quando, nel 2006, la Commissione europea ha cambiato prassi. Oggi il dialogo Roma-Bruxelles è diretto e continuo: nella XVII legislatura il Senato ha "lavorato" 924 atti europei, di cui almeno 10 segnalati dal governo ogni settimana perchè di interesse nazionale. Come si sono organizzati i senatori per reggere il ritmo?

    Up until the fifteenth legislature, the Italian government chose which Community acts to send to Parliament for examination. The flow varied widely (2 documents in 1999, 115 in 2000, one in 2002) until in 2006 the European Commission amended its standard practice. Today, dialogue between Rome and Brussels is direct and continuous: during the XVII legislature, the Italian Senate "processed" 924 European acts, of which at least ten per week were flagged by the Government as being of national interest. How are Senators organized to cope with this pace?

  • Immagine: Chi inquina, guadagna? Tra SAD e SAF: i sussidi che salvano l'ambiente e i bonus che favoriscono l'inquinamento

    Incentivi, esenzioni, agevolazioni: ogni anno lo Stato spende 76 miliardi di euro solo in termini di spese fiscali. Ma le misure erogate rispettano sempre l'ambiente? Paradossalmente no. Secondo il primo (e ancora parziale) Catalogo dei sussidi ambientali, nel 2016 ben 16,2 miliardi sono stati impegnati per i SAD, sussidi dannosi per l'ambiente, mentre 15,7 miliardi sono stati utilizzati per i SAF, i sussidi ambientalmente favorevoli. Esistono margini per intervenire?

    Incentives, exemptions, benefits: every year the State spends 76 billion Euros on fiscal expenditure. But do these measures always respect the environment? Paradoxically, the answer is no. According to the first (and still incomplete) Catalogue of Environmental Subsidies, drafted by the Ministry of Environment with the technical advice of Sogesid, in 2016 about 16.2 billion Euros were allocated for SADs (EHSs - environmentally harmful subsidies), while 15.7 billion were allocated for SAFs (EFSs - environmentally friendly subsidies). Is there a way to reorganise incentive mechanisms and subsidies in order to make them more consistent with the Italy's environmental targets?

  • Immagine: Fisco. La giungla delle aliquote marginali. Al contribuente conviene sempre lavorare (e guadagnare) di più?

    Aliquote marginali, queste sconosciute. In materia di tasse, gli italiani tendono soprattutto a percepire l'entità complessiva del prelievo, da un lato, e dall'altro i soli scaglioni dell'imposta più conosciuta, l'Irpef. Ma accanto alle cosiddette aliquote esplicite dell'Irpef esistono molte aliquote implicite. È la loro somma a determinare quanto resterà effettivamente in tasca al contribuente una volta pagate le tasse e incassati gli eventuali benefit.

    The Italian tax-benefit system generates a broad range of effective marginal tax rates, with positive and negative values, determining, in some cases, also a "poverty trap" (that is a marginal tax rate higher than 100 percent). The marginal and average tax rates are also sometimes decreasing with growing taxable income, while at a low level of income we have such high tax rates that a disincentive for labour supply may result.

  • Immagine: Come si misura la felicità dei cittadini? Il benessere equo e sostenibile nel ciclo italiano di finanza pubblica

    L'Italia è il primo Paese che, con la riforma del bilancio dello Stato del 2016, ha attribuito ufficialmente al BES un ruolo nell'attuazione delle politiche pubbliche. Il PIL da solo non basta infatti a valutare la felicità di una popolazione, come dimostrano le classifiche della Banca Mondiale: nel 2017 l'Italia rientrava nel 16% dei paesi più ricchi, eppure era solo al 48° posto (su 155) secondo il World Happiness Report. A parità di PIL, insomma, all'Italia mancano alcuni "fattori di felicità".

    Satisfaction, happiness, quality of-life, self-realisation, utility, pleasure: there is an ongoing international debate on whether GDP should be ousted as the sole indicator of well-being. The benchmark on which the progress of a society can be evaluated should not be solely economic. This is demonstrated by the World Bank's per capita GDP classifications: in 2017 Italy was among 16% of the most prosperous countries, but ranked only 48th (out of 155) in the World Happiness Report. In short, given parity of GDP, by comparison with other countries, Italy is lacking in certain "happiness factors".

  • Immagine: Parità vo cercando. 1948-2018, settant'anni di elezioni in Italia: a che punto siamo con il potere delle donne?

    Nella I legislatura della Repubblica sono entrate in Parlamento 4 senatrici e 49 deputate: il 5 per cento. Nel 2018, le parlamentari hanno raggiunto il 35 per cento e il Senato ha eletto il suo primo presidente donna.Che cosa è successo nel frattempo? Su oltre 1500 incarichi di ministro, solo 78 sono andati finora alle donne. Nessuna è diventata presidente del Consiglio.Una sola donna è stata al vertice della Vigilanza Rai, due hanno presieduto l'Antimafia, nessuna il Copasir. E solo 9 donne sono diventate governatrici.

    The first general election in Republican Italy was held on 18 April 1948. In Parliament there were only 49 women, equal to five percent. Almost 30 years and seven parliaments went by before Italy had more than 50 women in Parliament. It happened in 1976. It then took another 30 years to top the threshold of 150 women MPs, in 2006, and it wasn't until 2018 that the Senate's top post was filled by a woman. The 18th Parliament is experiencing another new record: 35%, over one third of women MPs.