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La valutazione in Italia e nel mondo

La Francia l'ha prevista in Costituzione e i paesi di tradizione anglosassone ne hanno fatto una vera e propria consuetudine: la valutazione delle politiche pubbliche è oggi lo strumento più efficace a disposizione di istituzioni e dei cittadini per capire se leggi e regolamenti hanno raggiunto gli obiettivi che si erano proposti, e se i soldi pubblici sono stati spesi bene.

Qui una panoramica - in costante aggiornamento - delle esperienze più significative a livello internazionale.

29. Italia. Le consultazioni pubbliche nel 2016 e le novità 2017

Nel 2016 ci sono state 22 iniziative, di cui 7 proposte da ministeri (ben 5 dal MEF, il più attivo finora) e 15 da altre amministrazioni. Parecchie le criticità ancora da superare: partecipazione limitata, scarsa uniformità nell'uso degli strumenti e dei canali, insufficiente attenzione alla diffusione dei risultati. Cosa dicono la direttiva della ministra e il parere del Consiglio di Stato.

28. Italia. L'AIR nel 2016. La relazione del Governo alle Camere

101 le relazioni AIR presentate, con 16 casi di esclusione e 3 di esenzione: secondo il Governo, l'Italia oggi è in linea con i paesi stranieri. In aumento l'esame delle opzioni alternative e degli effetti prodotti, oltre alle stime dei costi amministrativi introdotti o soppressi. L'invito del Consiglio di Stato: non bisogna "sottovalutare l'AIR" o "reputarla un adempimento meramente formale".

27. Consultazioni pubbliche: il pilastro dell'Open government

Qual è la "performance democratica" di un governo? E' la misura nella quale i processi decisionali sono all'altezza dei principi democratici. Comunicazione, consultazione, partecipazione pubblica sono gli strumenti che, secondo l'OCSE, garantiscono il coinvolgimento dei cittadini in un inclusive policy making.

26. UNEG. Una rete internazionale per le unità di valutazione dell'ONU

Le dieci regole d'oro delle Nazioni Unite per la valutazione: 1) Principi, obiettivi e traguardi condivisi a livello internazionale; 2) Utilità; 3) Credibilità; 4) Indipendenza; 5) Imparzialità; 6) Etica; 7) Trasparenza; 8) Diritti umani e uguaglianza di genere; 9) Competenze valutative a livello nazionale; 10) Professionalità.

25. World Bank. La sperimentazione applicata alla valutazione dello sviluppo

Settanta anni di attività. Oltre 12.000 progetti di sviluppo. Cinque istituzioni distinte ma con l'obiettivo comune di sostenere la crescita dei Paesi più poveri. Grazie anche a un'unità di valutazione nata nel 2005, Development Impact Evaluation (DIME), che ha iniziato a impiegare metodi sperimentali.

24. L'OCSE e il Regulatory Policy Outlook 2015

Come si può garantire una regolamentazione efficace e che soddisfi le esigenze dei cittadini e delle imprese? Secondo l'OCSE la governance del processo legislativo va ampliata ai Parlamenti, alle agenzie di regolazione e ai vari livelli sub-nazionali e internazionali. Coinvolgendo gli stakeholder sin dalle prime fasi e valutando ex post gli obiettivi in modo più sistematico.

23. Messico. Valutazione, misurazione e monitoraggio a 360 gradi

Ricorso diffuso all'analisi di impatto. Una struttura di controllo unitario della qualità e dell'adeguatezza delle analisi. Norme stringenti e sanzioni rigorose. Così, negli ultimi 40 anni, si è affermato un sistema di controllo della regolazione tra i più avanzati al mondo in chiave comparata.

22. Repubblica Sudafricana. Ex ante e in itinere verso l'enforcement

Il Sudafrica è una delle economie emergenti in cui l'OCSE ha promosso la better regulation. Il suo Regulatory Impact Assessment (RIA) è oggi paragonabile a quello in vigore nei paesi più sviluppati. E non mancano elementi di originalità, come l'accento posto sull'enforcement della normativa.

21. Nuova Zelanda. Valutazione e controllo per leggi "di buona qualità"

Programmazione della legislazione, trasparenza e accessibilità delle informazioni, consultazioni diffuse, valutazioni sia ex ante che in itinere ed ex post. Ma anche drafting a livello centrale e controllo pervasivo della performance. Sono i capisaldi neozelandesi per una regolamentazione "di buona qualità".

20. Australia. L'analisi costi-benefici prima della regolazione

L'analisi costi-benefici, attraverso il Regulatory Burden Measure (RBM), calcola per ogni nuova legge il peso degli oneri amministrativi per imprese, comunità ed individui: notifiche, formazione, permessi, procedure, e perfino i ritardi. La differenza tra i costi e i benefici dà una stima ex ante del vantaggio netto per i cittadini, unico risultato che giustifica l'intervento pubblico.

19. Canada. Analisi e valutazione in nome dell'accountability

Come altri Paesi con sistemi di common law (USA, UK, Australia e Nuova Zelanda), il Canada ha reso l'AIR obbligatoria per legge. La sua "architettura istituzionale" è considerata dall'OCSE una best practice. E con la valutazione ex post assicura l'accountability dell'azione di Governo, in nome del "vantaggio netto più elevato" per i cittadini.

18. Stati Uniti. Strumenti innovativi al servizio dell'impact analysis

Una moltitudine di istituzioni coinvolte nella policy analysis, una grande partecipazione degli stakeholder, un ruolo rilevante della programmazione. Ma a caratterizzare gli Usa è soprattutto la ricerca di tecniche innovative, dalla sperimentazione per l'impact analysis al ricorso alle scienze comportamentali, per migliorare l'efficienza delle politiche pubbliche.

17. Regno Unito. Una Better Regulation di qualità "impressionante"

«Impressionanti». E' così che l'Ocse, nella sua ultima review, giudica il vigore e l'ampiezza delle politiche britanniche di Better Regulation. Un secolo e mezzo di esperienza nell'analisi preventiva di impatto e nella valutazione post-legislativa, oltre a un'accurata valutazione delle politiche pubbliche, fanno del Regno Unito un paese di riferimento.

16. Repubblica Ceca. L'analisi ex ante e in itinere

E' stato uno tra gli ultimi paesi OCSE a introdurre l'impact assessment,. Oggi il coinvolgimento dei soggetti interessati alle politiche pubbliche, l'attenzione all'impatto su specifici gruppi sociali, le consultazioni strettamente obbligatorie in fase di proposta legislativa sono considerati gli aspetti qualificanti del caso ceco.

15. Svezia. La valutazione ex ante ed ex post in un modello policentrico

Pluralismo legislativo e organizzativo, e dunque molti centri di valutazione e a molti livelli. Linee guida costantemente aggiornate. Costituzionalizzazione dell'attività di verifica e controllo della regolazione. L'esperienza svedese si caratterizza per la sistematica attenzione ai profili dell'analisi di impatto.

14. Danimarca. Semplificazione e valutazione dagli anni Ottanta

Quality reform. De-burocratizzazione. Miglioramento della performance della PA. Analisi ex ante ed ex post. Consultazioni pubbliche online. Da 30 anni la Danimarca, membro fondatore del SCM Network1, rappresenta un modello istituzionale nei processi di semplificazione e valutazione delle politiche pubbliche.

13. Paesi Bassi. Le politiche per la qualità della legislazione

Da 30 anni i Paesi Bassi puntano a ridurre i costi della regolazione: è obbligatorio valutare ex ante gli oneri di tutta la legislazione d'iniziativa del governo. La valutazione ha permeato l'intera struttura amministrativa. E il modello SCM (Standard Cost Model) è diventato un riferimento internazionale.

12. Germania. Il controllo dei costi della legislazione: il Nationaler Normenkontrolrat

Avvocati di chiara fama, ex amministratori di grandi imprese, ex sindaci di grandi città o amministratori locali, ex parlamentari, esperti di PA: sono i 10 membri dell'NKR. Dal 2006 la loro indipendenza è garantita da irrevocabilità del mandato e da regole molto severe sull'incompatibilità.

11. Germania. Ex ante ed ex post. La valutazione dei benefici a medio- lungo termine.

Negli anni '90 l'obiettivo primario era ridurre la burocrazia, negli anni 2000 misurare le performance e valutare la sostenibilità. Oggi la "regolazione moderna" chiede una valutazione ex ante ed ex post: non solo costi e benefici immediati, ma anche a medio-lungo termine.

10. Spagna. Il programma nazionale di riforme. La qualità della regolazione.

Il ruolo dell'Ufficio per l'esecuzione della riforma amministrativa (OPERA) è degno di una menzione speciale: può essere inserito tra le best practice OCSE in relazione al follow-up e al monitoraggio della valutazione delle politiche orizzontali.

9. Francia. Ex ante ed ex post. La valutazione prevista dalla Costituzione

"Il Parlamento vota le leggi. Controlla l'azione del Governo. Valuta le politiche pubbliche" (articolo 24 della legge costituzionale n. 724 del 2008). E una intera settimana di seduta ogni quattro è dedicata "al controllo dell'azione del Governo e alla valutazione delle politiche pubbliche".

8. L'accordo Legiferare meglio: valutare il costo della non-Europa

Migliorare la qualità della legislazione attraverso 1) la valutazione d'impatto ex ante; 2) la consultazione pubblica, con relativo feedback; 3) la valutazione ex post. E anche l'indicazione, dove possibile, del "costo della non-Europa", cioè il costo pagato se si non intraprende alcuna azione a livello comunitario. Sono gli obiettivi del nuovo Accordo interistituzionale europeo del 2016.

7. L'analisi di impatto nel processo decisionale europeo

Un gruppo interservizi specializzato. Un modello integrato di valutazione - ex ante ed ex post - che prevede una lista di quesiti a cui dare una risposta. Consultazioni pubbliche sui risultati. La Commissione europea è l'istituzione dell'Unione che, dal 2003, ha fatto il maggiore utilizzo dell'AIR.

6. La valutazione di impatto al servizio del Parlamento europeo

Valutazione ex ante, ex post, e dei risultati: dal novembre 2013 uno staff di 200 persone elabora analisi indipendenti a supporto dei parlamentari durante tutto il ciclo legislativo. La Direzione della valutazione d'impatto e del valore aggiunto europeo è uno dei servizi più innovativi offerti all'Europarlamento.

5. Unione Europea. Better regulations for better results

Il 19 maggio 2015, a 52 anni dal primo Formulario degli atti comunitari, la Commissione europea ha approvato l'Agenda Legiferare meglio per ottenere migliori risultati. Tre i capisaldi: semplificazione normativa, riduzione degli oneri amministrativi, analisi di impatto.

4. Italia. Open Government, consultazioni pubbliche e III Piano d'azione nazionale

Trasparenza della PA, lotta alla corruzione, democrazia partecipata: sono i tre assi portanti dell'Open Government. Il Dipartimento della funzione pubblica (DFP) coordina la partecipazione italiana all'iniziativa di partnership multilaterale e promuove l'utilizzo delle consultazioni pubbliche, di cui ha recentemente adottato le Linee guida.

3. Italia. L'AIR nel 2015. La relazione del Governo alle Camere

Nel 2015 le amministrazioni centrali dello Stato hanno prodotto 140 relazioni AIR (erano 72 nel 2008 e 207 nel 2010). La relazione al Parlamento illustra un quadro di miglioramento diffuso, lo sforzo crescente per promuovere la cultura della valutazione e le carenze presenti nel sistema italiano.

2. Italia. L'AIR delle Autorità indipendenti

Alcune Autority hanno adottato i regolamenti ma non hanno una struttura ad hoc. Altre vantano prassi diffuse di consultazioni pubbliche. Alcuni progetti per la misurazione degli oneri amministrativi (MOA) hanno raggiunto risultati pari o addirittura più avanzati delle amministrazioni statali. Come in Consob e Agcom.

1. Italia. L'analisi di impatto della regolazione: la normativa

Introdotta nel 1999. Sperimentata e rivista nel 2005 (con contemporanea introduzione della VIR). Regolamentata nel 2008 e ancora disciplinata nel 2013. In Italia l'AIR è d'obbligo per tutte le tipologie di atti, tranne i disegni di legge costituzionale, le leggi in materia di sicurezza interna ed esterna dello Stato, la ratifica di trattati internazionali.

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