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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 53 (Nuova Serie), ottobre 2019

Il punto di vista degli ex parlamentari

ingresso_bibliotecaDopo aver raccolto, negli articoli dei numeri precedenti, le osservazioni ed i suggerimenti degli utenti esterni, dagli studenti, ricercatori e professionisti ai docenti universitari e giornalisti, e dei dipendenti del Senato che siano anche utenti della Biblioteca, ci siamo ora rivolti agli ex senatori ed ex deputati, che la frequentano per la loro attività politica, lavorativa e di studio. Ricordiamo i tre quesiti della nostra intervista, inerenti il tipo di rapporto con la Biblioteca del Senato, un giudizio sulla scelta di apertura al pubblico e suggerimenti per il futuro. Ringraziamo gli ex parlamentari che hanno avuto la cortesia di rispondere all'intervista e lasciamo loro la parola, "in ordine di apparizione" quali frequentatori delle nostre sale.

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La consuetudine del Senatore Sergio Flamigni di frequentare la nostra Biblioteca risale al 1979, quando, con l'elezione al Senato per l'VIIIlegislatura, dopo tre mandati come deputato, ne divenne così assiduo utente da occupare in maniera pressoché permanente una scrivania nell'allora sala di consultazione riservata ai senatori, la Sala Koch, ampio ambiente della Biblioteca, all'epoca ospitata a Palazzo Madama, nelle adiacenze dell'Aula. Tale assiduità di presenza si protrasse fino al 1987, anno in cui, con la fine della IXlegislatura, si concluse la sua esperienza parlamentare. Ma non si concluse il rapporto con la Biblioteca, mantenuto nei successivi trentaquattro anni e perdurante ancora oggi, con richieste di consultazione di volumi, di copie di articoli da periodici e quotidiani d'epoca, di prestiti di libri, di ricerche parlamentari e bibliografiche, tutte soddisfatte dal personale "con impegno, competenza e puntualità". Il che porta il Senatore ad esprimere un giudizio altamente positivo sul servizio, cui accompagna l'apprezzamento per la scelta di apertura al pubblico, giusta poiché "in armonia con l'articolo 9 della Costituzione repubblicana". Per il futuro esprime l'auspicio che si voglia continuare nel rendere, grazie alla digitalizzazione, sempre più accessibile a parlamentari e cittadini il patrimonio librario e di atti parlamentari custodito dalla Biblioteca.

Appello che è fatto proprio anche dal Senatore Domenico Fisichella, tuttora utente della Biblioteca come durante gli anni dei suoi quattro mandati parlamentari, dalla XIIalla XVlegislatura, nei quali ricoprì gli alti incarichi di Ministro dei beni culturali e ambientali (nella XII) e di Vicepresidente del Senato (nelle XIII e XIV).

"Eccellente" definisce il Senatore Fisichella il suo rapporto con la Biblioteca, il cui patrimonio ben corrisponde alle esigenze di studio del Senatore, già professore ordinario di Dottrina dello Stato e di Scienza della politica. E "positiva" la scelta di diventare anche una biblioteca pubblica.

Questo l'invito programmatico per il prossimo decennio formulato dal Senatore Fisichella, nel quale forse echeggia l'esperienza di Ministro abituato a reclamare fondi di bilancio per il settore della cultura nonché il ricordo dei dibattiti sul bilancio interno del Senato: "Resistere alle limitazioni delle risorse imposte alla Biblioteca, struttura centrale nella vita del Senato".

Nel 1994, con l'inizio della XII Legislatura, il Senatore Roberto Napoli diviene utente della Biblioteca e fa la conoscenza di Giovanni Spadolini, che l'aveva fortemente sostenuta, e che sarebbe scomparso di lì a poco. Il Senatore, che spende parole di elogio per la struttura ed il suo personale, plaude alla decisione dell'apertura al pubblico e ricorda di aver indirizzato alla nostra biblioteca molti studenti universitari per le loro esigenze di studio e di tesi.

Conclusa l'esperienza parlamentare con la fine della XIII Legislatura, il Senatore riprende l'attività saggistica, tornando ad occuparsi delle tematiche legate a lavoro e previdenza, già proprie della sua attività professionale e del suo impegno parlamentare, e valendosi a tal fine del patrimonio della biblioteca del Senato. Lodate strutture e personale, come proposta il Senatore suggerisce la creazione di una sezione di libri scritti da parlamentari, anche allo scopo di accrescere la considerazione dell'Istituzione da parte dei cittadini.

L'Onorevole Franco Russo, già deputato di molte legislature, e da decenni frequentatore della biblioteca della Camera, che ricorda ancora nella vecchia sede a Palazzo Montecitorio, da qualche anno è utente anche della nostra Biblioteca, cui ricorre soprattutto per il servizio, riservato ai parlamentari, di prestito interbibliotecario e per la possibilità di segnalare titoli da acquistare [facoltà di tutti gli utenti; si veda la sezione "Collezioni" nelle FAQ del sito]. Ed è appunto a proposito del servizio di acquisto libri che l'Onorevole Russo, dopo lusinghiere parole espresse per lo staff soprattutto dell'Orientamento, avanza i suoi suggerimenti. Innanzitutto, invitando la biblioteca a verificare il possesso delle opere complete dei grandi pensatori della politica, economia, filosofia, storia nelle edizioni classiche, per colmare eventuali carenze. Secondariamente, da "attento lettore" del Bollettino delle recenti accessioni, propone che si evitino per quanto possibile le duplicazioni di acquisti di volumi fra le due biblioteche del Polo parlamentare.

Il Senatore Walter Vitali già durante le tre legislature in cui ha ricoperto un mandato è ricorso alla biblioteca per raccogliere documentazione da elaborare per la sua attività di parlamentare e continua a farlo ora che è ritornato ad operare a Bologna, ove si occupa di politiche urbane. La consultazione di libri e periodici, il prestito di volumi e soprattutto la consulenza bibliografica, "molto precisa e accurata", sono i servizi che ha utilizzato e che utilizza tuttora. L'apertura al pubblico, in concomitanza con il trasferimento nella nuova sede, contigua alla Biblioteca della Camera, è vista nell'ottica del buon senso di mettere a disposizione di una comunità più ampia una risorsa ricchissima, che, diversamente, sarebbe sottoutilizzata. Ed è vista anche, non dissimilmente da come si è espresso il Senatore Napoli, come un modo per avvicinare i cittadini alle Istituzioni.

Sul fronte dei suggerimenti il Senatore invita ad incrementare il ricorso al web come fonte aggiuntiva per le ricerche bibliografiche ed auspica che, con la crescente diffusione degli e-book, si possa concepire una sorta di prestito a distanza per gli utenti istituzionali che non possano frequentare di persona la biblioteca.

Da ultimo Valerio Zanone, deputato per cinque legislature consecutive e poi senatore nella XV Legislatura, che il 28 agosto, in occasione di una ricerca che stavamo svolgendo per lui [la Biblioteca è aperta anche per tutto il mese di agosto per l'utenza istituzionale], ha risposto con una lettera di carta - così inconsueta ormai- ai nostri quesiti, ricordando come la frequentazione delle Biblioteche del Polo parlamentare sia iniziata dopo la conclusione dei mandati parlamentari.

Una prima volta nel 1994, con la fine della XI Legislatura, quando, per la redazione di un libro, sostò per un biennio nella Sala Galileo: "Dalla finestra si affacciava il Pantheon politeista, nella pittura del soffitto san Domenico incitava le truppe alla strage degli albigesi. In quel tavolo collocato fra il relativismo e l'intolleranza leggevo gli scrittori liberali dell'ultimo novecento [...].

La seconda volta nel 2008, con l'approdo alla nostra biblioteca, dopo la conclusione della XV Legislatura, quando la biblioteca era ormai da cinque anni aperta al pubblico e da uno anche comunicante con quella della Camera. L'apertura al pubblico è salutata dall'Onorevole come un utile servizio reso ai cittadini, soprattutto quelli giovani, che, a loro volta, laureandi e dottorandi, rendono la biblioteca medesima "un luogo di vita creativa". L'obiettivo auspicabile è visto nella biblioteca unitaria del Parlamento, "con importante risparmio di risorse e arricchimento del catalogo". L'appello è a mantenere alto il livello di professionalità e gentilezza: "una virtù cardinale dei bibliotecari è la pazienza".

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