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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 53 (Nuova Serie), ottobre 2019

WePC 2012. Tecnologie per la trasparenza dei parlamenti e la comunicazione con i cittadini

salawepc1Gli sviluppi tecnologici degli ultimi decenni offrono opportunità prima sconosciute di rendere accessibili all'opinione pubblica la politica e le istituzioni, e di consolidare in tal modo i principi democratici della trasparenza, della partecipazione dei cittadini al processo politico e del controllo sull'operato dei governi.

In tale contesto gli organi legislativi vanno oggi assumendo un ruolo di crescente responsabilità, sia per la possibilità che hanno di legiferare in favore di politiche di trasparenza e di libero accesso all'informazione nelle società che rappresentano, sia per la necessità che essi stessi adottino pratiche trasparenti nella conduzione delle proprie funzioni, diventando organismi trainanti nella promozione di una più ampia trasparenza nella società, nelle istituzioni, nelle pubbliche amministrazioni.

La stessa Unione interparlamentare, nell'identificare requisiti minimi e standard da adottare per lo sviluppo di parlamenti democratici, pone in primo piano l'esigenza che un parlamento consenta un libero e adeguato accesso all'informazione tanto sulle procedure che sulla sostanza e i contenuti del proprio lavoro, facendo un uso estensivo dei media, da quelli tradizionali a quelli di ultima generazione, e rendendo pubblici i propri lavori, il proprio calendario, i propri bilanci, i dati e la documentazione prodotta (cfr. Parliament and Democracy in the twenty-first century, a guide to good practice, Geneva, IPU, 2006).

Lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione, l'espansione del web e la crescente disponibilità e diffusione sociale di dispositivi informatici (tra cui quelli mobili), hanno del resto contribuito ad accrescere le stesse aspettative dei cittadini verso una maggiore apertura e trasparenza delle istituzioni legislative, e verso la possibilità di esercitare forme di controllo sull'operato dei propri rappresentanti, di accedere attraverso una molteplicità di canali e di formati a informazioni riguardanti l'attività dei legislatori e delle istituzioni in cui operano, e di essere a loro volta coinvolti nel processo legislativo.

In tale prospettiva i Parlamenti vanno sempre più facendo leva, nello sviluppo delle proprie strategie di comunicazione istituzionale, sui vantaggi che possono derivare da un adeguato sfruttamento delle innovazioni tecnologiche nel campo dell'informazione e della comunicazione.

Il tema dell'uso efficace delle nuove tecnologie per sviluppare adeguati canali di comunicazione (anche bidirezionale) con i cittadini e, più in generale, il tema dell'apertura e della trasparenza delle istituzioni legislative sono oggetto di attenzione e di iniziative da parte del Global Centre for ICT in Parliament fin dagli esordi della sua attività.

Il World e-Parliament Report 2012, i cui risultati sono stati presentati dal Global Centre in occasione della World e-Parliament Conference 2012 a Roma, permette di osservare, attraverso l'analisi dei dati forniti dai 156 Parlamenti - per un totale di 177 Camere - che hanno partecipato al questionario preparatorio, lo stato dell'arte in merito all'utilizzo nei parlamenti delle tecnologie, anche quelle di ultima generazione, al fine di accrescere il proprio grado di trasparenza e attivare canali efficaci di comunicazione con i cittadini.

I siti web, essenziale strumento interno di lavoro per i legislatori e le amministrazioni serventi, rappresentano ormai anche la principale "finestra" attraverso cui i cittadini possono affacciarsi sulle attività dei parlamenti, comprenderne il lavoro, verificare l'operato dei propri rappresentanti. Il riconoscimento della crescente importanza dei siti web parlamentari e dell'arricchimento della loro funzione è anche testimoniato dalla decisione da parte dell'Unione Interparlamentare e del Global Centre di pubblicare, nel 2009, una versione aggiornata e rivista delle linee guida per i siti web parlamentari, la cui prima edizione risaliva al 2000 (Guidelines for Parliamentary Website, Geneva, IPU, 2009). Il Report 2012, anche attraverso la comparazione con i dati delle edizioni precedenti (2008, 2010), rileva come la quantità, tempestività e diversificazione delle informazioni messe a disposizione sui siti web parlamentari e la varietà di formati e piattaforme attraverso cui l'attività legislativa e istituzionale diviene accessibile siano andate crescendo nel corso degli ultimi anni.

Accanto ai siti web e alle tecnologie di comunicazione e informazione più "tradizionali" alcuni parlamenti stanno esplorando le potenzialità offerte da social media (quali Facebook e Twitter) e tecnologie interattive per sperimentare nuove forme di comunicazione bidirezionale e partecipativa tra cittadini e istituzioni. L'interesse suscitato dal tema dell'utilizzo dei social media in tale contesto emerge anche a livello internazionale: l'Unione Interparlamentare, il Global Centre for ICT in Parliament, l'Associazione dei Segretari Generali dei Parlamenti e la sezione delle biblioteche e dei servizi di ricerca parlamentari dell'IFLA stanno infatti lavorando alla redazione di linee guida sui social media per i parlamenti la cui versione conclusiva sarà presto disponibile in rete.

Stando ai dati del World e-Parliament Report 2012, va detto che un numero ancora piuttosto esiguo di parlamentiha intrapreso questa direzione ed è riuscito a disegnare una strategia coerente di utilizzo di tali strumenti per sviluppare le proprie politiche di comunicazione. Il Rapporto menziona tuttavia alcune sperimentazioni di successo riscontrate in taluni parlamenti quali, per citare alcuni esempi, la Camera dei Comuni del Regno Unito, la Camera dei deputati Brasiliana, il Parlamento europeo. Ad ogni modo, rileva ancora il Report, i nuovi "media partecipativi" appaiono per la prima volta, nel 2012, nel novero dei primi dieci strumenti utilizzati dai parlamenti per comunicare con i cittadini, con un significativo incremento percentuale rispetto ai dati riscontrati nel Rapporto del 2010. L'utilizzo di tali strumenti appare tutto sommato ampiamente distribuito sul piano geografico pur se legato, per intuibili motivi anche infrastrutturali, al livello di reddito del paese di riferimento.

Merita peraltro un cenno in questa sede il fatto che in alcuni parlamenti siano proprio le biblioteche a fare da apripista nell'utilizzo dei social media in ambito parlamentare, per dialogare con i propri utenti e con i cittadini in merito alle attività del parlamento.

La World e-Parliament Conference 2012 ha costituito, come lo erano state le sue precedenti edizioni (2007, 2008, 2009, 2010), un utile momento di confronto e dibattito sui temi della trasparenza e dell'apertura dell'istituzione parlamentare e della sua capacità di comunicazione con i cittadini. Hanno partecipato al dibattito e discusso di questi temi Presidenti e membri di parlamento, Segretari generali, funzionari e tecnici delle amministrazioni parlamentari, esperti e rappresentanti di organizzazioni internazionali e della società civile.

La conferenza, dedicata sostanzialmente al tema dell'Open Parliament - parlamento aperto - ha visto svolgersi diverse sessioni che, affrontando il tema secondo approcci diversi, hanno permesso lo scambio di idee sul piano della gestione strategica e della più ampia visione politica come anche l'illustrazione di casi concreti e la condivisione degli aspetti tecnici legati all'implementazione di singole tecnologie. Il confronto sul tema ha spaziato: dal generale discorso dell'impatto della tecnologia sull'apertura dei parlamenti, al rinnovamento e adeguamento delle piattaforme già in uso (come i siti web); dalle sfide (politiche, tecniche, di sicurezza, procedurali) insite nell'utilizzo dei media partecipativi all'uso dei dati aperti per incrementare la trasparenza; dall'accesso all'informazione tramite dispositivi mobili, fino al più consueto, ma sempre cruciale, tema degli strumenti per la accurata redazione e tempestiva pubblicazione dei resoconti delle sedute parlamentari, in plenaria e in commissione.

Si possono menzionare, per citare solo alcuni contributi: la descrizione della ristrutturazione del sito web come impulso per la modernizzazione da parte del Senato spagnolo; l'illustrazione da parte del Congresso del Cile del programma Senador Virtual e del sito Democracia en Vivo attraverso cui i cittadini possono seguire la discussione di un progetto di legge e dialogare in merito con i parlamentari nel corso della seduta stessa; ancora, le riflessioni sui fattori che incidono sull'uso effettivo dei media partecipativi e le sperimentazioni effettuate nel 2010 da parte della Camera dei Consiglieri del Giappone; i progressi compiuti nell'introduzione delle tecnologie nell'Assemblea nazionale dello Zambia; l'illustrazione del panorama degli strumenti di interazione via internet dei membri del Parlamento europeo; l'excursus, da parte della Camera dei Lord del Regno Unito, sulle variabili che possono determinare il successo nell'uso delle tecnologie e dei media partecipativi (ad esempio dinamicità degli strumenti, integrazione di video e testi, capacità di suscitare l'interesse dei cittadini e di superare gli ostacoli dovuti al digital divide, multimedialità); vantaggi e valore aggiunto nell'uso di dati aperti per accrescere la trasparenza, secondo l'ottica della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti; o, ancora, l'analisi dell'impatto, sulla Camera dei deputati del Brasile, della legislazione sull'accesso all'informazione.

Il Parlamento italiano ha avuto parte attiva in questo dibattito, attraverso la presenza di propri rappresentanti politici, oltre che di alcuni funzionari, nei panel di diverse sessioni e la partecipazione ai momenti di discussione successiva. Sul piano politico, i parlamentari presenti hanno ribadito l'importanza del principio della trasparenza delle istituzioni e la necessità di un impegno coordinato e organico, su più fronti, per il raggiungimento di tali obiettivi, sia da parte delle istituzioni che dei singoli parlamentari. Sul piano tecnico la conferenza ha dato modo di illustrare, ad esempio, i progetti e servizi che il Senato sta sviluppando per favorire la trasparenza delle attività svolte attraverso l'uso di formati aperti e tecnologie mobili (si veda in questo numero l'articolo sulla partecipazione del Senato alla Conferenza) o, ancora, l'approccio che la Camera dei deputati ha sviluppato nei confronti dei linked open data per incrementare trasparenza, interoperabilità ed efficienza dell'istituzione.

Come già illustrato nell'articolo introduttivo di questa rubrica la trattazione del tema della trasparenza e dell'apertura dei parlamenti verso i cittadini è stata integrata, durante l'ultima mattinata dei lavori, da una sessione dedicata alle leggi sulla trasparenza e la libertà di accesso all'informazione e da una sessione su apertura, dialogo e partecipazione, che ha visto protagonisti i rappresentanti delle principali "Organizzazioni per il monitoraggio dei parlamenti" (Parliamentary Monitoring Organisations) che hanno tra l'altro lanciato ufficialmente, in quella sede, la loro "Dichiarazione sull'apertura parlamentare".

Per una più completa informazione sui lavori della Conferenza e per conoscere i contenuti dei singoli interventi è possibile reperire in linea, rispettivamente sul sito del Global Centre e sul sito della Camera dei deputati le presentazioni e i video integrali delle sessioni.

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