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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 53 (Nuova Serie), ottobre 2019

Il punto di vista di studenti, ricercatori e professionisti

salagiuridicarotondaMinervaWeb quest'anno ha deciso di festeggiare il suo decimo anno di apertura al pubblico, avvenuta a giugno 2003. Ed ha scelto di farlo dedicando al tema, per tutto il 2013, il suo speciale e lasciando la parola ai suoi utenti istituzionali ed al pubblico esterno. Nelle sei puntate del 2013 si esprimeranno volta per volta le diverse categorie di frequentatori e fruitori della Biblioteca, cui abbiamo sottoposto una breve intervista e che ci hanno formulato pareri e suggerimenti. Iniziamo, dunque, a conoscere meglio gli utenti esterni, dando voce soprattutto a studenti, ricercatori e professionisti.

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Roberto Tuccini, laureando in storia moderna, capitato per caso nella nostra Biblioteca (accompagnava un amico, ci racconta), che riteneva specializzata soprattutto nelle materie giuridiche, ha fatto la piacevole scoperta di trovare una gran quantità di testi anche antichi attinenti i suoi studi: da quel momento la nostra Biblioteca, di cui ha avuto modo di apprezzare anche l'ambiente accogliente e la disponibilità del personale per le ricerche bibliografiche, è divenuta un punto di riferimento prioritario per la redazione della sua tesi. Quali le richieste per il futuro? Continuare con la digitalizzazione dei documenti (di cui il nostro utente aveva ricevuto ampia informazione durante il corso sugli atti parlamentari), collegare l'opac del Polo Bibliotecario Parlamentare al catalogo SBN, attivare una connessione wifi nelle sale di consultazione, estendere il prestito al pubblico esterno.

Francesco Puri, giunto nella nostra Biblioteca per consiglio di un amico e divenutone abituale frequentatore, e i cui interessi di studio si rivolgono al diritto civile, esordisce con un'affermazione di grande semplicità: "Andare in biblioteca significa fare una cosa bella", bella per l'atmosfera che si incontra (il silenzio, la location unica, a due passi dal Pantheon, la sterminata quantità di testi, da cui si è circondati, la riscontrata disponibilità del personale tutto) e che "ti dà la carica per cercare, conoscere ed arricchirti". Auspicando anch'egli una connessione wifi, giudica la nostra come "una delle migliori biblioteche della Capitale dove poter studiare e fare ricerca": sarà nostro impegno continuare a meritarci tali apprezzamenti.

Gabriele Marchese, che sta preparando la tesi di laurea specialistica in Relazioni Internazionali presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università Roma Tre, ci racconta di essere utente della nostra Biblioteca da circa un anno e conferma il giudizio positivo sul patrimonio librario e sulla scelta di metterlo a disposizione dei cittadini, ponendo l'accento sull'importanza non solo dell'apertura al pubblico delle due biblioteche della Camera e del Senato ma soprattutto sulla creazione del Polo, sinergia che ha ampliato i servizi per gli utenti. Fra i desiderata anch'egli propone l'estensione del prestito agli utenti non istituzionali.

Ludovica Durst frequenta da anni la nostra Biblioteca, dapprima per preparare la sua tesi di laurea specialistica in relazioni internazionali, successivamente per la tesi conclusiva di un master su tematiche di diritto parlamentare ed attualmente per l'attività di studio e ricerca nell'ambito del dottorato su argomenti prevalentemente di diritto costituzionale. Anche nelle sue parole torna l'apprezzamento per l'ambiente, sia per l'atmosfera che si respira, che "aiuta e facilita la concentrazione" sia per la funzionalità dei locali (la contiguità fra sale di studio e servizi di prestito, ad esempio). Dettagliati, anche se non tutti realizzabili nell'immediato, i suggerimenti per il futuro: una guida topografica sul materiale disponibile nelle varie sale, la messa online di indici tematici, il prolungamento degli orari di apertura (anche per il sabato) il prestito agli esterni magari solo per il weekend.

E' il lavoro a portare nella nostra Biblioteca Michela De Vincenza ed è per lei molto importante ottimizzare i tempi della ricerca: a far ciò la aiuta la disponibilità e professionalità che ci racconta di aver incontrato nel personale della Biblioteca. Nell'apertura al pubblico viene colta, con parole significativamente simili a quelle adoperate da Ludovica Durst, una valenza simbolica e insieme pratica, di aprire al cittadino un luogo emblematico delle istituzioni e rendere concretamente accessibile un enorme patrimonio. Perseguìta, quest'ultima finalità, anche attraverso le iniziative di formazione, cui la nostra utente ha partecipato.

E per il futuro? Per il futuro Michela De Vincenza ci carica di una responsabilità grande, soprattutto nei confronti dei giovani, della quale cercheremo di essere all'altezza. Ci piace concludere riportando integralmente le sue parole:

"La Biblioteca depositaria della memoria di un popolo, dello Stato, della nazione potrebbe rendere viva e attiva la conoscenza che custodisce creando un ponte con le nuove generazioni, per trasmettere loro il senso di continuità della storia; dell'importanza di essere cittadini attivi e vigili per costruire e consolidare le strutture di una comunità umana civile e moderna, affinché si possa continuare a scrivere edificanti pagine della storia umana.

Il Senato, quale organo collegiale costituito da "anziani-saggi", con la sua Biblioteca-custode della storia, si potrebbe adoperare per la formazione della libera coscienza delle generazioni future, conferendo così continuità nel tempo ad un agire umano che sia responsabile.

Dalla Biblioteca del Senato potrebbero partire iniziative rivolte anche ai più giovani (ad es. attraverso le scuole), per avviare un processo che diffonda la cultura del rispetto delle istituzioni e che permetta di ri-valutare la loro funzione pubblica, troppo spesso mortificata dalle vicende di malcostume. Iniziative volte alla ri-qualificazione delle istituzioni e delle loro funzioni, che attraverso atti concreti perseguano l'obiettivo di avvicinare, con rispetto, i cittadini alle istituzioni e al ruolo che queste dovrebbero svolgere, abituando soprattutto i giovani ad una coscienza civile attiva".

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