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26 maggio 2025 | Numero 102
Immigrazione

Convertito in legge il decreto sul contrasto dell'immigrazione irregolare

contrasto dell'immigrazione irregolare

Nella seduta del 20 maggio l'Assemblea del Senato ha approvato definitivamente il ddl n. 1493 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 37/2025 sul contrasto dell'immigrazione irregolare, già approvato dalla Camera il 15 maggio. Nella votazione dell'articolo unico del provvedimento, sulla quale il Governo ha posto la questione di fiducia, sono stati espressi 90 voti favorevoli, 56 contrari e un'astensione.

Il provvedimento espande le funzioni della struttura di Gjadër in Albania,  realizzata in base al Protocollo del 6 novembre 2023. Alle funzioni di accoglienza degli stranieri ritrovati all'esterno del mare nazionale o a seguito di operazioni di Search and rescue (SAR), si aggiungono quelle di Centro di permanenza per il rimpatrio, equiparato agli altri ubicati in territorio italiano. La direzione centrale immigrazione del Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell'interno potrà quindi disporre assegnazioni e trasferimenti presso il centro di Gjadër, senza che tali provvedimenti abbiano effetti sulla procedura di espulsione o respingimento alla quale lo straniero è sottoposto e senza necessità di convalida da parte dell'autorità giudiziaria. È inoltre autorizzata la cessione gratuita di motovedette all'Albania e vengono prorogate al 2026 le deroghe per costruire e ampliare i CPR. Per ulteriori approfondimenti si rinvia al dossier predisposto dai servizi studi del Parlamento.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato in sede referente nella 1a Commissione nella seduta antimeridiana del 20 maggio con la relazione del senatore Della Porta (FdI). Su proposta del Presidente Balboni, la Commissione ha deliberato di fissare il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno alle 14 della stessa giornata.
Si è quindi svolta la discussione generale, con gli interventi dei senatori Giorgis, Parrini (PD), Musolino (IV), Cataldi (M5S), De Cristofaro (AVS), Paroli (FI-BP), De Priamo (FdI), Gelmini (Cd'I) e Tosato (LSP). Gli esponenti dell'opposizione hanno criticato il provvedimento, sia per il problema ricorrente della mancanza di tempo per l'esame in seconda lettura, sia nel merito delle disposizioni assunte, giudicate inefficaci a gestire il fenomeno migratorio e lesive dei diritti dei richiedenti asilo. I senatori della maggioranza e il sottosegretario per l'interno Molteni, intervenuto in replica, hanno difeso il provvedimento, sottolineando la portata innovativa dello strumento rappresentato dai centri realizzati in Albania e la sua conformità al nuovo approccio dell'UE in materia di migrazione e asilo.

Nella successiva seduta pomeridiana della stessa giornata il Presidente Balboni ha dato conto della presentazione di 255 emendamenti e 6 ordini del giorno, pubblicati in allegato al resoconto. Ha quindi proposto di non proseguire l'esame, per l'impossibilità di concluderlo in tempi compatibili con l'ordine del giorno dell'Assemblea. Si sono espressi in senso contrario i senatori De Cristofaro (AVS), Giorgis (PD), Cataldi (M5S) e Musolino (IV), che hanno ribadito le critiche al Governo per l'abuso della decretazione d'urgenza e la compressione dei tempi di esame del Parlamento in sede di conversione dei decreti-legge. Posta ai voti, la proposta di non proseguire l'esame è stata approvata e il Presidente Balboni si è impeganto a riferire in Assemblea sull'andamento dei lavori.

La discussione in Assemblea

Il 20 maggio il senatore Balboni (FdI) ha riferito in Assemblea sulla mancata conclusione dei lavori in sede referente.

Sono state quindi illustrate le questioni pregiudiziali QP1, QP2 e QP3, rispettivamente dai senatori Magni (AVS), Alessandra Maiorino (M5S) e Giorgis (PD). Al termine della discussione, nella quale sono intervenuti i senatori Dafne Musolino (IV), favorevole, e Lisei (FdI), contrario, le proposte sono state respinte in un'unica votazione, con 85 voti contrari e 60 favorevoli.

Nella discussione generale hanno preso parte i senatori Valeria Valente, Sandra Zampa (PD), Scalfarotto (IV) e Maria Domenica Castellone (M5S). Tutti gli oratori hanno denunciato l'inefficacia, l'alto costo e l'impronta propagandistica del decreto; hanno contestato la mancanza di umanità e di visione strategica, nella convinzione che i migranti andrebbero considerati una risorsa e non un problema. Il sottosegretario per l'interno Molteni ha difeso la linea del Governo Meloni a favore dell'immigrazione legale e contro quella irregolare, sottolineando il calo del 60 per cento dei flussi illegali nel 2024, grazie a decreti, accordi internazionali e Piano Mattei. Ha difeso il modello Albania come strumento efficace per la gestione dei rimpatri e rivendicato il ruolo guida dell'Italia nell'affermazione di una linea europea più severa.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento Ciriani ha quindi posto la questione di fiducia, a nome del Governo, sull'approvazione, senza emendamenti, dell'articolo unico del disegno di legge, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Nella discussione sulla questione di fiducia sono intervenuti i senatori Dafne Musolino (IV), Felicia Gaudiano (M5S) e Parrini (PD).

Per dichiarzioni di voto favorevole a nome dei rispettivi Gruppi sono quindi intervenuti i senatori Mariastella Gelmini (Cd'I), che ha definito il dl una soluzione innovativa per contrastare l'immigrazione illegale e criticato l'opposizione per il pregiudizio ideologico e per aver ignorato in passato sprechi nel sistema di accoglienza; Occhiuto (Fi-BP), che ha riconosciuto il valore dell'immigrazione, insistendo sulla necessità di percorsi ordinati e governati: i CPR, se ben regolati, sono strumenti necessari per evitare caos, sfruttamento e marginalizzazione; Tosato (LSP), che ha elogiato i CPR come strumenti essenziali contro la clandestinità, ha rivendicato i risultati su sbarchi e rimpatri e accusato la sinistra di buonismo generalizzato, chiedendo l'espulsione dei migranti che delinquono; Balboni (FdI), che ha difeso l'accordo con l'Albania come pienamente coerente con l'intesa bilaterale originaria, ribadendo la legittimità dei CPR, istituiti e potenziati da precedenti Governi di centrosinistra, accusando l'opposizione di essere stata incapace di garantire sicurezza e sostenibilità. Hanno dichiarato voto contrario i senatori Borghi (IV), che ha contestato l'efficacia della "deterrenza" e denunciato sprechi legati alla trasformazione dei centri, denunciando un'operazione di propaganda che mina la democrazia; De Cristofaro (AVS), che ha accusato il Governo di trasformare i CPR in strumenti di detenzione prolungata fuori dai confini nazionali, in violazione dei diritti umani e degli accordi internazionali, evidenziando il rischio di violazioni costituzionali e diplomatiche; Cataldi (M5S), che ha denunciato l'incompetenza e l'improvvisazione dell'Esecutivo, richiamando l'inadeguatezza dei CPR e proponendo di investire nei Paesi d'origine, affrontando le cause profonde delle migrazioni con cooperazione, sviluppo e visione europea; Delrio (PD), che ha accusato il Governo di nascondere le proprie debolezze dietro la fiducia e di non aver mai avviato una vera politica sull'immigrazione regolare, contestando l'approccio securitario e l'uso della paura, invitando a una gestione strutturale e condivisa a livello europeo.

Interni

Convertito in legge il decreto sull'assicurazione dai rischi di calamità naturali

assicurazione dai rischi di calamità naturali

Nella seduta del 21 maggio l'Assemblea del Senato ha approvato definitivamente, con 78 voti favorevoli, nessuno contrario e 53 astensioni, il ddl n. 1482 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 39/2025 sull'assicurazione dai rischi catastrofali, già approvato dalla Camera l'8 maggio.

Il provvedimento, approvato dalla Camera l'8 maggio, è composto da due articoli. Il primo proroga i termini per la stipula delle polizze: 1° ottobre 2025 per le medie imprese, 31 dicembre per piccole e micro, mentre resta il 31 marzo per le grandi. L'inadempienza impedisce l'accesso ai contributi pubblici, con decorrenze differenziate per tipologia di impresa; è prevista una proroga anche per le imprese della pesca e acquacoltura. Vengono definiti i criteri per valutare il valore dei beni assicurabili; si prevede un sistema di monitoraggio sui premi assicurativi affidato al garante per la sorveglianza dei prezzi e a IVASS per evitare aumenti ingiustificati. Sono esclusi dall'assicurabilità gli immobili non regolari, che perdono anche l'accesso a indennizzi pubblici. L'articolo 2 stabilisce l'entrata in vigore immediata del decreto per evitare la scadenza dell'obbligo al 31 marzo 2025.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato in sede referente nella 9a Commissione il 13 maggio con la relazione del senatore Ancorotti (FdI).

Il 13 e 14 maggio si è svolta la discussione generale, con gli interventi dei senatori Martella (PD), Aurora Floridia (Aut), Fregolent (IV) e Sabrina Licheri (M5S). I Gruppi di opposizione hanno criticato, in particolare, la decisione di far pesare gli oneri degli eventi catastofali sulle imprese.

Nella seduta del 20 maggio il Presidente De Carlo (FdI) ha comunicato la presentazione di 69 emendamenti e 24 ordini del giorno, pubblicati in allegato al resoconto. In seguito all'espressione di parare contrario del sottosegretario per le imprese e il made in Italy Bitonci e del relatore, tutte le proposte emendative sono state poste in votazione e respinte, ad eccezione di quelle decadute per assenza dei proponenti. Tra quelli accolti, si segnalano gli ordini del giorno G/1482/6/9 (testo 2), G/1482/7/9 (testo 2), G/1482/8/9 (testo 2) e G/1482/9/9 (testo 2), che impegnano il Governo a valutare l'opportunità di successive misure tese a risolvere le criticità della normativa sull'obbligo assicurativo di imprese che hanno in concessione beni culturali di rilevantissimo valore, e gli ordini del giorno G/1482/13/9 (testo 2), G/1482/14/9 (testo 2), G/1482/15/9 (testo 2) e G/1482/16/9 (testo 2) sulla possibile estensione dell'obbligo assicurativo ad eventi calamitosi ulteriori rispetto a quelli già previsti. Quindi i senatori Franceschelli (PD) e Sabrina Licheri (M5S) hanno dichiarato voto di astensione dei rispettivi Gruppi e la Commissione ha conferito mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge esaminato, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.

La discussione in Assemblea

Il 21 maggio il relatore Ancorotti ha illustrato il disegno di legge all'Assemblea.

Nella discussione generale hanno preso parte i senatori Magni (AVS), Gisella Naturale (M5S), Mara Bizzotto (LSP) e Beatrice Lorenzin (PD). Il relatore ha sollevato la questione della responsabilità globale sul cambiamento climatico, criticando Paesi come Cina e India per l'alto inquinamento, e ha ricordato che i costi assicurativi sono deducibili dal reddito d'impresa, abbattendo così l'imponibile fiscale. Il sottosegretario per le imprese e il made in Italy Bitonci ha rivendicato il coraggio di introdurre l'obbligo assicurativo, mai attuato dai precedenti Governi; ha difeso il principio di mutualità contro gli emendamenti che volevano escludere alcune imprese, per evitare premi più alti nelle aree fragili, e ha aperto alla possibilità di nuove forme di incentivazione nella prossima legge di bilancio.

Durante l'esame dell'articolato sono stati accolti gli ordini del giorno G1.6 (testo 2) e G1.14 del senatore Martella (PD) e altri; G1.7 (testo 2) della senatrice Fregolent (IV); G1.11, G1.12, G1.13, G1.17, G1.20 (testo 2) e G1.21 del senatore Franceschelli (PD) e altri.

Nelle dichiarazioni finali sono intervenuti, annunciando voto favorevole, i senatori Salvitti (Cd'I), che ha spiegato che il provvedimento è un passo fondamentale per affrontare i rischi catastrofali, sottolineando l'urgenza di una copertura assicurativa obbligatoria per ridurre l'impatto economico e sociale dei disastri naturali; Rosso (FI-BP), secondo cui il dl, migliorato dal dibattito parlamentare, costituisce un passo avanti nella cultura della prevenzione e nella responsabilizzazione del tessuto produttivo; Bergesio (LSP), che ha apprezzato le misure per riconoscere la complessità delle grandi imprese tramite una maggiore autonomia negoziale, auspicando che il sistema creditizio valorizzi le imprese più assicurate; Simona Petrucci (FdI), che ha chiarito che il provvedimento fornisce ristori più rapidi e introduce criteri chiari per la determinazione del valore assicurato, rivendicando l'azione normativa coraggiosa come concreta risposta alle richieste delle imprese. I Sen. Silvia Fregolent (IV), Magni (AVS), Sabrina Licheri (M5S) e Franceschelli (PD) hanno dichiarato l'astensione. Pur apprezzando la proroga per le PMI, IV si è detta contraria all'obbligo senza prima aver regolato i rapporti con le assicurazioni: le aziende rischiano costi elevati senza garanzie di ristoro certo; AVS ha denunciato l'ipocrisia del Governo, che da un lato nega l'emergenza climatica e dall'altro impone l'obbligo assicurativo per le PMI, senza politiche strutturali di prevenzione e una visione sul dissesto idrogeologico e sulla transizione ecologica; M5S ha criticato duramente il decreto in quanto tardivo e punitivo per le imprese, soprattutto quelle più fragili, contestando l'impostazione del Governo, che scarica le inefficienze su chi produce, senza fornire reali strumenti di sostegno né investimenti adeguati per il contrasto al dissesto e la tutela del territorio; il PD ha ribadito che l'assicurazione obbligatoria non può sostituire l'intervento pubblico in prevenzione e messa in sicurezza dei territori: i costi assicurativi imposti alle microimprese rischiano di compromettere la loro sostenibilità, aggravando disuguaglianze tra territori colpiti da eventi calamitosi.

Istruzione

Approvato in prima lettura il ddl di conversione del decreto su PNRR e avvio dell'anno scolastico

PNRR e avvio dell'anno scolastico

Nella seduta del 22 maggio l'Assemblea del Senato ha approvato in prima lettura il ddl n. 1445 di conversione del decreto-legge in materia di attuazione del PNRR e avvio dell'anno scolastico 2025/2026. Nella votazione finale dell'articolo unico del provvedimento, sulla quale il Governo ha posto la questione di fiducia, sono stati espressi 88 voti favorevoli, 55 contrari e un'astensione. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

Tra le misure, assunte dal Consiglio dei Ministri il 28 marzo, si segnalano disposizioni per il completamento della riforma degli Istituti tecnici, per l'emissione di un nuovo bando di selezione in materia di asili nido, per il finanziamento degli esami di abilitazione all'esercizio della professione di guida turistica. Ulteriori interventi riguardano l'attivazione delle classi e gli incarichi temporanei nelle scuole paritarie, la limitazione a due degli anni scolastici per i quali può essere sostenuto un unico esame di idoneità, i finanziamenti per la fornitura di libri di testo agli alunni disagiati e per l'avvio di percorsi di formativi dei docenti in materia di prevenzione della tossicodipendenza e del disagio giovanile.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato in sede referente nella 7a Commissione il 16 aprile con la relazione della senatrice Cosenza (FdI), in sostituzione del Presidente relatore Marti (LSP).

La procedura informativa sul provvedimento, avviata il 16, si è conclusa il 23 aprile. La documentazione acquisita nel corso delle audizioni è disponibile sulla pagina web della Commissione, al pari di quella trasmessa.

Il 29 aprile sono stati pubblicati l'ordine del giorno e gli emendamenti presentati e si è conclusa la fase di illustrazione degli stessi. Il 6 maggio il Presidente Marti ha comunicato una serie di riformulazioni e modifiche alle sottoscrizioni degli emendamenti presentati. Tra il 7 e il 14 maggio si è svolta la votazione degli emendamenti, risultando approvati, tra gli altri, il 3.1000 (testo 2) del relatore, sull'utilizzo delle risorse residue del PNRR assegnate al Ministero dell'istruzione e del merito, il 3.0.7 (testo 2), più gli identici 3.0.8 (testo 2), 3.0.9 (testo 2) e 3.0.10 (testo 2), sull'attuazione degli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza in materia di edilizia scolastica, accolti all'unanimità, e l'emendamento del Governo 6.0.100, che interviene sulla Carta del docente e sul diritto al rimborso dei soggetti presso i quali è utilizzata. Inoltre è stato accolto l'ordine del giorno G/1445/1/7, sulle iniziative di contrasto del fenomeno dei "diplomifici".
Nella seduta del 20 maggio la Commissione ha proceduto all'esame degli emendamenti precedentemente accantonati. A seguito dei pareri espressi dal Presidente relatore e dal rappresentante del Governo, alcuni emendamenti sono stati riformulati (testi in allegato al resoconto) ed altri ritirati. Sono stati quindi posti ai voti e approvati diversi emendamenti, tra i quali le proposte 1.10 e 1.12, che ampliano le finalità ascritte ai percorsi di istruzione tecnica e ne definiscono i curricoli, e 1.31, volta a favorire l'orientamento attivo nella transizione scuola-università e verso il mondo del lavoro. È stato inoltre approvato l'emendamento 1.0.1 (testo 2) in materia di preruolo universitario, a prima firma del senatore Occhiuto (FI-BP) e sottoscritto nel corso della seduta anche dalle senatrici Versace (Cd'I), Murelli (LSP), Campione e Cosenza (FdI): la proposta prevede per università ed enti pubblici di ricerca la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato (cosiddetti «incarichi post-doc») di durata almeno annuale, finanziati con fondi interni ovvero da soggetti terzi sia pubblici che privati, nonché «incarichi di ricerca» destinati a giovani studiosi in possesso di laurea magistrale o a ciclo unico da non più di sei anni. Tra gli altri emendamenti approvati, si segnalano le proposte: 2.0.5, che incrementa di 6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026 il Fondo unico nazionale per il finanziamento della retribuzione per i dirigenti scolastici; gli identici emendamenti 3.101 (testo 2) e 3.102 (testo 3), che incrementano il "Fondo unico per l'edilizia scolastica" con 10.000.000 di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026; 10.0.3 (testo 2) che, in deroga a quanto previsto dai contratti sulla mobilità interregionale dei dirigenti scolastici, rende disponibile per l'a.s. 2025/2026 il 100 per cento del numero dei posti vacanti in ciascuna regione; 3.0.18 (testo 3) sul reclutamento del personale docente delle università. Nella seduta del 21 maggio sono stati infine approvati l'emendamento 3.0.12 (testo 2)/5a Commissione, in recepimento del parere della Commissione bilancio non ostativo condizionato ad una modifica, nonché le proposte Coord. 1 e Coord. 2, presentate dal relatore e pubblicate in allegato al resoconto. È stato quindi conferito il mandato al presidente relatore Marti a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo risultante dagli emendamenti approvati.

L'esame in Assemblea

Il 21 maggio il relatore Marti (LSP) ha illustrato il disegno di legge all'Assemblea, sottolineando l'intensa attività istruttoria svolta in Commissione, con 228 emendamenti esaminati, apportando diverse modifiche che hanno rafforzato il testo originario, anche su proposta dei Gruppi di opposizione. Sono state introdotte nuove misure per il reclutamento nel mondo accademico e scolastico, misure per ridurre il precariato tramite l'inserimento negli elenchi regionali e nuove tipologie contrattuali per i ricercatori universitari, come incarichi post-dottorato e incarichi di ricerca a tempo determinato. Sono stati incrementi i fondi per l'edilizia scolastica e per i servizi educativi all'infanzia; in materia di welfare studentesco, viene aumentato lo stanziamento per la fornitura di libri di testo agli studenti in condizioni di disagio, con estensione di contributi per spese di locazione a studenti universitari fuori sede con requisiti di merito. Si sono inoltre introdotte norme per contrastare i "diplomifici" e per sostenere l'internalizzazione degli ITS Academy, con agevolazioni fiscali sulle borse di studio.

Nella discussione generale sono intervenuti i senatori Vincenza Aloisio, Nave (M5S), Elena Cattaneo (Aut), Annamaria Furlan (IV), Verducci (PD) e Scurria (FdI). Il Ministro per i rapporti con il Parlamento Ciriani ha posto la questione di fiducia, a nome del Governo, sull'approvazione, senza emendamenti, dell'articolo unico del ddl di conversione, con modificazioni, del dl n. 45, nel testo proposto dalla Commissione. Alla discussione sulla questione di fiducia hanno preso parte i senatori Dafne Musolino (IV), De Cristofaro (AVS), Patuanelli (M5S) e Boccia (PD).

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato la fiducia i senatori Occhiuto (FI-BP), che ha rivendicato l'introduzione degli incarichi post-doc e di ricerca, frutto di emendamenti condivisi, per rendere il sistema universitario più flessibile e attrattivo per i giovani studiosi; Paganella (LSP), che ha sottolineato il ruolo del Ministero del merito e il superamento di vecchi ideologismi egualitari per premiare i più capaci, rivendicando emendamenti della Lega per edilizia scolastica, welfare studentesco e stabilizzazione del personale docente e dirigente; Carmela Bucalo (FdI), che ha valorizzato la riforma degli istituti tecnici come risposta concreta alle esigenze del mercato del lavoro e del territorio, enfatizzando l'importanza della meritocrazia nel reclutamento, l'introduzione precoce dell'informatica e il contrasto alle dipendenze. Hanno negato la fiducia i sen.Daniela Sbrollini (IV), che ha lamentato la mancanza di visione pedagogica e di investimenti strutturali, specie per precari e giovani: si è persa un'occasione di confronto costruttivo; De Cristofaro (AVS), che ha accusato il Governo di una visione tecnocratica e punitiva sulla scuola e contestato l'assenza di attenzione ai territori marginali, lamentando il rifiuto di tutte le proposte migliorative dell'opposizione, specie su disagio scolastico e inclusione; Barbara Floridia (M5S), che ha denunciato l'uso inefficiente dei fondi PNRR destinati alla scuola e gravi tagli alle ore di insegnamento, disapprovando l'anticipo dell'alternanza scuola-lavoro al secondo anno; Cecilia D'Elia (PD), che ha stigmatizzato il decreto per un'impostazione classista e regressiva, che aggrava le diseguaglianze sociali ed educative nei territori più deboli, contestando i tagli agli organici scolastici e la riduzione delle ore nelle materie generali.