Nella seduta del 20 novembre l'Assemblea del Senato ha
approvato definitivamente, con 83 voti favorevoli, 47 contrari e
un'astensione, il disegno di legge n.
1086, interventi in materia di sicurezza stradale e
delega al Governo per la revisione del codice della strada.
La proposta prevede un rafforzamento dei controlli e un
aggravamento delle sanzioni per guida in stato di ebbrezza o
dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti, anche con
prescrizione di utilizzo del dispositivo alcolock. Sono rese più
rigorose le norme sulla sospensione della patente in rapporto ai
punti posseduti dal titolare e si inaspriscono le pene per
l'abbandono di animali su strada, equiparandolo all'omicidio
stradale se provoca incidenti. Altre disposizioni riguardano la
micromobilità (assegnazione di un contrassegno di riconoscimento
ai monopattini elettrici), l'estensione a tre anni dei limiti di
cilindrata per i neopatentati, la promozione della cultura della
guida sicura e della prevenzione (corsi di guida sicura,
dispositivi antiabbandono per i bambini sotto i tre anni,
campagne informative e di comunicazione), la realizzazione di
corsie ciclabili e un inasprimento delle sanzioni relative alle
violazioni più frequenti e pericolose delle regole della strada
(utilizzo di dispositivi elettronici durante la guida, sosta e
feramta negli spazi riservati ai disabili). Il disegno di legge
prevede, inoltre, una delega al Governo per la revisione e il
riordino della disciplina concernente la motorizzazione, la
circolazione e la segnaletica stradale.
L'esame in sede referente
Il disegno di legge di iniziativa governativa, approvato dalla
Camera dei deputati il 27 marzo, è stato incardinato nell'8a
Commissione il 17
aprile con la relazione del senatore De Priamo (FdI). Il 7
maggio è stato avviato un ciclo di audizioni informali che si è
concluso il 2 luglio. Il 3 luglio si è svolta la discussione
generale. L'11 settembre sono stati pubblicati gli emendamenti
e ordini del giorno presentati. L'8 ottobre il
sottosegretario Ferrante ha reso nota la posizione contraria del
Governo sull'approvazione di ulteriori modificazioni al testo
del ddl approvato in prima lettura dalla Camera, specificando
tuttavia la disponibilità a considerare l'accoglimento delle
proposte dei Gruppi in specifici ordini del giorno, che
l'Esecutivo considererebbe vincolanti ai fini della
predisposizione dei successivi decreti delegati. Il 9 ottobre la
Commissione, con distinte votazioni, ha respinto tutti gli
emendamenti riferiti agli articoli 1, 2 e 3. Il 16 ottobre sono
stati illustrati gli emendamenti riferiti agli articoli 4, 5, 7,
8, 9 e 10, che sono risultati tutti respinti, ad eccezione
dell'emendamento 10.0.2 che è stato ritirato dalla senatrice Di
Girolamo (M5S) e trasformato nell'ordine del giorno G/1086/47/8,
volto ad estendere l'ambito delle attività di revisione che
possono essere affidate in concessione a imprese di
autoriparazione, al fine di ridurre il carico di lavoro degli
uffici della Motorizzazione. Nella seduta del 22
ottobre è terminato l'esame degli emendamenti, che sono
risultati tutti respinti, ad eccezione del 15.55 della senatrice
Sironi (M5S), sulla distanza di sicurezza tra autoveicolo e
bicicletta in caso di sorpasso, e del 16.0.2 della senatrice Di
Girolamo (M5S), sull'installazione di dispositivi di
segnalazione della sagoma anche per veicoli di vecchia
immatricolazione, trasformati negli ordini del giorno G/1086/48/8
(testo 2) e G/1086/49/8,
successivamente accolti dal Governo. In seguito ad una
sospensione, l'esame è ripreso
con l'espressione del parere del sottosegretario Ferrante e dei
relatori sugli ordini del giorno. Tra quelli di maggioranza,
sono risultati accolti il G/1086/14/8,
del relatore De Priamo, che impegna il Governo a disciplinare il
"cumulo giuridico" in caso di violazioni reiterate nella stessa
giornata e gli ordini del giorno G/1086/18/8
(testo 2), G/1086/21/8
e G/1086/26/8
(testo 2) del senatore Rosso (FI). Questi ultimi impegnano
rispettivamente il Governo a rivedere la destinazione dei
proventi derivanti dalle sanzioni per violazioni al codice della
strada, chiarendo in particolare i soggetti che dovranno
incassarli e prevedendo la destinazione prioritaria ad
interventi di riduzione dei pericoli e manutenzione stradale, ad
adottare regole chiare in merito alle modalità di circolazione
di ciclisti e conducenti di velocipedi, categoria che
ricomprende anche tutti i dispositivi di micromobilità
individuale, e a prevedere eventuali riduzioni delle sanzioni o
forme di pagamento agevolate per le fasce di reddito più basse.
Tra gli ordini del giorno presentati dall'opposizione, è
risultato accolto il G/1086/38/8
(testo 2), Basso (PD) e altri, che impegna il Governo ad
elaborare le linee guida per una pianificazione urbana orientata
alla mobilità con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dall'auto
privata, promuovendo modelli di sviluppo urbano secondo
l'approccio delle "Città a 15 minuti".
La Commissione ha infine conferito mandato ai relatori De Priamo
e Minasi (LSP) a riferire favorevolmente sul disegno di legge
nel testo approvato dalla Camera dei deputati.
La discussione in Assemblea
Nella seduta del 19
novembre il disegno di legge è stato illustrato in
Assemblea dai relatori De Priamo e Minasi. Si è quindi svolta la
discussione generale, alla quale hanno preso parte i senatori
Potenti, Bergesio (LSP), Sandra Zampa, Irto (PD), Cinzia
Pellegrino, Rosa (FdI), Licia Ronzulli, Rosso (FI-BP), Aurora
Floridia (Misto-AVS) ed Elena Sironi (M5S). I Gruppi di
maggioranza hanno concordato sull'urgenza di riformare il codice
della strada per migliorare la sicurezza, soprattutto tra i
giovani e nei contesti urbani, e sull'opportunità
dell'introduzione di misure preventive, come l'educazione nelle
scuole, l'alcolock, l'uso obbligatorio del casco per i
monopattini, e di nuove tecnologie nonché di sanzioni più
rigorose. I Gruppi di opposizione hanno criticato la riforma,
ritenendola insufficiente nel prevenire gli incidenti,
specialmente tra i giovani, e hanno accusato il Governo di
favorire i veicoli a motore a discapito di pedoni e ciclisti,
limitando la protezione per i più vulnerabili.
Nella seduta del 20
novembre si è svolto l'esame dell'articolato, nel corso
del quale sono stati accolti diversi ordini del giorno: G9.150
(testo 2) della senatrice Fregolent (IV); G22.150
del senatore Romeo (LSP); G23.150
(testo 2) del senatore Sigismondi (FdI) e altri; G23.151
della senatrice Sironi (M5S); G35.151
(testo 2) dei senatori Simona Malpezzi (PD) e Mazzella
(M5S); G35.152
dei senatori Potenti e Germanà (LSP).
Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole
Michaela Biancofiore (Cd'I), che ha apprezzato in particolare la
tolleranza zero su comportamenti pericolosi e l'attenzione al
contrasto dell'abbandono di animali domestici; Rosso (FI-BP),
che ha sottolineato il ruolo attivo di Forza Italia nel
miglioramento del testo, con emendamenti approvati alla Camera e
ordini del giorno che impegnano il Governo a recepirne i
contenuti nei decreti attuativi; Tilde Minasi (LSP), che ha
lodato il lavoro del Ministro Salvini per una riforma necessaria
e coraggiosa, citando misure concrete per proteggere i
cittadini, soprattutto i giovani, e promuovere una cultura del
rispetto; Sigismondi (FdI), che ha sottolineato l'urgenza della
revisione del codice della strada, a fronte delle tragiche
statistiche sugli incidenti: per fermare la "mattanza" il
Governo Meloni ha deciso di intervenire prontamente, adottando
misure più severe contro chi guida sotto l'effetto di alcol,
droghe o cellulare. Hanno annunciato voto contrario i senatori
Spagnolli (Aut), secondo cui il provvedimento punta solo a
inasprire sanzioni e pene, ignorando la necessità di prevenzione
tramite manutenzione stradale, mobilità alternativa e riduzione
del traffico; Silvia Fregolent (IV), che ha denunciato
l'impostazione centralista del testo, che limita i poteri dei
sindaci nella gestione delle città, e denunciato l'assenza di
misure per migliorare la mobilità sostenibile; Aurora Floridia
(AVS), che ha accusato la maggioranza di strumentalizzare il
dolore delle vittime di incidenti stradali e ignorare le
richieste delle loro associazioni; Gabriella Di Girolamo (M5S),
che si è soffermata sugli effetti negativi delle nuove regole
sui monopattini elettrici, che, oltre a penalizzare un settore
in crescita, spingeranno molti a tornare all'uso dell'auto,
aumentando emissioni di CO2 e inquinamento; Basso (PD), secondo
cui il nuovo codice della strada è un'occasione mancata: si
permette ai neopatentati di guidare auto potenti, si riduce
l'efficacia dei dispositivi di controllo della velocità e si
ostacola la creazione di zone a traffico limitato,
contraddicendo l'evoluzione delle città moderne.