Ordine del Giorno n. G9.150 al DDL n. 1086

G9.150 (testo 2)

Fregolent

Accolto

Il Senato,

          in sede di esame del disegno di legge 1086 recante "Interventi in materia di sicurezza stradale e delega al Governo per la revisione del Codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285",

     premesso che:

          quello dei bus turistici in Italia rappresenta un settore economico significativo, che dà lavoro a oltre 20.000 persone, con altrettanti bus che viaggiano sulle strade italiane, creando ricchezza per circa 2,5 miliardi di euro l'anno e permettendo di valorizzare al meglio la vocazione turistica dell'Italia, accompagnando i turisti alla scoperta dell'arte di cui le nostre città sono imperniate;

          i bus turistici del nostro Paese percorrono annualmente oltre 1,7 miliardi di chilometri, generando un indotto diretto di consumi e servizi (si pensi a titolo esemplificativo alle guide turistiche e alle aziende di manutenzione delle flotte) e un notevole ritorno per i conti pubblici, se si considerano i 270 milioni di euro di accise derivanti dall'acquisto dei carburanti ed i 100 milioni di euro incassati direttamente dai Comuni attraverso l'emissione dei ticket per l'accesso alle ZTL;

          ad oggi, il settore sta affrontando delle difficoltà derivanti dalla mancanza di autisti, che le associazioni di categoria maggiormente rappresentative stimano a circa 7.000 unità. Detto numero di lavoratori appare difficilmente reperibile nel breve periodo, in particolare tra i neo-maggiorenni;

          avvicinare i più giovani al settore risulta difficile, e nei prossimi 5 anni si prevede una perdita di lavoratori ed expertise del settore dovuta al limite di età per l'idoneità della patente D, che attualmente è fissato a 68 anni;

          se si prendono in considerazione i Paesi europei a noi più vicini sia culturalmente che territorialmente, il limite anagrafico per il conseguimento della patente D è presente solo in Italia;

          tale limite pone le aziende italiane operanti nel settore in forte svantaggio rispetto a quelle competitor operanti nei principali mercati europei;

          l'approdo dei lavoratori alla categoria di autisti di bus turistici è generalmente molto elevata, e che l'età pensionabile nel nostro Paese cresce costantemente;

          l'eliminazione del limite anagrafico per la guida con patente D potrebbe rappresentare un intervento risolutivo anche sotto l'aspetto sociale e occupazionale, al fine di permettere il passaggio di conoscenza tra le generazioni più esperte di autisti e quelle ancora acerbe,

     impegna il  Governo:

          nel rispetto della normativa unionale vigente, a rivedere il limite anagrafico previsto per l'ottenimento della patente D, valutando la possibilità di permettere ai lavoratori del settore di proseguire nel servizio su base volontaria anche oltre i 68 anni, tenuto conto prioritariamente delle esigenze di sicurezza della circolazione che impongono la previa verifica della idoneità psicofisica degli stessi.