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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 58 (Nuova Serie), agosto 2020

La Biblioteca dell'Istituto svizzero di Roma

Si ringrazia per la scheda la dottoressa Romina Pallotto e Davide Palmieri per le foto.

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Storia

La nascita della biblioteca dell'Istituto svizzero risale ai mesi immediatamente successivi all'apertura ufficiale dell'istituto avvenuta nell'aprile del 1949. Da lungo tempo si avvertiva, infatti, in Svizzera la volontà di far conoscere e promuovere la propria cultura scientifica e artistica nella città di Roma nel momento in cui iniziavano a riprendere i contatti culturali con le rappresentanze dei paesi stranieri interrotti a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale.

Subito dopo l'apertura ufficiale, dunque, e a seguito dell'avvio di un programma residenziale che aveva lo scopo di accogliere giovani ricercatori e artisti per approfondire le proprie ricerche e studi, venne sollecitata con una certa insistenza la richiesta di realizzare una biblioteca interna. Si rendeva necessario trovare un luogo di lavoro per quei ricercatori e artisti che sarebbero rimasti nella città per un periodo di almeno 12 mesi. La biblioteca non doveva essere solo luogo di lavoro per i borsisti interni ma anche luogo di incontro per tutti coloro che fossero interessati a familiarizzare con le istituzioni e le culture della confederazione. La biblioteca era, dunque, coinvolta a pieno titolo nella promozione dello sviluppo delle relazioni culturali tra Svizzera e Italia e facilitatore - come si direbbe oggi - anche del dialogo con le istituzioni straniere a Roma.

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Collezioni

Il nucleo centrale della collezione della biblioteca ha origine in due fondi speciali: il fondo Holzer e il fondo Maraini. Il primo, donato dall'artista svizzero Adolphe Jacob Holzer annovera testi di storia dell'arte e archeologia: si tratta di libri riccamente illustrati, di pregiatissima qualità per manifattura e disegni in lingua tedesca e francese.

Il secondo fu donato da Carolina Maraini-Sommaruga, moglie dell'imprenditore ticinese Emilio Maraini che aveva fatto costruire all'inizio del XX secolo la Villa destinata successivamente a diventare la sede dell'Istituto svizzero. Si trattava di un fondo comprendente opere di letteratura latina e francese, spartiti musicali, romanzi di letteratura italiana e testi di natura politica, legati all'attività parlamentare del marito.

Fu così che i fondi originari della biblioteca, costituiti dai libri di Holzer e da quelli della contessa, aprirono ai futuri indirizzi scientifico ed artistico della collezione, caratterizzandone da subito il profilo. Negli anni si è arricchita di numerose donazioni con testi di ricerca accademica e anche di tipo generalista. Sin dalla sua fondazione si attribuì alla biblioteca una duplice funzione: da un lato essa doveva svolgere un servizio di supporto documentario all'attività della ricerca interna dell'Istituto e, dall'altro, proporsi come centro di raccolta e di studi dell'operato culturale svizzero in Italia.

La raccolta storica è arricchita da testi relativi alla cultura svizzera dei primi anni del Novecento e anche da materiale raro, soprattutto grandi formati e foto.

Nella collezione sono comprese un centinaio di riviste specializzate, cataloghi di mostre, estratti, opuscoli, materiale audio-visivo e materiali di consultazione generalista. Oltre ai fondi storici la biblioteca ospita il fondo Helbling, raccolta preziosa per i volumi attinenti alla storia della chiesa, alla filosofia, alla storia moderna e contemporanea. La consistenza maggiore della collezione si rileva per il settore delle arti figurative - pittura, scultura, disegno, architettura, storia dell'arte seguita dalle scienze dell'antichità - storia, archeologia, filologia classica e dalla letteratura antica, latina e greca. Si possono distinguere due tipologie di raccolta: una di carattere scientifico-artistico, destinata ai borsisti residenti e alle loro ricerche e una di tipo generalista, Helvetica, destinata a un pubblico esterno interessato alla Svizzera, alla sua storia, alle sue tradizioni locali.

© Davide PalmieriEsse definiscono una fisionomia per metà scientifica e per metà artistica, volta a integrare arte e scienza in una commistione unica nel suo genere e nella quale si rispecchia la visione culturale e strategica di un'istituzione che «sostiene e diffonde la ricerca, l'arte e la creazione elvetiche in Italia». La collezione vanta attualmente un patrimonio di circa 45.000 titoli, mentre il numero dei volumi è attestabile all'incirca intorno alla cifra di 47/48.000 unità. Ciò che rende preziosa la biblioteca è soprattutto la sua collezione storica unica al mondo, quella di Paul Collart che ha affidato alla collana interna dell'Istituto svizzero - la Bibliotheca Helvetica Romana - la pubblicazione dei suoi studi su Palmira, Le sanctuaire de Baalshamin à Palmyre, opera tra le più importanti al mondo per lo studio dell'archeologia. La raccolta si pregia anche del fondo Lasserre, filologo svizzero di fama internazionale. Di questo studioso, oltre alla sua biblioteca personale costituita di circa 2.000 volumi, ci è recentemente giunta una preziosissima trascrizione del palinsesto vaticano della Geografia di Strabone risalente agli anni 1949-1950 mentre era anch'egli borsista all'Istituto svizzero. Si tratta di una trascrizione di un codice greco che oggi non è pressoché più leggibile.

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Collaborazioni e progetti

In quanto a impegni e collaborazioni la biblioteca condivide il catalogo online URBS con altre 4 biblioteche di istituti stranieri a Roma: il Koninklijk Nederlands Instituut te Rome (KNIR, si veda l'articolo in questa rubrica sul n. 33 di MinervaWeb), l'Institutum Romanum Finlandiae (IRF), Det norske institutt i Roma (INR, si veda l'articolo in questa stessa rubrica sul n. 30 di MinervaWeb), Real Academia de España en Roma (RAER) e partecipa con altre biblioteche straniere e romane al discovery tool URBiS. Tre i progetti attualmente in essere: la Bibliografia Romana, una base dati online specializzata sulla ricerca delle pubblicazioni italiane e straniere di vario ambito disciplinare che hanno per oggetto la città di Roma dal Medioevo alla più recente attualità con copertura a partire dal 1989 (vi partecipano attualmente 15 biblioteche presenti su Roma); la partecipazione a OCLC Art Discovery Group Catalog per dare maggiore visibilità ai patrimoni e alle collezioni delle biblioteche con cui siamo federati; la presenza di un posto d'ascolto della Fonoteca nazionale svizzera, per accedere all'archivio sonoro del patrimonio svizzero digitalizzato: registrazioni di musica classica, rock, jazz, libri narrati, racconti e piéces teatrali, interviste, documenti di ricerca e collezioni private, trasmissioni radio e tv.

L'Istituto svizzero, nei suoi progetti volti a promuovere la formazione, la ricerca e l'innovazione in uno scambio con i partner italiani, punta a rafforzare l'indirizzo scientifico delle collezioni della biblioteca e a migliorare il suo ruolo di supporto alla ricerca per renderla più aggiornata e funzionale. Essa, inoltre, al fine di migliorare i suoi servizi consolida le sue reti di sistema presenti all'interno della città di Roma, individuando istituzioni partner con cui condividere risorse e servizi. Tra i progetti futuri anche la realizzazione di una Biblioteca digitale che amplierà l'accessibilità delle sue risorse anche per un pubblico a distanza. Si intende così valorizzare le collezioni attraverso progetti di digitalizzazione e potenziare l'accesso digitale con la progressiva sostituzione delle risorse cartacee con quelle in rete.

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Accesso e servizi

In merito ai servizi di fornitura documenti e prestito interbibliotecario, la biblioteca dell'Istituto svizzero aderisce come biblioteca richiedente a NEBIS, network delle biblioteche universitarie e di ricerca e dei centri di informazione della Svizzera di area germanofona; a RÉRO, network delle biblioteche universitarie, pubbliche e specializzate della Svizzera occidentale di area francofona; a SBN, la rete delle biblioteche italiane statali, di enti locali, universitarie, di istituzioni pubbliche e private.

Per quanto riguarda le sale di lettura e consultazione, la biblioteca dispone di spazi di lettura con posti di lavoro e sale attrezzate a disposizione dei borsisti residenti fornite di pc, stampanti, scanner e fotocopiatrice.

L'apertura al pubblico è dal lunedì al venerdì dalle 09.30 alle 13.00 solo su appuntamento, scrivendo all'indirizzo di posta elettronicabiblioteca@istitutosvizzero.it. È richiesta la presentazione di un documento d'identità

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Indirizzi e recapiti:

Via Ludovisi, 48 - 00187 Roma

tel.: 06 420 422 03

E-mail: biblioteca@istitutosvizzero.it

Sito web: https://www.istitutosvizzero.it

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