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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 53 (Nuova Serie), ottobre 2019

Testi antichi di diritto per la valorizzazione di un patrimonio culturale europeo: la Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic/BeicDL)

BEICIl 16 maggio si è svolta presso la sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato una tavola rotonda di presentazione della Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic), con particolare riferimento alla biblioteca digitale (BeicDL) e alla sezione storico giuridica di quest'ultima.

Il pomeriggio di presentazione è stato introdotto dal prof. Antonio Padoa Schioppa, primo presidente della Beic, che ne ha illustrato il progetto e ricostruito le diverse fasi realizzative.

La Biblioteca europea è sostenuta da una fondazione nata nel 2004, con la partecipazione del MiBACT, del MiUR, del Politecnico e dell'Università degli studi di Milano, della Regione Lombardia, del Comune di Milano, dell'Istituto lombardo e dell'Associazione Milano Biblioteca del 2000.

Il progetto intende dotare l'Italia di una grande biblioteca di nuova concezione, fisica e digitale, diversa e complementare rispetto alle biblioteche storiche, civiche e universitarie, sul modello di alcune grandi biblioteche straniere (come ad esempio la sezione Haut-de-jardin della nuova Bibliothèque Nationale de France). Libero accesso, scaffale aperto, multidisciplinarietà, multimedialità, selettività e qualità sono le parole chiave del progetto Beic che, in attesa della costruzione della biblioteca fisica, ha portato intanto alla realizzazione della sezione digitale, formata attualmente da oltre 20 collezioni virtuali che spaziano dalla letteratura alla matematica, dall'arte all'economia, dall'idraulica al diritto: una raccolta compiuta dei classici della cultura umanistica e scientifica europea dal mondo antico al presente, offerti alla lettura in edizioni libere da copyright.

Il senatore Pietro Ichino è intervenuto ricordando come lo sviluppo e la tutela della cultura rappresentino uno dei principi fondamentali della nostra carta costituzionale e dichiarando l'interesse nazionale per un progetto che, sebbene nato in ambito lombardo, ha assunto un rilievo particolare per la valorizzazione del patrimonio italiano e europeo. Per tale ragione si è fatto portavoce della necessità di un sostegno anche economico al progetto da parte dello Stato.

Emanuele Conte ha citato un recente rapporto della Commissione europea in materia di ricerca e innovazione, intitolato Open innovation, open science, open to the world, che chiarisce come le indicazioni della Commissione vadano nella direzione dell'open access e della massima condivisione dei risultati della ricerca. Conte ha evidenziato come il progetto BeicDL si ponga esattamente nel solco tracciato dalla Commissione, per esempio nella pubblicazione dei volumi delle collane dell'Istituto storico italiano per il Medioevo.

Claudia Storti, focalizzando la sua attenzione in particolare sulla sezione storico giuridica della biblioteca digitale, ha sottolineato come la disponibilità in formato elettronico delle fonti normative medievali e moderne agevoli enormemente il lavoro degli studiosi.

Danilo Deana, coordinatore tecnico della Fondazione Beic, ha fornito alcuni dati tecnici e numerici particolarmente significativi: circa 14 milioni di immagini per oltre 35 mila documenti; 4800 utenti unici al mese, con un trend in costante crescita di oltre il 20%; accordi strategici con Wikipedia, l'Incunabula Short Title Catalogue (ISTC) della British Library e il Gesamtkatalog der Wiegendrucke (GW) della Staatsbibibliothek di Berlino, che utilizzando e rimandando alle collezioni, le rendono raggiungibili anche dall'estero o da utenti non specialisti.

La sezione della BeicDL dedicata al Diritto europeo medievale e moderno si rivela particolarmente utile anche per l'utenza della Biblioteca del Senato, per la presenza di fonti del diritto vicine e, spesso, complementari a quelle possedute e digitalizzate dal Senato. Comprende infatti, oltre ai 300 volumi pubblicati dall'Istituto storico italiano per il Medioevo (in particolare nella collana delle Fonti per la storia d'Italia): classici del diritto comune, circa 870 testi dei secoli XII-XVIII, provenienti in gran parte dalla raccolta del Senato milanese conservata presso l'Università di Milano; le immagini di 3000 manoscritti giuridici medievali, tratte dalla enorme campagna di microfilmatura realizzata tra gli anni '60 e gli anni '80 del Novecento dall'istituto milanese in oltre 200 biblioteche europee; infine circa 300 statuti in edizioni a stampa dal 1490 al 1967, per la quasi totalità relativi a località appartenute al Ducato di Milano. La sovrapposizione con la raccolta dei 160 statuti pubblicati dal Senato (in questo caso solo manoscritti ed edizioni antiche) è scarsissima (solo 5 edizioni del '400-'500), e dunque le due collezioni digitali si integrano perfettamente. Presso la Biblioteca del Senato è possibile comunque consultare la versione cartacea di oltre il 55% delle edizioni digitalizzate sul sito della Beic.

L'incontro si è concluso con le considerazioni di Francesco Paolo Tronca, attuale presidente della Fondazione BEIC, circa gli obiettivi ancora da raggiungere, primo fra tutti la realizzazione della biblioteca fisica, uno spazio pubblico deputato alla trasmissione del sapere, un centro di aggregazione, un luogo di riferimento per la cultura italiana ed europea.

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