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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 56 (Nuova Serie), aprile 2020

Un bilancio del 2013

Il 2013 è stato per la Biblioteca del Senato l'anno del decimo anniversario della sua apertura al pubblico, un anno di bilanci da numerosi punti di vista, per verificare se le scelte fatte in questi dieci anni hanno prodotto gli effetti sperati e hanno saputo rispondere positivamente ai cambiamenti intervenuti nel contesto di riferimento.

Se da un lato i risultati di questi primi dieci anni di apertura al pubblico si possono dire lusinghieri (come emerge dal quadro tracciato nel numero di giugno 2013 di MinervaWeb), dall'altro non c'è dubbio che, in particolare durante questo ultimo anno, la Biblioteca ha dovuto fare i conti con situazioni contingenti e fenomeni di contesto che sono certamente rilevanti per le sue prospettive future.

Innanzitutto, si deve ricordare che il 2013 ha visto l'insediamento di un nuovo Parlamento a seguito delle elezioni politiche del 28 febbraio, con una percentuale di rinnovamento della sua composizione particolarmente elevata, in un momento molto delicato per la vita economica e sociale del Paese. Per effetto delle politiche di contenimento della spesa e delle prospettive di riforma delle istituzioni parlamentari, si è accentuata la spinta propulsiva verso il rafforzamento del Polo bibliotecario parlamentare - e dunque verso un'integrazione sempre più significativa delle Biblioteche di Senato e Camera -, allo scopo di realizzare economie di scala e di garantire il mantenimento di standard di rendimento elevati nonostante i considerevoli tagli di bilancio intervenuti.

In secondo luogo, non si può passare sotto silenzio il processo - in corso già da diversi anni - di "dematerializzazione" dei contenuti informativi, ossia da un lato la loro transizione al formato digitale e dall'altro la loro messa a disposizione attraverso la rete (in alcuni casi la rete aperta, in altri casi le Intranet istituzionali), con la conseguente trasformazione delle modalità di interazione tra le biblioteche e i loro utenti.

Un'adeguata considerazione di questi elementi di contesto permette di inquadrare i dati registrati nel 2013 nella giusta prospettiva.

Per quanto riguarda ad esempio il dato sui visitatori (Grafico 1), la Biblioteca del Senato si mantiene sui livelli del 2012 e fa registrare anche per quest'ultimo anno più di 29.000 presenze (erano quasi 30.000 nel 2012). È però interessante osservare che mentre l'aumento considerevole delle presenze presso la Biblioteca del Senato nel 2012 (da 25.500 del 2011 a 29.900 nel 2012) aveva avuto come contraltare il ridimensionamento delle presenze presso la Biblioteca della Camera (da 41.700 nel 2011 a 37.500 nel 2012), il 2013 ha visto la Camera tornare quasi a 40.000 presenze senza alcun ridimensionamento da parte del Senato. Il risultato è che per l'intero Polo bibliotecario le presenze complessive sono aumentate di quasi 2.000 unità (da 67.400 nel 2012 a 69.300 nel 2013).

grafico 1

Dunque, per i processi cui si accennava precedentemente, il Polo bibliotecario parlamentare va considerato sempre più come una realtà unitaria, le cui componenti si influenzano reciprocamente, e dunque i relativi dati di funzionamento e di servizio vanno letti in maniera integrata.

Gli elementi di contesto sono indispensabili anche nella valutazione dei dati relativi alle richieste di consultazione e prestito. Per quanto riguarda la Biblioteca del Senato, nel 2012 e 2013 si è registrato un ridimensionamento del numero complessivo delle richieste rispetto agli anni precedenti (che comunque già mostravano un trend discendente dopo il picco del 2007 in cui si erano censite quasi 17.000 richieste di consultazione). Gli ultimi due anni vedono le richieste attestarsi poco al di sotto o al di sopra delle 12.000, il che probabilmente va messo in relazione da un lato con il considerevole ridimensionamento degli acquisti di materiale librario (nell'ultimo anno scesi del 60%), dall'altro con lo spostamento progressivo degli utenti sulle risorse digitali ed elettroniche sia gratuite sia acquisite dalla Biblioteca sotto forma di accesso alle banche dati. La crescita senza interruzione del dato degli accessi alle postazioni pubbliche (cui nell'ultimo anno si è affiancata la possibilità di utilizzo del WIFI), nonché i dati sulle ricerche effettuate nel complesso delle banche dati acquisite dalla Biblioteca del Senato sembrerebbero confermare questa ipotesi (grafico 2).

grafico 2

Ad avvalorare questa ipotesi è la crescita costante delle sessioni di ricerca sui database delle singole testate quotidiane messe a disposizione del Polo dalla Biblioteca del Senato, che è responsabile dei quotidiani cartacei e digitali, sulla base degli accordi previsti dal Protocollo di intesa: i dati di alcune delle testate digitali sono presentati nel grafico 3.

grafico 3

Negli stessi termini si possono probabilmente interpretare i dati relativi al prestito (riservato all'utenza istituzionale). Si osserva infatti che il numero di prestiti è in diminuzione (da quasi 2.500 nel 2009 a circa 1.700 nel 2013) così come quello degli utenti del prestito (da oltre 1.000 nel 2009 a circa 775 nel 2013). Anche in questo caso, infatti, le possibilità per parlamentari e dipendenti di Camera e Senato di accedere direttamente dalle loro postazioni alle risorse informative (ebook, periodici elettronici, giornali in digitale ecc.) sono aumentate, nonché la loro conoscenza e familiarità con questi nuovi strumenti, cosicché la necessità del libro cartaceo si va ridimensionando.

Sembra invece andare in direzione opposta la necessità di utenti interni ed esterni di essere assistiti nella ricerca di informazione, il che suggerisce che - nonostante la sempre maggiore disponibilità di documentazione elettronica o forse proprio per questo - non è sempre semplice individuare le informazioni di proprio interesse, soprattutto quando si parla di documentazione specialistica. Le richieste di assistenza nella ricerca bibliografica e normativa sono infatti considerevolmente aumentate rispetto al 2012 (da circa 600 a oltre 700) tornando sui livelli degli anni precedenti.

Nella stessa linea si inserisce la considerevole richiesta di formazione da parte degli utenti, confermata non solo dal numero crescente degli iscritti ai corsi di formazione su "La ricerca in biblioteca" regolarmente organizzati dalla Biblioteca (vedi articolo su Minervaweb dell'agosto 2013), ma anche dalle richieste sempre più numerose da parte di enti, scuole e istituzioni di organizzare moduli formativi ad hoc per l'aggiornamento del loro personale.

Evidentemente, pur restando importante lo spazio fisico come luogo di studio, di interazione e di accesso alle risorse informative a pagamento, il ruolo della Biblioteca - e del Polo bibliotecario parlamentare - si sposta sempre di più nella direzione di fornitore di contenuti digitali e di formatore all'utilizzo di tali risorse. In questa direzione bisognerà dunque investire nel prossimo futuro anche per dare risposte costruttive ai fenomeni di contesto citati in apertura di questo articolo.

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