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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 50 (Nuova Serie), aprile 2019

Una fotografia dei lettori della Biblioteca

ingressoA cinque anni dal primo sondaggio, abbiamo nuovamente sottoposto ai frequentatori della Biblioteca un questionario al fine di raccogliere alcuni dati di dettaglio utili a conoscere la tipologia, gli interessi e le preferenze dei nostri lettori, oltre che per ascoltare la voce del nostro pubblico e acquisire elementi di programmazione che rendano sempre più agevole la fruizione delle risorse.

La rilevazione si è svolta in due settimane distinte, una a gennaio (dal 21 al 26) ed una ad aprile (dall'8 al 13), e i questionari - a disposizione degli utenti nella sala dell'orientamento per tutto il periodo - sono stati inoltre distribuiti presso l'ingresso nelle fasce orarie di maggiore afflusso.

Nelle due settimane della rilevazione sono stati compilati, su base anonima e volontaria, 222 questionari (all'incirca il 14% del pubblico entrato in Biblioteca nel periodo). Per le modalità con cui è stata svolta e non avendo selezionato un campione rappresentativo, l'indagine non consente rilievi statistici sul nostro pubblico, ma - nell'ambito delle rilevazioni di tipo qualitativo - certamente offre elementi di riflessione e di conoscenza sui nostri lettori.

Il questionario è stato strutturato in 13 domande, quasi tutte semiaperte, l'ultima delle quali a disposizione per osservazioni, segnalazioni e suggerimenti. Un facsimile del questionario è disponibile al seguente link.

Dall'analisi dei dati raccolti emerge un pubblico decisamente giovane (il 65% ha meno di 30 anni), perlopiù studenti universitari che frequentano la biblioteca quasi quotidianamente per la preparazione di esami o della tesi di laurea (grafico 1), ma non solo: quasi il 60% ha un titolo di studio universitario o superiore e utilizza la Biblioteca per esigenze lavorative o per elaborare una pubblicazione scientifica. La maggior parte del pubblico, oltre il 75% di coloro che hanno compilato il questionario (grafico 2), ha conosciuto la biblioteca attraverso amici o colleghi ed il 60% la frequenta più volte a settimana. La Biblioteca del Senato ha dunque un pubblico molto fidelizzato che non solo la utilizza regolarmente ma si fa anche promotore della sua frequentazione verso amici e colleghi, a testimonianza della positività dell'esperienza.

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Sul fronte delle aree disciplinari di interesse (grafico 3), resta predominante quella del Diritto (35%, che insieme alla Storia del Diritto supera il 40%), la quale distanzia significativamente le Scienze politiche (13%), l'Economia (13%) e la Storia (12%).

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La consultazione (grafico 4) è il servizio maggiormente utilizzato (40%); seguono lo studio su materiale proprio, ossia fotocopie o volumi personali autorizzati all'ingresso secondo le norme previste dal nostro Regolamento (23% dei rispondenti) e l'utilizzo delle postazioni informatiche (19%). Del materiale cartaceo viene consultato più di frequente quello presente nelle sale di consultazione, ossia quello accessibile direttamente dagli utenti, a conferma dunque della corretta selezione effettuata dal personale della Biblioteca nelle scelte di composizione e aggiornamento delle sale.

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Interessanti anche i risultati dell'indagine in merito agli aspetti della Biblioteca che gli utenti apprezzano di più e quelli che migliorerebbero (grafico 5). Le collezioni bibliografiche sono apprezzate da un quarto dei rispondenti e la soddisfazione sopravanza di gran lunga le richieste di miglioramento; lo stesso dicasi per la disponibilità degli spazi nelle sale di consultazione che quasi il 65% dei rispondenti giudica positivamente, mentre solo una piccola percentuale la considera un aspetto da migliorare. Sui servizi al pubblico e lo staff le risposte sono più controverse in quanto gli apprezzamenti quasi si equivalgono con le richieste di miglioramento. Chiaramente si tratta di aspetti complessi e delicati della vita della Biblioteca, che basandosi sulla qualità dell'interazione si prestano a valutazioni soggettive ed esperienziali che comunque vanno tenute in debito conto nella programmazione futura.

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Da un confronto con l'indagine condotta nel 2008, risulta evidente l'abbassamento dell'età media degli utenti della Biblioteca, da attribuire probabilmente sia alla naturale diffusione della "novità" dell'apertura al pubblico della Biblioteca (non a caso, come già notato, su 4 utenti 3 hanno conosciuto la Biblioteca attraverso il passaparola) sia alla creazione, nel 2007, del Polo Bibliotecario Parlamentare. L'aumento esponenziale del numero dei visitatori (di cui si dà conto in un altro articolo su questo stesso numero di MinervaWeb) è dunque in buona parte determinato dall'ampliamento del pubblico studentesco, che come si sa è continuamente alla ricerca di spazi attrezzati dove studiare, che però mettano anche a disposizione personale disponibile e preparato e collezioni ricche. Direttamente collegata a questo dato è la crescita di utenti che vengono in biblioteca per studiare con materiale proprio, che da un 8% del 2008 sale al 23%, così come anche l'apparente ridotto interesse per i servizi più qualificati della Biblioteca quali le informazioni bibliografiche. A questo proposito va però sottolineato che in questi dieci anni, durante i quali l'utilizzo di Internet soprattutto nella popolazione giovanile è diventato virale, il ricorso all'aiuto dei bibliotecari specialisti è molto cambiato, dal momento che le ricerche di base - grazie al potenziamento degli strumenti tecnologici e alla crescita del numero delle banche dati full-text messe a disposizione del pubblico - sono diventate gestibili in prima persona dagli utenti, mentre sono le ricerche complesse, quelle che richiedono la conoscenza approfondita delle fonti cartacee e online, ad essere sottoposte alla biblioteca. In termini numerici dunque le transazioni sono diminuite, ma la loro complessità e qualità è cresciuta, e contestualmente si è investito sempre di più nell'attività formativa rivolta agli utenti per renderli capaci di sfruttare al meglio le risorse bibliografiche a disposizione.

Un terzo dei rispondenti ha infine colto l'occasione da noi offerta per lasciare delle osservazioni e dei suggerimenti: gli argomenti più trattati sono quelli relativi all'attivazione di una rete wireless, all'estensione degli orari di apertura della Biblioteca al pubblico, ma nello stesso tempo emerge la richiesta di far rispettare il regolamento, in particolare riguardo l'ingresso con libri propri, e persino di innalzare l'età di ammissione restringendola ai soli studiosi delle discipline di specializzazione della Biblioteca. Sul primo punto, a coronamento di un lavoro intrapreso insieme al Servizio Informatica del Senato per trovare una soluzione che da un lato potesse garantire il rispetto degli elevati standard di sicurezza delle reti informatiche all'interno dell'Istituzione e dall'altro offrire un servizio fruibile per gli utenti durante l'intero orario di apertura e in diverse aree della Biblioteca, è stata messa a disposizione degli utenti nella sala dell'orientamento al piano terra e nella sala degli atti parlamentari al secondo piano una rete wi-fi tramite la quale si può accedere gratuitamente ad internet con una password giornaliera. Riguardo al secondo punto, è costante nelle indagini sugli utenti la richiesta di ampliamento degli orari di apertura (il sogno del pubblico di qualunque biblioteca è averla aperta secondo il modello 24/7); si deve d'altronde sottolineare che la Biblioteca del Senato, anzi l'intero Polo bibliotecario parlamentare, è una delle realtà bibliotecarie romane con l'orario di apertura più esteso sia nella giornata sia nella settimana. Sarebbe nondimeno interessante - nel momento in cui ci fossero risorse da investire - fare qualche esperimento di apertura serale o nel weekend per valutare la risposta effettiva dell'utenza. Stimolante risulta anche il terzo elemento emerso dalle osservazioni degli utenti: è infatti evidente che l'aumento significativo del pubblico che ha portato con sé l'abbassamento dell'età media ha contestualmente creato potenziali conflitti tra fasce di utenza con esigenze differenti nell'uso della Biblioteca. In un certo senso, si potrebbe dire che a distanza di dieci anni dall'apertura al pubblico la Biblioteca del Senato è nella sua fase adulta e dunque deve interrogarsi costantemente sulle possibilità di convivenza di questi pubblici e di modalità di fruizione diversa, senza snaturarsi rispetto alla sua funzione di biblioteca parlamentare di ricerca.

In conclusione, l'indagine condotta è stata una buona occasione per riflettere sul lavoro svolto in questi anni e per comprendere com'è cambiato il nostro pubblico, ribadendo al contempo la nostra disponibilità a metterci in discussione per offrire un servizio sempre migliore.

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