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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 50 (Nuova Serie), aprile 2019

Dicevano di noi

giornaliL'apertura al pubblico della nostra Biblioteca non passò inosservata agli occhi della stampa. In alcuni casi si trattò di poco più che una segnalazione dell'evento: E' il caso di "Italia Oggi", sulle cui pagine Luigi Berliri il 20 giugno 2003 pose l'accento sulla ricomposizione culturale dell'Insula dominicana, nella quale alle Biblioteche Casanatense e della Camera dei deputati andava ad unirsi la Biblioteca del Senato. "Il Sole 24 Ore" dello stesso giorno evidenziava soprattutto i numeri della Biblioteca quanto a volumi, periodici, quotidiani.

Ma altre testate salutarono più significativamente l'evento. Ci piace ricordare almeno tre degli articoli che furono pubblicati in occasione dell'inaugurazione.

L'articolo uscito sul "Corriere della Sera" il 18 giugno 2003, dal titolo Al Senato la biblioteca dell'identità italiana, ad opera di Paolo Conti, ricostruendo attraverso le parole dell'allora Presidente del Senato Marcello Pera la storia e la ratio del trasferimento nella nuova sede di Palazzo della Minerva, secondo il progetto già del Presidente Giovanni Spadolini, indicava nel patrimonio della nostra Biblioteca un insostituibile strumento per lo studio delle radici storiche politiche e legislative del nostro Paese. Non mancava un rapido accenno alla storia del Palazzo, ai lavori di restauro che precedettero il trasferimento, ed alle opere d'arte contemporanea che hanno trovato collocazione negli antichi ambienti.

Sulla "Repubblica" del 20 giugno 2003 Alessandro Rota dava conto soprattutto degli impressionanti dati quantitativi (decine di chilometri di scaffalature, migliaia di carte geografiche, centinaia di manoscritti) e della preziosità dei Fondi (la raccolta degli statuti, l'Emeroteca, il Fondo Vassalli, il Fondo Guide), nonché ricostruiva le vicende complesse dei restauri e discorreva dell'affascinante coniugazione di Rinascimento e avvenirismo, realizzata soprattutto nella Sala delle Conferenze (oggi più spesso indicata come Sala degli Atti Parlamentari).

Sulla "Stampa" del 20 giugno 2003 Antonella Rampino, forse troppo severa nei confronti del panorama delle biblioteche pubbliche romane, annunciava con entusiasmo: "habemus bibliothecam", salutando nell'apertura della Biblioteca il più considerevole evento cittadino dopo l'inaugurazione dell'Auditorium di Renzo Piano. La Rampino ricordava quanto fortemente fosse stata voluta l'apertura da Spadolini e Pera e quanto sia stato l'impegno profuso, fra gli altri, da Gaetano Quagliariello, all'epoca consulente culturale del Presidente Pera, e concludeva circolarmente il suo resoconto della giornata inaugurale, svoltasi con la presenza di Azeglio Ciampi, idealmente collegando l'istituzione della Biblioteca del Senato, voluta da due politici e uomini di cultura, appunto Spadolini e Pera, a quella della prima biblioteca pubblica romana, voluta nel Foro da Asinio Pollione, anch'egli politico ed intellettuale.

Più recentemente, in un'intervista a tutto campo, fattagli dal "Nuovo Paese Sera.it" il 5 giugno 2012, il direttore di Rai Radio 3 Marino Sinibaldi, giornalista con un passato da bibliotecario, porta la nostra Biblioteca ad esempio di democratica compensazione fra la valorizzazione scientifica e l'uso pubblico di un grandioso patrimonio, nell'accoglienza parimenti amichevole riservata a studiosi e studenti.

Infine, sempre a proposito del "dicevano di noi", o meglio "dicevamo di noi", suggeriamo ai lettori il riascolto di un'intervista rilasciata dal nostro Direttore Sandro Bulgarelli a Radio24 lo scorso 12 gennaio, dal titolo "La storia e la memoria", dedicata ad un approfondimento relativo al fondo di storia locale, alla raccolta degli statuti ed a quelle di diritto comune.

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