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Venerdì 13 Dicembre 2019 - 174ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 09:32)

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 1586, Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022.

Nella seduta di ieri i relatori di maggioranza, sen. Rossella Accoto (M5S) e Stefano (PD), hanno riferito sulla manovra che, inserendosi in un quadro economico internazionale segnato da numerose difficoltà (guerre commerciali, instabilità geopolitica, Brexit), contiene una serie di interventi per invertire la stagnazione: i primi due trimestri del 2019 hanno infatti registrato una crescita congiunturale sensibilmente inferiore alle attese e per l'anno in corso è prevista una crescita del PIL reale dello 0,1 per cento. Ciò è da ascrivere in gran parte al rallentamento della domanda di consumi delle famiglie (0,4 per cento a fronte dello 0,8 per cento del 2018) e al rallentamento degli investimenti fissi lordi. Per il prossimo anno, le stime prevedono un leggero rialzo del PIL allo 0,6 per cento, in gran parte per effetto delle misure contenute nella manovra. L'intervento prioritario della manovra è la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia su IVA e accise che, qualora attivate, avrebbero comportato, a partire dal primo gennaio del 2020, un aggravio di spesa per cittadini e imprese di oltre 23 miliardi di euro con conseguenze prevedibili in termini di crollo dei consumi e del Pil. Alla sterilizzazione degli aumenti IVA, che è completa per il 2020 e parziale dal 2021, sono affiancate importanti misure di riduzione della pressione fiscale, a partire dal taglio del cuneo fiscale per i lavoratori per un ammontare di 3 miliardi nel 2020 e di 5 miliardi annui per i successivi. Altrettanto significativa, la creazione di due fondi da circa 50 miliardi di euro per il rilancio degli investimenti pubblici e privati, con particolare centralità per quelli relativi alla sostenibilità ambientale (Green new deal). Sono poi confermate le misure per la crescita, come Impresa 4.0, che viene estesa alle piccole imprese, e i bonus per l'edilizia (efficientamento energetico, ristrutturazione antisismica) che, nel corso degli ultimi anni, hanno notevolmente contribuito alla dinamica positiva del prodotto interno lordo e rappresentato un significativo contributo per il sostegno del Mezzogiorno. Il provvedimento contiene inoltre importanti misure per il welfare (proroga dell'Ape sociale e opzione donna), per la sanità (abolizione del superticket e edilizia sanitaria), per la famiglia (bonus bebè e asili nido) e per la disabilità. Le misure prospettate consentono comunque al Paese di contenere il deficit pubblico entro i limiti compatibili con le regole comunitarie e di prefigurare una inversione del percorso di crescita del debito pubblico. La Commissione bilancio è intervenuta a rimodulare la plastic tax e la Robin tax, ha riscritto il bonus facciate, ha recuperato risorse al fondo di solidarietà comunale, ha introdotto il credito d'imposta per la decarbonizzazione e per la formazione del personale; altri interventi hanno riguardato le borse di studio per specializzandi, la riqualificazione delle aree di crisi, gli sgravi contributivi per l'assunzione di apprendisti, la ripartizione dei fondi nel Mezzogiorno, le risorse per il fondo prima casa.

I relatori di minoranza sen. Damiani (FI) e Erica Rivolta (L-SP) hanno ricordato che il peso delle clausole di salvaguardia è un'eredità del Governo Gentiloni; la manovra non prevede una politica industriale e peggiora l'indebitamento netto per 16 miliardi senza avere un impatto sulla crescita; gli aumenti delle aliquote Iva sono sterilizzati con aumenti di altre imposte indirette che colpiscono la plastica, la rivalutazione delle partecipazioni, le vincite da gioco, le bevande zuccherate, i tabacchi, i servizi digitali, le accise su benzina e gasolio, i buoni pasto. La manovra riduce la spesa per investimenti, cancella la cedolare secca per i piccoli esercizi commerciali, conferma il reddito di cittadinanza con un appostamento di 7 miliardi ma non prevede spending review, un piano per il lavoro e per il Sud, interventi per le infrastrutture e la rigenerazione urbana.

La discussione generale, iniziata ieri, si è conclusa oggi con gli interventi dei sen. Tiziana Nisini, Briziarelli, Pillon, Vescovi, Zuliani, Antonella Faggi, Grassi, Bagnai (L-SP); Fiammetta Modena, Fantetti, Berardi, Dal Mas, Perosino, Alessandra Lonardo, Mallegni, Floris (FI); Verducci, Assuntela Messina, Valeria Valente, Paola Boldrini, Collina (PD); Angela Piarulli, Maria Castellone, Michela Montevecchi, Rosa Abate, Dell'Olio (M5S); La Pietra, Iannone (FdI); Donatella Conzatti, Annamaria Parente (IV-PSI); De Bonis (Misto.

Le repliche e l'esame proseguiranno lunedì 16 dicembre alle ore 9.30.

(La seduta è terminata alle ore 13:52 )

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