Martedì 24 Febbraio 2026 - 392ª Seduta pubblica
(La seduta ha inizio alle ore 16:45)
L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 1793 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 201, recante disposizioni urgenti per la proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti in favore delle autorità governative dell'Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance, già approvato dalla Camera dei deputati.
Il relatore, sen. Barcaiuolo (FdI), ha illustrato il testo, composto da 3 articoli, che proroga l'autorizzazione al 31 dicembre 2026, in coerenza con gli impegni assunti dall'Italia in sede UE, ONU e NATO. Viene confermata la priorità per forniture a carattere logistico, sanitario e di protezione civile, nonché la clausola di invarianza finanziaria, prevedendo l'utilizzo delle risorse disponibili a legislazione vigente. È altresì prorogato fino al 4 marzo 2027 il rinnovo, su richiesta, dei permessi di soggiorno per protezione speciale dei cittadini ucraini già presenti in Italia prima del 24 febbraio 2022. L'articolo 2 introduce una disciplina specifica per la sicurezza dei giornalisti freelance operanti in aree di conflitto, imponendo obblighi di formazione e copertura assicurativa a carico degli editori e prevedendo, in via sperimentale per il 2026, un contributo statale entro il limite complessivo di 600.000 euro.
Hanno preso parte alla discussione generale i sen. Dreosto, Claudio Borghi, Stefania Pucciarelli (LSP), Delrio, Casini (PD), Annamaria Furlan (IV), Mariastella Gelmini (Cd'I), Magni (AVS), Maria Domenica Castellone (M5S) e Balboni (FdI). LSP ha rivendicato coerenza e responsabilità istituzionale nel votare i decreti di aiuto, esprimendo cautela sulle forniture militari e insistendo sulla diplomazia come obiettivo politico prioritario; il PD ha criticato l'"ipocrisia" di eliminare il riferimento agli aiuti militari nel titolo del decreto e la scelta della maggioranza di porre la fiducia su un tema di politica estera, invitando l'Europa a rafforzare l'unità su sicurezza e difesa; IV ha espresso pieno sostegno all'Ucraina, ma ha criticato duramente l'abuso del voto di fiducia e la compressione del ruolo del Parlamento, rivendicando un confronto democratico sul provvedimento; Cd'I ha difeso l'impostazione del decreto, inclusa la componente militare, richiamando alla necessità di maggiore unità politica interna su un tema di politica estera così rilevante; FdI ha sostenuto che la pace è possibile solo se Kiev resta in piedi grazie anche agli aiuti occidentali, che interrompere l'invio di armi significherebbe condannare l'Ucraina alla resa e che ogni euro speso per difendere l'Ucraina è un investimento nella sicurezza dell'Italia e dell'Occidente. AVS e M5S hanno espresso una netta contrarietà alla proroga, giudicandola la prosecuzione di una strategia militare fallimentare che prolunga il conflitto invece di favorire la pace; hanno chiesto un cambio di rotta verso un'iniziativa diplomatica immediata, con maggiore ruolo di Europa e Italia nei negoziati, denunciando scarsa trasparenza su costi e armamenti inviati e criticando l'aumento delle spese per la difesa a scapito di priorità sociali ed economiche. In replica, il relatore ha rivendicato la coerenza della maggioranza nel sostegno all'Ucraina e smentito le critiche sui costi, precisando che l'Italia ha inviato materiali già disponibili senza nuove spese di bilancio. Il Sottosegretario per la difesa Isabella Rauti ha confermato la linea di continuità dal 2022, evidenziando che oggi si intravede uno spiraglio negoziale, ma una pace giusta e duratura deve avvenire nel rispetto della sovranità ucraina: aiutare Kiev significa evitare la resa e difendere un interesse strategico europeo e internazionale. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento Ciriani ha quindi posto la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti, dell'articolo unico del ddl di conversione, con modificazioni, del dl n. 201, nel testo identico a quello approvato dalla Camera.
In apertura di seduta, la Vice Presidente Castellone ha ricordato, a cinque anni dall'agguato di Goma, l'assassinio dell'ambasciatore Attanasio, del carabiniere Iacovacci e dell'operatore congolese Milambo, esprimendo commozione e riconoscenza a nome dell'Assemblea. Sono intervenuti a sottolineare l'impegno umanitario di Attanasio e l'eroico sacrificio di Iacovacci i sen. Enrico Borghi (IV), Lombardo (Az), Spagnolli (Aut), Michaela Biancofiore (Cd'I), Magni (AVS), Licia Ronzulli (FI-BP), Elisa Pirro (M5S), Stefania Pucciarelli (LSP), Susanna Camusso (PD) e De Priamo (FdI), che hanno altresì chiesto con forza verità e giustizia.
(La seduta è terminata alle ore 19:33 )





