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Mercoledì 21 Maggio 2025 - 306ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 10:04)

L'Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 1482 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 marzo 2025, n. 39, recante misure urgenti in materia di assicurazione dei rischi catastrofali.

Il relatore, sen. Ancorotti (FdI), ha riferito sul testo, composto da due articoli, che interviene sugli obblighi assicurativi contro i rischi catastrofali per le imprese. L'articolo 1 proroga i termini per la stipula delle polizze: 1° ottobre 2025 per le medie imprese, 31 dicembre per piccole e micro, mentre resta il 31 marzo per le grandi. L'inadempienza impedisce l'accesso ai contributi pubblici, con decorrenze differenziate per tipologia di impresa; è prevista una proroga anche per le imprese della pesca e acquacoltura. Vengono definiti i criteri per valutare il valore dei beni assicurabili; si prevede un sistema di monitoraggio sui premi assicurativi affidato al garante per la sorveglianza dei prezzi e a IVASS per evitare aumenti ingiustificati. Sono esclusi dall'assicurabilità gli immobili non regolari, che perdono anche l'accesso a indennizzi pubblici. L'articolo 2 stabilisce l'entrata in vigore immediata del decreto per evitare la scadenza dell'obbligo al 31 marzo 2025.

Al termine della discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Magni (Misto-AVS), Gisella Naturale (M5S), Mara Bizzotto (LSP) e Beatrice Lorenzin (PD), il relatore ha sollevato la questione della responsabilità globale sul cambiamento climatico, criticando Paesi come Cina e India per l'alto inquinamento, e ha ricordato che i costi assicurativi sono deducibili dal reddito d'impresa, abbattendo così l'imponibile fiscale. Il Sottosegretario per le imprese e il made in Italy Bitonci ha rivendicato il coraggio di introdurre l'obbligo assicurativo, mai attuato dai precedenti Governi; ha difeso il principio di mutualità contro gli emendamenti che volevano escludere alcune imprese, per evitare premi più alti nelle aree fragili, e ha aperto alla possibilità di nuove forme di incentivazione nella prossima legge di bilancio.

Durante l'esame dell'articolato sono stati accolti diversi ordini del giorno: G1.6 (testo 2) e G1.14 del sen. Martella (PD) e altri; G1.7 (testo 2) della sen. Fregolent (IV); G1.11, G1.12, G1.13, G1.17, G1.20 (testo 2) e G1.21 del sen. Franceschelli (PD) e altri.

Nelle dichiarazioni finali sono intervenuti, annunciando voto favorevole, i sen. Salvitti (Cd'I), che ha spiegato che il provvedimento è un passo fondamentale per affrontare i rischi catastrofali, sottolineando l'urgenza di una copertura assicurativa obbligatoria per ridurre l'impatto economico e sociale dei disastri naturali; Rosso (FI-BP), secondo cui il dl, migliorato dal dibattito parlamentare, costituisce un passo avanti nella cultura della prevenzione e nella responsabilizzazione del tessuto produttivo; Bergesio (LSP), che ha apprezzato le misure per riconoscere la complessità delle grandi imprese tramite una maggiore autonomia negoziale, auspicando che il sistema creditizio valorizzi le imprese più assicurate; Simona Petrucci (FdI), che ha chiarito che il provvedimento fornisce ristori più rapidi e introduce criteri chiari per la determinazione del valore assicurato, rivendicando l'azione normativa coraggiosa come concreta risposta alle richieste delle imprese. I Sen. Silvia Fregolent (IV), Magni (Misto-AVS), Sabrina Licheri (M5S) e Franceschelli (PD) hanno dichiarato l'astensione. Pur apprezzando la proroga per le PMI, IV si è detta contraria all'obbligo senza prima aver regolato i rapporti con le assicurazioni: le aziende rischiano costi elevati senza garanzie di ristoro certo; AVS ha denunciato l'ipocrisia del Governo, che da un lato nega l'emergenza climatica e dall'altro impone l'obbligo assicurativo per le PMI, senza politiche strutturali di prevenzione e una visione sul dissesto idrogeologico e sulla transizione ecologica; M5S ha criticato duramente il decreto in quanto tardivo e punitivo per le imprese, soprattutto quelle più fragili, contestando l'impostazione del Governo, che scarica le inefficienze su chi produce, senza fornire reali strumenti di sostegno né investimenti adeguati per il contrasto al dissesto e la tutela del territorio; il PD ha ribadito che l'assicurazione obbligatoria non può sostituire l'intervento pubblico in prevenzione e messa in sicurezza dei territori: i costi assicurativi imposti alle microimprese rischiano di compromettere la loro sostenibilità, aggravando disuguaglianze tra territori colpiti da eventi calamitosi.

L'Assemblea ha approvato la relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari (doc. IV, n. 5) sulla domanda di autorizzazione di cui all'articolo 68, terzo comma, della Costituzione, all'utilizzo di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni telefoniche nei confronti dell'onorevole Armando Siri, senatore all'epoca dei fatti, nell'ambito di un procedimento penale pendente anche nei suoi confronti. Come illustrato dalla relatrice, sen. Ambrogio (FdI), a seguito del parziale annullamento della precedente delibera del Senato da parte della Corte Costituzionale, la Giunta ha ribadito il rifiuto all'autorizzazione per alcune intercettazioni, ritenendo mancante il requisito della "fortuità e occasionalità". I sen. Ada Lopreiato (M5S) e Bazoli (PD) hanno dichiarato un voto contrario alle conclusioni della Giunta, accusandola di travalicare i propri poteri e ignorare il dettato della Consulta. La sen. Stefani (LSP) si è espressa a favore, ravvisando un intento persecutorio, mentre il sen. Scalfarotto ha annunciato l'astensione per coerenza con la posizione passata e il garantismo del proprio Gruppo, pur criticando la Giunta per non aver accolto lo "spirito di leale collaborazione" richiesto dalla Corte.

Con 88 voti a favore, 55 contrari e un astenuto, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando in prima lettura il ddl n. 1445 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45, recante ulteriori disposizioni urgenti in materia di attuazione delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per l'avvio dell'anno scolastico 2025/2026.

Il relatore, sen. Marti (LSP), ha illustrato il provvedimento, che si articola in due Capi: il primo dedicato all'attuazione del PNRR (articoli 1-4); il secondo all'avvio dell'anno scolastico 2025-2026 (articoli 5-11). La Commissione ha svolto un'intensa attività istruttoria, con 228 emendamenti esaminati, apportando diverse modifiche che hanno rafforzato il testo originario, anche su proposta dei Gruppi di opposizione. Sono state introdotte nuove misure per il reclutamento nel mondo accademico e scolastico, misure per ridurre il precariato tramite l'inserimento negli elenchi regionali e nuove tipologie contrattuali per i ricercatori universitari, come incarichi post-dottorato e incarichi di ricerca a tempo determinato. Sono stati incrementi i fondi per l'edilizia scolastica e per i servizi educativi all'infanzia; in materia di welfare studentesco, viene aumentato lo stanziamento per la fornitura di libri di testo agli studenti in condizioni di disagio, con estensione di contributi per spese di locazione a studenti universitari fuori sede con requisiti di merito. Si sono inoltre introdotte norme per contrastare i "diplomifici" e per sostenere l'internalizzazione degli ITS Academy, con agevolazioni fiscali sulle borse di studio.

Al termine della discussione generale, nella quale sono intervenuti i sen. Vincenza Aloisio, Nave (M5S), Elena Cattaneo (Aut), Annamaria Furlan (IV), Verducci (PD) e Scurria (FdI), il Ministro per i rapporti con il Parlamento Ciriani ha posto la questione di fiducia, a nome del Governo, sull'approvazione, senza emendamenti, dell'articolo unico del ddl di conversione, con modificazioni, del dl n. 45, nel testo proposto dalla Commissione. Alla discussione sulla fiducia hanno preso parte i sen. Dafne Musolino (IV), De Cristofaro (Misto-AVS), Patuanelli (M5S) e Boccia (PD).

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato la fiducia i sen. Occhiuto (FI-BP), che ha rivendicato l'introduzione degli incarichi post-doc e di ricerca, frutto di emendamenti condivisi, per rendere il sistema universitario più flessibile e attrattivo per i giovani studiosi; Paganella (LSP), che ha sottolineato il ruolo del Ministero del merito e il superamento di vecchi ideologismi egualitari per premiare i più capaci, rivendicando emendamenti della Lega per edilizia scolastica, welfare studentesco e stabilizzazione del personale docente e dirigente; Carmela Bucalo (FdI), che ha valorizzato la riforma degli istituti tecnici come risposta concreta alle esigenze del mercato del lavoro e del territorio, enfatizzando l'importanza della meritocrazia nel reclutamento, l'introduzione precoce dell'informatica e il contrasto alle dipendenze. Hanno negato la fiducia i sen.Daniela Sbrollini (IV), che ha lamentato la mancanza di visione pedagogica e di investimenti strutturali, specie per precari e giovani: si è persa un'occasione di confronto costruttivo; De Cristofaro (Misto-AVS), che ha accusato il Governo di una visione tecnocratica e punitiva sulla scuola e contestato l'assenza di attenzione ai territori marginali, lamentando il rifiuto di tutte le proposte migliorative dell'opposizione, specie su disagio scolastico e inclusione; Barbara Floridia (M5S), che ha denunciato l'uso inefficiente dei fondi PNRR destinati alla scuola e gravi tagli alle ore di insegnamento, disapprovando l'anticipo dell'alternanza scuola-lavoro al secondo anno; Cecilia D'Elia (PD), che ha stigmatizzato il decreto per un'impostazione classista e regressiva, che aggrava le diseguaglianze sociali ed educative nei territori più deboli, contestando i tagli agli organici scolastici e la riduzione delle ore nelle materie generali.

(La seduta è terminata alle ore 20:13 )

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