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5 maggio 2025 | Numero 99

Modifiche allo Statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia, reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni, esequie di Papa Francesco, memoria delle vittime degli stupri di guerra, semplificazione delle attività economiche, cittadinanza italiana, ordinamento giurisdizionale e Corte disciplinare, semplificazione normativa, elezione del sindaco nei comuni con più di 15.000 abitanti, conversione dei decreti-legge, adeguamento del numero di consiglieri e assessori regionali

Modifiche allo Statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia

La settimana scorsa, oltre all'esame di disegni di legge in sede consultiva, la 1a Commissione ha svolto le seguenti attività:

  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl costituzionale n. 1279 recante modifiche allo Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia, avviato il 25 febbraio con la relazione della senatrice Pirovano (LSP).
    Il disegno di legge, d'iniziativa del Consiglio regionale friulano, approvato in prima deliberazione dalla Camera dei deputati il 23 ottobre scorso, ponendosi criticamente nei confronti dell'abolizione delle province e del trasferimento alle Regioni delle relative competenze operata con la Legge costituzionale n. 1/2016, reca la proposta di modificare lo Statuto regionale per prevedere nuovamente l'istituzione, da attuare successivamente con legge regionale, di adeguati enti di area vasta dotati di autonomia politica, con organi eletti direttamente dai cittadini, intermedi tra la regione e i comuni, attribuendo alla loro competenza la titolarità delle funzioni già svolte dalle soppresse province.
    Nella seduta dell'Ufficio di Presidenza del 29 aprile si sono svolte le audizioni di Giacomo D'Amico, ordinario di diritto costituzionale, Serena Pellegrino, consigliera regionale del Friuli-Venezia Giulia, Damijan Terpin, presidente del Partito Slovenska Skupnost (SSK) - Unione slovena, Augusto Viola, ex commissario degli enti di decentramento regionale di Udine e Pordenone (video).
    Nella seduta plenaria del 29 aprile la Commissione ha deliberato di fissare il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno alle 12 di giovedì 8 maggio. Sono state anche rese comunicazioni sulla pubblicazione dei documenti acquisiti nel corso delle audizioni.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute plenarie convocate a partire da martedì 6 alle 15.
  • Avvio dell'esame in sede referente, in Commissioni riunite con la 10a, del ddl n. 1468, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 25/2025 recante misure urgenti in materia di reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni, approvato dalla Camera dei deputati il 23 aprile.
    Il provvedimento istituisce un nuovo percorso di accesso alle amministrazioni delle regioni e degli enti locali per i diplomati degli Istituti tecnologici superiori, che potranno essere assunti con contratti a tempo determinato e successivamente proseguire la formazione usufruendo di un contributo per il conseguimento della laurea. Ulteriori disposizioni riguardano l'ampliamento delle competenze delle Commissioni RIPAM (riqualificazione delle pubbliche amministrazioni), l'utilizzo delle graduatorie concorsuali vigenti, l'assegnazione di ulteriori risorse agli enti locali, con particolare riferimento ai territori recentemente colpiti da eventi sismici e alluvionali, e l'armonizzazione dei trattamenti economici accessori delle amministrazioni centrali.
    Nella seduta delle Commissioni riunite del 29 aprile il senatore De Priamo (FdI) relatore per la 1a Commissione, ha illustrato il provvedimento, anche a nome della senatrice Murelli (LSP), relatrice per la 10a. Si è quindi svolta la discussione generale, con l'intervento dei senatori Giorgis, Susanna Camusso, Parrini (PD), Magni, Aurora Floridia (M5S), Annamaria Furlan (IV), Cataldi, Mazzella (M5S), Tosato (LSP), del Presidente Balboni (FdI) e, in replica, del relatore De Priamo. Gli esponenti dell'opposizione hanno contestato l'eccessivo ricorso alla decretazione d'urgenza da parte del Governo e alla prassi del monocameralismo di fatto, che anche nel caso in oggetto lascia pochissimo tempo per l'esame da parte del Senato, e hanno chiesto lo svolgimento di un ciclo di audizioni. Gli esponenti della maggioranza hanno sostenuto le ragioni specifiche dell'urgenza del provvedimento in esame, rinviando, per quanto riguarda il superamento del monocameralismo di fatto, ai lavori già avviati sul ddl costituzionale n. 574 e connessi. La proposta di svolgimento di audizioni, posta ai voti, è risultata respinta. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è stato fissato alle 10 di lunedì 5 maggio.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nella seduta delle Commissioni riunite di martedì 6 alle 13,30.
  • Avvio dell'esame in sede referente del ddl n. 1466, di conversione del decreto-legge n. 54/2025 recante disposizioni urgenti per le esequie di Papa Francesco e la cerimonia per l'inizio del nuovo pontificato.
    Il provvedimento autorizza il Capo della Protezione civile ad assumere ordinanze in materia di mobilità e accoglienza nonché di reperimento di beni strumentali e di quant'altro occorra al fine di garantire l'ordinata partecipazione dei fedeli agli eventi celebrativi in titolo. È anche prevista la facoltà di derogare agli atti di indirizzo sulle manifestazioni pubbliche e di ricorrere alle procedure straordinarie previste dal Codice dei contratti pubblici, di intesa con il Ministero dell'Interno e operando in raccordo con il Prefetto di Roma, il Commissario di Governo per il Giubileo, il Presidente della Regione Lazio e il Sindaco di Roma. Per ulteriori approfondimenti è disponibile il dossier predisposto dai Servizi studi del Parlamento.
    Nella seduta del 29 aprile il Presidente Balboni (FdI) ha svolto la relazione illustrativa, in sostituzione della relatrice Ternullo (FI-BP). La Commissione ha inoltre deliberato di fissare il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno alle 14 di martedì 6 maggio.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute plenarie convocate a partire da martedì 6 alle 15.
  • Seguito dell'esame in sede referente dei ddl n. 836 e n. 1255 sulla Giornata in memoria delle vittime degli stupri di guerra del 1943-1944, avviato il 17 ottobre 2023 con la relazione del Presidente Balboni (FdI), in sostituzione del relatore Occhiuto (FI-BP).
    Il ddl n. 836, del senatore De Priamo e altri, si propone di istituire la ricorrenza in titolo nella data del 18 maggio, in memoria della giornata del 1944 nella quale si verificò il superamento della linea Gustav da parte delle truppe alleate, cui fecero seguito i drammatici atti di violenza commessi in particolare dalle truppe coloniali inquadrate nel Corpo di spedizione francese. L'iniziativa, volta ad affermare il ripudio della guerra e la condanna di ogni efferato crimine che offende la libertà dei popoli, comprende anche l'istituzione di uno specifico Fondo per offrire un risarcimento a chi fu vittima di omicidi e stupri. Il ddl n. 1255, presentato dal senatore Gasparri (FI-BP), intende promuovere la conoscenza e il ricordo dei crimini commessi dal Corpo di spedizione francese a danno delle popolazioni civili nel mese di maggio del 1944, in seguito allo sfondamento della Linea Gustav, sul territorio laziale, soprattutto nelle province di Frosinone e Latina. Le violenze e gli sturpi di massa produssero tragici effetti a lungo termine, quali gravidanze indesiderate, suicidi, patologie psichiatriche, emigrazione forzata per sfuggire allo stigma di «marocchinata». Al finanziamento delle inizitive culturali e celebrative, disciplinate dall'articolo 3, è destinato uno stanziamento annuale di 150.000 euro per tre anni.
    Il 24 settembre 2024 il Presidente Balboni (FdI) ha dato conto della richiesta, accolta in pari data dal Presidente del Senato, di trasferire dalla sede redigente a quella referente l'assegnazione del ddl n. 1126, in modo da esaminarlo congiuntamente al n. 836 già incardinato. Il 25 settembre, dopo l'illustrazione del ddl n. 1126 da parte del relatore, la Commissione ha convenuto di procedere alla trattazione congiunta dei due testi. Il 1° ottobre il senatore Gasparri ha ritirato il ddl n. 1126 e ne ha presentato uno di identico contenuto, il n. 1255, con diverso titolo, dal quale è stato espunto il termine "marocchinate" per la connotazione dispregiativa. Il 2 ottobre il ddl n. 1255 è stato abbinato in discussione congiunta con il n. 836. Il 10 dicembre si sono svolte le audizioni informali in Ufficio di Presidenza. I documenti acquisiti nel corso della procedura informativa sono stati pubblicati su internet. Il 1° aprile la Commissione ha deliberato di adottare come testo base della discussione il ddl n. 836. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 24 aprile.
    Nella seduta del 29 aprile il Presidente Balboni ha dato conto della presentazione di 10 emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute plenarie convocate a partire da martedì 6 alle 15.
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl n. 1184 in materia di semplificazione delle attività economiche, avviato il 18 settembre 2024 con la relazione del senatore Della Porta (FdI).
    La proposta, di iniziativa governativa, introduce misure in favore delle attività economiche, turistiche e della navigazione, tra cui la riduzione da 12 a 6 mesi del termine per l'esercizio dell'annullamento d'ufficio del provvedimento amministrativo. Per i cittadini sono semplificate una serie di norme relative, tra l'altro, alla circolazione giuridica dei beni provenienti da donazioni, al permesso di costruire su immobili vincolati, al rilascio di autorizzazioni, ai termini per la dichiarazione di assenza e morte presunta. In materia scolastica, il ddl interviene sui pagamenti dei contributi alle scuole paritarie, sui progetti del servizio educativo per l'infanzia e il loro finanziamento, sulla continuità del conferimento delle supplenze per i docenti di sostegno, sul procedimento di approvazione degli statuti e dei regolamenti delle Università e quello per il riconoscimento dei Consorzi Universitari. Ulteriori misure riguardano la salute, intervenendo tra l'altro sull'erogazione in farmacia di prestazioni del Servizio sanitario nazionale e modificando la norma in materia di riconoscimento dei diritti delle persone sordocieche.
    La procedura informativa in Ufficio di Presidenza, avviata il 23 ottobre 2024, si è conclusa il 13 marzo. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 23 aprile.
    Nella seduta del 29 aprile il Presidente Balboni (FdI) ha dato conto della presentazione di 408 emendamenti e un ordine del giorno, pubblicati in allegato al resoconto.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute plenarie convocate a partire da martedì 6 alle 15.
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl n. 1432 di conversione del decreto-legge 28 marzo 2025, n. 36, recante disposizioni urgenti in materia di cittadinanza, avviato il 2 aprile (1a pomeridiana) con la relazione del senatore Lisei (FdI).
    Per impedire con effetto immediato gli abusi da parte di stranieri che chiedono la cittadinanza senza avere effettivi legami con l'Italia, per esclusive ragioni di ingresso e soggiorno nell'Unione europea, il decreto n. 36/2025 ha introdotto in via d'urgenza alcune disposizioni sistematicamente collegate al disegno di legge sulla cittadinanza approvato contestualmente al decreto. In particolare si limita la trasmissione delle cittadinanza a chi ha un genitore o un nonno italiano, escludendo i discendenti successivi alla seconda generazione. Si richiede inoltre che il discendente sia nato in Italia o abbia un genitore che abbia risieduto in Italia per almento due anni. Ulteriori disposizioni in materia di accertamento giudiziale stabiliscono l'esclusione del giuramento e della testimonianza quali mezzi di prova e che spetta al richiedente l'onere di provare l'insussistenza di cause relative alla perdita o al mancato acquisto della cittadinanza. Per ulteriori approfondimenti si rinvia al dossier predisposto dai Servizi studi del Parlamento. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è stato fissato alle 17 di mercoledì 16 aprile.
    La procedura informativa, in forma congiunta con i ddl n. 98 e abbinati in materia di riacquisto della cittadinanza italiana, si è svolta nella settimana tra l'8 e il 10 aprile in quattro sedute dell'Ufficio di Presidenza. I documenti acquisiti nel corso delle audizioni sono stati pubblicati su internet. Il 10, il 15 e il 16 aprile si è svolta la discussione generale. Sono intervenuti i senatori Giacobbe, Francesca Lamarca, Nicita, Giorgis (PD), Menia (FdI), Tosato (LSP), Cataldi (M5S), Dafne Musolino (IV), De Cristofaro (AVS) e Mariastella Gelmini (Cd'I). Gli esponenti dell'opposizione hanno criticato molteplici aspetti del provvedimento, in particolare per la scelta di ricorrere alla decretazione d'urgenza in una materia di rilievo costituzionale. I rappresentanti della maggioranza nonché il relatore Lisei e il sottosegretario agli esteri Silli, intervenuti in replica, hanno giustificato l'urgenza del provvedimento con la proliferazione di richieste di cittadinanza da parte di stranieri, soprattutto argentini e brasiliani, intenzionati a utilizzare le proprie ascendenze non per recuperare un legame con l'Italia ma per ragioni strumentali al soggiorno e al transito negli Stati Uniti o in altri Paesi dell'UE. Il 23 aprile sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati e ne è stata avviata l'illustrazione con gli interventi dei senatori Menia (FdI) e Borghese (Cd'I).
    Nella seduta del 29 aprile l'illustrazione degli emendamenti e ordini del giorno si è conclusa con gli interventi dei senatori Giacobbe (PD), Cataldi (M5S) e Tosato (LSP).
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute plenarie convocate a partire da martedì 6 alle 15.
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl costituzionale n. 1353 su ordinamento giurisdizionale e Corte disciplinare e dell'abbinato ddl costituzionale n. 504, di argomento affine, presentato dalla senatrice Erika Stefani (LSP) e altri, avviato il 29 gennaio con la relazione illustrativa del Presidente Balboni (FdI).
    La proposta di iniziativa governativa, approvata in prima deliberazione dalla Camera dei deputati il 16 gennaio scorso, introduce nell'ordinamento il principio della separazione delle carriere dei magistrati, modificando le disposizioni costituzionali sugli organi di autogoverno della categoria. Al posto dell'attuale collegio unico, si prevede quindi l'istituzione di due organi distinti: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica e competenti, per le rispettive carriere, in materia di assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, valutazioni di professionalità e conferimenti di funzioni. La giurisdizione disciplinare su tutti i magistrati viene invece attribuita a un'Alta corte appositamente istituita. Ai fini della composizione dei tre collegi, il criterio elettivo vigente per l'attuale CSM viene integrato con quello dell'estrazione a sorte, con l'obiettivo di ridurre l'incidenza delle correnti organizzate nell'autogoverno della magistratura. È inoltre previsto, entro un anno dall'entrata in vigore delle nuove disposizioni costituzionali, l'adeguamento delle leggi ordinarie che disciplinano il CSM, l'ordinamento giudiziario e la giurisdizione disciplinare. Il ddl n. 504, oltre ad analoghe norme sulla separazione delle carriere e sull'istituzione di due distinti organi di autogoverno, prevede la modifica dell'articolo 112 della Costituzione, con l'aggiunta, alla disposizione "Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale" delle parole "nei casi e nei modi previsti dalla legge". Ciò in quanto si ritiene opportuno consentire al legislatore di poter intervenire sugli indirizzi politicamente rilevanti dell'azione di contrasto della criminalità esercitata dalla magistratura requirente.
    La procedura informativa, avviata il 20 febbraio, si è conclusa l'11 marzo. Sono stati pubblicati su internet i documenti acquisiti dai soggetti sentiti in audizione. Il 12 marzo la Commissione ha adottato, a maggioranza, il ddl n. 1353 come testo base della discussione. Nelle cinque sedute tra il 18 e il 25 marzo si è svolta la discussione generale. Sono intervenuti i senatori Cataldi, Sabrina Licheri, Ada Lopreiato, Elisa Pirro, Felicia Gaudiano, Nave, Gisella Naturale, Ettore Licheri, Concetta Damante, Dolores Bevilacqua, Patuanelli, Alessandra Maiorino (M5S), Parrini, Bazoli, Valeria Valente, Anna Rossomando, Verini, Vincenza Rando, Giorgis (PD), Della Porta, De Priamo (FdI), Mariastella Gelmini (Cd'I), Zanettin (FI-BP), De Cristofaro (AVS), Scalfarotto, Musolino (IV) e Potenti (LSP). I senatori di IV hanno ricordato che il proprio Gruppo ha espresso alla Camera un voto di astensione, non essendo contrario al principio della separazione delle carriere ma giudicando negativamente l'introduzione del sorteggio e il mancato intervento sul principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, ritenuto inattuabile. Gli altri esponenti dell'opposizione hanno sostenuto che la separazione delle carriere rappresenta un passo verso il controllo governativo della magistratura requirente e il conseguente indebolimento dello Stato di diritto. I senatori della maggioranza hanno replicato che la separazione delle carriere non intacca ma rafforza l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e che le nuove norme sul sorteggio sono volte ad impedire le degenerazioni correntizie nella formazione degli organi di autogoverno. Il Presidente e relatore Balboni e il vice ministro per la giustizia Sisto, intervenuti in replica, hanno affermato che la seprarazione delle carriere rappresenta il completamento della riforma del processo penale attuata nel 1989, con il passaggio dal rito inquisitorio a quello accusatorio. Il 25 marzo sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati. Il 26 marzo, dopo le comunicazioni sugli emendamenti dichiarati improponibili o inammissibili, è stata avviata l'illustrazione degli emendamenti, proseguita nelle sedute del 1°, del 2, del 3, del 15 e del 23 aprile.
    Nella seduta del 29 e del 30 aprile è iniziata la votazione degli emendamenti. Tutte le proposte riferite all'articolo 1 e, in parte, all'articolo 2, sono state respinte.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute plenarie convocate a partire da martedì 6 alle 15.
  • Seguito e conclusione dell'esame in sede referente del ddl n. 1192, recante deleghe al Governo per la semplificazione normativa, avviato il 18 settembre con la relazione del senatore Tosato (LSP).
    Nel quadro delle riforme previste dal PNRR, la proposta, di iniziativa governativa, prevede una legge annuale di semplificazione normativa, da predisporre in base alle richieste pervenute dai ministeri entro il 30 giugno di ogni anno, con l'obiettivo di riordinare e codificare la normativa vigente, anche mediante delega legislativa. Sono inoltre previste misure per la valutazione d'impatto e la digitalizzazione dell'attività normativa.
    La procedura informativa, avviata il 10 ottobre, si è conclusa il 17. I documenti acquisiti dai soggetti sentiti in audizione sono stati pubblicati su internet. La discussione generale, avviata il 23 ottobre, si è conclusa il 29. Il 12 novembre sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati. Il 18 febbraio il relatore Tosato ha presentato il nuovo emendamento 10.0.500, per estendere la delega al riordino degli osservatori istituiti presso la Presidenza del Consiglio con competenze in materia di famiglia, natalità, pedopornografia, violenza contro le donne e il ministro per le riforme. Il 25 febbraio sono stati pubblicati 13 subemendamenti all'emendamento 10.5.500 del relatore. Il 26 marzo è stato pubblicato il nuovo emendamento 1.500, del relatore, che aggiunge ai pareri richiesti per i decreti legislativi attuativi della legge annuale di semplificazione anche quello della Commissione parlamentare per la semplificazione. Il 2 aprile è iniziata la votazione e sono stati approvati, oltre ai citati 10.0.500 e 1.500, gli emendamenti 1.1 (testo 2) e 1.2 (testo 2) tra loro identici, 1.5, 1.11, 2.1, 2.2, 2.5 (testo 2), gli identici 2.6 e 2.7, 3.1, 4.2, 4.3 (testo 2), 4.11, gli identici 4.1 (testo 2) e 4.0.1 (testo 2), 4.0.5 (testo 3), 5.6, 5.7 (testo 2), 6.1, 8.2, 10.60. Il 10 aprile sono stati presentati i tre nuovi emendamenti del Governo 6.0.1000, 9.1000 e 11.0.1000 e i due dei relatori 7.0.500 e 10.500, che precisano e ampliano le deleghe al Governo per il riassetto normativo di varie materie, nonché i relativi subemendamenti. Sono stati inoltre approvati gli emendamenti 4.0.6 (testo 2), sulle statistiche di genere e 11.2. Il 16 aprile sono stati approvati gli emendamenti 4.0.2, in materia di occupazione femminile, 6.0.1000, 7.0.1 (testo 3) e 11.0.1000 (come subemendato dalla proposta 11.0.1000/4), di estensione della delega al riassetto del Codice dell'amministrazione digitale, a quello della navigazione nonché alle norme sulla sicurezza dei lavoratori marittimi e ferroviari, e 10.500, in materia di protezione civile, come subemendato dalle identiche proposte 10.500/3, 10.500/5 e 10.500/6. Il 24 aprile la votazione degli emendamenti si è conclusa, con l'approvazione delle proposte 7.0.500 (testo 2) del relatore, che estende la delega alla disciplina dell'elettorato attivo e alla revisione delle liste elettorali, e 9.1000 del Governo, sulla riforma degli istituti dell'interdizione e inabilitazione e dell'amministrazione di sostegno, come modificato dal subemendamento Stefani (LSP) e altri 9.1000/12 (testo 2). Sono stati inoltre accolti gli ordini del giorno Spelgatti (LSP) e altri G/1192/1/1 (testo 2), sulla ratifica della Convenzione internazionale sugli adulti incapaci, e G/1192/2/1 (testo 2), sul riordino in testi unici della normativa edilizia, ambientale, alimentare.
    Nella seduta del 30 aprile, previe dichiarazioni di voto dei senatori Cataldi (M5S), Magni (AVS), Giorgis (PD), Daisy Pirovano (LSP) e Lisei (FdI), la Commissione ha conferito al relatore il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge, con le modifiche introdotte nel corso dell'esame in sede referente.

Nelle convocazioni di questa settimana è inoltre previsto l'esame di disegni di legge in sede consultiva nonché le seguenti attività:

  • Avvio dell'esame in sede referente del ddl n. 1451 in materia di elezione del sindaco nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, presentato dal senatore Malan (FdI) e altri.
    La proposta è volta a modificare la norma sui ballottaggi nelle elezioni dei sindaci dei grandi comuni, per stabilire che per essere eletti al primo turno è sufficiente il 40%, anziché il 50% dei voti validi come attualmente previsto. Muovendo dalla constatazione del crescente astensionismo nei secondi turni delle consultazioni elettorali, si intende così limitare il numero dei sindaci eletti al ballottaggio con numero di voti molto basso, talvolta inferiore a quello conseguito al primo turno da altri candidati. Sono inoltre modificate di conseguenza le disposizioni sull'assegnazione del 60% dei seggi del Consiglio comunale alle liste collegate al sindaco risultato eletto.
  • Seguito dell'esame in sede referente dei ddl costituzionali n. 574, n. 892, n. 976 e n. 1137 sulla modifica dell'articolo 77 della Costituzione in materia di conversione in legge dei decreti-legge, avviato il 27 settembre 2023 con la relazione del Presidente Balboni (FdI).
    La proposta n. 574, presentata dal senatore Paroli (FI), prevede l'estensione da 60 a 90 giorni del termine per la conversione dei decreti-legge stabilito dall'articolo 77 della Costituzione, con l'obiettivo di consentire alle Camere un maggiore approfondimento nell'esame dei provvedimenti d'urgenza emanati dal Governo. Analoga disposizione è contenuta nella proposta n. 892, d'iniziativa del senatore Tosato (LSP), incardinata il 30 novembre 2023, che stabilisce inoltre il termine di 60 giorni per il ramo del Parlamento che esamina il decreto in prima lettura, così da garantire anche all'altro ramo almeno 30 giorni di tempo. Il ddl n. 976, Giorgis (PD) e altri, incardinato l'8 maggio 2024, non prevede la modifica del procedimento di conversione ma la limitazione della decretazione d'urgenza alle «misure di immediata applicazione e di carattere specifico e omogeneo» concernenti determinate materie (pubbliche calamità, sicurezza nazionale, norme finanziarie, obblighi di appartenenza all'UE). Per gli altri disegni di legge urgenti, si attribuisce al Governo la facoltà di chiederne l'approvazione alle Camere entro 70 giorni, estensibili a ulteriori 15. Sono inoltre previste nuove prerogative a favore di Gruppi di opposizione nell'organizzazione dei lavori, la cui attuazione è delegata ai regolamenti parlamentari. Il ddl n. 1137, d'iniziativa della senatrice Gelmini (Az), incardinato il 18 giugno 2024, analogamente al n. 976 propone di limitare la decretazione d'urgenza ai provvedimenti riguardanti un circoscritto numero di materie. Le audizioni informali, avviate il 18 giugno, si sono concluse il 9 luglio.
    Alla ripresa dell'esame è previsto l'abbinamento con i ddl di argomento affine n. 1246, Maiorino (M5S) e altri, e n. 1392, Matera (FdI), assegnati alla Commissione e non ancora incardinati.
  • Avvio dell'esame in sede redigente del ddl n. 1452, sull'adeguamento del numero di consiglieri e assessori regionali, presentato dal senatore Malan (FdI) e altri.
    La proposta è volta a modificare l'articolo 14 del decreto-legge 138/2011, per attenuare la rigidità del criterio di determinazione del numero dei consiglieri e degli assessori regionali, attualmente ancorato alla consistenza demografica della popolazione residente. L'introduzione di una maggiore flessibilità è ritenuta opportuna per evitare che scostamenti anche minimi possano determinare mutamenti dannosi alla stabilità e funzionalità degli organi rappresentativi. Si stabilisce quindi di non variare il numero di consiglieri regionali entro un margine del 5% rispetto alle soglie stabilite dalla norma vigente e si prevede la facoltà di nominare fino a due assessori aggiuntivi per le regioni con determinate consistenze demografiche.