Nella seduta del 23 aprile l'Assemblea del Senato approvato in via definitiva il ddl n. 1463, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 19/2025 in materia di agevolazioni tariffarie su energia elettrica e gas, approvato dalla Camera dei deputati il 16 aprile. Nella votazione finale, sulla quale il Governo ha posto la questione di fiducia, sono stati espressi 99 voti favorevoli, 62 contrari e un'astensione.
Il provvedimento prevede un nuovo contributo di 200 euro l'anno per le famiglie con ISEE inferiore a 25.000 euro, che per le fasce più basse o con più figli si aggiunge agli altri contributi già previsti e che sarà finanziato con risorse disponibili sul bilancio della Cassa per servizi energetici e ambientali. Per le imprese piccole, medie ed energivore sono previste agevolazioni varie, tra le quali l'azzeramento per un semestre degli oneri di sistema relativi al sostegno delle fonti rinnovabili. Tra le coperture utilizzate per tali agevolazioni, si farà ricorso alla quota parte dei proventi derivanti dalle aste per l'emissione di CO2. È inoltre instituito un meccanismo per cui le risorse derivanti da aumenti dell'IVA conseguenti a incrementi del costo internazionale del gas naturale saranno stanziate per ulteriori agevolazioni alle forniture di energia e gas di famiglie e imprese. Ulteriori specifiche disposizioni riguardano le forniture per i clienti vulnerabili, potenziate nel corso dell'esame alla Camera, la trasparenza e la confrontabilità delle offerte al dettaglio, il rafforzamento dei poteri dell'ARERA, con particolare riferimento alla fase cautelare dei procedimenti sanzionatori, il sostego per enti pubblici e sportivi.
L'esame in Commissione
Il disegno di legge è stato incardinato in sede referente nella 8a
Commissione il 16
aprile con la relazione del senatore De Priamo (FdI). Il termine per
la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 22
aprile.
Nella seduta del 23
aprile sono stati pubblicati gli emendamenti
e ordini del giorno presentati. Si è quindi svolta la votazione
degli ordini del giorno. Sono state approvate, in testi riformulati su
richiesta del relatore De Priamo, le proposte G/1463/1/8,
sull'incentivazione dei servizi internet nelle aree a fallimento di
mercato, G/1463/2/8,
sulle agevolazioni alla telelettura da remoto delle forniture di gas, G/1463/5/8,
su ulteriori riduzioni dei costi energetici per le persone con disabilità,
G/1463/7/8,
sul monitoraggio e la riduzione dei costi energetici dei centri di
elaborazione dati nazionali, G/1463/8/8
e G/1463/18/8,
sugli oneri generali di sistema, G/1463/9/8,
sui sostegni alle piccole e medie imprese, G/1463/10/8,
sulle comunità energetiche rinonvabili, G/1463/12/8,
sull'area bradisismica dei Cami Flegrei, G/1463/17/8,
sulle famiglie in situazioni di povertà. Le restanti nove sono state
respinte. Sono quindi intervenuti i senatori Gabriella Di Girolamo, Elena
Sironi (M5S), Irto (PD), Aurora Floridia, Magni (AVS) e Fregolent (IV),
che hanno rinuciato a illustrare gli emendamenti e hanno criticato sia il
merito del provvedimento, giudicato insufficiente per le risorse
stanziate, sia la prassi invalsa del monocameralismo di fatto, che anche
nel caso di specie impedisce al Senato di intervenire, essendo già stata
annunciata la questione di fiducia in Aula sul testo approvato dalla
Camera dei deputati. I senatori Sigismondi (FdI) e Potenti (LSP) nonché il
Presidente Fazzone hanno difeso il provvedimento, sostenendo la rilevanza
delle risorse stanziate e ricordando che il problema del monocameralismo
alternato è ormai risalente e non può essere addebitato all'esclusiva
responsabilità dell'attuale Governo. La Commissione ha infine preso atto
dell'impossibilità di concludere l'esame in sede referente, nell'imminenza
dell'avvio della discussione in Assemblea.
La discussione in Assemblea
Il 23 aprile il Presidente dell'8a Commissione Fazzone ha riferito all'Assemblea sull'andamento dei lavori in sede referente. Hanno preso parte alla discussione generale i senatori Cinzia Pellegrino, Amidei, Rosa, Simona Petrucci, Sigismondi (FdI), Aurora Floridia (Aut), Gabriella Di Girolamo (M5S), Potenti (LSP) e Fina (PD). I senatori di maggioranza hanno difeso il provvedimento come risposta concreta e strutturale al caro energia; hanno apprezzato l'approccio pragmatico del Governo, la strategia di diversificazione energetica e il sostegno a famiglie e imprese, rifiutando le critiche di "mancette", sottolineando l'ampiezza degli interventi e la visione di lungo termine. Hanno quindi rivendicato un equilibrio tra misure sociali, competitività e apertura a nuove fonti, inclusa quella nucleare.
I senatori di opposizione hanno denunciato in primis il ritardo con cui il Governo è intervenuto e contestato la mancanza di una visione strategica e duratura: l'Esecutivo si limita a risposte emergenziali, trascurando un piano organico per contrastare strutturalmente il caro energia, ricorrendo a bonus incapaci di incidere realmente sulla condizione economica di famiglie e imprese; peraltro, le misure contenute finiscono per escludere ampie fasce della popolazione e delle imprese a causa di criteri come l'ISEE o soglie troppo restrittive. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento Ciriani ha quindi posto la questione di fiducia, a nome del Governo, sull'approvazione, senza emendamenti, dell'articolo unico del ddl di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 19, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.
Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato la fiducia i senatori Salvitti (Cd'I), che ha apprezzato misure di supporto per famiglie e imprese, proponendo una strategia energetica più equilibrata, che includa fonti rinnovabili, idrogeno e nucleare sostenibile; Rosso (FI-BP), che ha elogiato gli interventi strutturali per la transizione energetica e la promozione della sostenibilità, apprezzando bonus, semplificazioni e incentivi per rinnovabili e accumuli energetici, oltre al supporto al nucleare di nuova generazione; Clotilde Minasi (LSP), che ha difeso il decreto quale risposta concreta e articolata all'emergenza del caro bollette, sottolineando l'impegno del Governo nel tutelare famiglie vulnerabili, imprese e strutture sociali, con bonus, fondi e semplificazioni; Marta Farolfi (FdI), che ha rivendicato l'allargamento del bonus sociale, le agevolazioni per le aziende, la proroga della tutela per i vulnerabili e una strategia energetica basata su neutralità tecnologica e sovranità energetica. Hanno negato la fiducia i senatori Lombardo (Misto-Az), che ha sottolineato la necessità di disaccoppiare il prezzo delle rinnovabili dal gas e di diversificare seriamente il mix energetico, incluso il nucleare, sostenendo che le risorse rischiano di evaporare in pochi mesi e non affrontano le cause strutturali dei costi energetici; Silvia Fregolent (IV), che ha contestato misure come il bonus di 200 euro, in quanto insufficienti e complicate da ottenere e denunciato l'assenza di un piano concreto per abbassare le bollette, oltre che la cancellazione dei sostegni previsti dal Governo Draghi; Magni (AVS), che ha criticato il provvedimento per la sua natura una tantum, che non affronta le cause della crisi energetica, come la riduzione dell'IVA sulle accise e il trattamento degli extraprofitti, proponendo soluzioni strutturali, come le comunità energetiche e l'uso delle rinnovabili per garantire l'autosufficienza energetica; Nave (M5S), che ha lamentato la mancanza di una visione industriale e interventi strutturali, ha contestato l'investimento nel nucleare e lo spreco energetico per l'inefficienza della rete, chiedendo meno burocrazia e più fondi concreti e immediati; Irto (PD), che ha preliminarmente criticato il decreto perché tardivo, inefficace e figlio di pura propaganda elettorale, che ignora la povertà energetica e tutela i potenti: la fiducia imposta ha impedito un vero confronto parlamentare, il bonus previsto è minimo, non automatico e inaccessibile per molti. Il senatore Patton (Aut) ha denunciato l'assenza di una strategia coraggiosa per le rinnovabili e il mancato sostegno alle comunità energetiche, dichiarando che ciascuna componente del Gruppo Autonomie voterà autonomamente.