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Minerva Web
Rivista online della Biblioteca "Giovanni Spadolini"
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 68 (Nuova Serie), maggio 2022

Volumi pubblicati dalla Biblioteca

Catalogo della Raccolta di statuti della Biblioteca del Senato: pubblicato il vol. IX

La Biblioteca del Senato ha appena pubblicato il IX volume del Catalogo della Raccolta di statuti della Biblioteca del Senato, a cura di Alessandra Casamassima (Firenze, Leo S. Olschki, 2022). Il volume, illustrato con 16 tavole a colori, è introdotto dal Presidente della Commissione per la biblioteca e per l'archivio storico del Senato, sen. Gianni Marilotti, e da un saggio a firma di Claudia Storti, ordinario di Storia del diritto medievale e moderno presso l'Università degli studi di Milano Statale. Ripercorriamo le vicende editoriali dell'opera grazie a un estratto dalla prefazione del presidente Marilotti.

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Secondo il piano dell'opera, il IX volume del Catalogo della Raccolta di statuti della Biblioteca del Senato avrebbe dovuto essere l'ultimo della serie e comprendere le schede relative alle località delle lettere V-Z. Il numero straordinario di documenti posseduti e censiti in vista della pubblicazione, tuttavia, ha costretto il curatore e l'editore ad articolarlo in tre volumi: il IX, che qui presentiamo, dedicato alle località comprese tra Vado e Venaus; il X che conterà circa 800 record, tutti relativi alla enorme produzione normativa della Repubblica di Venezia; e l'XI destinato ad accogliere le descrizioni dei documenti relativi alle località Venezzano Mascarino-Zumelle, e che comprenderà, tra le altre, le schede di Verona, Vicenza e Volterra e concluderà il lungo e complesso processo di pubblicazione, iniziato negli anni Trenta del Novecento.

L'allora direttore della Biblioteca del Senato, Corrado Chelazzi, dopo il fallito tentativo di affidare la realizzazione del lavoro di descrizione della raccolta degli statuti a un collaboratore esterno - il giovane Pietro Sella - ne assunse l'onere in prima persona. Il Catalogo (A-B) venne pubblicato nel 1943, prima parte di un lavoro al quale Chelazzi avrebbe continuato a dedicarsi tutta la vita, in qualità di bibliotecario onorario, curando la stampa anche dei successivi cinque volumi (C-E, F-K, L-M, N-Q, R), fino al 1963.

Il settimo e l'ottavo volume del Catalogo, dedicati rispettivamente alle lettere S e T-U, videro la luce in un momento importante della storia della biblioteca, quando si cominciavano a gettare le basi per una nuova concezione politico-culturale, volta ad avvicinare i cittadini alle istituzioni. Negli anni Novanta del Novecento, infatti, la biblioteca, ancora collocata a Palazzo Madama e chiusa al pubblico dei non specialisti, muoveva i primi passi sulla via dell'apertura realizzando numerose pubblicazioni e primi importanti progetti di collaborazione con altri enti e istituzioni, valorizzando e rendendo fruibili i grandi tesori conservati nelle sue raccolte e svolgendo un ruolo sempre più attivo nel panorama culturale italiano. In particolare, alcuni dei volumi più antichi e più belli della raccolta degli statuti comunali e corporativi uscirono per la prima volta da Palazzo Madama per essere esposti in due mostre, una specificamente dedicata, realizzata a Palazzo Giustiniani [Gli Statuti dei Comuni e delle corporazioni in Italia nei secoli XIII-XVI. Catalogo della mostra. Roma, Palazzo Giustiniani, 8 novembre 1995 - 8 gennaio 1996, a cura di Sandro Bulgarelli], l'altra intitolata ad "Arte e finanza all'alba dell'economia moderna" e allestita nei saloni della Presidenza della Repubblica [2 marzo-13 aprile 2002]. Fu pubblicato in quegli anni anche il primo volume della Bibliografia statutaria (1985-1995), frutto della collaborazione della biblioteca con il Centro di studi sulla civiltà del tardo medioevo di San Miniato e il Comitato per gli studi e le edizioni delle fonti normative (ora De Statutis Society [ndr di cui in questo numero di "MinervaWeb" recensiamo un recente seminario]).

Con il nuovo millennio, il trasferimento dalla sede storica di Palazzo Madama alla nuova sede di Palazzo della Minerva ha costituito un momento di svolta per l'identità disciplinare e culturale della biblioteca. Il trasloco di oltre 600.000 volumi; la nascita del Polo bibliotecario parlamentare; l'apertura dei servizi al pubblico; l'allestimento di quindici sale di consultazione, dedicate a specifici settori disciplinari, alcuni dei quali arricchiti dall'acquisizione di nuovi importanti fondi privati di grandi specialisti delle materie, quali Filippo Vassalli ed Ennio Cortese per le fonti della storia del diritto comune, o Giovanni Sartori per le dottrine politiche; la redazione di cataloghi specializzati; la messa in linea di migliaia di record e di immagini; la partecipazione ai grandi progetti nazionali e internazionali di mappatura delle risorse online e delle collezioni digitali; l'organizzazione di mostre; le collaborazioni sempre più frequenti e importanti con le maggiori realtà culturali del Paese hanno affiancato il quotidiano lavoro di sostegno all'attività parlamentare, di acquisto corrente e antiquario, di catalogazione ordinaria e retrospettiva, di assistenza alla ricerca.

La raccolta degli statuti ha continuato a essere arricchita di documenti storicamente e bibliologicamente importanti, recuperati sul mercato antiquario, e accresciuta quantitativamente anche attraverso l'acquisizione di edizioni correnti, più numerose negli ultimi trent'anni che in passato, a causa di un maggior interesse verso quel tipo di fonte, leggibile secondo approcci disciplinari diversi. Tra i documenti di maggior pregio censiti in questo volume e acquisiti negli ultimi trent'anni, si segnala, ad esempio, l'elegante manoscritto settecentesco degli Statuti di Valcamonica, di cui sono riprodotte alcune pagine ornate a inchiostro dal copista e traduttore Andrea Buccella, notaio e collegiato della valle; gli statuti e gli ordini della Valle di Ledro in edizione seicentesca; alcune delle riforme che Filippo I Borbone Duca di Parma e Piacenza, con il sostegno di Guillaume du Tillot suo illuminato primo ministro, attuò per la Val Nure.

Così, mentre si rendeva disponibile online uno strumento catalografico di aggiornamento dedicato alle nuove accessioni (per le lettere A-B a partire dal 1943, e successivamente per le altre a seconda dell'anno di pubblicazione), le dimensioni di quello che avrebbe dovuto costituire il nono e ultimo volume del Catalogo degli statuti crescevano a tal punto da costringere, come detto, alla suddivisione del materiale in tre tomi.

Il primo di questi tre tomi (Vado-Venaus) si caratterizza per la presenza predominante di documentazione relativa agli statuti rurali e di valle. L'interesse nei confronti di queste fonti normative è molto cresciuto nella storiografia contemporanea, dopo essere stato a lungo limitato dalla interpretazione ottocentesca di Carlo Cattaneo, che considerava la città il «principio ideale delle istorie italiane». La spinta associativa, che pure è alla base della nascita dei comuni cittadini nel Medioevo, si ritrova anche altrove, ovunque ci fossero interessi da difendere e privilegi da allargare. Così, anche nelle realtà rurali e di valle si dà vita a forme associative, amministrative e politiche, fondate su normative particolaristiche, per lo sfruttamento delle risorse boschive e minerarie, l'uso dei pascoli, la distribuzione delle acque, il controllo delle vie di comunicazione e del territorio, l'amministrazione della giustizia, il mantenimento di diritti e privilegi in rapporto al potere giurisdizionale e amministrativo delle città.

Il materiale documentario che costituirà l'oggetto degli ultimi due tomi del Catalogo è già interamente censito e per la gran parte descritto. Si prevede dunque che i volumi X e XI potranno essere pubblicati con cadenza annuale, entro il prossimo biennio.

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