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Minerva Web
Rivista online della Biblioteca "Giovanni Spadolini"
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 8 - dicembre 2006

La Biblioteca degli storici del diritto. Intervista a Laura Moscati

In questa intervista, tratta dal video "I libri di Minerva", la professoressa Laura Moscati, docente di storia del diritto, parla delle sue ricerche presso la Biblioteca del Senato.

Come giudica il trasferimento della Biblioteca del Senato a Palazzo della Minerva e la contestuale apertura al pubblico?

Il trasferimento da Palazzo Madama a Palazzo della Minerva naturalmente amplia i locali e quindi consente la crescita di questa grande Biblioteca; il primo frutto di tale spostamento è stata la messa a disposizione del fondo antico, e in particolare del fondo di diritto comune, che costituisce un vero e proprio paradiso per gli storici del diritto e va ad integrare il fondo degli statuti, rappresentato nei volumi del catalogo relativo. Si tratta probabilmente della collezione più completa d'Italia - penso di poterlo sostenere - se non la più completa ora fruibile da parte degli studiosi stranieri, considerata l'ampiezza dei locali a disposizione e la presenza delle leggi degli antichi Stati preunitari, che garantiscono oggi al fondo di diritto comune un apporto veramente importante.

Quali sono le principali fonti possedute dalla Biblioteca del Senato in materia di diritto comune?

Per il diritto comune il fondo di Ennio Cortese, di cui aspettiamo con ansia il catalogo perché contiene delle rarità di prim'ordine; è il fondo di un bibliofilo finissimo, di un insigne studioso, la cui fruizione garantisce l'utilizzo delle grandi opere che egli ha scritto durante la sua vita, e che ancora scrive, relative alla ricostruzione della scienza giuridica medievale e del diritto comune. Si tratta quindi di un vero e proprio strumento di lavoro.

Qual è il suo rapporto con la Biblioteca del Senato come utente?

Io personalmente utilizzo moltissimo questa Biblioteca perché c'è un'altra parte della raccolta che considero una rarità assoluta, cioè gli atti parlamentari stranieri; in particolare adesso sto usando due collezioni che sono di grande rilevanza, quella che riguarda la Gran Bretagna e quella francese; per la Gran Bretagna vi è una collezione credo completa, che comincia dal 1278 con i Rolls of Parliament e prosegue con i Journals of House of Commons e con i Journals of House of Lords, quindi copre il periodo dal XVI al XX secolo. Si tratta di strumenti che permettono di studiare la storia del Parlamento inglese e i rapporti con la Corona. Per la Francia vi sono gli Archives parlementaires, che vanno dal 1787 fino al 1860; in conclusione, un patrimonio di inestimabile valore per la ricostruzione della storia di quegli stati. La Biblioteca del Senato è quindi una vera biblioteca europea, che fornisce agli studiosi uno strumento importante e in particolare mi consente di evitare molti viaggi a Londra e a Parigi proprio per la fruibilità totale di questi documenti.

Nei numeri precedenti le interviste a Leopoldo Elia (n. 5), a Pietro Craveri (n. 6) e a Rosario Villari (n. 7).

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