Mercoledì 30 Luglio 2025 - 335ª Seduta pubblica
(La seduta ha inizio alle ore 09:38)
L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 1565 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95, recante disposizioni urgenti per il finanziamento di attività economiche e imprese, nonché interventi di carattere sociale e in materia di infrastrutture, trasporti ed enti territoriali, nel testo proposto dalla Commissione.
I relatori, sen. Elena Testor (LSP), Damiani (FI-BP) e Lavinia Mennuni (FdI), hanno messo in luce l'ampiezza e la rilevanza strategica del decreto, che interviene su settori chiave come infrastrutture, welfare, ricostruzione post-sisma, giustizia e sanità. Tra i contenuti principali figurano l'utilizzo del fondo per le opere indifferibili non più finanziate dal PNRR, garantendo così la prosecuzione di interventi fondamentali, il potenziamento dell'edilizia penitenziaria, della protezione civile e delle infrastrutture viarie, con l'istituzione di un fondo unico per i trasporti. Le modifiche in Commissione hanno reso più flessibile la gestione dei fondi, prorogato la sugar tax e rafforzato l'Ape sociale e i sostegni al terzo settore. Particolare attenzione è stata riservata alla rigenerazione urbana, alla natalità, con incentivi per le madri lavoratrici e le giovani coppie, e al payback sanitario, oggetto di una significativa revisione. I relatori hanno evidenziato l'ampia condivisione politica che ha portato all'approvazione di numerosi emendamenti, anche sottoscritti congiuntamente da maggioranza e opposizione.
Hanno preso parte alla discussione generale i sen. Susanna Camusso, Nicita, Beatrice Lorenzin (PD), Annamaria Furlan (IV), Magni (AVS), Concetta Damante (M5S), Dreosto (LSP), Enrico Borghi (IV) e Barcaiuolo (FdI). L'opposizione ha duramente criticato il decreto definendolo un omnibus disorganico privo di visione strategica e pieno di misure frammentarie. Il PD ha denunciato l'uso caotico di emendamenti per intervenire sul mercato del lavoro, minando la contrattazione collettiva e ignorando temi come salario minimo e precarietà, e ha lamentato la mancanza di una strategia economica e industriale in un contesto di crisi globale; IV ha sottolineato l'assenza di programmazione, l'inefficacia dei bonus a tempo e il rischio occupazionale legato ai dazi USA; AVS ha evidenziato la centralizzazione delle scelte, la mancanza di una politica per le pmi e l'insistenza su precarietà e bonus regressivi anziché su innovazione e giustizia sociale. M5S, pur riconoscendo la rilevanza di alcuni temi, come l'emergenza idrica, ha contestato l'approccio emergenziale come alibi per evitare interventi strutturali. I sen. di maggioranza hanno rivendicato il valore del decreto come risposta concreta a territori e cittadini: LSP ha sottolineato l'importanza dell'emendamento a tutela dei volontari della Protezione civile e le misure a favore di emittenti locali e giovani; FdI ha difeso in particolare l'intervento sul payback sanitario come passo necessario per correggere una norma iniqua, ereditata dai Governi precedenti, che danneggia imprese e occupazione.
Questa mattina sono stati discussi e approvati documenti definiti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.
L'Assemblea ha approvato la deliberazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari (doc. IV-bis, n. 2) in ordine alla domanda di autorizzazione a procedere in giudizio, ai sensi dell'articolo 96 della Costituzione, nei confronti del dottor Gennaro Sangiuliano, in qualità di Ministro della cultura pro tempore, trasmessa dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Roma. Come riferito dal relatore, sen. Paroli (FI-BP), la Giunta ha proposto il diniego dell'autorizzazione a procedere, poiché ha riconosciuto la sussistenza dell'esimente del perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio delle funzioni di governo. Si sono espressi contro la deliberazione della Giunta i sen. Concetta Damante (M5S) e Bazoli (PD), ritenendo che l'atto contestato (la donazione della chiave di Pompei) configuri un'interpretazione eccessiva delle garanzie previste per i Ministri. I sen. Erika Stefani (LSP) e Rastrelli (FdI) hanno condiviso le conclusioni della Giunta, sostenendo che l'atto rientri pienamente nell'esercizio della funzione di governo, finalizzato alla valorizzazione culturale. L'Assemblea ha poi approvato la relazione della Giunta (doc. XVI, n. 5), che ha deliberato a maggioranza di proporre al Senato di sollevare conflitto di attribuzione presso la Corte costituzionale contro la Procura di Roma, per la mancata trasmissione del decreto di archiviazione riguardante l'ex Ministro Brunetta. Secondo il relatore, sen. Rastrelli (FdI), tale omissione ha leso le prerogative costituzionali del Senato, che avrebbe potuto valutare la natura ministeriale dei reati contestati. Sono intervenuti a favore delle conclusioni della Giunta i sen. Scalfarotto (IV), Erika Stefani (LSP) e Anna Rossomando (PD), che hanno riconosciuto l'anomalia procedurale. La sen. Lopreiato (M5S) ha annunciato voto contrario, contestando l'uso politico e strumentale della Giunta. È stata poi approvata la relazione della Giunta (doc. IV-ter, n. 10) secondo cui le dichiarazioni del sen. Gasparri, in riferimento a un procedimento penale nei confronti dello stesso, rientrano nell'ambito dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione e sono quindi coperte dall'insindacabilità parlamentare. Dopo la relazione della sen. Stefani (LSP), i sen. Scalfarotto (IV) e Potenti (LSP) hanno confermato le conclusioni della Giunta. Anche il sen. Bazoli si è espresso a favore della relazione, pur stigmatizzando duramente le dichiarazioni di Gasparri, in quanto parte di una campagna di delegittimazione della magistratura. Le sen. Cucchi (AVS) e Lopraiato (M5S) si sono opposte, denunciando una strumentalizzazione della tutela costituzionale: le dichiarazioni del sen. Gasparri sono personali, diffamatorie e non legate all'attività parlamentare. Sempre in materia di insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, sono state approvate le conclusioni della Giunta (doc. IV-ter, n. 11) nei confronti dell'onorevole Margherita Corrado, senatrice all'epoca dei fatti. La relatrice, sen. Rossomando (PD), ha richiamato la giurisprudenza costituzionale, inclusa la recente sentenza del 2024, che amplia la tutela anche a dichiarazioni extra moenia connesse a interessi rappresentativi. Si sono espressi a favore della relazione i sen. Scalfarotto (IV), Erika Stefani (LSP) e Bazoli (PD). L'Assemblea ha infine approvato la relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari (doc. IV-ter, n. 12) che ha proposto di riconoscere l'insindacabilità ex articolo 68, primo comma, della Costituzione, nei confronti del senatore Matteo Renzi. Come riferito dal relatore, sen. Durnwalder (Aut), le dichiarazioni del sen. Renzi vanno inserite in un'attività politica coerente e continua contro presunti abusi giudiziari. I sen. Scalfarotto (IV), Erika Stefani (LSP) e Bazoli (PD) hanno confermato le conclusioni della Giunta, mentre la sen. Damante (M5S) ha dichiarato un voto contrario, ritenendo che Renzi abbia usato la prerogativa a fini personali, travalicando i limiti della legittima critica politica.
Nel corso della seduta diversi senatori di tutte le forze politiche (Delrio (PD), Enrico Borghi (IV), Stefania Craxi (FI-BP), Malan (FdI), Romeo (LSP), Michaela Biancofiore (Cd'I), Marton (M5S), Magni (AVS) e Spagnolli (Aut)) hanno denunciato l'attacco della portavoce russa al Presidente Mattarella, inserito in una lista di "nemici della Russia", esprimendo solidarietà al Capo dello Stato, nella difesa dell'unità nazionale e del ruolo istituzionale del Presidente.
(La seduta è terminata alle ore 18:36 )





