Mercoledì 23 Luglio 2025 - 332ª Seduta pubblica
(La seduta ha inizio alle ore 09:33)
Con un voto unanime, l'Assemblea ha approvato il ddl n. 1433 recante introduzione del delitto di femminicidio e altri interventi normativi per il contrasto alla violenza nei confronti delle donne e per la tutela delle vittime. Il testo passa all'altro ramo del Parlamento.
Il provvedimento introduce il nuovo reato autonomo di femminicidio (art. 577-bis c.p.), punito con l'ergastolo quando l'omicidio avviene per motivi di controllo, possesso, dominio, rifiuto o odio verso la donna. Si rafforzano le aggravanti nei casi di violenza domestica, sessuale o persecutoria e si introducono numerose tutele processuali e penitenziarie per le vittime e i familiari, compresa la confisca obbligatoria dei beni, l'obbligo di ascolto rapido della persona offesa e la possibilità per i minori vittime di accedere autonomamente ai centri antiviolenza. Infine, è previsto un investimento in formazione per magistrati, sanitari e operatori, un aggiornamento dei criteri per l'accesso ai benefici penitenziari e misure economiche a tutela degli orfani.
Nella seduta di ieri si è svolta la discussione generale ed è intervenuto in replica il rappresentante del Governo. Oggi, sono stati accolti diversi ordini del giorno, tutti in testi riformulati: G1.1 e G1.3 (sen. Aurora Floridia (Aut) e altri), G1.4 (sen. Scalfarotto (IV)), G1.5 (sen. Daniela Sbrollini (IV) e altri), G1.6 (sen. Raffaella Paita (IV) e altri), G1.8 (sen. De Cristofaro (AVS) e altri), G1.9 (sen. Zanettin (FI-BP), G1.12 e G1.13 (sen. Alessandra Maiorino (M5S) e altri), G1.16 (sen. Erika Stefani (LSP)), G1.17 (sen. Boccia (PD) e altri), G1.18 (sen. Valeria Valente (PD) e altri) e G1.19 (sen. Cecilia D'Elia (PD) e altri).
Approvato l'articolato all'unanimità, nelle dichiarazioni finali sono intervenuti, per esprimere soddisfazione per una norma che riveste un forte valore simbolico e culturale, i sen. Lombardo (Misto-Az), Julia Unterberger (Aut), Scalfarotto (IV), Michaela Biancofiore (Cd'I), Ilaria Cucchi (Misto-AVS), Licia Ronzulli (FI-BP), Ada Lopreiato (M5S), Erika Stefani (LSP), Anna Rossomando (PD) e Berrino (FdI). AVS ha tuttavia evidenziato criticità permanenti quali l'esclusione delle soggettività non conformi tra le vittime riconosciute, l'assenza totale di risorse per prevenzione e formazione e l'approccio unicamente penale a un fenomeno culturale.
L'Assemblea ha approvato in prima lettura il ddl n. 1553 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2025, n. 90, recante disposizioni urgenti in materia di università e ricerca, istruzione e salute.
Il relatore, sen. Marti (LSP), ha illustrato il provvedimento che si compone di 10 articoli. Rafforzato da un'attenta attività emendativa in sede referente, il decreto potenzia gli enti pubblici di ricerca, promuove la stabilizzazione dei precari del CNR e consolida la riforma del sistema di formazione superiore. Rilevanti modifiche includono l'introduzione dell'assicurazione INAIL per studenti e docenti, la revisione dei requisiti per gli educatori dell'infanzia e la valorizzazione dei vincitori di concorsi PNRR. Vengono rafforzati anche il Ministero dell'università e della ricerca e l'Opera nazionale Montessori. È stata confermata l'estensione del mandato del CUN e chiarita la fiscalità sulle borse di studio. La relatrice, sen. Bucalo (FdI), ha lodato il lavoro svolto in Commissione, che ha portato a un testo equilibrato, che riflette una visione sistemica e proiettata alla crescita e alla modernizzazione del Paese.
Al termine della discussione generale, alla quale hanno preso parte le sen. Furlan (IV), Maria Domenica Castellone (M5S) e Maria Cristina Cantù (LSP), il Ministro dell'università e della ricerca Anna Maria Bernini ha ribadito che il decreto si inserisce in una strategia di rafforzamento strutturale di università e ricerca, con fondi aggiuntivi e non sostitutivi rispetto ai finanziamenti ordinari. Ha evidenziato investimenti per infrastrutture, premialità e attrazione di ricercatori, smentendo ogni ipotesi di definanziamento. Ha infine confermato l'impegno sul fronte del diritto allo studio, precisando che non vi sono stati tagli ai posti letto.
Approvato l'articolato, nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i sen. Giusy Versace (Cd'I), che ha apprezzato l'aumento dei fondi per università, ricerca e sanità, richiamando l'importanza della trasparenza nell'uso delle risorse del PNRR; Occhiuto (FI-BP), secondo cui il provvedimento riflette una visione costruttiva e una strategia di riforma efficace, valorizzando in particolare la semplificazione delle procedure e l'attenzione al Sud; Paganella (LSP), che ha rivendicato il contributo della Lega con l'introduzione di norme a tutela dei neoassunti ed elogiato le misure per la sicurezza nelle scuole e il personale educativo; Anna Maria Fallucchi, che ha lodato l'approccio pragmatico e riformatore della maggioranza contro le critiche strumentali dell'opposizione, apprezzando in particolare le misure su assicurazione scolastica e promozione del merito. I sen. Daniela Sbrollini (IV), De Cristofaro (AVS), Barbara Floridia (M5S) e Verducci (PD) hanno dichiarato voto contrario, denunciando l'assenza di visione strategica e la logica dei tagli mascherati da investimenti, che penalizzano università e ricerca pubblica. IV, dopo aver espresso rammarico per l'uso inappropriato della decretazione d'urgenza su un tema così strategico, ha evidenziato l'urgenza di investire nella conoscenza per fermare la fuga dei cervelli e offrire opportunità concrete alle nuove generazioni; AVS ha contestato l'intervento unilaterale su temi delicati come la governance ospedaliera, invitando a reperire fondi attraverso il taglio di opere faraoniche come il Ponte sullo Stretto; M5S ha criticato fortemente il ricorso a risorse sottratte a settori come povertà e formazione, denunciando l'uso distorto dei fondi del PNRR, originati dal Governo Conte; il PD ha espresso una forte critica alla precarizzazione crescente, lamentando l'assenza di un piano per il reclutamento e l'avanzata sregolata delle università telematiche.
Con 98 voti a favore, 67 contrari e due astenuti, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando in prima lettura il ddl n. 1561 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 giugno 2025, n. 92, recante misure urgenti di sostegno ai comparti produttivi.
Il relatore, sen. Pogliese (FdI), ha illustrato il provvedimento, che, a seguito dell'esame in sede referente, consta di 15 articoli suddivisi in tre Capi, contenenti misure urgenti a sostegno dei comparti produttivi, con particolare attenzione alla continuità produttiva dell'ex ILVA di Taranto, cui è destinato un prestito da 200 milioni per l'adeguamento degli impianti; affronta altresì tematiche strategiche tra cui decarbonizzazione, semplificazione degli investimenti industriali e interventi per le imprese in crisi. La Commissione ha introdotto nuovi articoli: l'1-bis per facilitare l'accesso al credito da parte di operatori economici interessati a investire nell'area industriale di Piombino; il 10-bis per ammortizzatori in caso di eventi climatici eccezionali e il 10-ter per garantire la continuità dell'assegno di inclusione.
Respinta la questione pregiudiziale QP1, illustrata dalla sen. Bevilacqua (M5S), è iniziata la discussione generale, nella quale sono intervenuti i sen. Susanna Camusso, Giacobbe, Nicita, Anna Rossomando (PD), Sabrina Licheri, Dolores Bevilacqua (M5S), Aurora Floridia (Aut), Annamaria Furlan (IV), Magni (Misto-AVS), Bergesio (LSP) e Cinzia Pellegrino (FdI). I Gruppi di opposizione hanno concordato su una valutazione fortemente critica del dl, privo di una visione strategica per il rilancio industriale del Paese. Hanno denunciato l'ennesimo intervento tampone sull'ex ILVA, incapace di dare risposte certe ai lavoratori e alla città di Taranto: il provvedimento, pur parlando di transizione e decarbonizzazione, appare incoerente con gli obiettivi di sostenibilità, riducendo il tutto a mere dichiarazioni di principio. Hanno quindi chiesto interventi strutturali sugli ammortizzatori sociali, misure di tutela universali e una vera politica industriale che tenga insieme occupazione, salute e ambiente. La maggioranza ha lodato il decreto per il sostegno alle imprese strategiche, la tutela dei lavoratori in crisi e le misure per gli stagionali agricoli colpiti dal cambiamento climatico: LSP ha rivendicato un contributo importante nell'estensione della CISOA e apprezzato l'aiuto economico ai beneficiari dell'assegno di inclusione nel mese di sospensione; FdI ha parlato di atto concreto di responsabilità sociale: il provvedimento mira a coniugare lavoro, ambiente e sviluppo sostenibile con investimenti mirati. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento Ciriani ha quindi posto la questione di fiducia, a nome del Governo, sull'approvazione, senza emendamenti, dell'articolo unico del ddl di conversione, con modificazioni, del dl n. 92, nel testo approvato dalla Commissione.
Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato la fiducia i sen. Michaela Biancofiore (Cd'I), che ha parlato di atto necessario per garantire la continuità produttiva dell'ex ILVA, accusando l'opposizione di aver fallito in passato; Damiani (FI-BP), che ha lodato la strategia avviata dal Governo dall'inizio della legislatura, in costante dialogo con il territorio e le istituzioni locali; Cantalamessa (LSP), che ha ribadito l'importanza strategica dell'acciaieria per l'economia e la sicurezza nazionale, promuovendo l'equilibrio tra tutela ambientale e continuità produttiva; Anna Maria Fallucchi (FdI), che ha elogiato il piano di decarbonizzazione dell'ex ILVA e l'azione coraggiosa del Governo Meloni, che ha dato un segnale concreto di impegno verso l'industria italiana e i lavoratori. Hanno negato la fiducia i sen. Spagnolli (Aut), che ha criticato l'inefficacia del piano di decarbonizzazione e il continuo uso di fondi pubblici senza reali soluzioni; Silvia Fregolent (IV), che ha lamentato l'incapacità di rispondere alle urgenze del sistema produttivo e alle crisi strategiche; Magni (AVS), che ha accusato il Governo di ignorare il conflitto insanabile tra lavoro e salute a Taranto e di evitare il confronto imponendo la fiducia; Turco (M5S), secondo il quale l'Esecutivo ha prodotto un decreto privo di soluzioni, che perpetua il ricatto occupazionale e l'inquinamento a Taranto; Martella (PD), che ha richiamato le gravi difficoltà produttive e finanziarie dello stabilimento ex ILVA, chiedendo interventi seri e urgenti a tutela dell'interesse nazionale.
L'Assemblea ha avviato l'esame congiunto del ddl nn. 1566 e 1567 concernenti rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2024 e disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2025.
Il relatore, sen. Calandrini (FdI) ha illustrato l'assestamento di bilancio 2025, che aggiorna le previsioni di metà anno con un miglioramento del saldo netto da finanziare di 775 milioni rispetto alla legge di bilancio; l'aumento delle entrate è di 17,6 miliardi mentre le spese crescono di 20,1 miliardi (per maggiori uscite correnti e investimenti in conto capitale). Le variazioni, pur con un incremento delle spese, risultano coerenti con il sentiero europeo di spesa netta e comportano un miglioramento dell'indebitamento netto di circa 500 milioni. Il relatore, sen. Lotito (FI-BP), ha relazionato sul rendiconto 2024, evidenziando un miglioramento di tutti i saldi di finanza pubblica: il saldo netto da finanziare si attesta a -107 miliardi, con un miglioramento di 17 miliardi rispetto al 2023; l'indebitamento netto migliora di 22 miliardi e il risparmio pubblico cresce a 44,6 miliardi mentre il ricorso al mercato cala a 393 miliardi.
Hanno preso parte alla discussione generale i sen. Nicita, Beatrice Lorenzin (PD), Silvia Fregolent (IV) e Dreosto (LSP).
(La seduta è terminata alle ore 20:08 )





