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Giovedì 12 Dicembre 2019 - 173ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 09:35)

In apertura di seduta il Presidente del Senato ha ricordato la strage di piazza Fontana e l'Assemblea ha osservato un minuto di silenzio.

Si è poi svolto il dibattito sul finanziamento della politica. Secondo il sen. Saccone (FdI) i partiti si sono trasformati in comitati elettorali dopo che il Governo Letta ha sostituito il finanziamento pubblico con il finanziamento dei privati, che espone però al rischio di traffico di influenza; il Parlamento dovrebbe avere un sussulto di dignità e il M5S un ripensamento. Il sen. Romagnoli (M5S) ha ribadito contrarietà al finanziamento pubblico dei partiti e ha manifestato orgoglio per l'appartenenza a un movimento che ha ravvivato la democrazia con forme di partecipazione diretta e di maggiore trasparenza. Il sen. Zanda (PD) ha ricordato che la Costituzione, a tutela dell'interesse pubblico e dell'indipendenza della politica dal potere economico, ha previsto un complesso di tutele, dalle guarentigie parlamentari all'indipendenza della magistratura, dal divieto di vincolo di mandato al finanziamento pubblico dei partiti. Il problema da affrontare, a monte del finanziamento dei partiti, è lo stato di salute della democrazia e la decadenza del Parlamento. Il sen. Quagliarello (FI) ha evidenziato la perdita da parte dei partiti del ruolo di formazione e selezione della classe dirigente; ha segnalato la necessità di trasparenza e di regole per le fondazioni che, in ogni caso, non possono sostituire i partiti, pena l'ulteriore impoverimento delle idee. La sen. Bonino (Misto), con riferimento alla vicenda giudiziaria che ha investito Renzi, ha ribadito il principio della presunzione d'innocenza. Si è poi soffermata sul tema dell'accesso agli strumenti di comunicazione e dei costi della buona politica. Il sen. Renzi (IV-PSI) ha rivendicato l'abolizione del finanziamento pubblico, il punto è non criminalizzare il finanziamento privato. Con riferimento alla sua vicenda personale, ha denunciato la violazione del segreto d'ufficio, ha affermato che i contributi della fondazione alla Leopolda sono regolari e certificati, ma vengono considerati illeciti perché la magistratura decide che la fondazione è un partito. Il sen. Parrini (PD) ha auspicato l'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione, con l'attribuzione ai partiti della personalità giuridica e la pubblicazione degli statuti. La demagogia, l'antipolitica, la cultura dell'illazione e del processo a mezza stampa non hanno a che vedere con la pulizia della politica, e il finanziamento di soggetti esteri non può essere messo sullo stesso piano di contributi dubbi e inopportuni. Il sen. Augussori (L-SP) ha ricostruito la storia del finanziamento pubblico e degli scandali che hanno condotto alla sua soppressione; la Lega è favorevole a una Commissione d'inchiesta e disponibile a discutere una riforma che contemperi il riconoscimento della funzione dei partiti con la trasparenza e la tracciabilità dei finanziamenti, a partire dall'istituto della contribuzione volontaria e della donazione Irpef che hanno dato buona prova. Il sen. Cangini (FI) ha auspicato una regolamentazione legislativa delle lobby, dopo aver evidenziato che la demagogia e l'antipolitica hanno contagiato tutte le forze politiche: lo stesso sen. Renzi ha sostenuto la riforma del Parlamento con beceri argomenti anti-casta. Il sen. Di Nicola (M5S) ha auspicato l'istituzione di una Commissione d'inchiesta sul finanziamento dei partiti dal 1974 ad oggi.

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 1586, Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022.

La Conferenza dei Capigruppo ha organizzato la discussione che proseguirà domani e si concluderà lunedì 16 dicembre.

I relatori di maggioranza, sen. Rossella Accoto (M5S) e Stefano (PD), hanno riferito sulla manovra che, inserendosi in un quadro economico internazionale segnato da numerose difficoltà (guerre commerciali, instabilità geopolitica, Brexit), contiene una serie di interventi per invertire la stagnazione: i primi due trimestri del 2019 hanno infatti registrato una crescita congiunturale sensibilmente inferiore alle attese e per l'anno in corso è prevista una crescita del PIL reale dello 0,1 per cento. Ciò è da ascrivere in gran parte al rallentamento della domanda di consumi delle famiglie (0,4 per cento a fronte dello 0,8 per cento del 2018) e al rallentamento degli investimenti fissi lordi. Per il prossimo anno, le stime prevedono un leggero rialzo del PIL allo 0,6 per cento, in gran parte per effetto delle misure contenute nella manovra. L'intervento prioritario della manovra è la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia su IVA e accise che, qualora attivate, avrebbero comportato, a partire dal primo gennaio del 2020, un aggravio di spesa per cittadini e imprese di oltre 23 miliardi di euro con conseguenze prevedibili in termini di crollo dei consumi e del Pil. Alla sterilizzazione degli aumenti IVA, che è completa per il 2020 e parziale dal 2021, sono affiancate importanti misure di riduzione della pressione fiscale, a partire dal taglio del cuneo fiscale per i lavoratori per un ammontare di 3 miliardi nel 2020 e di 5 miliardi annui per i successivi. Altrettanto significativa, la creazione di due fondi da circa 50 miliardi di euro per il rilancio degli investimenti pubblici e privati, con particolare centralità per quelli relativi alla sostenibilità ambientale (Green new deal). Sono poi confermate le misure per la crescita, come Impresa 4.0, che viene estesa alle piccole imprese, e i bonus per l'edilizia (efficientamento energetico, ristrutturazione antisismica) che, nel corso degli ultimi anni, hanno notevolmente contribuito alla dinamica positiva del prodotto interno lordo e rappresentato un significativo contributo per il sostegno del Mezzogiorno. Il provvedimento contiene inoltre importanti misure per il welfare (proroga dell'Ape sociale e opzione donna), per la sanità (abolizione del superticket e edilizia sanitaria), per la famiglia (bonus bebè e asili nido) e per la disabilità. Le misure prospettate consentono comunque al Paese di contenere il deficit pubblico entro i limiti compatibili con le regole comunitarie e di prefigurare una inversione del percorso di crescita del debito pubblico. La Commissione bilancio è intervenuta a rimodulare la plastic tax e la Robin tax, ha riscritto il bonus facciate, ha recuperato risorse al fondo di solidarietà comunale, ha introdotto il credito d'imposta per la decarbonizzazione e per la formazione del personale; altri interventi hanno riguardato le borse di studio per specializzandi, la riqualificazione delle aree di crisi, gli sgravi contributivi per l'assunzione di apprendisti, la ripartizione dei fondi nel Mezzogiorno, le risorse per il fondo prima casa.

I relatori di minoranza sen. Damiani (FI) e Erica Rivolta (L-SP) hanno ricordato che il peso delle clausole di salvaguardia è un'eredità del Governo Gentiloni; la manovra non prevede una politica industriale e peggiora l'indebitamento netto per 16 miliardi senza avere un impatto sulla crescita. Mancano interventi di spending review, mentre è confermato il reddito di cittadinanza con un appostamento di 7 miliardi, mancano un piano per il lavoro e per il Sud, la spesa per investimenti è ridotta (viene definanziato il fondo di sviluppo e coesione), non si prevedono interventi per le infrastrutture e la rigenerazione urbana. Sono presenti invece tasse patrimoniali (nuova Imu e Tari) affiancate da nuove imposte che colpiscono la plastica, la rivalutazione delle partecipazioni, le vincite da gioco, le bevande zuccherate, i tabacchi, i servizi digitali, le accise su benzina e gasolio, i buoni pasto.

Alla discussione generale, che si concluderà nella giornata di domani, hanno preso parte i sen. Siri, Sonia Fregolent, Centinaio, Ripamonti, Candiani, Maria Saponara, Bergesio, Candura, Erika Stefani (L-SP), De Bertoldi, Fazzolari, Maffoni, Ruspandini (FdI), Laura Garavini, Daniela Sbrollini, Comincini (IV-PSI), Tatiana Rojc, Mirabelli, Ferrazzi, Giacobbe, Parrini, Anna Rossomando (PD), Flavia Michela Caligiuri, Paola Binetti, Elena Testor, Anna Carmela Minuto, Roberta Toffanin (FIBP-UDC), Mautone, Marco Pellegrini, Quarto e Tiziana Drago (M5S).


(La seduta è terminata alle ore 21:57 )

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