Non c'era luogo più adatto della Biblioteca del Senato, intitolata a Giovanni Spadolini, fondatore del Ministero dei Beni culturali, per guidare il visitatore alla scoperta di uno dei più luminosi capolavori di quello che la Costituzione definisce «patrimonio storico e artistico della Nazione»: la Bibbia di Borso d'Este, custodita presso un'altra biblioteca italiana - una delle più importanti -, la Biblioteca Estense di Modena, ora parte delle Gallerie Estensi [...]. La scelta di esporre una Bibbia è intimamente collegata all'anno giubilare. La scelta di esporre questa Bibbia è invece un omaggio al valore universale e trasversale dell'arte. Per gli esperti si tratta del più bel libro miniato del Quattrocento: negli stessi anni in cui veniva inventata la stampa, lo splendore del Rinascimento si fondeva all'arte della miniatura, che raggiungeva una delle sue vette più alte.
Dalla Prefazione del Presidente del Senato Ignazio La Russa
Bontà, bellezza e giustizia appaiono intimamente connesse nel capolavoro unico che il Senato espone in occasione del Giubileo della Chiesa e del centenario del suo ritorno - per atto munifico del senatore del Regno Giovanni Treccani - al pubblico godimento presso la Biblioteca Estense di Modena [...]. La creazione umana, attraverso la bellezza, prosegue l'opera della Creazione: per Borso d'Este, come per altri prìncipi, la bellezza era fonte e conferma della legittimità del proprio potere, secondo il paradigma della reductio ad unitatem peculiare di quel tempo [...]. Anche oggi le istituzioni pubbliche, che traggono la loro legittimazione dalla sovranità popolare, e così le correlate amministrazioni, non vogliono rinunciare al ruolo di custodi di bellezza. A partire dai palazzi nei quali hanno sede e dei quali devono avere cura come una casa aperta a tutti i cittadini. A loro il compito di rendere nuovamente tangibili, visibili, comprensibili e apprezzabili questi scrigni di tesori.
Dalla Prefazione del Segretario Generale del Senato Federico Silvio Toniato