Caravaggio. Il Ritratto di monsignor Maffeo Barberini
Caravaggio. Il Ritratto di monsignor Maffeo Barberini
Nell'ambito delle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica, il Senato della Repubblica e il Ministero della Cultura presentano Caravaggio. Il Ritratto di monsignor Maffeo Barberini.
L'opera, appena acquisita dallo Stato italiano, è esposta nella Sala Capitolare di Palazzo della Minerva dal 28 maggio al 21 giugno 2026, prima del suo trasferimento nella sede definitiva delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, a Palazzo Barberini.
"È un fatto denso di significati che la festa del 2 giugno, quest’anno, coincida con l’esposizione in anteprima dell’opera di Caravaggio appena acquisita al patrimonio storico e artistico della Nazione. La Sala Capitolare nella quale è esposta l’opera faceva parte del convento domenicano della Minerva, ovvero il luogo dove si svolse il famoso processo a Galileo, conclusosi il 22 giugno 1633 con la condanna e l’abiura dello scienziato pisano: il papa che gli si contrappose fu Urbano VIII, quello stesso Maffeo Barberini che vediamo ritratto, quando era assai più giovane, dal Caravaggio".
Dalla presentazione del Presidente del Senato Ignazio La Russa
"Il Maffeo Barberini di Caravaggio è faccia, è volto, è viso, è soglia (Byung-Chul Han), è rappresentazione e insieme autorappresentazione, perché nell’anima del rappresentato si riflette sempre l’anima di chi lo rappresenta. Non è opera di arte sacra ma sacro ne è il contenuto e l’oggetto, per quella intima connessione tra natura e rappresentazione che caratterizza l’essenza dell’arte stessa, secondo il concetto antico di sacer che accomuna arte religiosa e profana".
Dall'articolo di Federico Silvio Toniato, Segretario Generale del Senato della Repubblica



