Nella seduta del 15 aprile l'Assemblea del Senato ha approvato in prima lettura, con 78 voti favorevoli e 47 contrari, il disegno di legge n. 1241 in materia di prestazioni sanitarie. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.
La proposta, di iniziativa governativa, prevede l'introduzione di misure di garanzia per l'erogazione delle prestazioni sanitarie e altre disposizioni in materia, al fine di ridurre le liste di attesa e rispettare i tempi massimi previsti per l'accesso ai livelli essenziali di assistenza (LEA). Tra le misure previste, disposizioni specifiche in materia di prescrizione ed erogazione delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e l'istituzione di un Sistema Nazionale di Governo delle Liste di Attesa, per garantire il coordinamento a livello nazionale delle azioni volte ad assicurare il rispetto dei tempi di attesa e la riduzione delle liste. Si interviene su governance, programmazione e appropriatezza delle cure, con misure su personale, digitalizzazione, trasparenza e monitoraggio. Centrale è la tutela delle fragilità, in particolare della popolazione anziana e dei pazienti con patologie croniche e neurodegenerative.
L'esame in Commissione
Il disegno di legge è stato incardinato dalla 10a Commissione in sede
redigente l'8
ottobre, con la relazione della senatrice Cantù (LSP). Il ciclo di
audizioni informali, deliberato l'8 ottobre, si è svolto tra il 22 e il 23
ottobre. Il 29 ottobre è stata deliberata la richiesta di un contributo
scritto alla Conferenza Stato-Regioni. Il 5 novembre è intervenuto in
discussione generale il senatore Mazzella (M5S) che ha rilevato, tra
l'altro, l'imprecisa formulazione dell'articolo 1 nel trascurare la figura
dell'odontoiatra, che pure fa parte della dirigenza medica del Servizio
sanitario. Il 19 novembre si è svolta un'ulteriore audizione informale ed
è proseguita la discussione generale. Il 10 dicembre sono stati pubblicati
gli ordini del giorno e gli emendamenti
presentati. Il 17 e il 18 dicembre sono stati illustrati gli emendamenti
dall'articolo 1 all'articolo 12. L'8 gennaio è stato pubblicato il testo
2 dell'emendamento della maggioranza 7.01, sulle nuove regole di
ingaggio del sistema di regolazione contrattuale degli erogatori dei
servizi sanitari. Il 23 gennaio sono stati pubblicate le riformulazioni di
alcuni emendamenti. Il 25 febbraio sono state pubblicate le riformulazioni
di altri emendamenti e la relatrice ha presentato 11 nuovi emendamenti. Il
26 febbraio è stato pubblicato il testo 2 dell'emendamento 6.0.100 sulla
costituzione di Aziende ospedaliero-universitarie. Il 4, 5 e 6 marzo sono
state votate le proposte emendative, risultando approvati, tra gli altri,
gli emendamenti della relatrice 2.0.100
(testo 2), sul rafforzamento della capacità amministrativa del
Ministero della salute, e 2.0.200,
sull'incremento di circa 14 milioni di euro per il potenziamento
dell'infrastruttura tecnologica del Ministero della salute. Sono stati
approvati anche gli emendamenti: 8.0.3
(testo 2) e 8.0.4,
sull'istituzione di un Fondo di 3 milioni di euro per la riduzione degli
accessi impropri al Pronto Soccorso e misure per l'efficientamento della
Rete ospedaliera dell'emergenza sanitaria; 10.0.6,
sull'utilizzo dello strumento della telemedicina per la certificazione di
malattia; 11.0.19
(testo 2), e 11.0.20,
che prevedono lo stanziamento di 6 milioni di euro annui per il triennio
2025-2027 per il rafforzamento sperimentale delle campagne di screening
oncologico per il tumore al seno a carico del SSN. Inoltre sono stati
accolti dal Governo tutti gli ordini del giorno, ad eccezione del
G/1241/3/10, ritirato dal senatore Silvestro (FI).
L'11 marzo il Presidente Zaffini ha comunicato che il ddl è stato
riassegnato in sede referente e la Commissione ha stabilito di dare per
acquisite le fasi procedurali già svolte in sede redigente. Il 25 marzo
sono stati comunicati i parereri della Commissione bilancio sugli
emendamenti approvati.
Nella prima
e nella seconda
seduta pomeridiana dell'8 aprile il Presidente Zaffini ha comunicato
i pareri della Commissione bilancio sugli emendamenti approvati. Quindi la
relatrice Cantù ha presentato gli emendamenti conseguenti ai pareri
espressi dalle Commissioni 1a e 5a, pubblicati in allegato
al resoconto, che posti in votazione sono risultati tutti approvati. Il
dibattito si è concentrato in particolare sugli emendamenti 11.0.19
(testo 2)/5a Commissione, che sopprime l'emendamento finalizzato
all'ampliamento dello screening sul tumore alla mammella, 12.0.7/5a
Commissione, in materia di accesso agli Istituti di ricovero e cura
a carattere scientifico, e 13.0.600
(testo 2)/5a Commisisone, relativo al riconoscimento come presidi
sanitari di prossimità delle strutture sanitarie che svolgono attività di
assistenza specialistica ambulatoriale in regime di accreditamento con il
SSN. Quindi, in seguito alle dichiarazioni di voto contrario per i
rispettivi Gruppi dei senatori Zambito (PD), Magni (AVS), Castellone (M5S)
e Furlan (IV), e alla dichiarazione di voto favorevole del senatore Zullo
(FdI), la Commissione ha conferito a maggioranza il mandato alla relatrice
Cantù a riferire favorevolmente all'Assemblea sul ddl n. 1241, con le
modifiche apportate, autorizzandola a richiedere lo svolgimento della
relazione orale e ad apportare le modifiche di coordinamento e formali
eventualmente necessarie.
La discussione in Assemblea
Il 9
aprile il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dalla
relatrice Cantù che, pur riconoscendo il carattere parziale del
provvedimento, ha richiamato la necessità di un cambio di paradigma
sostenibile e lungimirante, volto a rafforzare l'equità, la qualità e
l'efficienza del Servizio sanitario nazionale. Ha denunciato l'attuale
inadeguatezza della rete territoriale e l'eccesso di accessi impropri ai
pronto soccorso, proponendo un sistema integrato e proattivo; ha
richiamato l'importanza della visione strategica, della lotta agli sprechi
e del rispetto dei doveri civici per preservare la sanità pubblica
universalistica. Ha infine sottolineato come molte proposte migliorative
siano state escluse per ragioni di sostenibilità economica.
Hanno preso parte alla discussione generale i senatori Maria Domenica
Castellone, Barbara Guidolin, Elisa Pirro (M5S), Ylenia Zambito, Susanna
Camusso (PD), Russo, Satta, Zullo (FdI), Daniela Sbrollini (IV), Magni
(Misto-AVS), Daniela Ternullo (FdI), Guidi (Cd'I) e Clotilde Minasi (LSP).
I Gruppi di maggioranza hanno difeso l'operato del Governo, lodandone
l'impegno nel risolvere le criticità sanitarie ereditate e sottolineando
l'aumento dei fondi al SSN rispetto al passato e la volontà di ridurre le
liste d'attesa con strumenti moderni, prevenzione e valorizzazione del
personale sanitario; hanno promosso l'integrazione del privato accreditato
nel sistema pubblico, l'impiego degli specializzandi nei pronto soccorso e
l'incremento delle risorse sanitarie. Secondo i Gruppi di opposizione, il
ddl è inadeguato a ridurre le liste d'attesa per l'assenza di investimenti
su personale e sanità territoriale: M5S ha criticato il crescente ricorso
alla sanità privata e l'aumento della disuguaglianza nell'accesso alle
cure, accusando il Governo di avere altre priorità, come le spese
militari; il PD ha denunciato la confusione nella maggioranza, il caos in
Commissione e lo scaricabarile sulle Regioni, richiamando l'urgenza di
riforme e investimenti per evitare il collasso del Servizio sanitario
nazionale; IV ha sottolineato l'assenza di un piano per l'assunzione di
personale e si è opposta alla separazione tra servizi sanitari e sociali;
AVS ha invitato a riflettere sull'efficacia del sistema autonomo delle
Regioni, ribadendo l'importanza di rafforzare il sistema pubblico e
universale.
Il 15
aprile la relatrice Cantù, intervenendo in replica, ha ribadito la
necessità di responsabilità e realismo nelle scelte sanitarie, respingendo
critiche giudicate strumentali e difendendo il provvedimento come misura
concreta per rafforzare la sanità pubblica, pur nei limiti delle risorse
disponibili. Ha infine invitato alla collaborazione per tutelare i più
fragili e garantire l'universalismo del sistema sanitario. Durante l'esame
dell'articolato è stato approvato l'emendamento 1.250,
Murelli e Minasi (LSP), in tema di prescrizione medica e gestione delle
liste d'attesa nelle prestazioni di specialistica ambulatoriale. Sono
stati altresì approvati, in un'unica votazione e in testi riformulati, gli
emendamenti 11.0.18
e 11.0.255,
Sbrollini (IV) e altri, 11.0.20,
Murelli (LSP) e altri, 11.0.252,
Zambito (PD) e altri, 11.0.253,
Pirro (M5S), e 11.0.254,
Paita (IV) e altri, in tema di rafforzamento sperimentale delle campagne
di screening oncologico per il tumore al seno a carico del SSN. È stato
poi approvato l'emendamento 12-quater.1000
della relatrice, che sostituisce l'articolo, in relazione all'accesso agli
IRCCS. Sono stati accolti, in testi riformulati, gli ordini del giorno G11.250
e G13.250,
a firma delle senatrici Murelli e Minasi (LSP): il primo impegna il
Governo a istituire un PDTA nazionale per l'amiloidosi cardiaca e misure
per garantire diagnosi precoce, cure uniformi e accesso equo su tutto il
territorio; il secondo chiede di intervenire in tema di riparto degli
oneri tra sanità e assistenza socio-sanitaria.
Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i senatori
Guidi (Cd'I), che ha lodato il coraggio dell'Esecutivo di affrontare temi
complessi come le liste d'attesa, criticando l'opposizione per l'assenza
di proposte costruttive; Silvestro (FI-BP), che ha apprezzato il
coinvolgimento del privato accreditato, utile ad alleggerire la pressione
sulle strutture pubbliche, all'interno di una logica che mantiene al
centro il carattere universale del SSN; Elena Murelli (LSP), che ha
elogiato il forte impegno verso l'innovazione del sistema sanitario
nazionale e le misure concrete: l'integrazione della telemedicina, la
centralità del medico e l'efficienza nella gestione delle risorse; Zaffini
(FdI), che ha rivendicato l'efficacia dei due provvedimenti adottati sulle
liste d'attesa e respinto le accuse dell'opposizione, che strumentalizza
la sanità a fini elettorali, invitando a un dialogo più costruttivo e
promettendo impegno per riforme future, inclusa quella sui compensi dei
dirigenti sanitari. I senatori Annamaria Furlan (IV), Magni (AVS),
Mazzella (M5S) e Sandra Zampa (PD) hanno annunciato voto contrario: IV ha
criticato il ddl come misura tampone, priva di risorse aggiuntive, che
favorisce il privato a scapito della sanità pubblica; AVS ha contestato la
riduzione della spesa sanitaria in rapporto al PIL e la mancata attenzione
alla qualità del servizio e al coinvolgimento delle parti sociali; M5S ha
lamentato l'assenza dei decreti attuativi relativi all'interoperabilità
tra le piattaforme regionali e di un modello nazionale per la
stratificazione della popolazione; il PD ha denunciato il ritardo e la
mancanza di soluzioni concrete sulla riduzione delle liste d'attesa,
criticando il tentativo di favorire la privatizzazione della sanità,
allontanandola da quel modello pubblico, baluardo della coesione sociale e
della tutela della salute dei cittadini.