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21 aprile 2025 | Numero 97
Sanità

Approvate in prima lettura le misure in materia di prestazioni sanitarie

Magistratura onoraria

Nella seduta del 15 aprile l'Assemblea del Senato ha approvato in prima lettura, con 78 voti favorevoli e 47 contrari, il disegno di legge n. 1241 in materia di prestazioni sanitarie. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

La proposta, di iniziativa governativa, prevede l'introduzione di misure di garanzia per l'erogazione delle prestazioni sanitarie e altre disposizioni in materia, al fine di ridurre le liste di attesa e rispettare i tempi massimi previsti per l'accesso ai livelli essenziali di assistenza (LEA). Tra le misure previste, disposizioni specifiche in materia di prescrizione ed erogazione delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e l'istituzione di un Sistema Nazionale di Governo delle Liste di Attesa, per garantire il coordinamento a livello nazionale delle azioni volte ad assicurare il rispetto dei tempi di attesa e la riduzione delle liste. Si interviene su governance, programmazione e appropriatezza delle cure, con misure su personale, digitalizzazione, trasparenza e monitoraggio. Centrale è la tutela delle fragilità, in particolare della popolazione anziana e dei pazienti con patologie croniche e neurodegenerative.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato dalla 10a Commissione in sede redigente l'8 ottobre, con la relazione della senatrice Cantù (LSP). Il ciclo di audizioni informali, deliberato l'8 ottobre, si è svolto tra il 22 e il 23 ottobre. Il 29 ottobre è stata deliberata la richiesta di un contributo scritto alla Conferenza Stato-Regioni. Il 5 novembre è intervenuto in discussione generale il senatore Mazzella (M5S) che ha rilevato, tra l'altro, l'imprecisa formulazione dell'articolo 1 nel trascurare la figura dell'odontoiatra, che pure fa parte della dirigenza medica del Servizio sanitario. Il 19 novembre si è svolta un'ulteriore audizione informale ed è proseguita la discussione generale. Il 10 dicembre sono stati pubblicati gli ordini del giorno e gli emendamenti presentati. Il 17 e il 18 dicembre sono stati illustrati gli emendamenti dall'articolo 1 all'articolo 12. L'8 gennaio è stato pubblicato il testo 2 dell'emendamento della maggioranza 7.01, sulle nuove regole di ingaggio del sistema di regolazione contrattuale degli erogatori dei servizi sanitari. Il 23 gennaio sono stati pubblicate le riformulazioni di alcuni emendamenti. Il 25 febbraio sono state pubblicate le riformulazioni di altri emendamenti e la relatrice ha presentato 11 nuovi emendamenti. Il 26 febbraio è stato pubblicato il testo 2 dell'emendamento 6.0.100 sulla costituzione di Aziende ospedaliero-universitarie. Il 4, 5 e 6 marzo sono state votate le proposte emendative, risultando approvati, tra gli altri, gli emendamenti della relatrice 2.0.100 (testo 2), sul rafforzamento della capacità amministrativa del Ministero della salute, e 2.0.200, sull'incremento di circa 14 milioni di euro per il potenziamento dell'infrastruttura tecnologica del Ministero della salute. Sono stati approvati anche gli emendamenti: 8.0.3 (testo 2) e 8.0.4, sull'istituzione di un Fondo di 3 milioni di euro per la riduzione degli accessi impropri al Pronto Soccorso e misure per l'efficientamento della Rete ospedaliera dell'emergenza sanitaria; 10.0.6, sull'utilizzo dello strumento della telemedicina per la certificazione di malattia; 11.0.19 (testo 2), e 11.0.20, che prevedono lo stanziamento di 6 milioni di euro annui per il triennio 2025-2027 per il rafforzamento sperimentale delle campagne di screening oncologico per il tumore al seno a carico del SSN. Inoltre sono stati accolti dal Governo tutti gli ordini del giorno, ad eccezione del G/1241/3/10, ritirato dal senatore Silvestro (FI).
L'11 marzo il Presidente Zaffini ha comunicato che il ddl è stato riassegnato in sede referente e la Commissione ha stabilito di dare per acquisite le fasi procedurali già svolte in sede redigente. Il 25 marzo sono stati comunicati i parereri della Commissione bilancio sugli emendamenti approvati.
Nella prima e nella seconda seduta pomeridiana dell'8 aprile il Presidente Zaffini ha comunicato i pareri della Commissione bilancio sugli emendamenti approvati. Quindi la relatrice Cantù ha presentato gli emendamenti conseguenti ai pareri espressi dalle Commissioni 1a e 5a, pubblicati in allegato al resoconto, che posti in votazione sono risultati tutti approvati. Il dibattito si è concentrato in particolare sugli emendamenti 11.0.19 (testo 2)/5a Commissione, che sopprime l'emendamento finalizzato all'ampliamento dello screening sul tumore alla mammella, 12.0.7/5a Commissione, in materia di accesso agli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, e 13.0.600 (testo 2)/5a Commisisone, relativo al riconoscimento come presidi sanitari di prossimità delle strutture sanitarie che svolgono attività di assistenza specialistica ambulatoriale in regime di accreditamento con il SSN. Quindi, in seguito alle dichiarazioni di voto contrario per i rispettivi Gruppi dei senatori Zambito (PD), Magni (AVS), Castellone (M5S) e Furlan (IV), e alla dichiarazione di voto favorevole del senatore Zullo (FdI), la Commissione ha conferito a maggioranza il mandato alla relatrice Cantù a riferire favorevolmente all'Assemblea sul ddl n. 1241, con le modifiche apportate, autorizzandola a richiedere lo svolgimento della relazione orale e ad apportare le modifiche di coordinamento e formali eventualmente necessarie.

La discussione in Assemblea

Il 9 aprile il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dalla relatrice Cantù che, pur riconoscendo il carattere parziale del provvedimento, ha richiamato la necessità di un cambio di paradigma sostenibile e lungimirante, volto a rafforzare l'equità, la qualità e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale. Ha denunciato l'attuale inadeguatezza della rete territoriale e l'eccesso di accessi impropri ai pronto soccorso, proponendo un sistema integrato e proattivo; ha richiamato l'importanza della visione strategica, della lotta agli sprechi e del rispetto dei doveri civici per preservare la sanità pubblica universalistica. Ha infine sottolineato come molte proposte migliorative siano state escluse per ragioni di sostenibilità economica.
Hanno preso parte alla discussione generale i senatori Maria Domenica Castellone, Barbara Guidolin, Elisa Pirro (M5S), Ylenia Zambito, Susanna Camusso (PD), Russo, Satta, Zullo (FdI), Daniela Sbrollini (IV), Magni (Misto-AVS), Daniela Ternullo (FdI), Guidi (Cd'I) e Clotilde Minasi (LSP). I Gruppi di maggioranza hanno difeso l'operato del Governo, lodandone l'impegno nel risolvere le criticità sanitarie ereditate e sottolineando l'aumento dei fondi al SSN rispetto al passato e la volontà di ridurre le liste d'attesa con strumenti moderni, prevenzione e valorizzazione del personale sanitario; hanno promosso l'integrazione del privato accreditato nel sistema pubblico, l'impiego degli specializzandi nei pronto soccorso e l'incremento delle risorse sanitarie. Secondo i Gruppi di opposizione, il ddl è inadeguato a ridurre le liste d'attesa per l'assenza di investimenti su personale e sanità territoriale: M5S ha criticato il crescente ricorso alla sanità privata e l'aumento della disuguaglianza nell'accesso alle cure, accusando il Governo di avere altre priorità, come le spese militari; il PD ha denunciato la confusione nella maggioranza, il caos in Commissione e lo scaricabarile sulle Regioni, richiamando l'urgenza di riforme e investimenti per evitare il collasso del Servizio sanitario nazionale; IV ha sottolineato l'assenza di un piano per l'assunzione di personale e si è opposta alla separazione tra servizi sanitari e sociali; AVS ha invitato a riflettere sull'efficacia del sistema autonomo delle Regioni, ribadendo l'importanza di rafforzare il sistema pubblico e universale.

Il 15 aprile la relatrice Cantù, intervenendo in replica, ha ribadito la necessità di responsabilità e realismo nelle scelte sanitarie, respingendo critiche giudicate strumentali e difendendo il provvedimento come misura concreta per rafforzare la sanità pubblica, pur nei limiti delle risorse disponibili. Ha infine invitato alla collaborazione per tutelare i più fragili e garantire l'universalismo del sistema sanitario. Durante l'esame dell'articolato è stato approvato l'emendamento 1.250, Murelli e Minasi (LSP), in tema di prescrizione medica e gestione delle liste d'attesa nelle prestazioni di specialistica ambulatoriale. Sono stati altresì approvati, in un'unica votazione e in testi riformulati, gli emendamenti 11.0.18 e 11.0.255, Sbrollini (IV) e altri, 11.0.20, Murelli (LSP) e altri, 11.0.252, Zambito (PD) e altri, 11.0.253, Pirro (M5S), e 11.0.254, Paita (IV) e altri, in tema di rafforzamento sperimentale delle campagne di screening oncologico per il tumore al seno a carico del SSN. È stato poi approvato l'emendamento 12-quater.1000 della relatrice, che sostituisce l'articolo, in relazione all'accesso agli IRCCS. Sono stati accolti, in testi riformulati, gli ordini del giorno G11.250 e G13.250, a firma delle senatrici Murelli e Minasi (LSP): il primo impegna il Governo a istituire un PDTA nazionale per l'amiloidosi cardiaca e misure per garantire diagnosi precoce, cure uniformi e accesso equo su tutto il territorio; il secondo chiede di intervenire in tema di riparto degli oneri tra sanità e assistenza socio-sanitaria.
Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i senatori Guidi (Cd'I), che ha lodato il coraggio dell'Esecutivo di affrontare temi complessi come le liste d'attesa, criticando l'opposizione per l'assenza di proposte costruttive; Silvestro (FI-BP), che ha apprezzato il coinvolgimento del privato accreditato, utile ad alleggerire la pressione sulle strutture pubbliche, all'interno di una logica che mantiene al centro il carattere universale del SSN; Elena Murelli (LSP), che ha elogiato il forte impegno verso l'innovazione del sistema sanitario nazionale e le misure concrete: l'integrazione della telemedicina, la centralità del medico e l'efficienza nella gestione delle risorse; Zaffini (FdI), che ha rivendicato l'efficacia dei due provvedimenti adottati sulle liste d'attesa e respinto le accuse dell'opposizione, che strumentalizza la sanità a fini elettorali, invitando a un dialogo più costruttivo e promettendo impegno per riforme future, inclusa quella sui compensi dei dirigenti sanitari. I senatori Annamaria Furlan (IV), Magni (AVS), Mazzella (M5S) e Sandra Zampa (PD) hanno annunciato voto contrario: IV ha criticato il ddl come misura tampone, priva di risorse aggiuntive, che favorisce il privato a scapito della sanità pubblica; AVS ha contestato la riduzione della spesa sanitaria in rapporto al PIL e la mancata attenzione alla qualità del servizio e al coinvolgimento delle parti sociali; M5S ha lamentato l'assenza dei decreti attuativi relativi all'interoperabilità tra le piattaforme regionali e di un modello nazionale per la stratificazione della popolazione; il PD ha denunciato il ritardo e la mancanza di soluzioni concrete sulla riduzione delle liste d'attesa, criticando il tentativo di favorire la privatizzazione della sanità, allontanandola da quel modello pubblico, baluardo della coesione sociale e della tutela della salute dei cittadini.

Sanità

Approvate in via definitiva le misure di potenziamento dei controlli sanitari per il Giubileo 2025

Giubileo 2025

Nella seduta del 16 aprile l'Assemblea del Senato ha approvato definitivamente, con 83 voti favorevoli, 2 contrari e 58 astensioni, il ddl n. 1184-bis-B, sul potenziamento dei controlli sanitari per il Giubileo 2025, già approvato dal Senato il 19 novembre 2024 e modificato dalla Camera il 25 marzo.

La proposta di iniziativa governativa, derivante dallo stralcio del disegno di legge sulla semplificazione delle attività economiche, prevede l'autorizzazione al Ministero della salute ad assumere, con contratto a tempo determinato e con scadenza non successiva al 31 dicembre 2025, soggetti che abbiano già prestato servizio a tempo determinato presso il medesimo Ministero. Obiettivo delle assunzioni è potenziare le attività di vigilanza, controllo igienico-sanitario e profilassi nei principali porti e aeroporti, al fine di adeguare i servizi alle esigenze sanitarie derivanti dall'ingresso sul territorio nazionale dei pellegrini che parteciperanno al Giubileo della Chiesa cattolica per il 2025. Si prevede, in particolare, l'assunzione di tre dirigenti sanitari medici e di quindici tecnici della prevenzione. I costi saranno coperti riducendo fondi destinati a risarcimenti per danni da trasfusioni o vaccinazioni obbligatorie.

La discussione in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato nella 10a Commissione in sede redigente il 2 aprile, con la relazione del Presidente Zaffini (FdI). Illustrando il testo, il relatore ha evidenziato, che le autorizzazioni di spesa relative alle assunzioni previste dal provvedimento sono state ridotte dalla Camera e che il nuovo importo complessivo previsto è pari a 934.517 euro per l'anno 2025. Sono quindi intervenute le senatrici Camusso (PD) e Zambito (PD), che ha espresso alcuni dubbi sulla reale necessità di approvazione del ddl in considerazione del dilatarsi dei tempi dell'iter, e i senatori Zullo (FdI) e Cantu' (LSP) per esprimere il sostegno dei propri Gruppi al provvedimento in esame. Constatata la rinuncia della Commissione a fissare un termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno, è stato posto in votazione e approvato a maggioranza l'articolo unico del testo in esame. La Commissione ha infine conferito a maggioranza il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sull'approvazione del disegno di legge, nel testo modificato dall'altro ramo del Parlamento.

L'esame in Assemblea

Il 16 aprile il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dal relatore Zaffini, che ha ribadito le finalità del provvedimento di autorizzare assunzioni a tempo determinato presso il Ministero della salute fino al 31 dicembre 2025, mirando a rafforzare i controlli sanitari in porti e aeroporti in vista del Giubileo 2025. Ha inoltre specificato che la spesa autorizzata è stata ridotta dalla Camera a 934.517 euro ed è coperta da una riduzione di fondi destinati ai risarcimenti per danni da trasfusioni e vaccinazioni obbligatorie. Il Sottosegretario per la salute Gemmato ha chiarito che il fondo utilizzato per finanziare le assunzioni è ampiamente capiente e non inciderà sui rimborsi ai danneggiati da trasfusioni o vaccinazioni.
Sono intervenuti in dichiarazione di voto i senatori Dafne Musolino (IV), Magni (AVS), Maria Domenica Castellone (M5S), Paroli (FI-BP), Elena Murelli (LSP), Sandra Zampa (PD) e Russo (FdI). Gli esponenti della maggioranza hanno espresso soddisfazione per un provvedimento equilibrato e di buon senso. Le opposizioni hanno contestato le modalità di assunzione poco trasparenti e l'urgenza del provvedimento, criticando l'uso di fondi vincolati per indennizzi a vittime di trasfusioni e vaccini. Per tale ragione IV, M5S e PD hanno annunciato l'astensione, mentre AVS ha dichiarato la contrarietà, contestando la sottrazione di risorse a vittime fragili per finanziare assunzioni sanitarie.

Affari costituzionali

Approvato in prima lettura il ddl di conversione del decreto sulle consultazioni elettorali e referendarie 2025

consultazioni elettorali e referendarie 2025

Nella seduta del 16 aprile l'Assemblea del Senato ha approvato in prima lettura, con 76 voti favorevoli, 53 contrari e un'astensione, il ddl n. 1425, di conversione del decreto-legge n. 27/2025 recante disposizoni urgenti per le consultazioni elettorali e referendarie 2025. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

Il provvedimento definisce le norme per lo svolgimento contestuale di consultazioni amministrative e referendarie, disciplinando l'ordine di scrutinio e la ripartizione delle spese, per la partecipazione al voto referendario da parte degli elettori domiciliati in un Comune diverso da quello di residenza per motivi di studio, lavoro o cure mediche, per la sottoscrizione di liste di candidati con firma elettronica qualificata. È inoltre stabilito che le consultazioni dell'anno in corso si terranno nell'arco di due giornate, domenica e lunedì, anziché una. Sono previsti anche fondi per il potenziamento del sistema informativo elettorale e assunzioni al Ministero dell'interno. Per ulteriori dettagli è disponibile il dossier curato dai Servizi studi del Parlamento.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato nella 1a Commissione in sede referente il 25 marzo, con la relazione del Presidente Balboni (FdI). Nelle due sedute del 26 marzo si è svolta la discussione generale, con gli interventi dei senatori Giorgis (PD), Cataldi (M5S) e De Cristofaro (AVS) che hanno sollecitato un chiarimento sulle date delle consultazioni referendarie, e la replica del sottosegretario per l'interno Wanda Ferro. Il 3 aprile sono stati pubblicati gli emendamenti presentati e, per illustrare le proposte di iniziativa dei rispettivi Gruppi, sono intervnuti i senatori Giorgis (PD), Scalfarotto (IV), Cataldi e Felicia Gaudiano (M5S). Il 9 aprile si è svolta la votazione degli emendamenti: sono risultati approvati l'1.5, gli identici 1.6 (testo 2) e 1.7 (testo 2) e l'1.0.4, riguardanti le funzioni di scrutatore (limiti di età, compensi, categorie escluse), gli identici 1.0.1 (testo 2) e 4.0.3 (testo 2), sui requisiti di validità delle elezioni nei comuni in caso di ammissione di un'unica lista, gli identici 1.0.2 (testo 2) e 2.0.1 (testo 2), sulle indicazioni di genere nelle liste elettorali, e il 2.3, sulla presentazione alle Camere di una relazione del Ministero dell'interno sull'applicazione della disciplina sperimentale per il voto dei fuori sede.
Nella seduta del 16 aprile (antimeridiana) sono stati approvati il subemendamento soppressivo dell'emendamento 1.6 (testo 2) e 1.7 (testo 2), in recepimento del parere contrario espresso dalla Commissione bilancio, e l'emendamento di coordinamento Coord.1, pubblicati in allegato al resoconto. È stato quindi posto in votazione il mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge, con le modifiche approvato nel corso dell'esame in sede referente. Previe dichiarazioni di voto di astensione dei senatori De Cristofaro (AVS), Dafne Musolino (IV) e Felicia Gaudiano (M5S), il mandato è risultato approvato.

La discussione in Assemblea

Il 16 aprile il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dal relatore Balboni, che si è soffermato sulle modifiche apportate in sede referente, tra cui: l'introduzione della validità delle elezioni nei Comuni fino a 15.000 abitanti con una sola lista solo se vota almeno il 40 per cento degli elettori e la lista ottiene il 50 per cento dei voti (articolo 1-bis); l'innalzamento del limite d'età da 70 a 75 anni per svolgere funzioni nei seggi e l'esclusione dei lavoratori del TPL dagli incarichi nei seggi (articolo 1-ter); l'obbligo per il Viminale di relazionare sul voto "fuori sede"; modifiche al testo unico per eliminare riferimenti anacronistici su sesso e cognome delle donne (articolo 2-bis).
Durante l'esame dell'articolato è stato accolto, in un testo riformulato, l'ordine del giorno G4.200, Castellone (M5S) e altri, in tema di accessibilità e semplificazione delle procedure elettorali, con particolare riferimento alla possibilità di candidatura e sottoscrizione digitale per le persone con disabilità.
Nelle dichiarazioni finali i senatori Mariastella Gelmini (Cd'I), Daniela Ternullo (FI-BP), Daisy Pirovano (LSP) e Lisei (FdI) hanno annunciato voto favorevole, apprezzando in particolare l'estensione delle consultazioni elettorali a due giorni e l'introduzione di nuove soluzioni per i cittadini fuori sede. Gli esponenti della maggioranza hanno altresì espresso soddisfazione per le misure volte a semplificare il processo elettorale con l'adozione di tecnologie digitali e l'incremento dei compensi per gli scrutatori. I senatori Dafne Musolino (IV), De Cristofaro (AVS), Cataldi (M5S) e Giorgis (PD) hanno dichiarato voto contrario, contestando l'introduzione di modifiche elettorali tramite decreti urgenti quale violazione del principio di trasparenza e di rispetto delle norme costituzionali. Le opposizioni hanno espresso preoccupazione per il rischio che le consultazioni referendarie siano ulteriormente marginalizzate, sottolineando che l'abbinamento con il secondo turno delle amministrative potrebbe ridurre la partecipazione degli elettori. Hanno altresì insistito sulla necessità di un'adeguata informazione per i fuori sede, che rischiano di non esercitare il loro diritto di voto a causa di una scarsa preparazione logistica.