Ordine del Giorno n. G11.250 al DDL n. 1241
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G11.250 (testo 2)
Accolto
Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge n. 1241 recante Misure di garanzia per l'erogazione delle prestazioni sanitarie e altre disposizioni in materia sanitaria
premesso che:
l'amiloidosi cardiaca rappresenta una patologia rara e altamente invalidante, caratterizzata dall'accumulo di fibrille amiloidi nel miocardio, con conseguente ispessimento e rigidità delle pareti ventricolari, che portano a scompenso cardiaco, aritmie e compromissione della funzione cardiaca;
le due principali forme di amiloidosi cardiaca sono l'amiloidosi da catene leggere (AL) e quella da transtiretina (ATTR), quest'ultima suddivisa nelle varianti ereditaria (ATTRv) e wild-type (ATTRwt). La prima ha un'incidenza stimata di 7-10 casi per milione di abitanti all'anno e, in assenza di trattamento tempestivo, comporta una prognosi severa con una sopravvivenza media di circa un anno; l'amiloidosi cardiaca ATTRwt è, invece, spesso sottodiagnosticata e colpisce prevalentemente uomini sopra i 65 anni, con una prevalenza stimata in Italia di circa 90 casi per milione di abitanti, sebbene si ritenga che i numeri reali siano più elevati a causa delle difficoltà diagnostiche;
in entrambi i casi, la diagnosi precoce rappresenta un elemento essenziale per migliorare la prognosi dei pazienti, consentendo di avviare tempestivamente terapie mirate e ridurre la progressione della malattia. D'altra parte, però, l'identificazione precoce della malattia è ostacolata dalla complessità del quadro clinico, caratterizzato da sintomi aspecifici che spesso portano a diagnosi tardive, come la sindrome del tunnel carpale bilaterale, la stenosi lombare e la fibrillazione atriale precoce;
attualmente, in Italia si riscontrano disomogeneità regionali nella gestione dell'amiloidosi cardiaca, sia in termini di accesso ai centri di riferimento sia nella disponibilità di trattamenti e nella rimborsabilità delle terapie, né esiste un Percorso Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (PDTA) di respiro nazionale per l'amiloidosi cardiaca, determinandosi in tal modo una frammentazione nella gestione della malattia tra le diverse Regioni e creando disuguaglianze nell'accesso alle cure;
la gestione ottimale di questa patologia richiederebbe, in realtà, un approccio multidisciplinare, con il coinvolgimento di cardiologi, neurologi, ematologi, internisti, medici di medicina generale, fisioterapisti, psicologi e altre figure professionali;
inoltre, l'aderenza terapeutica è un fattore determinante per l'efficacia dei trattamenti e per il miglioramento della qualità della vita dei pazienti, ma può essere compromessa da barriere di natura organizzativa, economica e sociale, comportando un maggiore utilizzo delle risorse sanitarie, con un incremento della spesa media annua per paziente non aderente rispetto a quelli che seguono correttamente le terapie;
in tale contesto, il rafforzamento della rete dei centri di riferimento e l'adozione di strumenti di telemedicina potrebbero migliorare la gestione del follow-up dei pazienti, ridurre i ricoveri e ottimizzare l'aderenza terapeutica. Inoltre, l'integrazione tra assistenza specialistica e medicina territoriale rappresenterebbe un elemento cruciale per garantire un accesso equo alle cure e per facilitare il percorso diagnostico-terapeutico dei pazienti affetti da amiloidosi cardiaca,
impegna il Governo a valutare, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica:
di istituire un PDTA nazionale per l'amiloidosi cardiaca, con l'obiettivo di uniformare i percorsi diagnostico-terapeutici su tutto il territorio nazionale e di fornire una soluzione strategica per garantire equità nell'accesso alle cure e omogeneità nella gestione dei pazienti;
di potenziare la rete dei centri di riferimento per la diagnosi e la cura dell'amiloidosi cardiaca, garantendo una gestione multidisciplinare e l'integrazione con la medicina territoriale;
di promuovere strumenti idonei a garantire una adeguata mappatura e una migliore tracciabilità e identificazione dell'amiloidosi cardiaca, garantendo un accesso uniforme alle cure su tutto il territorio nazionale;
di promuovere campagne di formazione e sensibilizzazione per i medici di medicina generale e gli specialisti, al fine di favorire la diagnosi precoce e il riconoscimento delle red flags della malattia;
di incentivare l'uso della telemedicina e di strumenti digitali per il monitoraggio dell'aderenza terapeutica, con particolare attenzione ai pazienti affetti da malattie rare come l'amiloidosi cardiaca;
di garantire la rimborsabilità uniforme dei farmaci innovativi per il trattamento dell'amiloidosi cardiaca, eliminando le attuali disparità tra le diverse Regioni;
di sostenere la ricerca scientifica sull'amiloidosi cardiaca, favorendo studi clinici e progetti innovativi per lo sviluppo di nuove terapie e approcci diagnostici avanzati.