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21 aprile 2025 | Numero 97

Cittadinanza italiana, incidenti di sicurezza informatica, ordinamento giurisdizionale e Corte disciplinare, consultazioni elettorali e referendarie 2025, semplificazione normativa

Cittadinanza italiana

La settimana scorsa, oltre all'esame di disegni di legge in sede consultiva, la 1a Commissione ha svolto le seguenti attività:

  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl n. 1432 di conversione del decreto-legge 28 marzo 2025, n. 36, recante disposizioni urgenti in materia di cittadinanza, avviato il 2 aprile (1a pomeridiana) con la relazione del senatore Lisei (FdI).
    Per impedire con effetto immediato gli abusi da parte di stranieri che chiedono la cittadinanza senza avere effettivi legami con l'Italia, per esclusive ragioni di ingresso e soggiorno nell'Unione europea, il decreto n. 36/2025 ha introdotto in via d'urgenza alcune disposizioni sistematicamente collegate al disegno di legge sulla cittadinanza approvato contestualmente al decreto. In particolare si limita la trasmissione delle cittadinanza a chi ha un genitore o un nonno italiano, escludendo i discendenti successivi alla seconda generazione. Si richiede inoltre che il discendente sia nato in Italia o abbia un genitore che abbia risieduto in Italia per almento due anni. Ulteriori disposizioni in materia di accertamento giudiziale stabiliscono l'esclusione del giuramento e della testimonianza quali mezzi di prova e che spetta al richiedente l'onere di provare l'insussistenza di cause relative alla perdita o al mancato acquisto della cittadinanza. Per ulteriori approfondimenti si rinvia al dossier predisposto dai Servizi studi del Parlamento. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è stato fissato alle 17 di mercoledì 16 aprile.
    La procedura informativa, in forma congiunta con i ddl n. 98 e abbinati in materia di riacquisto della cittadinanza italiana, si è svolta la scorsa settimana tra l'8 e il 10 aprile in quattro sedute dell'Ufficio di Presidenza. I documenti acquisiti nel corso delle audizioni sono stati pubblicati su internet. Il 10 aprile il senatore Giacobbe (PD), intervenuto nella discussione generale, ha proposto di prevedere una possibilità di riacquisizione della cittadinanza in presenza di un accertato legame con genitori e nonni italiani.
    La discussione generale è proseguita nelle sedute del 15, con gli interventi dei senatori Francesca Lamarca, Nicita (PD), Menia (FdI), Tosato (LSP), Cataldi (M5S) e Musolino (IV), e del 16 aprile (antimeridiana), nella quale hanno preso la parola i senatori De Cristofaro (AVS), Giorgis (PD) e Gelmini (Cd'I). Gli esponenti dell'opposizione hanno criticato molteplici aspetti del provvedimento, in particolare per la scelta di ricorrere alla decretazione d'urgenza in una materia di rilievo costituzionale. I rappresentanti della maggioranza nonché il relatore Lisei e il sottosegretario agli esteri Silli, intervenuti in replica, hanno giustificato l'urgenza del provvedimento con la proliferazione di richieste di cittadinanza da parte di stranieri, soprattutto argentini e brasiliani, intenzionati a utilizzare le proprie ascendenze non per recuperare un legame con l'Italia ma per ragioni strumentali al soggiorno e al transito negli Stati Uniti o in altri Paesi dell'UE. Hanno inoltre preannunciato proposte di modifica volte ad attenuare la rigidità delle disposizioni sulla perdita della cittadinanza e sui requisiti per il suo riacquisto.
    Il seguito dell'esame è previsto nelle sedute di mercoledì 23 alle 18,10 e giovedì 24 alle 9.
  • Seguito e conclusione dell'esame dell'Atto del Governo n. 255, Schema di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di incidenti di sicurezza informatica, avviato il 2 aprile (antimeridiana), con la relazione della senatrice Ternullo (FI-BP).
    Il DPCM 14 aprile 2021, n. 81, disciplina la notifica all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, da parte dei soggetti inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, degli incidenti aventi impatto sulle reti, sui sistemi informativi e sui servizi informatici. L'atto sottoposto al parere modifica l'allegato A di tale decreto, per integrare la tassonomia degli incidenti soggetti a notifica, introducendo in particolare la fattispecie di accesso non autorizzato o con abuso dei privilegi concessi.
    Nella seduta del 15 aprile, la relatrice Ternullo ha proposto di esprimere parere favorevole. Nella seduta del 16 aprile (antimeridiana), la proposta di parere favorevole è stata posta ai voti e, previe dichiarazioni di voto di astensione a nome dei rispettivi Gruppi dei senatori Giorgis (PD) e Felicia Gaudiano (M5S), è risultata approvata.
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl costituzionale n. 1353 su ordinamento giurisdizionale e Corte disciplinare e dell'abbinato ddl costituzionale n. 504, di argomento affine, presentato dalla senatrice Erika Stefani (LSP) e altri, avviato il 29 gennaio con la relazione illustrativa del Presidente Balboni (FdI).
    La proposta di iniziativa governativa, approvata in prima deliberazione dalla Camera dei deputati il 16 gennaio scorso, introduce nell'ordinamento il principio della separazione delle carriere dei magistrati, modificando le disposizioni costituzionali sugli organi di autogoverno della categoria. Al posto dell'attuale collegio unico, si prevede quindi l'istituzione di due organi distinti: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica e competenti, per le rispettive carriere, in materia di assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, valutazioni di professionalità e conferimenti di funzioni. La giurisdizione disciplinare su tutti i magistrati viene invece attribuita a un'Alta corte appositamente istituita. Ai fini della composizione dei tre collegi, il criterio elettivo vigente per l'attuale CSM viene integrato con quello dell'estrazione a sorte, con l'obiettivo di ridurre l'incidenza delle correnti organizzate nell'autogoverno della magistratura. È inoltre previsto, entro un anno dall'entrata in vigore delle nuove disposizioni costituzionali, l'adeguamento delle leggi ordinarie che disciplinano il CSM, l'ordinamento giudiziario e la giurisdizione disciplinare. Il ddl n. 504, oltre ad analoghe norme sulla separazione delle carriere e sull'istituzione di due distinti organi di autogoverno, prevede la modifica dell'articolo 112 della Costituzione, con l'aggiunta, alla disposizione "Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale" delle parole "nei casi e nei modi previsti dalla legge". Ciò in quanto si ritiene opportuno consentire al legislatore di poter intervenire sugli indirizzi politicamente rilevanti dell'azione di contrasto della criminalità esercitata dalla magistratura requirente.
    La procedura informativa, avviata il 20 febbraio, si è conclusa l'11 marzo. Sono stati pubblicati su internet i documenti acquisiti dai soggetti sentiti in audizione. Il 12 marzo la Commissione ha adottato, a maggioranza, il ddl n. 1353 come testo base della discussione. Nelle cinque sedute tra il 18 e il 25 marzo si è svolta la discussione generale. Sono intervenuti i senatori Cataldi, Sabrina Licheri, Ada Lopreiato, Elisa Pirro, Felicia Gaudiano, Nave, Gisella Naturale, Ettore Licheri, Concetta Damante, Dolores Bevilacqua, Patuanelli, Alessandra Maiorino (M5S), Parrini, Bazoli, Valeria Valente, Anna Rossomando, Verini, Vincenza Rando, Giorgis (PD), Della Porta, De Priamo (FdI), Mariastella Gelmini (Cd'I), Zanettin (FI-BP), De Cristofaro (AVS), Scalfarotto, Musolino (IV) e Potenti (LSP). I senatori di IV hanno ricordato che il proprio Gruppo ha espresso alla Camera un voto di astensione, non essendo contrario al principio della separazione delle carriere ma giudicando negativamente l'introduzione del sorteggio e il mancato intervento sul principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, ritenuto inattuabile. Gli altri esponenti dell'opposizione hanno sostenuto che la separazione delle carriere rappresenta un passo verso il controllo governativo della magistratura requirente e il conseguente indebolimento dello Stato di diritto. I senatori della maggioranza hanno replicato che la separazione delle carriere non intacca ma rafforza l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e che le nuove norme sul sorteggio sono volte ad impedire le degenerazioni correntizie nella formazione degli organi di autogoverno. Il Presidente e relatore Balboni e il vice ministro per la giustizia Sisto, intervenuti in replica, hanno affermato che la seprarazione delle carriere rappresenta il completamento della riforma del processo penale attuata nel 1989, con il passaggio dal rito inquisitorio a quello accusatorio. Il 25 marzo sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati. Il 26 marzo, dopo le comunicazioni sugli emendamenti dichiarati improponibili o inammissibili, è stata avviata l'illustrazione degli emendamenti, proseguita nelle sedute del 1°, del 2 e del 3 aprile. Sono state complessivamente illustrate le proposte relative agli articoli 1, 2, 3 e parte di quelle afferenti all'articolo 4.
    Nella seduta del 15 aprile l'illustrazione degli emendamenti è proseguita con gli interventi dei senatori Vincenza Rando, Tatjana Rojc, Cecilia D'Elia, Valeria Valente, Verini (PD), Cataldi, Felicia Gaudiano, Dolores Bevilacqua (M5S), Dafne Musolino (IV) e De Cristofaro (AVS) sulle proposte riferite agli articoli 4, 5 e, in parte, 6.
    Il seguito dell'esame è previsto nelle sedute di mercoledì 23 alle 18,10 e giovedì 24 alle 9.
  • Seguito e conclusione dell'esame in sede referente del ddl n. 1425, di conversione del decreto-legge n. 27/2025 recante disposizoni urgenti per le consultazioni elettorali e referendarie 2025, avviato il 25 marzo con la relazione del Presidente Balboni (FdI).
    Il provvedimento definisce le norme per lo svolgimento contestuale di consultazioni amministrative e referendarie, disciplinando l'ordine di scrutinio e la ripartizione delle spese, per la partecipazione al voto referendario da parte degli elettori domiciliati in un Comune diverso da quello di residenza per motivi di studio, lavoro o cure mediche, per la sottoscrizione di liste di candidati con firma elettronica qualificata. È inoltre stabilito che le consultazioni dell'anno in corso si terranno nell'arco di due giornate, domenica e lunedì, anziché una. Per ulteriori dettagli è disponibile il dossier curato dai Servizi studi del Parlamento.
    Nelle due sedute del 26 marzo si è svolta la discussione generale, con gli interventi dei senatori Giorgis (PD), Cataldi (M5S) e De Cristofaro (AVS) che hanno sollecitato un chiarimento sulle date delle consultazioni referendarie, e la replica del sottosegretario per l'interno Wanda Ferro. Il 3 aprile sono stati pubblicati gli emendamenti presentati e, per illustrare le proposte di iniziativa dei rispettivi Gruppi, sono intervnuti i senatori Giorgis (PD), Scalfarotto (IV), Cataldi e Felicia Gaudiano (M5S). Il 9 aprile si è svolta la votazione degli emendamenti: sono risultati approvati l'1.5, gli identici 1.6 (testo 2) e 1.7 (testo 2) e l'1.0.4, riguardanti le funzioni di scrutatore (limiti di età, compensi, categorie escluse), gli identici 1.0.1 (testo 2) e 4.0.3 (testo 2), sui requisiti di validità delle elezioni nei comuni in caso di ammissione di un'unica lista, gli identici 1.0.2 (testo 2) e 2.0.1 (testo 2), sulle indicazioni di genere nelle liste elettorali, e il 2.3, sulla presentazione alle Camere di una relazione del Ministero dell'interno sull'applicazione della disciplina sperimentale per il voto dei fuori sede.
    Nella seduta del 16 aprile (antimeridiana) sono stati approvati il subemendamento soppressivo dell'emendamento 1.6 (testo 2) e 1.7 (testo 2), in recepimento del parere contrario espresso dalla Commissione bilancio, e l'emendamento di coordinamento Coord.1, pubblicati in allegato al resoconto. È stato quindi posto in votazione il mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge, con le modifiche approvato nel corso dell'esame in sede referente. Previe dichiarazioni di voto di astensione dei senatori De Cristofaro (AVS), Dafne Musolino (IV) e Felicia Gaudiano (M5S), il mandato è risultato approvato.
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl n. 1192, recante deleghe al Governo per la semplificazione normativa, avviato il 18 settembre con la relazione del senatore Tosato (LSP).
    Nel quadro delle riforme previste dal PNRR, la proposta, di iniziativa governativa, prevede una legge annuale di semplificazione normativa, da predisporre in base alle richieste pervenute dai ministeri entro il 30 giugno di ogni anno, con l'obiettivo di riordinare e codificare la normativa vigente, anche mediante delega legislativa. Sono inoltre previste misure per la valutazione d'impatto e la digitalizzazione dell'attività normativa.
    La procedura informativa, avviata il 10 ottobre, si è conclusa il 17. I documenti acquisiti dai soggetti sentiti in audizione sono stati pubblicati su internet. La discussione generale, avviata il 23 ottobre, si è conclusa il 29. Il 12 novembre sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati. Il 18 febbraio il relatore Tosato ha presentato il nuovo emendamento 10.0.500, per estendere la delega al riordino degli osservatori istituiti presso la Presidenza del Consiglio con competenze in materia di famiglia, natalità, pedopornografia, violenza contro le donne e il ministro per le riforme. Il 25 febbraio sono stati pubblicati 13 subemendamenti all'emendamento 10.5.500 del relatore. Il 26 marzo è stato pubblicato il nuovo emendamento 1.500, del relatore, che aggiunge ai pareri richiesti per i decreti legislativi attuativi della legge annuale di semplificazione anche quello della Commissione parlamentare per la semplificazione. Il 2 aprile è iniziata la votazione e sono stati approvati, oltre ai citati 10.0.500 e 1.500, gli emendamenti 1.1 (testo 2) e 1.2 (testo 2) tra loro identici, 1.5, 1.11, 2.1, 2.2, 2.5 (testo 2), gli identici 2.6 e 2.7, 3.1, 4.2, 4.3 (testo 2), 4.11, gli identici 4.1 (testo 2) e 4.0.1 (testo 2), 4.0.5 (testo 3), 5.6, 5.7 (testo 2), 6.1, 8.2, 10.60. Il 10 aprile sono stati presentati i tre nuovi emendamenti del Governo 6.0.1000, 9.1000 e 11.0.1000 e i due dei relatori 7.0.500 e 10.500, che precisano e ampliano le deleghe al Governo per il riassetto normativo di varie materie, nonché dei relativi subemendamenti. Sono stati inoltre approvati gli emendamenti 4.0.6 (testo 2), sulle statistiche di genere e 11.2.
    Nella seduta del 16 aprile, sono stati approvati gli emendamenti 4.0.2, in materia di occupazione femminile, 6.0.1000, 7.0.1 (testo 3) e 11.0.1000 (come subemendato dalla proposta 11.0.1000/4), di estensione della delega al riassetto del Codice dell'amministrazione digitale, a quello della navigazione nonché alle norme sulla sicurezza dei lavoratori marittimi e ferroviari, e 10.500, in materia di protezione civile, come subemendato dalle identiche proposte 10.500/3, 10.500/5 e 10.500/6.
    Il seguito dell'esme è previsto nella seduta di giovedì 24 alle 9.

Nelle convocazioni della settimana dal 21 al 25 aprile è inoltre previsto l'esame di disegni di legge in sede consultiva.