Testata
Periodico di informazione
sull'attività parlamentare,
link e segnalazioni

16 dicembre 2024 | Numero 80
Temi e provvedimenti in Senato → Le approvazioni della settimana scorsa
X linkedin email
Interni

Approvate in prima lettura norme attuative del nuovo ordinamento sindacale militare

norme attuative del nuovo ordinamento
            sindacale militare

Nella seduta del 10 dicembre, con 138 voti favorevoli e un'astensione, l'Assemblea del Senato ha approvato il ddl di iniziativa governativa n. 1273 sull'esercizio della libertà sindacale negli ordinamenti militari. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

La proposta composta da due articoli, mira a garantire un equilibrato esercizio dei diritti sindacali all'interno del contesto militare. Si sancisce il diritto del personale militare di costituire associazioni professionali a carattere sindacale, assicurando loro rappresentatività e risorse (distacchi e permessi retribuiti); si estende il termine per l'esercizio della delega, prevista nella legge n. 46 del 2022, che disciplina le limitazioni sindacali per il personale militare impiegato in attività operative, addestrative, o fuori dal territorio nazionale; si garantisce la partecipazione delle associazioni sindacali alle procedure di contrattazione collettiva nel comparto difesa e sicurezza, tutelando al contempo le esigenze funzionali delle Forze Armate.

L'esame in sede referente

La Commissione Esteri e difesa ha incardinato il disegno di legge nella seduta del 29 ottobre, con la relazione del senatore De Rosa (FI). Il 5 novembre è stato preannunciato lo svolgimento di due audizioni, su richiesta del senatore Alfieri (PD). Il 12 novembre è stata comunicata la decisione dei Capigruppo di non procedere alle audizioni ma di acquisire i contributi scritti delle associazioni sindacali.
Nella seduta del 20 novembre sono stati pubblicati i testi dell'emendamento e dell'ordine del giorno presentati. La proposta emendativa 1.1 è stata quindi illustrata dal senatore Spagnolli (Aut), che lo ha fatto proprio. Dopo l'espressione del parere negativo da parte del relatore e quello conforme del rappresentante del governo, il sottosegretario per la difesa Perego Di Cremnago, l'emendamento è stato posto ai voti ed è risultato respinto. La senatrice Zedda (FdI) ha quindi illustrato l'ordine del giorno G/1273/1/3, che è stato accolto dal rappresentante del Governo. La Commissione ha quindi conferito, all'unanimità, il mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge.

La discussione in Assemblea

Nella seduta del 10 dicembre il relatore De Rosa (FI-BP), ha illustrato il disegno di legge. Sono intervenuti nelle dichiarazioni finali, annunciando un voto favorevole, i senatori Scalfarotto (IV), Giovanna Petrenga (Cd'I), Daniela Ternullo (FI-BP), Marton (M5S), Stefania Pucciarelli (LSP), Alfieri (PD), che ha tuttavia criticato il mancato ascolto delle associazioni sindacali e l'assenza del Governo nelle discussioni, e Amidei (FdI). Il senatore Magni (AVS) ha annunciato un voto contrario, non giustificando il continuo rinvio dell'applicazione della legge.

Lavoro

Approvato in via definitiva il collegato in materia di lavoro

collegato in materia di lavoro

Nella seduta dell'11 dicembre, con 81 voti favorevoli, 47 contrari e un'astensione, l'Assemblea del Senato ha approvato in via definitva il ddl n. 1264, disposizioni in materia di lavoro, già approvato dalla Camera dei deputati il 9 ottobre.

Il disegno di legge, di iniziativa governativa e collegato alla manovra di finanza pubblica, si compone di 34 articoli ed è finalizzato ad introdurre norme di semplificazione e regolazione che incidono in materia di lavoro e politiche sociali, con particolare riferimento ai temi della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, della disciplina dei contratti di lavoro, dell'adempimento degli obblighi contributivi, del rafforzamento delle capacità operative dei servizi sociali degli enti territoriali nonché degli ammortizzatori sociali.

L'esame in sede referente

La 10a Commissione ha incardinato il disegno di legge il 16 ottobre con la relazione della senatrice Mancini (FdI). Nella stessa seduta il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Calderone è intervenuta soffermandosi su alcune questioni strategiche, con particolare riferimento alla regolamentazione dell'assenza ingiustificata dal posto di lavoro e alla disciplina in materia di somministrazione. Il 22 ottobre la Commissione ha deliberato di richiedere contributi scritti a soggetti qualificati indicati dai Gruppi. Il 5 novembre il Presidente Zaffini (FdI) ha comunicato la disponibilità dei documenti acquisiti ai fini istruttori. Il 20 novembre si è svolta la discussione generale, il 26 novembre è intervenuta in replica la relatrice Mancini e il 28 novembre è scaduto il termine per la presentazione di ordini del giorno ed emendamenti.
Il 3 dicembre sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati. L'illustrazione degli emendamenti si è svolta nelle quattro sedute del 3 e del 4 dicembre. Nella seduta del 5 dicembre il Presidente Zaffini ha reso noto che la 5a Commissione ha trasmesso parere non ostativo sul testo del disegno di legge, parere contrario su alcuni emendamenti, che risultano di conseguenza inammissibili, e parere non ostativo su altri. Dopo l'espressione del parere contrario della relatrice e del sottesegretario Durigon, la Commissione ha votato e respinto gli emendamenti agli articoli 1, da 7 a 13, da 17 a 20, 23, 28 e da 31 a 34, gli altri sono stati ritirati o dichiarati decaduti. Quindi il Governo ha accolto alcuni ordini del giorno tra i quali, in seguito alla loro riformulazione, il G/1264/7/10, sulla possibilità di lavoro agile in caso di lavoratori affetti da patologie, e il G/1264/8/10, che prevede tra l'altro la possibilità di ridurre il termine dell'assenza ingiustificata del lavoratore oltre il quale si determina la cessazione del rapporto di lavoro per dimissioni. Altri ordini del giorno sono stati invece accolti come raccomandazione. Infine, la Commissione a maggioranza ha conferito mandato alla relatrice Mancini a riferire favorevolmente all'Assemblea sull'approvazione del disegno di legge.

La discussione in Assemblea

Nella seduta del 10 dicembre, dopo la relazione all'Assemblea della senatrice Mancini, sono state illustrate le questioni pregiudiziali QP1, QP2 e QP3, rispettivamente dai senatori Susanna Camusso (PD), Magni (AVS) e Patuanelli (M5S). Sono intervenute a favore le senatrici Musolino (IV), che ha denunciato la violazione di principi costituzionali e comunitari e l'assenza di attenzione a sicurezza e formazione, aggravata dal contesto delle morti sul lavoro; Furlan (PD), che ha accusato il Governo di cancellare conquiste importanti per i lavoratori somministrati, ridurre la contrattazione collettiva e favorire l'elusione fiscale. Il senatore Zullo (FdI) ha espresso contrarietà alle pregiudiziali, ritenendo legittima la possibilità di rivedere i limiti del lavoro somministrato e la formazione in risposta alle esigenze straordinarie; il provvedimento offre maggiore flessibilità alle imprese, senza ridurre le tutele per i lavoratori. Le questioni pregiudiziali sono state respinte dall'Assemblea, in un'unica votazione, con 51 voti favorevoli e 88 contrari. È stata inoltre avviata la discussione generale, con gli interventi delle senatrici Dolores Bevilacqua, Elisa Pirro (M5S), Ylenia Zambito (PD), Dafne Musolino (IV) e del senatore Magni (AVS).

Nella seduta dell'11 dicembre la discussione generale si è conclusa, con gli interventi dei senatori Bergesio (LSP), Annamaria Furlan (PD) e Berrino (FdI). In replica, la relatrice Mancini, ha elogiato il provvedimento per la capacità di semplificare e tutelare i lavoratori, con un focus sulla sicurezza e sulla formazione continua, rigettando l'idea che crei precarietà. Il Sottosegretario per il lavoro e le politiche sociali Durigon ha rivendicato il taglio strutturale del cuneo fiscale per 10 miliardi annui, l'aumento dell'occupazione e l'attenzione alla sicurezza sul lavoro, invitando tutte le forze politiche a collaborare per trovare soluzioni condivise.
Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i senatori Guidi (Cd'I), che ha apprezzato l'approccio del provvedimento, mirato a migliorare il benessere psicologico e le condizioni lavorative dei lavoratori, oltre a ridurre la burocrazia; Silvestro (FI-BP), che ha elogiato l'obiettivo di migliorare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e di favorire una maggiore mobilità e qualità occupazionale; Elena Murelli (LSP), che ha ribadito l'impegno del Governo nella semplificazione normativa e nella tutela dei lavoratori attraverso misure come il sostegno alla contrattazione collettiva, il contrasto agli abusi nei contratti e l'attenzione alle categorie più vulnerabili; Zaffini (FdI), che ha richiamato l'attenzione sulla necessità di un dibattito serio su sviluppo e produttività, criticando l'atteggiamento politico di alcuni sindacati ed esortando il Governo a ribaltare il paradigma della lotta di classe. Hanno annunciato voto contrario i senatori Daniela Sbrollini (IV), che ha criticato la deregolamentazione del mercato del lavoro e l'assenza di misure efficaci per ridurre precarietà, disoccupazione giovanile e divario salariale di genere;De Cristofaro (Misto-AVS), che ha espresso un netto dissenso su un provvedimento propagandistico, accusando la maggioranza di aver ignorato le proposte dell'opposizione, incluso il salario minimo, e di aver reintrodotto misure come le dimissioni in bianco; Mazzella (M5S), secondo cui l'approccio della maggioranza favorisce la competitività basata sulla riduzione dei costi del lavoro, compromettendo la stabilità occupazionale e la crescita economica del Paese; Susanna Camusso (PD) che ha denunciato un atteggiamento che mina la contrattazione collettiva e favorisce la precarizzazione del lavoro, invocato la necessità di norme che garantiscano rappresentanza sindacale autentica e condizioni di lavoro dignitose.

Concorrenza, mercato, attività economiche

Definitivamente approvata la legge annuale per la concorrenza e il mercato 2023

legge annuale per la concorrenza e il
            mercato 2023

Nella seduta del 12 dicembre l'Assemblea del Senato ha approvato in via definitiva, con 77 voti favorevoli e 40 contrari, il ddl n. 1318, legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023, già approvato dalla Camera dei deputati il 3 dicembre.

Il disegno di legge figura tra gli obiettivi del PNRR da conseguire entro il 31 dicembre 2024 e comprende misure relative al settore autostradale, al riordino delle norme sulla concessione di spazi pubblici a imprese di pubblico esercizio, alle agevolazioni per le start-up innovative. In particolare, il  Capo I (articoli 1-16) disciplina le concessioni autostradali, prevedendo procedure di evidenza pubblica, limiti al project financing e obblighi di manutenzione a carico dei concessionari; vengono regolati la durata massima delle concessioni (quindici anni) e i relativi piani economico-finanziari. Il Capo II (articoli 17-27) introduce norme per la rilevazione di prezzi, portabilità dei dati assicurativi e semplificazioni per i trasporti e le attività commerciali, con misure a favore dei consumatori e contro pratiche scorrette. Il Capo III (articoli 28-38) promuove le start-up innovative attraverso incentivi fiscali, sostegni a incubatori e acceleratori, e nuove regole per la permanenza nel registro speciale. Il Capo IV (articoli 39 e 40) include le disposizioni finanziarie e prevede l'entrata in vigore immediata della legge.

L'esame in sede referente

Il disegno di legge è stato incardinato dalle Commissioni 8a e 9a riunite il 5 dicembre con l'illustrazione del relatore per la 9a Commissione, senatore Ancorotti (FdI), anche a nome del relatore per l'8a Potenti (LSP). Nella seduta del 10 dicembre il Presidente De Carlo ha dato conto degli emendamenti e ordini del giorno presentati. Sono intervenuti in discussione generale, esprimendo critiche sul provvedimento e sui ristretti tempi di esame, i senatori  Martella (PD), Licheri (M5S) e Fregolent (IV), mentre il senatore De Priamo (FdI) ha espresso apprezzamento in particolare sulle disposizioni relative ai cosiddetti dehors. Il senatore Martella ha illustrato il complesso degli emendamenti presentati dal Gruppo PD, intesi a rafforzare la tutela degli utenti in diversi settori e i restanti emendamenti sono stati dati per illustrati. Quindi il Presidente De Carlo ha comunicato gli emendamenti improponibili e inamissibili e, in seguito all'espressione dei pareri negativi dei relatori e del Sottosegretario Bitonci, sono stati dichiarati decaduti per assenza dei proponenti alcuni emendamenti e sono stati respinti tutti gli altri. Dopo la dichiarazione di voto contrario del senatore Martella a nome del Gruppo PD, le Commissioni riunite hanno conferito mandato ai relatori a riferire favorevolmente all'Assemblea sull'approvazione del disegno di legge, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.

La discussione in Assemblea

Nella seduta dell'11 dicembre i relatori Potenti e Ancorotti hanno illustrato il disegno di legge all'Assemblea. Hanno preso parte alla discussione generale i senatori Elisa Pirro e Nave (M5S), Raffaella Paita (IV), Cantalamessa (LSP) e Nicita (PD). In replica, il relatore Ancorotti ha rimarcato l'importanza del tentativo dell'Esecutivo di costruire una politica industriale, anche tramite misure a favore selle start-up per facilitare e rendere maggiormente competitivo il sistema imprenditoriale, con attenzione anche alle piccole e medie imprese. Il sottosegretario per le imprese e il made in Italy Bitonci, anticipando che il prossimo anno verranno trattate le altre due tematiche delle professioni e della concorrenza, ha sottolineato i provvedimenti assunti quest'anno a vantaggio dei consumatori (in materia di polizze catastrofali e di trasparenza dei prezzi, con riferimento al fenomeno della shrinkflation e delle bollette energetiche, condivise a livello trasversale), di esercenti e imprenditori, come le norme su dehors e start-up. È stato inoltre avviato l'esame dell'articolato, nel corso del quale sono stati accolti gli ordini del giorno G1.1, G1.2 (testo 2), G24.1 (testo 2) e, come raccomandazione, il G13.1 ed è stato approvato il G18.1.

Nella seduta del 12 dicembre, dopo la conclusione dell'esame dell'articolato, si sono svolte le dichiarazioni di voto finale. Si sono espressi in senso favorevole i senatori Salvitti (Cd'I), che ha plaudito a interventi significativi come la riforma delle concessioni autostradali, la regolamentazione per startup innovative e l'attenzione ai consumatori vulnerabili nel settore energetico; Rosso (FI-BP), che si è concentrato sul riordino delle concessioni autostradali, criticando il sistema precedente: con la nuova legge vengono introdotte gare pubbliche per favorire la concorrenza e garantire una gestione più efficiente e vantaggiosa per la collettività; Bergesio (LSP), che ha difeso l'introduzione di misure contro l'abusivismo nel trasporto pubblico non di linea, le nuove normative per la gestione dei dehors e le misure per contrastare le anomalie nei settori delle assicurazioni, criticando le politiche protezionistiche della sinistra; Simona Petrucci (FdI), che, lodando l'impegno del Governo nel promuovere equità e rispetto delle regole, ha criticato le inefficienze dei Governi precedenti e ribadito la determinazione dell'attuale Esecutivo nel realizzare riforme concrete a beneficio dei cittadini, allineandosi agli obiettivi del PNRR e della ripresa economica. Hanno annunciato voto contrario i senatori Silvia Fregolent (IV), che ha accusato la maggioranza di non tutelare le piccole e medie imprese, favorendo piuttosto le grandi multinazionali e ostacolando settori come trasporti, taxi e balneari; Magni (AVS), che ha denunciato politiche fiscali e del lavoro inadeguate, evidenziando salari stagnanti, perdita del potere d'acquisto e penalizzazione dei lavoratori e pensionati, lamentando l'assenza di interventi per giovani e transizione ecologica; Sabrina Licheri (M5S), che ha rilevato criticità nelle concessioni autostradali, nell'accessibilità al sistema sanitario nazionale e nella gestione energetica, lamentando l'assenza di strumenti adeguati per rispondere a emergenze reali e giudicando insufficienti le misure per favorire un'innovazione diffusa; Martella (PD), che ha denunciato la mancanza di strategie espansive per rilanciare l'economia nazionale: la legge non rimuove ostacoli, non tutela i consumatori e manca di incisività su energia, banche e start-up, criticando altresì la gestione delle crisi industriali e delle risorse per innovazione e ricerca.