Mercoledì 14 Gennaio 2026 - 380ª Seduta pubblica
(La seduta ha inizio alle ore 10:20)
L'Assemblea ha approvato il ddl n. 1731 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° dicembre 2025, n. 180, recante misure urgenti per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti ex ILVA. Il testo passa ora all'altro ramo del Parlamento.
Il provvedimento, composto da 6 articoli, costituisce l'ottavo intervento normativo della legislatura relativo all'ex Ilva di Taranto, con stanziamenti complessivi di 1,189 miliardi di euro a sostegno della continuità produttiva e dei lavoratori. L'articolo 1 riorienta le risorse residue e istituisce un fondo per l'indotto; l'articolo 2 integra gli indennizzi per danni da inquinamento; gli articoli 3 e 3-bis (introdotto in sede referente) prevedono agevolazioni e finanziamenti straordinari per i costi energetici; l'articolo 4 stabilisce misure di sostegno al reddito dei dipendenti.
Nella seduta di ieri si è conclusa la discussione generale. Oggi, durante l'esame dell'articolato, sono stati accolti gli ordini del giorno G1.100, del sen. Potenti (LSP), che impegna il Governo a sostenere il settore manifatturiero, in particolare quello chimico, contro la delocalizzazione, e G1.101, della sen. Aurora Floridia (Aut), sulla definizione di una strategia nazionale per la siderurgia che unisca competitività, transizione green, tutela del lavoro e salute, attraverso una pianificazione condivisa con le parti sociali.
Nelle dichiarazioni finali sono intervenuti i sen. Aurora Floridia (Aut), Annamaria Furlan (IV), Magni (AVS), Damiani (FI-BP), Turco (M5S), Bergesio (LSP), Misiani (PD) e Melchiorre (FdI). Gli oratori hanno espresso unanime cordoglio per l'operaio Claudio Salamida, morto nello stabilimento ex Ilva di Taranto, ribadendo la centralità della sicurezza sul lavoro. I sen. di opposizione hanno rivolto una ferma critica al decreto, giudicato l'ennesimo intervento emergenziale e privo di una strategia industriale strutturale. Hanno contestato la grave carenza di sicurezza negli impianti e la mancanza di una visione sulla decarbonizzazione: Aut ha evidenziato l'incapacità del Governo di differenziarsi dai precedenti Esecutivi, denunciando la paralisi decisionale e il disinteresse verso territori e imprese sane; IV ha criticato la gestione opaca del futuro dell'Ilva, le trattative senza coinvolgimento di lavoratori e Parlamento e l'assenza di un progetto industriale credibile; AVS ha sottolineato il crollo produttivo e la perdita di quote di mercato dell'Ilva, incompatibili con il rilancio dell'impianto, invocando un forte intervento pubblico, anche tramite nazionalizzazione; M5S ha accusato il Governo di violare norme europee e di finanziare impianti insicuri e inquinanti, chiedendo la chiusura degli impianti a fine vita, bonifiche, riconversione del territorio e una nazionalizzazione orientata alla decarbonizzazione; il PD ha contestato la trattativa con un fondo speculativo e l'assenza di un piano condiviso su produzione, occupazione e transizione ambientale. I sen. di maggioranza hanno difeso il decreto come atto di responsabilità necessario a garantire continuità produttiva, tutela occupazionale e salvaguardia di un asset strategico nazionale, in attesa di una soluzione strutturale e di un partner industriale affidabile: FI-BP ha rimarcato l'impegno del Governo nel gestire un dossier complesso ereditato dal passato, rivendicando gli interventi finanziari per garantire manutenzione, sicurezza e continuità produttiva; LSP ha parlato di scelta indispensabile per difendere l'autonomia industriale e manifatturiera del Paese, richiamando il valore strategico dell'acciaio per l'intera filiera produttiva; FdI ha rivendicato il ruolo attivo dello Stato nel garantire lavoro, sicurezza e sviluppo industriale, respingendo contrapposizioni ideologiche tra salute e occupazione.
L'Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 1683 recante disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all'estero.
Il relatore, sen. Menia (FdI), ha illustrato il testo, collegato alla manovra di finanza pubblica 2025: il Capo I disciplina cittadinanza, anagrafe e legalizzazioni, istituendo presso il MAECI un ufficio dirigenziale generale per la gestione centralizzata delle domande di cittadinanza iure sanguinis, con riduzione delle competenze consolari. Il Capo II adegua le norme su passaporti e carta d'identità ai fini dell'espatrio, estendendo agli iscritti AIRE la possibilità di richiedere la carta d'identità elettronica presso i Comuni. Il Capo III prevede misure organizzative e finanziarie. Il relatore ha evidenziato la conformità del testo a norme nazionali e obblighi europei e internazionali.
Hanno preso parte alla discussione generale i sen. Scalfarotto (IV) e Giacobbe (PD). Approvato l'articolato, nelle dichiarazioni finali i sen. De Rosa (Fi-BP), Stefania Pucciarelli (LSP) e Antonella Zedda (FdI) hanno annunciato un voto favorevole a una riforma ritenuta organica e necessaria per modernizzare i servizi consolari e rafforzare l'azione dello Stato all'estero. È stata valorizzata la scelta di centralizzare le procedure di cittadinanza per garantire uniformità, tempi certi e maggiori controlli antifrode, alleggerendo il carico dei consolati: il provvedimento è coerente con un rafforzamento del ruolo economico della diplomazia italiana e con una migliore organizzazione del MAECI. I sen. Dafne Musolino (IV), Magni (AVS), Marton (M5S) e Francesca La Marca (PD) hanno dichiarato voto contrario, sostenendo che la riforma è regressiva, disorganica e penalizzante per gli italiani residenti all'estero e denunciando l'impostazione burocratica e anacronistica delle nuove procedure, fondate sull'uso del cartaceo, sull'allungamento dei tempi e sull'aumento dei costi: IV ha parlato di "abominio giuridico", criticando la rottura del principio di trasmissione della cittadinanza iure sanguinis; AVS ha contestato l'allungamento dei termini fino a trentasei mesi, oltre ai possibili rischi legati all'esternalizzazione a soggetti privati di attività su dati sensibili; M5S ha riconosciuto nell'impianto complessivo una volontà politica di disincentivare il riconoscimento della cittadinanza agli italiani all'estero; il PD ha denunciato la centralizzazione delle pratiche di cittadinanza come fattore di ulteriore indebolimento dei consolati e una visione miope e discriminatoria che allontana gli italiani nel mondo dalla madrepatria.
In apertura di seduta il Vice Presidente Centinaio ha commemorato la senatrice Valeria Fedeli, ricordandone il ruolo istituzionale, l'impegno sindacale e politico e il contributo decisivo alla tutela dei diritti del lavoro e delle donne, invitando l'Assemblea a osservare un minuto di raccoglimento in sua memoria.
Nel corso della seduta, la Vice Presidente Castellone ha ricordato le vittime degli incidenti sul lavoro, riportate dagli organi di stampa nel periodo dal 7 al 12 gennaio, invitando l'Assemblea a osservare un minuto di raccoglimento.
(La seduta è terminata alle ore 18:44 )





