Giovedì 5 marzo 2026 - 396ª Seduta pubblica
A conclusione del dibattito sulle comunicazioni del Governo in esito alla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo, l’Assemblea ha approvato la risoluzione n. 1 della maggioranza, che impegna il Governo a rafforzare la difesa delle missioni italiane in Medio Oriente; a contribuire alla protezione degli Stati UE da eventuali attacchi missilistici o con droni; a garantire che l’uso delle basi militari USA in Italia avvenga nel rispetto degli accordi internazionali vigenti.
Il Ministro degli affari esteri Tajani ha sottolineato la gravità della situazione, segnata da attacchi iraniani con missili e droni contro infrastrutture e territori di diversi Paesi, evidenziando il rischio di un allargamento del conflitto e la necessità di un pieno coinvolgimento del Parlamento nelle decisioni di politica estera e di sicurezza. Ha richiamato l’attenzione sulla tutela dei cittadini italiani presenti nell’area: il Governo ha attivato una task force presso l’Unità di crisi della Farnesina, gestendo migliaia di richieste di assistenza e organizzando voli speciali per il rientro dei connazionali. Tajani ha quindi segnalato le possibili ricadute economiche della crisi, in particolare sul traffico commerciale e sugli approvvigionamenti energetici legati allo stretto di Hormuz, ribadendo l’impegno dell’Italia a operare in coordinamento con partner europei, NATO e Paesi del Golfo per favorire la de-escalation. Il Ministro della difesa Crosetto si è soffermato sulle misure adottate per la sicurezza dei contingenti militari italiani presenti nell’area mediorientale, illustrando le rimodulazioni del dispositivo militare con la riduzione e la ridislocazione di personale e il mantenimento di capacità operative essenziali. Ha evidenziato la predisposizione di assetti navali e militari pronti ad intervenire, anche per eventuali operazioni di evacuazione dei connazionali. Ha richiamato i dati relativi agli attacchi iraniani, caratterizzati da un ampio impiego di droni, sottolineando la natura destabilizzante della strategia di Teheran e i possibili effetti economici globali. Ha evocato il rischio che il “caos” internazionale generato dalla crisi in Medio Oriente possa propagarsi ad altri teatri di crisi, in particolare al conflitto tra Russia e Ucraina. In tale contesto, l’Italia intende rafforzare, nei limiti delle missioni già autorizzate dal Parlamento, le capacità difensive e di sorveglianza nell’area per la tutela dei militari, dei cittadini e degli interessi nazionali, ribadendo che il Paese non è parte del conflitto e opera nel quadro della cooperazione con gli alleati europei e della NATO per contenere l’escalation e salvaguardare la stabilità internazionale.
Hanno preso parte al dibattito i sen. Mariastella Gelmini (Cd’I), Renzi (IV), Gasparri (FI-BP), Licheri (M5S), Dreosto (LSP), Meloni (PD) e Speranzon (FdI). I sen. di maggioranza hanno espresso sostegno all’operato del Governo nella gestione della crisi, apprezzando l’impegno per la tutela dei cittadini italiani e il coordinamento con gli alleati. Hanno sottolineato la pericolosità del regime iraniano, accusato di destabilizzare la regione e sostenere gruppi armati e terroristici. È stato ribadito il diritto di Israele alla difesa e la necessità di mantenere salda la collocazione euro-atlantica dell’Italia. Particolare attenzione è stata inoltre posta alla sicurezza energetica, alla stabilità delle rotte commerciali e alla tutela degli interessi nazionali. L’opposizione ha criticato la gestione della crisi da parte del Governo, lamentando la mancanza di una linea politica chiara e un insufficiente coinvolgimento del Parlamento. Sono stati sollevati dubbi sulla coerenza della posizione italiana rispetto al diritto internazionale e sulle scelte di allineamento con Stati Uniti e Israele. Pur con accenti diversi, è stata ribadita la necessità di rafforzare il ruolo diplomatico dell’Italia e di evitare un coinvolgimento diretto nel conflitto. Il sen. Renzi ha giudicato positivamente la fine della leadership di Khamenei come possibile svolta per il Medio Oriente. In replica, il Ministro Crosetto ha difeso l’operato del Governo, spiegando che l’attacco iniziale non era stato preannunciato a nessun Paese e che l’Italia è stata informata solo quando l’operazione era già in corso. Ha ricordato l’impegno dell’Italia nel coordinamento europeo e nelle operazioni per la sicurezza dei contingenti e il rientro dei connazionali. Ha inoltre osservato che l’attuale contesto internazionale segna una crisi del multilateralismo e il ritorno della logica delle grandi potenze, che limita la capacità dell’Europa di incidere direttamente sui conflitti. Il Ministro Tajani ha respinto l’accusa di isolamento dell’Italia in Europa, affermando che il Governo sostiene esclusivamente posizioni condivise a livello europeo. Ha ribadito che l’Italia non è in guerra e che l’azione del Governo mira alla de-escalation e alla tutela dei cittadini italiani, anche attraverso strumenti difensivi a supporto dei partner della regione. Ha infine espresso parere favorevole sulla risoluzione n. 1 della maggioranza e sugli impegni, molti dei quali riformulati, della proposta n. 2 di IV, respingendo nel suo complesso la proposta n. 3 di PD, M5S e AVS.
Nelle dichiarazioni finali, la sen. Unterberger (Aut) ha invitato l’Italia a muoversi con prudenza e dentro una forte cornice europea, richiamando la necessità di diplomazia e autonomia strategica dell’UE; il sen. Enrico Borghi (IV) ha rilevato l’inadeguatezza della linea di politica estera del Governo, paventando il rischio di irrilevanza internazionale dell’Italia, che dovrebbe rafforzare il proprio ruolo europeo; la sen. Biancofiore (Cd’I) ha difeso la linea dell’Esecutivo e sostenuto la legittimità dell’azione degli Stati Uniti contro una dittatura responsabile di gravi repressioni; il sen. Magni (AVS) ha espresso forte preoccupazione per l’escalation militare: l’attacco all’Iran viola il diritto internazionale e rischia di aggravare instabilità e crisi energetiche; la sen. Craxi (FI-BP) ha richiamato la minaccia rappresentata dal programma nucleare iraniano e dalla natura repressiva del regime degli ayatollah, invitando il Governo a privilegiare gli strumenti diplomatici; il sen. Pirondini (M5S) ha accusato il Governo di subalternità agli Stati Uniti e di non aver condannato un attacco illegittimo: l’intervento militare risponde a interessi economici e avrà pesanti ricadute su energia e inflazione in Italia; il sen. Claudio Borghi (LSP) ha sostenuto la necessità di mantenere le alleanze internazionali, in particolare con gli USA, pur restando militarmente non coinvolti: l’Italia deve tutelare i propri interessi e i propri cittadini; il sen. Alfieri (PD) ha criticato l’assenza di confronto con il Parlamento e le opposizioni, esprimendo preoccupazione per l’illegalità dell’intervento militare e sollecitando una posizione più autonoma dell’Italia nei confronti degli Stati Uniti; il sen. Terzi Di Sant’Agata (FdI) ha espresso pieno sostegno al Governo, apprezzando l’attenzione alla sicurezza dei cittadini italiani e dei militari nell’area, denunciando presunti “doppi standard” nel dibattito politico sul conflitto.
Questa mattina l’Assemblea ha approvato il ddl n. 1692 recante modifiche alla legge 8 aprile 1983, n. 113, in materia di cessione di territori del demanio marittimo al comune di Praia a Mare. Il testo passa all’altro ramo del Parlamento.
Il relatore, sen. Orsomarso (FdI), ha illustrato il provvedimento che fornisce un’interpretazione autentica della legge del 1983 su Praia a Mare, risolvendo dopo quarant’anni l’incertezza sulla sdemanializzazione di alcuni terreni. La norma rende validi gli atti già compiuti e consente sviluppo economico e accesso al credito per immobili e attività locali. Il Sottosegretario per l’economia e le finanze Lucia Albano ha chiarito che il testo, intervenendo sugli articoli 3 e 5 della legge del 1983, serve anche a evitare ulteriori oneri per lo Stato e per il Comune.
Approvato l’articolato, nelle dichiarazioni finali i sen. Trevisi (FI-BP), Borghesi (LSP) e Rapani (FdI) hanno annunciato un voto favorevole a una soluzione pragmatica per superare un contenzioso storico e favorire lo sviluppo del territorio. I sen. Dafne Musolino (IV), Magni (AVS), Croatti (M5S) e Losacco (PD) hanno dichiarato l’astensione, riconoscendo l’esigenza di chiudere una vicenda amministrativa e giudiziaria che si trascina da oltre quarant’anni, ma esprimendo perplessità sulle modalità scelte dal provvedimento: le deroghe introdotte alla normativa urbanistica e catastale rischiano di allentare le tutele del territorio costiero e creare precedenti problematici.
Si sono poi svolte interrogazioni.
Il Sottosegretario per le imprese e il made in Italy Fausta Bergamotto ha risposto all’interrogazione n. 3-02372, del sen. Rosa (FdI), sulle iniziative di supporto ai territori della Basilicata colpiti dalla crisi del settore automotive, ricordando gli interventi per il distretto di Melfi, riconosciuto area di crisi industriale complessa, con risorse per riconversione industriale, innovazione e riqualificazione dei lavoratori. Ha inoltre richiamato il piano industriale di Stellantis e il monitoraggio del Governo sugli impegni dell’azienda e sulle politiche europee per il settore. Soddisfatto l’interrogante, che ha tuttavia sottolineato la necessità di vigilare sugli investimenti di Stellantis a tutela dell’economia lucana.
Il Sottosegretario per l’interno Prisco ha risposto all’interrogazione n. 3-02245, del sen. Sensi (PD) e altri, sull'aggressione avvenuta al liceo scientifico "Righi" di Roma, riferendo che sono state presentate denunce e avviate indagini per individuare i responsabili. Ha richiamato le iniziative per rafforzare la sicurezza nelle scuole, in collaborazione con prefetture, Forze dell’ordine e istituzioni scolastiche, nonché il lavoro di prevenzione dei crimini d’odio, ricordando che i dati nazionali mostrano una diminuzione dei reati di apologia del fascismo negli ultimi anni. In replica, la sen. D’Elia (PD) si è detta insoddisfatta: si sottovaluta la matrice neofascista dell’aggressione, che meriterebbe una condanna più netta.
Il Sottosegretario per la salute Gemmato ha risposto congiuntamente alle interrogazioni nn. 3-02010, del sen. Bergesio (LSP), e 3-02440, della sen. Nocco, su iniziative contro la diffusione della dermatite nodulare contagiosa dei bovini, illustrando le misure adottate dal Governo con abbattimenti, restrizioni sanitarie e una vasta campagna vaccinale, avviata dopo i focolai del 2025, soprattutto in Sardegna, accompagnata da monitoraggi epidemiologici e indennizzi agli allevatori. In replica, il sen. Bergesio ha apprezzato l’impegno del Governo, sollecitando l’autorizzazione alla vaccinazione preventiva anche in Piemonte. La sen. Nocco ha espresso apprezzamento per le misure adottate, che hanno consentito di contenere la diffusione della malattia e di tutelare il patrimonio zootecnico nazionale. Il Sottosegretario Gemmato ha infine dato risposta congiunta alle interrogazioni nn. 3-02025, dei sen. Fina e Franceschelli (PD), e 3-02433, del sen. Bergesio (LSP), sulle misure per contenere l'epidemia della malattia della "lingua blu" negli allevamenti, chiarendo che la gestione della malattia è disciplinata dalla normativa europea e affidata operativamente a Regioni e ASL. Ha quindi illustrato i dati sui focolai registrati nel 2025 e le azioni attuate, tra cui task force regionali, campagne vaccinali su base regionale e misure di monitoraggio e controllo, nonché gli interventi di sostegno economico alle aziende colpite. Insoddisfatto il sen. Fina, che ha chiesto risorse adeguate per ristori e strategie preventive a tutela degli allevatori Il sen. Bergesio ha riconosciuto l’impegno del Governo, sottolineando la necessità di rafforzare prevenzione e coordinamento tra Stato e Regioni.
Alle 15 si è svolto il question time.
Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Salvini ha risposto all’interrogazione n. 3-02439, illustrata dal sen. Nicita (PD), sulle nuove procedure previste dal Governo per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, spiegando che non è necessario indire una nuova gara, il progetto prosegue in continuità amministrativa con gli atti già adottati e nel rispetto delle normative nazionali ed europee; sono in corso interlocuzioni costanti con la Commissione europea sugli aspetti ambientali e sugli appalti. Insoddisfatto l’interrogante, che ha richiamato possibili problemi antitrust e di gara rispetto al contesto originario. Il Ministro ha poi risposto all’interrogazione n. 3-02438, illustrata dal sen. Renzi (IV), sulle misure per fronteggiare la crisi abitativa: il Governo presenterà a breve un primo decreto che destina circa 950 milioni di euro al recupero e alla manutenzione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica oggi inutilizzabili; l’intervento consentirà di rimettere a disposizione fino a 60.000 appartamenti per le famiglie in graduatoria. L’interrogante ha replicato che il Ministro non ha chiarito diversi punti sollevati, a partire dalle risorse complessive del piano casa.
Il Ministro dell’interno Piantedosi ha risposto all’interrogazione n. 3-02431, illustrata dal sen. Durnwalder (Aut), sulla dotazione di strumenti per l'autodifesa degli agenti venatori in provincia di Bolzano, chiarendo che gli spray anti-orso sono qualificati come armi secondo la normativa vigente; la legge consente l’utilizzo esclusivamente al personale dei corpi forestali, della polizia locale e delle strutture operative della protezione civile della Regione Friuli Venezia Giulia e delle Province autonome di Trento e Bolzano. L’interrogante ha chiesto strumenti adeguati per garantire la sicurezza di chi lavora nei boschi. In risposta all’interrogazione n. 3-02434, illustrata dalla sen. Ternullo (FI-BP), sui dati aggiornati in materia di sicurezza e ordine pubblico, il Ministro ha evidenziato una riduzione complessiva dei reati nell’ultimo decennio, con un calo del 13 per cento tra il 2015 e il 2025 e un’ulteriore diminuzione nel 2025 rispetto all’anno precedente, spiegando che il Governo ha rafforzato la presenza delle Forze dell’ordine con oltre 42.500 assunzioni e ulteriori 30.000 ingressi programmati entro il 2027. L’interrogante ha espresso apprezzamento per l’azione del Governo sul tema della sicurezza. Rispondendo ancora all’interrogazione n. 3-02437, illustrata dalla sen. Bevilacqua (M5S), sui recenti episodi di violenza accaduti nelle "zone rosse" di Roma e Palermo, il Ministro Piantedosi ha ribadito il rafforzamento degli organici delle forze di polizia, nonostante l’elevato numero di pensionamenti: nuovi operatori sono stati destinati anche a città come Roma e Palermo e le cosiddette “zone rosse” rappresentano uno strumento stabile di controllo del territorio, nell’ambito di una più ampia strategia di prevenzione e contrasto alla criminalità. La sen. Bevilacqua ha criticato le politiche del Governo in materia di sicurezza, insufficienti a rispondere alla crescente percezione di insicurezza tra i cittadini. Il Ministro ha poi risposto all’interrogazione n. 3-02435, del sen. Claudio Borghi (LSP), sui risultati raggiunti nel controllo del territorio e nella sicurezza pubblica, rivendicando un maggiore presidio delle aree sensibili, più controlli e allontanamenti di soggetti problematici; ha inoltre richiamato i risultati delle operazioni interforze e gli investimenti per la sicurezza urbana e la collaborazione con gli enti locali. L’interrogante ha espresso soddisfazione, manifestando la vicinanza del suo Gruppo alle Forze dell’ordine per il lavoro a tutela della sicurezza dei cittadini. Infine, in risposta all’interrogazione n. 3-02436, illustrata dal sen. Lisei (FdI), sulle politiche di contrasto all'immigrazione illegale, il Ministro Piantedosi ha evidenziato i risultati dell’azione del Governo in Europa sul nuovo patto su migrazione e asilo e sul regolamento sui rimpatri, sottolineando un maggiore principio di solidarietà tra gli Stati membri; l’Italia sta rafforzando la cooperazione con i Paesi di origine e transito e ampliando strumenti come rimpatri e Cpr. L’interrogante ha ribadito che la lista dei Paesi sicuri rappresenta un successo del Governo italiano in sede europea.
(La seduta è terminata alle ore 19:45 )