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Giovedì 31 Luglio 2025 - 336ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 10:22)

Con 97 voti a favore, 66 contrari e un astenuto, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando in prima lettura il ddl n. 1565 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95, recante disposizioni urgenti per il finanziamento di attività economiche e imprese, nonché interventi di carattere sociale e in materia di infrastrutture, trasporti ed enti territoriali.

Il decreto interviene su settori chiave come infrastrutture, welfare, ricostruzione post-sisma, giustizia e sanità. Tra i contenuti principali figurano l'utilizzo del fondo per le opere indifferibili non più finanziate dal PNR, il potenziamento dell'edilizia penitenziaria, della protezione civile e delle infrastrutture viarie, con l'istituzione di un fondo unico per i trasporti. Le modifiche in Commissione hanno reso più flessibile la gestione dei fondi, prorogato la sugar tax e rafforzato l'Ape sociale e i sostegni al terzo settore. Particolare attenzione è stata riservata alla rigenerazione urbana, alla natalità, con incentivi per le madri lavoratrici e le giovani coppie, e al payback sanitario, oggetto di una significativa revisione. (v. comunicato n. 335).

Nella seduta di ieri si è conclusa la discussione generale. Oggi, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Ciriani ha posto la questione di fiducia, a nome del Governo, sull'approvazione, senza emendamenti, dell'articolo unico del ddl di conversione, con modificazioni, del dl n. 95, nel testo approvato dalla Commissione, che recepisce le condizioni dettate dalla 5a.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato la fiducia i sen. Paroli (FI-BP), che ha apprezzato in particolare interventi mirati come i fondi per le opere indifferibili, la rigenerazione urbana, la manutenzione stradale e l'edilizia penitenziaria, oltre al rinvio della sugar tax; Garavaglia (LSP), che ha rivendicato l'approccio territoriale della Lega, richiamando l'approvazione di emendamenti a favore di TV locali, volontariato, sanità e protezione civile, soffermandosi sul tema del payback sanitario, giudicato ormai insostenibile e dannoso per le imprese italiane; Russo (FdI), che ha difeso il decreto come un intervento multisettoriale, nato per affrontare con urgenza temi concreti e non per sostituire riforme strutturali: è una risposta pragmatica in un contesto economico complesso, che favorisce occupazione e crescita. I sen. Raffaella Paita (IV), Magni (AVS), Elisa Pirro (M5S) e Manca (PD) hanno negato la fiducia, criticando la natura disorganica del provvedimento, privo di una visione guida. IV ha contestato l'approvazione confusa di emendamenti penalizzanti per lavoratori e scuola e il taglio alla 18App, considerandolo un attacco all'autonomia e alla crescita culturale dei giovani. AVS ha denunciato proroghe ingiustificate e modalità opache nella gestione di Milano-Cortina e l'uso improprio del decreto per introdurre misure precarie sul lavoro somministrato. Secondo M5S il provvedimento è inadeguato ad affrontare la stagnazione economica e il rischio recessione, come confermato dai recenti dati ISTAT e FMI; non contiene misure strutturali per la crescita e favorisce poche multinazionali a danno delle pmi italiane. Il PD ha contestato l'aumento della precarietà, della povertà e del carico fiscale su lavoro e pensioni, senza alcuna proposta concreta per la crescita dei salari o la redistribuzione: l'Italia ha bisogno di riforme vere, non di decreti vuoti e inefficaci.

Alle 16 il Governo ha reso un'informativa sulle misure di prevenzione e contrasto dei femminicidi in età adolescenziale.Il Ministro dell'istruzione e del merito Valditara ha sottolineato come la lotta alla violenza e la promozione del rispetto siano centrali nella sua visione di scuola, intesa come luogo non solo di istruzione, ma di formazione integrale della persona e del cittadino. Ha illustrato le nuove linee guida sull'educazione civica, che rendono l'educazione al rispetto un obiettivo trasversale a tutte le discipline, con ottimi risultati già riscontrati nelle scuole: il 95 per cento degli istituti ha attivato progetti specifici, coinvolgendo circa un milione di studenti; ha evidenziato il valore dell'alfabetizzazione emozionale e del peer tutoring, promuovendo una scuola che educhi alla gentilezza, all'empatia e alla gestione non violenta dei conflitti. Ha quindi richiamato la recente riforma della condotta scolastica, volta a responsabilizzare gli studenti, oltre ai numerosi protocolli firmati con enti e fondazioni per rafforzare cultura del rispetto, formazione docenti e sostegno psicologico. Ha infine evidenziato la coesione istituzionale sul tema, auspicando un impegno condiviso. Il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Maria Roccella ha preliminarmente richiamato l'importanza dell'approvazione unanime al Senato del ddl per la tipizzazione del reato di femminicidio, sottolineandone il valore culturale e preventivo. Ha ribadito la centralità della famiglia accanto alla scuola e illustrato le azioni messe in campo dal Governo: dal rafforzamento della rete dei centri antiviolenza al parental control, all'age verification per proteggere i minori online; dal sostegno alle famiglie attraverso i centri territoriali al piano famiglia. Ha infine citato progetti scolastici, come il concorso nazionale per cortometraggi sul tema della violenza, sostenendo la necessità di investire nelle giovani generazioni per arrivare a un cambiamento reale.

Hanno preso parte al conseguente dibattito i sen. Raffaella Paita (IV), che si è focalizzata sul tema della solitudine giovanile, invitando a una discussione costruttiva e non ideologica e ad avere più coraggio sull'educazione sentimentale; Guidi (Cd'I), che ha individuato nella fragilità maschile e nell'assenza educativa le radici del problema, invocando un'alleanza intergenerazionale e intersessuale per affrontare la crisi; Ilaria Cucchi (AVS), che si è detta delusa dall'assenza di misure strutturali e di fondi dedicati, chiedendo l'introduzione dell'educazione affettiva e sessuale obbligatoria a scuola; Daniela Ternullo (FI-BP), che ha evidenziato le iniziative già attuate dal Governo, come il dl Caivano e il codice rosso, sostenendo l'importanza di programmi di rieducazione per potenziali aggressori, con campagne mirate ai giovani; Anna Bilotti (M5S), che ha chiesto una rivoluzione culturale sostenuta da una scuola capace di formare alla consapevolezza e al rispetto, accusando la maggioranza di ipocrisia sul tema dell'educazione sessuale; Elena Testor (LSP), che ha richiamato l'importanza delle norme introdotte, come il potenziamento del braccialetto elettronico, e la necessità di educazione digitale e al rispetto, anche per contrastare violenza economica e nuove forme di abuso online; Cecilia D'Elia (PD), che ha insistito sulla necessità di educazione sessuale integrata e sistemica, in dialogo con i centri antiviolenza, e chiesto il pieno recepimento della Convenzione di Istanbul, criticando la debolezza dell'approccio educativo; Cinzia Pellegrino (FdI), che ha accusato la sinistra di aver smantellato i pilastri educativi e culturali della società, indebolendo autorità e valori, rivendicando il ruolo centrale della famiglia tradizionale e rifiutando la precocizzazione dell'educazione sessuale.

(La seduta è terminata alle ore 17:48 )

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