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Martedì 27 Aprile 2021 - 320ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 15:00)

A conclusione del dibattito sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista della trasmissione alla Commissione europea del Piano nazionale di ripresa e resilienza, l'Assembleaha approvato la proposta di risoluzione di maggioranza e respinto le altre. La risoluzione n. 1 approva le comunicazioni del Governo e lo impegna a trasmettere il Piano di ripresa e resilienza alla Commissione europea; ad assicurare il pieno coinvolgimento del Parlamento, e la collaborazione con Regioni ed enti locali, nelle fasi successive per monitorare attuazione e impatto dei singoli interventi e rispetto dei tempi.

Il Presidente del Consiglio Draghi, dopo aver ringraziato il Parlamento per l'interlocuzione con le parti sociali e il lavoro di sintesi, ha illustrato il Piano di ripresa, che ha tre obiettivi principali: il primo, a più breve termine, riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica; il secondo, in una prospettiva di medio termine, affrontare alcune debolezze strutturali (differenze territoriali, disparità di genere, debole crescita e produttività, basso investimento in capitale umano e fisico); il terzo, a più lungo termine, dare impulso alla transizione ecologica. Il Piano è articolato in progetti di investimento e riforme. Le risorse europee ammontano a 191 miliardi e mezzo; il Governo ha aggiunto 30,6 miliardi per finanziare un piano complementare, che avrà gli stessi strumenti attuativi, e ulteriori 26 miliardi per opere specifiche (alta velocità Salerno-Reggio Calabria e Milano-Venezia); vi sono poi il reintegro per 15,5 miliardi dei fondi di sviluppo e coesione e ulteriori 13 miliardi legati al programma REACT-EU. Le maggiori risorse sono destinate alla transizione ecologica e alla digitalizzazione, con una forte attenzione all'inclusione di genere, alle politiche giovanili e al Mezzogiorno (cui è destinato il 50 per cento di interventi per infrastrutture). Si prevede un impatto sul Pil nel 2026 del 3,6, ma l'accelerazione della crescita potrà essere superiore con le riforme. Della gestione delle risorse saranno responsabili i Ministeri e le autorità locali (gli enti locali sono responsabili di 90 miliardi di investimenti, in particolare per inclusione sociale e salute); il monitoraggio, il controllo, la rendicontazione e i contatti con la Commissione europea sono affidati al Ministero dell'economia; ci sarà una cabina di regia presso Presidenza del Consiglio per risolvere eventuali criticità. Alla prima missione digitalizzazione, innovazione, competitività, turismo e cultura, sono destinati 50 miliardi. La seconda missione (rivoluzione verde) ha una dotazione di quasi di 70 miliardi e si occupa di economia circolare, tutela del territorio, energie rinnovabili, mobilità sostenibile, efficientamento energetico. Per il superbonus sono stanziati 18 miliardi, la misura è finanziata fino al 2022 ma il Governo si impegna a una proroga per il 2023 tenendo conto degli effetti di quest'anno. Alla terza missione, mobilità sostenibile, sono assegnati 31 miliardi che serviranno a rafforzare le reti ferroviarie, l'alta velocità, la logistica, i porti. Gli interventi principali della quarta missione (istruzione e ricerca sono fattori determinanti per crescita, inclusione ed equità) riguardano il miglioramento dei servizi di istruzione, a partire da quelli dell'infanzia, il reclutamento degli insegnanti, le infrastrutture scolastiche, la riforma e l'ampliamento dei dottorati, la ricerca di base con le imprese. Alla quinta missione, politiche attive e inclusione sociale, sono destinati 22 miliardi, più 7 del REACT-EU. Oltre alla formazione e riqualificazione dei lavoratori, sono previsti interventi per infrastrutture sociali, riqualificazione delle periferie e aree interne, potenziamento dell'edilizia residenziale pubblica. La sesta missione riguarda la salute, cui sono assegnati 18 miliardi: il Piano si propone di rafforzare la prevenzione sul territorio, di promuovere lo sviluppo tecnologico nella medicina, di garantire l'assistenza domiciliare. La riforma della giustizia (processo civile e penale) è l'impegno più importante preso con la Commissione europea; la seconda riforma di sistema riguarda la pubblica amministrazione: entro maggio sarà varato un decreto con interventi su procedure di assunzione e concorsi, semplificazione normativa, competenze, digitalizzazione; è prevista anche una semplificazione delle norme sugli appalti. Un'altra riforma strutturale riguarda la concorrenza: sarà ripresa la legge annuale della concorrenza e il Governo si impegna a mitigare gli effetti sociali negativi della regolazione. Dopo aver ricordato che la parità di genere, lo sviluppo del Mezzogiorno e le politiche giovanili sono obiettivi trasversali, e dopo aver richiamato il Family act e l'assegno unico per i figli, il Presidente Draghi ha espresso fiducia nella capacità del paese di attuare il Piano.

Alla discussione hanno partecipato i sen. Elena Cattaneo (Aut), Laura Garavini, Magorno, Annamaria Parente (IV-PSI), Tiziana Drago, Balboni, Daniela Garnero Santanché (FdI), Stefano, Roberta Pinotti, Misiani (PD), Monti, Emma Bonino (Misto), Maria Virginia Tiraboschi, Fulvia Caligiuri, Dal Mas, Gabriella Giammanco, Saccone, Licia Ronzulli (FIBP-UDC), Antonella Faggi, Pillon, Ripamonti, Salvini (L-SP), Angela Piarulli, Quarto, Marco Pellegrini, Patty L'Abbate, Turco, Pesco (M5S), Barbara Lezzi, Virginia La Mura (Misto), De Bonis (Misto), Paola Nugnes (Misto-LeU), Alessandrina Lonardo (Misto), Romani (Misto).

In replica, il Presidente del Consiglio ha affermato che il Parlamento sarà protagonista nell'attuazione del Piano, che offre l'occasione per lavorare insieme alle riforme necessarie a superare alcune debolezze strutturali. Ha poi precisato che al Mezzogiorno sono destinati il 40 per cento del PNRR e del fondo complementare, 8,5 dei 13 miliardi del REACT-EU e le risorse dei fondi europei di coesione: il problema non è lo stanziamento di risorse bensì la capacità di spenderle. Ha posto l'accento sulla semplificazione normativa e ha sottolineato che il PNRR inaugura in Europa una nuova stagione di politica economica: l'Italia è responsabile del buon esito di questa svolta. Sul Ponte dello Stretto è pronta una relazione che sarà discussa in Parlamento dal Ministro delle infrastrutture.

Il Governo ha espresso parere favorevole alla proposta di risoluzione n. 1, dei sen. Licheri (M5S), Romeo (L-SP), Bernini (FI), Malpezzi (PD), De Petris (Misto-LeU) e Unterberger (Aut). Ha invece espresso parere contrario alle proposte presentate dal sen. Ciriani (FdI) e altri, e dalla sen. Granato (Misto) e altri (v. allegato A del resoconto stenografico).

Hanno svolto dichiarazione di voto favorevole i sen. Steger (Aut), Renzi (IV-PSI), Simona Malpezzi (PD), Loredana De Petris (Misto-LeU), Damiani (FIBP), Candiani (L-SP), Licheri (M5S). Il sen. Ciriani (FdI), nel ribadire un'opposizione senza pregiudizi, ha richiamato Governo e maggioranza a prudenza e realismo: il Piano di duecento miliardi non è la soluzione dei problemi del Paese, il Parlamento ha già approvato scostamenti di bilancio per 180 miliardi ma molte risorse non sono state ancora spese e non si rilevano effetti positivi sull'economia. In dissenso dal Gruppo, le sen. Fattori e Nugnes (Misto-LeU) hanno annunciato voto contrario, ricordando che il Piano, trasmesso al Senato soltanto ieri, riflette un'impostazione tecnocratica e persegue un vecchio modello di sviluppo insostenibile. Anche il sen. Crucioli (Misto), in nome di Alternativa c'è, ha dichiarato voto contrario, denunciando il depotenziamento delle procedure di valutazione ambientale e dei controlli antimafia e il taglio liberista di riforme che avvantaggiano solo le grandi imprese. In dissenso dal Gruppo, sono intervenuti anche la sen. La Mura e il sen. Paragone (Misto), che ha accusato il Presidente del Consiglio di riproporre una visione neoliberista e mercatista. Il sen. Lannutti (M5S) e il sen. Dessì (Misto) hanno annunciato l'astensione.

La Conferenza dei Capigruppo, riunitasi il 22 aprile, ha stabilito che domani saranno discusse le mozioni di sfiducia individuali al Ministro della salute, presentate dai sen. Ciriani (FdI), Paragone (Misto) e Crucioli (Misto). Nel question time di giovedì interverranno i Ministri degli affari esteri, del lavoro e delle politiche sociali.

(La seduta è terminata alle ore 22:05 )

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