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Mercoledì 9 Dicembre 2020 - 280ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 16:05)

A conclusione del dibattito sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre, l'Assemblea ha approvato la proposta di risoluzione di maggioranza e la proposta, in un testo modificato, a prima firma della sen. Bonino. La risoluzione di maggioranza impegna il Governo, per quanto riguarda l'Eurosummit, a prendere atto dei cambiamenti negoziali apportati con l'anticipo del common backstop, a ribadire che la riforma del Mes non può considerarsi conclusiva, vista la logica del pacchetto ribadita dal Parlamento, proprio alla luce delle ultime scelte della UE; a sostenere la profonda modifica del patto di stabilità prima della sua reintroduzione, la realizzazione del sistema europeo di assicurazione dei depositi bancari, un processo di superamento del carattere intergovernativo del Mes, e ad assumere ogni decisione sul ricorso alla linea di credito sanitaria a seguito di preventivo dibattito parlamentare e previa presentazione di un'analisi dei fabbisogni.

Il Presidente del Consiglio Conte ha riferito sulla densa agenda del prossimo Consiglio europeo, in cui la pandemia rimane il tema prioritario (mutuo riconoscimento dei test e coordinamento nella distribuzione dei vaccini). La Commissione sta negoziando per superare il veto di Ungheria e Polonia sul bilancio pluriennale e nelle ultime ore si intravede uno spiraglio basato sull'interpretazione della clausola relativa allo Stato di diritto. Il vertice di domani dovrà approvare il pacchetto definito dall'Eurogruppo il 3 novembre scorso: la riforma del Mes, l'introduzione del common backstop (paracadute finanziario) nel fondo di risoluzione unica delle crisi bancarie, la valutazione dei rischi nell'unione bancaria. Il Governo italiano ha ottenuto l'introduzione anticipata del backstop al 2022; resta nella disponibilità delle Camere l'adesione al nuovo Mes, anche alla luce dell'avanzamento delle riforme dell'Unione economica e monetaria. Il Presidente del Consiglio ritiene che, in prospettiva, vadano riconsiderate la struttura e la funzione del Mes: nella conferenza sul futuro dell'Unione proporrà di superare il carattere intergovernativo e di inquadrarlo in un'architettura istituzionale più trasparente e democratica. Il modello deve essere il Next generation UE, un programma di finanziamento con l'emissione di titoli comuni che ha cambiato la fisionomia dell'intera Unione segnando il passaggio dalla logica dell'austerità, che non ha dato risultati positivi neanche per il contenimento del debito, alla politica dello sviluppo sostenibile e dell'inclusione sociale. Nell'agenda del vertice sono previsti anche il tema della collaborazione nel contrasto al terrorismo e il tema delle relazioni esterne. Con la nuova amministrazione Usa, dopo l'elezione di Biden, si è aperta la possibilità di una collaborazione positiva sui temi del cambiamento climatico, del rilancio del commercio internazionale, della riforma dell'organizzazione internazionale del commercio. L'Europa dovrà parlare con una voce unica e autorevole con la Turchia e rafforzare il partenariato mediterraneo. Sul tema delle sanzioni nei confronti della Federazione russa, l'Italia si adopera per evitare automatismi; sui rapporti con il Regno Unito, è contraria alla possibilità di godere i vantaggi del mercato unico senza rispettarne le regole. Il Presidente del Consiglio ha concluso le comunicazioni ricordando che il tavolo con le opposizioni è sempre aperto e rivolgendo alla maggioranza un appello alla coesione e alla ricerca di una sintesi superiore.

Alla discussione hanno partecipato i sen. Tiziana Drago, De Bonis (Misto), Lucidi, Vallardi, Candiani, Bagnai (L-SP); Emma Bonino, Monti, Alessandrina Lonardo (Misto), Roberta Pinotti, Ferrazzi, Stefano (PD); Perosino, Paola Binetti, Pichetto Fratin (FI-UDC); Lanzi, Marco Pellegrini, Santangelo (M5S); Nencini, Laura Garavini (IV-PSI); Romani (Misto), Steger (Aut), Urso (FdI). I Gruppi di opposizione hanno presentato una proposta che chiedeva di mettere le risorse del Mes nella disponibilità della Commissione europea secondo gli indirizzi del Parlamento europeo e impegnava il Governo ad annunciare la necessità di espungere dal trattato qualsiasi riferimento alle regole di austerità e di invertire la logica di intervento per cui il fondo di garanzia sui depositi interviene solo dopo l'applicazione del bail-in.

Il dibattito ha registrato posizioni differenziate sul tema della riforma del Mes. Nell'ambito dei Gruppi di maggioranza, IV-PSI, Aut e PD si sono dichiarati favorevoli sia alla revisione del trattato sia all'attivazione del Mes sanitario, ritenendo che un mancato assenso alla riforma e il mancato ricorso alla linea di credito sia un segno di sfiducia rispetto all'Europa e al nuovo corso inaugurato con il Recovery fund. M5S ha messo l'accento sulla nuova logica del Next generation e sul rapporto necessario fra la riforma del Mes, il superamento del suo carattere intergovernativo e la riforma del patto di stabilità; il Gruppo ritiene che il ricorso alla linea di credito non sia necessario, perché il Paese è capace di finanziare il proprio fabbisogno sanitario. Nell'ambito dei Gruppi di opposizione, Lega e FdI sono contrari sia alla riforma del Mes, che conserva forti asimmetrie fra gli Stati, tutela i sistemi bancari dei Paesi più esposti con i derivati e non rispetta la logica del pacchetto, sia al ricorso alla linea di credito sanitario che segnerebbe il commissariamento del Paese. Forza Italia ritiene che l'attuale riforma del Mes, pur superando la logica di rigida condizionalità che segnò il destino della Grecia, richieda importanti modifiche (per esempio in tema di immunità dei dirigenti e di bail-in); ha però sollecitato l'utilizzo della linea di credito di 37 miliardi, considerato che lo stanziamento del Recovery per la sanità ammonta a soli 9 miliardi.

Nelle dichiarazioni di voto, la sen. Julia Unterberger (Aut) ha posto l'accento sulla credibilità del Paese; il sen Renzi (IV-PSI) ha dichiarato contrarietà alla cabina di regia e ha preannunciato che non voterà la legge di bilancio se il Parlamento sarà escluso dalla destinazione delle risorse del Recovery fund; la sen. Rauti (FdI) ha affermato che l'accettazione della riforma del Mes rappresenta un cedimento al ricatto e un atto di asservimento alle burocrazie europee; la sen. De Petris (Misto-LeU) ha evidenziato il nesso tra pandemia e squilibri climatici, ponendo l'accento sulla svolta europea e sulla necessità di superare il patto di stabilità; con riferimento alla gestione del Recovery fund ha sollecitato il coinvolgimento della società civile e nuove assunzioni nella pubblica amministrazione; il sen. Marcucci (PD) ha affermato che la riforma del Mes si inquadra in un processo di rinnovamento europeo e ha invitato il Presidente del Consiglio a presentare una proposta sull'utilizzo dei fondi; la sen. Bernini (FI) ha richiamato l'ultimo rapporto del Censis e ha ricordato che in Europa non bisogna compiacere bensì farsi valere; il sen. Salvini (L-SP) ha denunciato i finanziamenti europei alla Turchia sotto il ricatto dell'immigrazione e ha proposto al Governo un confronto su temi quali la difesa delle industrie strategiche (Ilva e Lonardo), la scuola, la sospensione dei versamenti contributivi dei lavoratori autonomi, la retribuzione del personale sanitario, il ponte sullo stretto di Messina, il volontariato, le disabilità. Il sen. Licheri (M5S) ha ricordato che nessun paese europeo vuole i prestiti del Mes e finché il Movimento sarà al Governo l'Italia non utilizzerà il meccanismo; ha sottolineato che, con la risoluzione di maggioranza, il Parlamento italiano è il primo in Europa a dichiarare superata la logica dell'austerity e delle decisioni intergovernative; ha ricordato, infine, che i fondi del Recovery sono vincolati al green e al digitale. In dissenso dal Gruppo, il sen. Crucioli (M5S) ha affermato che la solidarietà europea è frutto di un errore prospettico: la stagione degli aiuti è transitoria, il Mes è lo strumento con cui verrà chiesto il conto. In dissenso dal Gruppo, il sen. Paragone (Misto) ha ricordato che l'intervento della BCE terminerà e l'Italia sarà costretta a ricorrere al Mes e a ristrutturare il debito. In dissenso dal Gruppo il sen. Cangini (FI) ha annunciato la non partecipazione al voto, affermando che, se il centrodestra fosse stato al Governo, avrebbe approvato la riforma del Mes. In dissenso dal Gruppo, il sen. Ciampolillo (Misto) ha sottoscritto una proposta di risoluzione che chiede il blocco della riforma del Mes.

In apertura di seduta il Presidente del Senato Casellati ha ricordato la senatrice Lidia Menapace, venuta a mancare lunedì scorso.

(La seduta è terminata alle ore 21:10 )

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