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Martedì 27 Maggio 2025 - 308ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 16:43)

L'Assemblea ha approvato, in prima deliberazione, il ddl costituzionale n. 1279: modifiche alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, recante Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia. Il provvedimento torna alla Camera dei deputati per la seconda deliberazione.

La relatrice, sen. Pirovano (LSP), ha illustrato il testo, composto da 10 articoli, che punta a reintrodurre gli enti di area vasta, dotati di funzioni amministrative proprie e organi eletti direttamente; la disciplina di tali enti è rimessa alla legge regionale. Tra gli interventi principali: ampliamento delle competenze legislative, definizione del numero fisso di 49 consiglieri regionali, semplificazione del referendum regionale e nuove norme sull'ordinamento degli enti locali. Gli articoli 9 e 10 contengono norme di abrogazione e coordinamento finale per armonizzare lo statuto con la riforma.

Respinte le questioni pregiudiziali QP1 e QP2, illustrate rispettivamente dai sen. Parrini (PD) e Patuanelli (M5S), sulle quali il sen. Dreosto (LSP) ha espresso contrarietà, è iniziata la discussione generale, nella quale sono intervenuti i sen. Felicia Gaudiano (M5S), che ha criticato la reintroduzione delle aree vaste come entità vuote, costose e senza funzioni definite, e Alfieri (PD), che, pur rispettando l'autonomia regionale, ha denunciato una forzatura costituzionale e politica nel metodo. In replica, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie Calderoli ha sottolineato la legittimità della legge costituzionale rispetto alla legge Delrio, ribadendo che il tema del terzo mandato è estraneo alla riforma.

Approvato l'articolato senza modifiche, nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i sen. Michaela Biancofiore (Cd'I), che ha criticato duramente la legge Delrio per aver creato un vuoto istituzionale e operativo nelle Province, rivendicando il valore democratico e identitario delle autonomie speciali; Zanettin (FI-BP), secondo cui la riforma è necessaria per rafforzare la competitività e la capacità di cooperazione transfrontaliera del Friuli Venezia Giulia; Dreosto (LSP), che ha richiamato il fallimento delle UTI e l'importanza di restituire ai territori un ente intermedio efficiente per gestire viabilità, scuole e pianificazione, nel rispetto del principio di sussidiarietà; Francesca Tubetti (FdI), che ha rivendicato il ruolo della maggioranza di centrodestra nel correggere l'errore dell'abolizione delle Province, restituendo coerenza istituzionale e decentramento amministrativo al Friuli. Hanno dichiarato voto contrario i sen. Cataldi (M5S), che ha denunciato l'aumento dei costi, l'assenza di benefici per i cittadini e l'indebolimento della democrazia partecipativa, accusando il Governo di fare riforme per la politica e non per i cittadini; Tatjana Rojc (PD), che ha definito la riforma un passo indietro per la specialità del Friuli e per le sue minoranze linguistiche, criticando l'approccio strumentale e privo di visione del centrodestra. I sen. Dafne Musolino (IV) e Magni (Misto-AVS) hanno annunciato l'astensione. Secondo IV il provvedimento è formalmente corretto, ma manca un vero dibattito politico sui motivi e le modalità della riforma; AVS ha espresso preoccupazione per l'enorme costo stimato per reintrodurre le Province, pari a circa un miliardo di euro.

(La seduta è terminata alle ore 18:47 )

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