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2 giugno 2025 | Numero 103
Affari costituzionali

Approvate in prima deliberazione le modifiche allo Statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia. Il ddl costituzionale torna alla Camera per la seconda deliberazione

modifiche allo Statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia

Nella seduta del 27 maggio l'Assemblea del Senato ha approvato in prima deliberazione, con 85 voti favorevoli, 45 contrari e 10 astensioni, il ddl costituzionale n. 1279 recante modifiche allo Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia. Il testo è quindi tornato all'esame dell'altro ramo del Parlamento per la seconda deliberazione.

Il disegno di legge, d'iniziativa del Consiglio regionale friulano, approvato in prima deliberazione dalla Camera dei deputati il 23 ottobre scorso, ponendosi criticamente nei confronti dell'abolizione delle province e del trasferimento alle Regioni delle relative competenze operata con la Legge costituzionale n. 1/2016, reca la proposta di modificare lo Statuto regionale per prevedere nuovamente l'istituzione, da attuare successivamente con legge regionale, di adeguati enti di area vasta dotati di autonomia politica, con organi eletti direttamente dai cittadini, intermedi tra la regione e i comuni, e con competenza nelle materie già assegnate alle soppresse province. Ulteriori disposizioni riguardano il numero dei consiglieri regionali, fissato a 49, l'ordinamento degli enti locali e l'istituto del referendum regionale.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge costituzionale è stato incardinato nella 1a Commissione in sede referente il 25 febbraio con la relazione della senatrice Pirovano (LSP).

Il 29 aprile si è svolta la procedura informativa.

Nella discussione generale svolta il 6 maggio, il senatore Parrini (PD) ha evidenziato il contrasto tra la proposta in esame e alcuni principi desumibili dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, il senatore Cataldi (M5S) ha sostenuto l'opportunità di una preventiva approvazione della proposta sul ripristino dell'elettività delle province, di cui ai ddl n. 57 e connessi già incardinati, il senatore Durnwalder (Aut) ha chiesto chiarimenti su alcune disposizioni particolari. Il ministro per gli affari regionali e le autonomie Calderoli, in replica, ha osservato, tra l'altro, che la natura costituzionale dell'atto consente al disegno di legge in esame di superare i limiti posti dalla giurisprudenza della Consulta alla legislazione ordinaria.

Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto l'8 maggio.
Nella seduta del 14 maggio (antimeridiana) il Presidente Balboni (FdI) ha dato conto della presentazione di 25 emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto, che sono stati illustrati, a nome dei rispettivi Gruppi, dai senatori Cataldi (M5S) e Parrini (PD).
Nella successiva seduta pomeridiana la relatrice Pirovano e il ministro per gli affari regionali e le autonomie Calderoli hanno espresso parere contrario su tutti gli emendamenti, che sono stati posti in votazione e sono risultati respinti. Sono intervenuti, per dichiarazione di voto a nome dei rispettivi Gruppi sul conferimento del mandato, i senatori Parrini (PD), contrario, e Cataldi (M5S), astenuto. È risultato quindi approvato il mandato alla relatrice a riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge, nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati. Infine il ministro Calderoli ha svolto alcune considerazione in replica alle dichiarazioni di voto.

La discussione in Assemblea

Il 27 maggio il disegno di legge costituzionale è stato illustrato all'Assemblea dalla relatrice Pirovano.

Respinte le questioni pregiudiziali QP1 e QP2, illustrate rispettivamente dai senatori Parrini (PD) e Patuanelli (M5S), sulle quali il senatore Dreosto (LSP) ha espresso contrarietà, è iniziata la discussione generale, nella quale sono intervenuti i senatori Felicia Gaudiano (M5S), che ha criticato la reintroduzione delle aree vaste come entità vuote, costose e senza funzioni definite, e Alfieri (PD), che, pur rispettando l'autonomia regionale, ha denunciato una forzatura costituzionale e politica nel metodo. In replica, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie Calderoli ha sottolineato la legittimità della legge costituzionale rispetto alla legge Delrio, ribadendo che il tema del terzo mandato è estraneo alla riforma.

Dopo l'approvazione, senza modifiche dei singoli articoli, si sono svolte le dichiarazioni finali. Hanno annunciato voto favorevole i senatori Michaela Biancofiore (Cd'I), che ha criticato duramente la legge Delrio per aver creato un vuoto istituzionale e operativo nelle Province, rivendicando il valore democratico e identitario delle autonomie speciali; Zanettin (FI-BP), secondo cui la riforma è necessaria per rafforzare la competitività e la capacità di cooperazione transfrontaliera del Friuli Venezia Giulia; Dreosto (LSP), che ha richiamato il fallimento delle UTI e l'importanza di restituire ai territori un ente intermedio efficiente per gestire viabilità, scuole e pianificazione, nel rispetto del principio di sussidiarietà; Francesca Tubetti (FdI), che ha rivendicato il ruolo della maggioranza di centrodestra nel correggere l'errore dell'abolizione delle Province, restituendo coerenza istituzionale e decentramento amministrativo al Friuli. Hanno dichiarato voto contrario i senatori Cataldi (M5S), che ha denunciato l'aumento dei costi, l'assenza di benefici per i cittadini e l'indebolimento della democrazia partecipativa, accusando il Governo di fare riforme per la politica e non per i cittadini; Tatjana Rojc (PD), che ha definito la riforma un passo indietro per la specialità del Friuli e per le sue minoranze linguistiche, criticando l'approccio strumentale e privo di visione del centrodestra. I senatori Dafne Musolino (IV) e Magni (AVS) hanno annunciato l'astensione. Secondo IV il provvedimento è formalmente corretto, ma manca un vero dibattito politico sui motivi e le modalità della riforma; AVS ha espresso preoccupazione per l'enorme costo stimato per reintrodurre le Province, pari a circa un miliardo di euro.

Difesa

Approvate in prima lettura le nuove norme sui Corpi della Croce rossa italiana. Il testo passa alla Camera

nuove norme sui Corpi della Croce rossa

Nella seduta del 28 maggio l'Assemblea del Senato ha approvato in prima lettura, con 83 voti favorevoli, nessun contrario e 52 astensioni, il ddl n. 1320 in materia di revisione della disciplina del Corpo militare volontario e del Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa italiana. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

La proposta, di iniziativa governativa, è volta a modificare le disposizioni del decreto legislativo n. 178 del 2012 per aggiornare il ruolo della Croce Rossa Italiana (CRI), rendendo più aderente la disciplina dei suoi corpi ausiliari alle nuove esigenze delle Forze armate e dell'ordinamento militare. Si prevede una delega al Governo per riformare il corpo militare volontario e quello delle infermiere, semplificando e razionalizzando l'ordinamento vigente. La CRI viene riconfermata come ente di interesse pubblico e società nazionale operante nel soccorso umanitario, con funzioni estese in ambito di protezione civile, assistenza agli immigrati e cooperazione internazionale.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato nella 3a Commissione in sede referente il 17 dicembre 2024 con la relazione del senatore De Rosa (FI-BP). Nella stessa seduta si è svolta la discussione generale e il senatore Marton (M5S) ha proposto lo svolgimento di un ciclo di audizioni.

L'11 febbraio sono stati comunicati i pareri non ostativi delle Commissioni affari costituzionali e bilancio.

La procedura informativa, avviata il 28 gennaio, è proseguita il 12 febbraio con l'audizione del Presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Rosario Maria Gianluca Valastro.

Il 18 febbraio sono stati pubblicati gli emendamenti e l'ordine del giorno presentati. Il 25 febbraio sono stati accolti dal Governo gli ordini del giorno G/1320/1/3, destinato a preservare l'operatività delle Crocerossine, G/1320/2/3, che equipara sul piano indennitario i volontari della CRI agli appartenenti alle Forze armate, e G/1320/3/3, sui meccanismi di avanzamento degli appartenenti al Corpo Militare Volontario della CRI cancellati dai ruoli per raggiunti limiti di età, risultati tutti accolti dal Governo. Sono stati inoltre approvati gli emendamenti 1.1 del relatore, relativo ai dirigenti infermieri, 2.1 del relatore e 2.6, sull'adeguamento della denominazione del "Corpo delle infermiere volontarie" in "Crocerossine" e 2.0.1 del relatore, di delega al Governo per la razionalizzazione e il riassetto delle disposizioni in materia di ordinamento militare. Il 4 marzo è stato approvato l'emendamento Coord. 1 del relatore contenente rettifiche formali al testo in merito all'uso del termine "crocerossine".

Nella seduta del 12 marzo, pervenuto il parere della 5a Commissione, in parte non ostativo e in parte condizionato, sugli emendamenti approvati, è stato approvato l'emendamento di recepimento 2.0.1/5a del relatore, pubblicato in allegato al resoconto. In assenza di interventi in dichiarazione di voto, la Commissione ha quindi conferito il mandato al relatore De Rosa a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, come modificato nel corso dell'esame.

La discussione in Assemblea

Il 28 maggio il relatore De Rosa ha illustrato il disegno di legge all'Assemblea.

Sono intervenuti, per dichiarazione di voto favorevole, i senatori Annamaria Furlan (IV), Giovanna Petrenga (Cd'I), Rosso (FI-BP), Stefania Pucciarelli (LSP) e Paola Ambrogio (FdI). I senatori Magni (AVS), Marton (M5S) e Alfieri (PD) hanno annunciato l'astensione dei rispettivi Gruppi, criticando l'eccessiva ampiezza e genericità della delega al Governo.

Difesa

Approvato definitivamente il riconoscimento del sommergibile Scirè quale sacrario militare

Nella seduta del 28 maggio l'Assemblea del Senato ha approvato in via definitiva il ddl n. 1265 sul riconoscimento del relitto del regio sommergibile «Scirè» quale sacrario militare subacqueo.

Il disegno di legge, approvato dalla Camera dei deputati il 10 ottobre 2024, prevede il riconoscimento del relitto del regio sommergibile "Scirè", decorato di medaglia d'oro al valor militare e affondato il 10 agosto 1942 nella baia di Haifa, come sacrario militare subacqueo, al fine di onorare i marinai italiani che hanno perso la vita nel corso del secondo conflitto mondiale per responsabilità dei regimi nazista e fascista.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato nella 3a Commissione il 23 ottobre in sede redigente con la relazione del senatore Menia (FdI) e rimesso in sede referente il 5 novembre.

Il 29 ottobre il relatore ha presentato l'emendamento 1.1 e il senatore Alfieri (PD) ha preannunciato che l'eventuale approvazione della proposta pregiudicherebbe l'approvazione bipartisan del testo, come avvenuto nell'altro ramo del Parlamento. Il termine per la presentazione dei relativi subemendamenti è scaduto il 30 ottobre. Il 5 novembre, constatata l'assenza di subemendamenti presentati, si è proceduto all'illustrazione dell'emendamento 1.1, volto ad espungere dal testo l'enunciato iniziale dell'articolo 1: «Al fine di onorare i marinai italiani che hanno perso la vita in un conflitto mondiale per responsabilità dei regimi nazionalsocialista e fascista». Il 12 novembre, il Presidente Menia (FdI) ha fatto presente che l'esame prosegue in sede referente e la Commissione ha proceduto all'approvazione dell'unico emendamento presentato, a firma del relatore, sull'eliminazione dei riferimenti al nazifascismo dal testo dell'articolo. Il 20 novembre è stato comunicato che sull'emendamento approvato è pervenuto il parere non ostativo della Commissione bilancio.
Nella seduta del 3 dicembre è stato posto in votazione ed è risultato approvato il mandato al relatore a riferire all'Assemblea per l'approvazione del disegno di legge, come modificato nel corso dell'esame.

La discussione in Assemblea

Il 28 maggio il relatore Menia ha illustrato il disegno di legge all'Assemblea.

Il senatore Marton (M5S), ha illustrato la questione pregiudiziale QP1, presentata in forma orale, esprimendo forte contrarietà alla modifica introdotta in Commissione, che ha rimosso la parte del testo che attribuisce la responsabilità del conflitto mondiale ai regimi fascista e nazista. I senatori De Cristofaro (AVS), Silvia Fregolent (IV), Giorgis, Verini (PD) e Spagnolli (Aut) hanno concordato sulla necessità di preservare la verità storica. Il senatore Rastrelli (FdI) ha difeso il ddl come espressione di amor patrio priva di connotazioni fasciste. L'Assemblea ha quindi respinto la proposta QP1 con 76 voti contrari e 55 favorevoli.

Al termine della discussione generale, alla quale hanno preso parte i senatori Potenti (LSP) e Parrini (PD), il senatore Romeo (LSP) ha proposto una sospensione, al fine di trovare un percorso condiviso. I senatori Paroli (FI-BP), Alessandra Maiorino (M5S), Verducci (PD), Silvia Fregolent (IV), Magni (AVS) e Malan (FdI) hanno appoggiato la richiesta. L'Assemblea ha quindi approvato gli emendamenti identici 1.100, Marton (M5S) e altri, 1.101, Alfieri (PD) e altri, e 1.102, Magni (AVS) e altri, che ripristinano il testo approvato dalla Camera. Sono intervenuti in dichiarazione di voto i senatori De Cristofaro (AVS), Zanettin (FI-BP), Marton (M5S), Stefania Pucciarelli (LSP), Delrio (PD) e Rastrelli (FdI).

Giustizia

Definitivamente approvate le nuove norme sui reati contro gli animali

nuove norme sui reati contro gli animali

Nella seduta del 29 maggio l'Assemblea del Senato ha approvato in via definitiva il ddl n. 1308 sui reati contro gli animali. Sono risultati conseguentemente assorbiti i ddl n. 11, n. 587, n. 984, n. 1398 e n. 1405, di argomento affine, abbinati in discussione congiunta.

La proposta, approvata dall'altro ramo del Parlamento il 20 novembre 2024, prima firmataria la deputata Brambilla (NM), ha l'obiettivo di adeguare alla mutata e più elevata sensibilità della collettività la disciplina penalistica concernente i reati contro gli animali. Sono quindi innanzitutto aumentate le pene e le sanzioni pecuniarie previste. Chi partecipa a qualsiasi titolo ai combattimenti tra animali sarà punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5 a 30.000 euro. Diventa inoltre perseguibile d'ufficio il reato di uccisione o danneggiamento di animali altrui. Tra le ulteriori misure, sono previste aggravanti per chi agisce con crudeltà, in presenza di minori o tramite diffusione online, l'introduzione del sequestro e dell'affidamento degli animali, il divieto di tenerli legati con catene e sanzioni per la detenzione non adeguata. Si rafforza la responsabilità amministrativa degli enti coinvolti e si prevedono sanzioni più severe per il traffico illegale di animali. È vietato inoltre l'uso commerciale delle pellicce di gatto domestico.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato nella 2a Commissione in sede redigente il 4 marzo con la relazione del senatore Potenti (LSP) e rimesso in sede referente il 1° aprile. Sono stati abbinati in trattazione congiunta i disegni di legge n. 11, d'iniziativa della senatrice Unterberger (Aut), n. 587, Romeo (LSP) e altri, n. 984, Maiorino (M5S) e altri, nonché i ddl, incardinati l'11 marzo, n. 1398, Potenti (LSP) e altri, e n. 1405, Spinelli (FdI).

La procedura informativa, avviata il 25 marzo, si è conclusa il 23 aprile.

Il 29 aprile il ddl n. 1308 è stato adottato come testo base per il seguito dell'esame.

Il 30 è iniziata la discussione generale, con gli interventi dei senatori Bilotti (M5S) e Bazoli (PD), che hanno preannunciato la presentazione di emendamenti al testo approvato dalla Camera, con particolare riferimento a ulteriori disposizioni sanzionatorie contro gli atti di crudeltà sugli animali. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 13 maggio.

Il 20 maggio sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati. Sono quindi intervenuti, per illustrare le proposte di iniziativa dei rispettivi Gruppi, i senatori Anna Bilotti (M5S), Rapani (FdI) ed Erika Stefani (LSP).

Nella seduta del 21 maggio, dopo le comunicazioni sulle proposte dichiarate improponibili dal Presidente Bongiorno (LSP) per estraneità della materia, si è svolta la votazione degli emendamenti, nessuno dei quali è risultato approvato. Tre di essi sono stati tuttavia trasformati in ordini del giorno, accolti dal Governo: il G/1308/15/2, sulle violenze commesse mediante esche o bocconi avvelenati, il G/1308/16/2, sulla partecipazione ad attività di assistenza agli animali da parte dei condannati per reati contro gli animali, e il G/1308/17/2, sull'ipotesi di porre limiti igienico-sanitari al numero di cani nelle abitazioni. Sono state accolti, in testi riformulati, anche gli altri ordini del giorno G/1308/5/2, su informazione e formazione in merito al fenomeno della violenza contro gli animali, G/1308/6/2, sull'ipotesi di realizzare centri di accoglienza per animali vittime di reato, G/1308/9/2, sulla tutela degli equidi utilizzati per il traino delle carroze turistiche, G/1308/10/2, sul supporto alla Rete dei santuari di animali liberi, G/1308/13/2, sulla revisione della normativa in materia di attività circensi e spettacoli viaggianti.

Previe dichiarazioni di voto dei senatori Zanettin (FI-BP) e Berrino (FdI), favorevoli, Lopreiato (M5S) e Bazoli (PD), astenuti, la Commissione a conferito al relatore il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge, nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati, e sul conseguente assorbimento dei disegni di legge nn. 11, 587, 984, 1398 e 1405.

La discussione in Assemblea

Il 29 maggio il relatore Potenti ha illustrato il disegno di legge all'Assemblea.

Nella discussione generale sono intervenuti i senatori Gisella Naturale (M5S), Stefania Pucciarelli (LSP), Cristina Tajani (PD) e Domenica Spinelli (FdI).

Il relatore Potenti, in sede di replica, ha rimarcato l'importanza di una normativa che rispecchi la sensibilità collettiva in evoluzione, confermando l'impegno a proseguire il percorso legislativo iniziato alla Camera.

Durante l'esame dell'articolato sono stati accolti gli ordini del giorno G1.2, G2.1 (testo 2), G7.1 (testo 2) e G10.1 (testo 2) della senatrice Cucchi (AVS) e altri.

Nelle dichiarazioni di voto, si sono espressi in senso favorevole i senatori Julia Unterberger (Aut), che ha tuttavia sollevato dubbi per l'assenza di norme per gli animali da allevamento, soggetti a trattamenti crudeli legalizzati, e ha invocato il divieto della macellazione senza stordimento; Michaela Biancofiore (Cd'I), che ha sottolineato il valore simbolico del cambio di rubrica nel codice penale e l'urgenza di colmare anche il vuoto normativo nel codice civile; Zanettin (FI-BP), che ha rivendicato l'impegno di FI, anche in memoria di Berlusconi, nel sostenere una legge che segna un cambiamento giuridico e culturale, valorizzando il superamento della visione antropocentrica; Erika Stefani (LSP), che ha elogiato l'approccio che riconosce l'animale come soggetto di diritto, apprezzando in particolare l'inasprimento delle pene e l'introduzione di nuove fattispecie; Cinzia Pellegrino (FdI), che ha citato uno studio, in collaborazione con il DAP, da cui emerge una preoccupante correlazione tra il maltrattamento di animali e altre condotte criminali, a dimostrazione del fatto che la violenza contro gli animali è un indicatore precoce di pericolosità sociale. Pur apprezzando il passo avanti simbolico e giuridico del testo, i senatori Dafne Musolino (IV), Ilaria Cucchi (Misto-AVS), Anna Bilotti (M5S) e Verini (PD) hanno dichiarato l'astensione dei rispettivi Gruppi. IV ha criticato la mancanza di una visione preventiva, educativa e strutturata e l'assenza di copertura economica per misure concrete come la custodia degli animali sequestrati; AVS ha espresso delusione per il depotenziamento del testo originario, in particolare per l'assenza di misure sulla formazione, nonché il silenzio sugli allevamenti intensivi. M5S ha lamentato l'assenza di interventi efficaci, specie sul coinvolgimento dei minori nei reati e sulla necessità di percorsi rieducativi per i colpevoli. Il PD ha denunciato l'approccio unilaterale della maggioranza, che ha escluso molte proposte migliorative dell'opposizione che avrebbero reso il provvedimento realmente efficace.