La settimana scorsa, oltre all'esame di disegni di legge in sede consultiva, la 1a Commissione ha svolto le seguenti attività:
- Audizioni congiunte nell'ambito dell'esame in sede referente del ddl
n.
1432 di conversione del decreto-legge 28 marzo 2025, n. 36,
recante disposizioni urgenti in materia di cittadinanza,
avviato il 2
aprile (1a pomeridiana) con la relazione del senatore Lisei
(FdI), e della discussione in sede redigente dei ddl n.
98, n.
295, n.752,
n.
919 e n.
1211 in materia di riacquisto della cittadinanza italiana,
avviata nella seduta del 24
gennaio 2024 (pomeridiana), con la relazione del Presidente
Balboni (FdI).
Per impedire con effetto immediato gli abusi da parte di stranieri che chiedono la cittadinanza senza avere effettivi legami con l'Italia, per esclusive ragioni di ingresso e soggiorno nell'Unione europea, il decreto n. 36/2025 ha introdotto in via d'urgenza alcune disposizioni sistematicamente collegate al disegno di legge sulla cittadinanza approvato contestualmente al decreto. In particolare si limita la trasmissione delle cittadinanza a chi ha un genitore o un nonno italiano, escludendo i discendenti successivi alla seconda generazione. Si richiede inoltre che il discendente sia nato in Italia o abbia un genitore che abbia risieduto in Italia per almento due anni. Ulteriori disposizioni in materia di accertamento giudiziale stabiliscono l'esclusione del giuramento e della testimonianza quali mezzi di prova e che spetta al richiedente l'onere di provare l'insussistenza di cause relative alla perdita o al mancato acquisto della cittadinanza. Per ulteriori approfondimenti si rinvia al dossier predisposto dai Servizi studi del Parlamento. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è stato fissato alle 17 di mercoledì 16 aprile.
Il ddl n. 295, presentato dalla senatrice La Marca (PD), mira ad abrogare una disposizione di cui alla legge n. 91/1992, già censurata dalla Cassazione del 2009 in quanto discriminatoria nei confronti delle donne. Tale norma prevede la perdita della cittadinanza italiana da parte della donna che abbia contratto matrimonio con un cittadino straniero prima del 1° gennaio 1948 e produce rilevanti conseguenze anche in merito all'acquisto della cittadinanza da parte dei figli. Il ddl n. 919, sempre d'iniziativa della senatrice La Marca, per venire incontro ad una istanza diffusa nelle comunità italiane residenti all'estero, dispone la riapertura per un periodo di quattro anni dei termini per la presentazione della dichiarazione necessaria a ottenere il riconoscimento della cittadinanza da parte di coloro che l'hanno persa per naturalizzazione. I ddl n. 98, Giacobbe e La Marca (PD), e n. 752, Menia (FdI), incardinati il 30 gennaio 2024, e il n. 1211, La Marca e altri, incardinato il 25 febbraio 2025, prevedono anch'essi, rispettivamente per un periodo di due, tre e quattro anni, la riapertura dei termini per il riconoscimento della cittadinanza a beneficio di coloro che l'hanno persa per naturalizzazione. Il 25 febbraio 2025 è stato deliberato lo svolgimento di una procedura informativa e il 5 marzo è scaduto il termine per le relative indicazioni da parte dei Gruppi.
La procedura informativa si è svolta la scorsa settimana in quattro sedute dell'Ufficio di Presidenza. L'8 aprile (antimeridiana) sono stati sentiti Michele Monaco, di ERSAF (Ente nazionale di ricerca scientifica e alta formazione), Maria Chiara Prodi, del Consiglio generale degli Italiani all'estero, e Daniel Taddone, dell'Associazione "Natitaliani" (video), l'8 aprile (pomeridiana) Fabrizio Tigano, ordinario di diritto amministrativo, Anthony Julian Tamburri, preside del John D. Calandra American Istitute, Sandro De Nardi, ordinario di diritto costituzionale, Franca Biglio e Zaccaria Spina di ANPCI (Associazione nazionale piccoli Comuni d'Italia) (video), il 9 aprile Salvatore Laganà, già presidente del Tribunale di Venezia, Daniela Ionita, presidente dell'Associazione "Italiani senza cittadinanza", Roberta Calvano ed Enrico Grosso, ordinari di diritto costituzionale (video), il 10 aprile Claudio Panzera, associato di diritto costituzionale, Thomas Stigari, del Comune di Treviso, Delfina Licata, della Fondazione "Migrantes", Camillo De Pellegrin e Alina Maier, sindaco e responsabile area amministrative del Comune di Val di Zoldo (video).
Nella seduta plenaria dell'8 aprile è stata annunciata la pubblicazione dei documenti acquisiti nel corso delle audizioni. - Seguito dell'esame in sede referente del ddl n.
1432 di conversione del decreto-legge 28 marzo 2025, n. 36,
recante disposizioni urgenti in materia di cittadinanza,
avviato il 2
aprile (1a pomeridiana) con la relazione del senatore Lisei
(FdI).
Nella seduta plenaria del 10 aprile è stata avviata la discussione generale. Il senatore Giacobbe (PD), ritenendo arbitraria la rottura del principio di trasmissione della cittadinanza, ha proposto di prevedere una possibilità di riacquisizione in presenza di un accertato legame con genitori e nonni italiani.
Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute plenarie di martedì 15 alle 14 e mercoledì 16 alle 9. - Seguito dell'esame in sede referente del ddl n.
1425, di conversione del decreto-legge n. 27/2025 recante
disposizoni urgenti per le consultazioni elettorali e referendarie
2025, avviato il 25
marzo con la relazione del Presidente Balboni (FdI).
Il provvedimento definisce le norme per lo svolgimento contestuale di consultazioni amministrative e referendarie, disciplinando l'ordine di scrutinio e la ripartizione delle spese, per la partecipazione al voto referendario da parte degli elettori domiciliati in un Comune diverso da quello di residenza per motivi di studio, lavoro o cure mediche, per la sottoscrizione di liste di candidati con firma elettronica qualificata. È inoltre stabilito che le consultazioni dell'anno in corso si terranno nell'arco di due giornate, domenica e lunedì, anziché una. Per ulteriori dettagli è disponibile il dossier curato dai Servizi studi del Parlamento.
Nelle due sedute del 26 marzo si è svolta la discussione generale, con gli interventi dei senatori Giorgis (PD), Cataldi (M5S) e De Cristofaro (AVS) che hanno sollecitato un chiarimento sulle date delle consultazioni referendarie, e la replica del sottosegretario per l'interno Wanda Ferro. Il 3 aprile sono stati pubblicati gli emendamenti presentati e, per illustrare le proposte di iniziativa dei rispettivi Gruppi, sono intervnuti i senatori Giorgis (PD), Scalfarotto (IV), Cataldi e Gaudiano (M5S).
Nella seduta del 9 aprile il Presidente Balboni ha reso comunicazioni sugli emendamenti improponibili. È stata quindi avviata la votazione degli emendamenti. Sono risultati approvati l'1.5, gli identici 1.6 (testo 2) e 1.7 (testo 2), l'1.0.4, riguardanti le funzioni di scrutatore (limiti di età, compensi, categorie escluse), gli identici 1.0.1 (testo 2) e 4.0.3 (testo 2), sui requisiti di validità delle elezioni nei comuni in caso di ammissione di un'unica lista, gli identici 1.0.2 (testo 2) e 2.0.1 (testo 2), sulle indicazioni di genere nelle liste elettorali, e il 2.3, sulla presentazione alle Camere di una relazione del Ministero dell'interno sull'applicazione della disciplina sperimentale per il voto dei fuori sede.
Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nella seduta di martedì 15 alle 20. - Seguito dell'esame in sede referente del ddl n.
1192, recante deleghe al Governo per la semplificazione
normativa, avviato il 18
settembre con la relazione del senatore Tosato (LSP).
Nel quadro delle riforme previste dal PNRR, la proposta, di iniziativa governativa, prevede una legge annuale di semplificazione normativa, da predisporre in base alle richieste pervenute dai ministeri entro il 30 giugno di ogni anno, con l'obiettivo di riordinare e codificare la normativa vigente, anche mediante delega legislativa. Sono inoltre previste misure per la valutazione d'impatto e la digitalizzazione dell'attività normativa.
La procedura informativa, avviata il 10 ottobre, si è conclusa il 17. I documenti acquisiti dai soggetti sentiti in audizione sono stati pubblicati su internet. La discussione generale, avviata il 23 ottobre, si è conclusa il 29. Il 12 novembre sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati. Il 18 febbraio il relatore Tosato ha presentato il nuovo emendamento 10.0.500, volto a inserire nella proposta una delega al Governo per il riordino degli osservatori istituiti presso la Presidenza del Consiglio con competenze in materia di famiglia, natalità, pedopornografia, violenza contro le donne e il ministro per le riforme e la semplificazione normativa Alberti Casellati ha preannunciato la presentazione di ulteriori emendamenti di iniziativa governativa. Il 25 febbraio sono stati pubblicati 13 subemendamenti all'emendamento 10.5.500 del relatore. Il 26 marzo è stato pubblicato il nuovo emendamento 1.500, del relatore, che prevede anche il parere della Commissione parlamentare per la semplificazione, oltre a quello delle Commissioni competenti per materia, sui decreti legislativi di attuazione della legge delega annuale di semplificazione. Il ministro Alberti Casellati ha preannunciato ulteriori emendamenti del Governo volti a integrare l'elenco dei Ministeri coinvolti nel procedimento di semplificazione.
Il 2 aprile è iniziata la votazione e sono stati approvati, oltre ai citati 10.0.500 e 1.500, gli emendamenti 1.1 (testo 2) e 1.2 (testo 2) tra loro identici, 1.5, 1.11, 2.1, 2.2, 2.5 (testo 2), gli identici 2.6 e 2.7, 3.1, 4.2, 4.3 (testo 2), 4.11, gli identici 4.1 (testo 2) e 4.0.1 (testo 2), 4.0.5 (testo 3), 5.6, 5.7 (testo 2), 6.1, 8.2, 10.60.
Nella seduta del 10 aprile, il Presidente Balboni ha dato conto della presentazione di tre nuovi emendmenti del Governo e due dei relatori, che sostanzialmente ampliano le deleghe al Governo in materia di riassetto normativo, nonché dei relativi subemendamenti, pubblicati in allegato al resoconto. È quindi proseguita la votazione degli emendamenti, con l'approvazione del 4.0.6 (testo 2) e dell'11.2.
Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nella seduta di mercoledì 16 alle 14.
Nelle convocazioni di questa settimana sono inoltre previsti lavori in sede consultiva nonché le seguenti ulteriori attività:
- Seguito dell'esame in sede referente del ddl costituzionale n.
1353 su ordinamento giurisdizionale e Corte disciplinare
e dell'abbinato ddl costituzionale n.
504, di argomento affine, presentato dalla senatrice Erika
Stefani (LSP) e altri, avviato il 29
gennaio con la relazione illustrativa del Presidente Balboni
(FdI).
La proposta di iniziativa governativa, approvata in prima deliberazione dalla Camera dei deputati il 16 gennaio scorso, introduce nell'ordinamento il principio della separazione delle carriere dei magistrati, modificando le disposizioni costituzionali sugli organi di autogoverno della categoria. Al posto dell'attuale collegio unico, si prevede quindi l'istituzione di due organi distinti: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica e competenti, per le rispettive carriere, in materia di assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, valutazioni di professionalità e conferimenti di funzioni. La giurisdizione disciplinare su tutti i magistrati viene invece attribuita a un'Alta corte appositamente istituita. Ai fini della composizione dei tre collegi, il criterio elettivo vigente per l'attuale CSM viene integrato con quello dell'estrazione a sorte, con l'obiettivo di ridurre l'incidenza delle correnti organizzate nell'autogoverno della magistratura. È inoltre previsto, entro un anno dall'entrata in vigore delle nuove disposizioni costituzionali, l'adeguamento delle leggi ordinarie che disciplinano il CSM, l'ordinamento giudiziario e la giurisdizione disciplinare. Il ddl n. 504, oltre ad analoghe norme sulla separazione delle carriere e sull'istituzione di due distinti organi di autogoverno, prevede la modifica dell'articolo 112 della Costituzione, con l'aggiunta, alla disposizione "Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale" delle parole "nei casi e nei modi previsti dalla legge". Ciò in quanto si ritiene opportuno consentire al legislatore di poter intervenire sugli indirizzi politicamente rilevanti dell'azione di contrasto della criminalità esercitata dalla magistratura requirente.
La procedura informativa, avviata il 20 febbraio, si è conclusa l'11 marzo. Sono stati pubblicati su internet i documenti acquisiti dai soggetti sentiti in audizione. Il 12 marzo la Commissione ha adottato, a maggioranza, il ddl n. 1353 come testo base della discussione. Nelle cinque sedute tra il 18 e il 25 marzo si svolta la discussione generale. Sono intervenuti i senatori Cataldi, Sabrina Licheri, Ada Lopreiato, Elisa Pirro, Felicia Gaudiano, Nave, Gisella Naturale, Ettore Licheri, Concetta Damante, Dolores Bevilacqua, Patuanelli, Alessandra Maiorino (M5S), Parrini, Bazoli, Valeria Valente, Anna Rossomando, Verini, Vincenza Rando, Giorgis (PD), Della Porta, De Priamo (FdI), Mariastella Gelmini (Cd'I), Zanettin (FI-BP), De Cristofaro (AVS), Scalfarotto, Musolino (IV) e Potenti (LSP). I senatori di IV hanno ricordato che il proprio Gruppo ha espresso alla Camera un voto di astensione, non essendo contrario al principio della separazione delle carriere ma giudicando negativamente l'introduzione del sorteggio e il mancato intervento sul principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, ritenuto inattuabile. Gli altri esponenti dell'opposizione hanno sostenuto che la separazione delle carriere rappresenta un passo verso il controllo governativo della magistratura requirente e il conseguente indebolimento dello Stato di diritto. I senatori della maggioranza hanno replicato che la separazione delle carriere non intacca ma rafforza l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e che le nuove norme sul sorteggio sono volte ad impedire le degenerazioni correntizie nella formazione degli organi di autogoverno. Il Presidente e relatore Balboni e il vice ministro per la giustizia Sisto, intervenuti in replica, hanno affermato che la seprarazione delle carriere rappresenta il completamento della riforma del processo penale attuata nel 1989, con il passaggio dal rito inquisitorio a quello accusatorio. Il 25 marzo sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati. Il 26 marzo, dopo le comunicazioni sugli emendamenti dichiarati improponibili o inammissibili, è stata avviata l'illustrazione degli emendamenti, proseguita nelle sedute del 1°, del 2 e del 3 aprile. Sono state complessivamente illustrate le proposte relative agli articoli 1, 2, 3 e parte di quelle afferenti all'articolo 4. - Seguito dell'esame dell'Atto del Governo n.
255, Schema di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
in materia di incidenti di sicurezza informatica, avviato il 2
aprile (antimeridiana), con la relazione della senatrice
Ternullo (FI-BP).
Il DPCM 14 aprile 2021, n. 81, disciplina la notifica all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, da parte dei soggetti inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, degli incidenti aventi impatto sulle reti, sui sistemi informativi e sui servizi informatici. L'atto sottoposto al parere modifica l'allegato A di tale decreto, per integrare la tassonomia degli incidenti soggetti a notifica, introducendo in particolare la fattispecie di accesso non autorizzato o con abuso dei privilegi concessi.