Nella seduta del 20 marzo l'Assemblea del Senato ha approvato in prima
lettura, con 85 voti favorevoli e 42 contrari, il ddl n.
1146, disposizioni e delega al Governo in materia di intelligenza
artificiale. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del
Parlamento.
Il disegno di legge, di iniziativa governativa, interviene in materia di
ricerca, sperimentazione, sviluppo, adozione e applicazione di sistemi e
di modelli di intelligenza artificiale, al fine di promuoverne un utilizzo
trasparente e responsabile, con garanzie di vigilanza sui rischi economici
e sociali, nonché sull'impatto delle nuove tecnologie sui diritti
fondamentali. Il ddl impegna lo Stato nella promozione dell'utilizzo
dell'intelligenza artificiale allo scopo di migliorare la produttività e
le funzioni organizzative delle attività economiche. È disciplinato anche
il suo impiego nelle piattaforme di e-procurement delle amministrazioni
pubbliche. Sono inoltre previste disposizioni in materia di informazione e
di riservatezza dei dati personali, nonché di sicurezza e difesa
nazionale.
L'esame in Commissione
Il disegno di legge è stato incardinato in sede referente nelle
Commissioni riunite 8a e 10a l'11
giugno 2024 con la relazione della senatrice Minasi (LSP) per la 10a
e del senatore Rosa (FdI) per l'8a. Il 13 giugno è stato deliberato un
ciclo di audizioni informali, svolto tra il 9 luglio e il 16 ottobre. Il
22 ottobre si è svolta la discussione generale e il 12 novembre sono stati
pubblicati gli emendamentigli
e ordini del giorno presentati, illustrati il 20 e il 27 novembre.
L'11 e 12 marzo sono stati presentati nuovi emendamenti, alcuni dei quali
dei relatori, e altri emendamenti sono stati riformulati o dichiarati
inammissibili.
Nelle sedute del 18
marzo e del 19
marzo (antimeridiana) sono state presentate le riformulazioni di
alcuni emendamenti e altri sono stati ritirati o dichiarati inammissibili,
in seguito all'espressione di parere contrario della 5a Commissione.
Quindi sono stati votati gli emendamenti, risultando approvati, tra gli
altri, l'8.0.1.
(testo 3 corretto), sul trattamento dei dati personali per finalità
di ricerca e sperimentazione anche tramite sistemi di intelligenza
artificiale e machine learning, il 6.4
(testo 2), che prevede l'obbligo di installare i sistemi di
intelligenza artificiale destinati all'uso in ambito pubblico su server
ubicati nel terrirorio nazionale, al fine di garantire la sicurezza dei
dati sensibili dei cittadini, e il 25.100
dei relatori, che prevede la modifiica dell'articolo 2637 del codice
civile in tema di aggiotaggio, introducendo un aggravamento della pena se
il fatto è commesso mediante l'impiego di sistemi di intelligenza
artificiale. Nella seduta pomeridiana
del 19 marzo si è conclusa la votazione degli emendamenti, risultando
approvati, tra gli altri, gli identici 14.0.5
(testo 2) e 14.0.6,
che aggiungono l'articolo 14-bis, in cui sono definiti i principi e i
criteri direttivi della delega al Governo in materia di dati, algoritmi e
metodi matematici per l'addestramento di sistemi di intelligenza
artificiale, oltre che il Tit.1
e la proposta di coordinamento Coord. 1. Sono stati inoltre accolti
dal Governo gli ordini del giorno G/1146/1/8e10 e G/1146/2/8e10. Quindi
le Commissioni riunite hanno conferito mandato ai relatori a riferire
all'Assemblea sul ddl in titolo come modificato nel corso dell'esame in
sede referente.
L'esame in Assemblea
Il 19
marzo il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dai
relatori. La relatrice Minasi ha sottolineato l'importanza della normativa
per la competitività e la sicurezza nazionale, soffermandosi sulle
modifiche apportate in sede referente, tra cui la riformulazione delle
definizioni per allinearle al regolamento UE e l'introduzione di nuove
norme su sanità, lavoro e giustizia. Tra le novità, il consenso
genitoriale per i minori di quattordici anni nell'uso dell'AI (articolo
4), il diritto all'informazione per i pazienti in ambito sanitario,
assicurando che resti un supporto ai medici (articolo 7), l'istituzione di
un osservatorio sull'adozione di sistemi di AI nel mondo del lavoro
(articolo 11) e una disciplina specifica per l'uso nei processi giudiziari
(articolo 14). Il relatore Rosa ha evidenziato il ruolo strategico
dell'Italia nella regolamentazione dell'AI, suddividendo gli articoli in
cinque settori chiave: strategia nazionale, autorità competenti, azioni di
promozione, deleghe al Governo e sanzioni. Tra le modifiche, l'istituzione
di una strategia nazionale (articolo 17), il rafforzamento del ruolo delle
autorità di vigilanza (articolo 18) e investimenti fino a un miliardo di
euro per le imprese AI (articolo 21). Novità anche su diritto d'autore
(articolo 23) e codice penale (articolo 24), con l'introduzione di
aggravanti per reati commessi tramite AI.
Sono intervenuti in discussione generale i senatori Susanna Camusso,
Nicita, Beatrice Lorenzin (PD), Dafne Musolino (IV), Licia Ronzulli
(FI-BP), Mazzella (M5S), Elena Murelli (LSP) e De Priamo (FdI). Il PD ha
criticato la mancanza di strumenti concreti e di investimenti adeguati,
senza i quali l'Europa rischia di restare indietro rispetto a Stati Uniti
e Cina: il provvedimento è troppo frammentato per sfruttare appieno il
potenziale dell'AI. IV ha denunciato la fretta con cui è stato presentato
il testo, esprimendo preoccupazioni specifiche su sanità e professioni
legali. M5S ha manifestato perplessità e preoccupazioni per la perdita di
controllo umano, auspicando maggiori tutele per i lavoratori, la privacy e
il diritto d'autore. I senatori di maggioranza hanno sostenuto con
convinzione il ddl in quanto opportunità per l'Italia di emergere come
leader nella regolamentazione del settore. FI-BP ha sottolineato
l'importanza di garantire etica, trasparenza e inclusione, senza frenare
l'innovazione. LSP ha richiamato il ruolo dello Stato nella supervisione
dell'AI, promuovendo la competitività e la protezione dei diritti, con un
focus su etica, ricerca e formazione. FdI ha ribadito l'importanza di una
visione antropocentrica, apprezzando l'approccio del Governo, che
garantisce un bilanciamento tra regolamentazione e innovazione, avvertendo
contro il rischio di elevare gli algoritmi a "religione".
Il 20
marzo si è svolto l'esame dell'articolato. È risultato approvato
l'emendamento 8.301,
Sigismondi (FdI), che consente il trattamento dei dati per studi e
ricerche su gesti atletici e prestazioni sportive, garantendo il rispetto
della legge e dei diritti economici di chi organizza le competizioni. Sono
stati poi accolti, in testi riformulati, gli ordini del giorno G4.300,
Mazzella (M5S) e altri (in merito all'opportunità di promuovere una
campagna informativa sull'intelligenza artificiale, evidenziandone
implicazioni etiche e tecnologiche) e G8-bis.300,
Basso (PD) e altri (sull'opportunità di istituire un osservatorio sui
diritti umani digitali per monitorare l'impatto dell'AI e tutelare i dati
personali). In tema di giustizia e di autonomia delle decisioni
giudiziarie, il Governo ha accolto gli ordini del giorno G14.300,
Basso (PD) e altri, e G14.301,
Lopreiato (M5S) e altri. È stato altresì accolto l'ordine del giorno G22.330
(testo 2), Murelli (LSP), che impegna il Governo a valutare
l'inserimento del diritto della proprietà intellettuale nei corsi STEM e
ITS Academy, garantendo fondi per docenti e attuazione.
Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i senatori
Salvitti (Cd'I), che ha sottolineato l'importanza degli investimenti in AI
per settori come lavoro, sanità e sicurezza, distinguendo tra
regolamentazione e strategie economiche; Rosso (FI-BP), che ha sostenuto
la necessità di regolamentazione per garantire innovazione responsabile e
tutela dei diritti, rilevando problemi come fake news, sicurezza
informatica e impatto sull'occupazione; Potenti (LSP), che ha posto
l'accento sull'importanza di garantire la sovranità tecnologica nazionale,
con un focus sull'utilizzo sicuro dei dati e sul ruolo strategico della
cybersicurezza; Zaffini (FdI), che ha richiamato l'importanza storica di
regolamentare l'AI, evidenziando i benefici che potrà portare in settori
come la sanità, dalla diagnostica all'ottimizzazione delle risorse. I
senatori Aurora Floridia (Aut), Silvia Fregolent (IV), Magni (AVS), Nave
(M5S) e Basso (PD) hanno dichiarato voto contrario. Aut e IV hanno
accusato il Governo di immobilismo, contrariamente ad altri Paesi che
investono massicciamente nel settore: Aut ha evidenziato il rischio di
manipolazione, disuguaglianze e controllo sociale senza adeguate
regolamentazioni; IV ha chiesto un confronto serio su temi cruciali come
energia e tutela dei lavoratori. AVS ha enfatizzato la necessità di
un'agenzia indipendente per la tutela dei dati sensibili e denunciato
l'assenza di coinvolgimento delle parti sociali nella regolamentazione
dell'AI. M5S ha rilevato problemi strutturali, come la mancanza di
proprietà italiana delle infrastrutture di rete e la dipendenza da server
stranieri per i dati sensibili, denunciando altresì il mancato intervento
sul diritto d'autore. Il PD ha criticato il provvedimento perché
disomogeneo, senza una visione a lungo termine e incapace di restituire
all'Italia un ruolo strategico nel contesto internazionale, proponendo la
creazione di un'autorità per l'intelligenza artificiale.