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24 marzo 2025 | Numero 93
Cultura

Approvato definitivamente il ddl istitutivo di un fondo per i viaggi nella memoria nei campi nazisti

viaggi nella memoria nei campi nazisti

Nella seduta del 19 marzo l'Assemblea del Senato ha approvato all'unanimità, con 144 voti favorevoli, il ddl n. 347-B sui viaggi nella memoria nei campi nazisti, già approvato in prima lettura il 18 gennaio 2023 e modificato dalla Camera dei deputati il 27 febbraio 2025.

La proposta, di iniziativa della senatrice Pirovano (LSP), modifica la legge 20 luglio 2000 n. 211 sull'istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, al fine di prevedere un fondo di 6 milioni di euro per l'organizzazione di viaggi nella memoria nei campi medesimi da parte delle scuole secondarie di secondo grado. La Camera è intervenuta con modifiche circoscritte alle disposizioni di carattere finanziario, aggiornando il periodo di riferimento per la dotazione del fondo, inizialmente compreso tra gli anni 2023 e 2025, al triennio 2025-2027, per un totale di 2 milioni di euro annui.

L'esame in Commissione

La discussione in sede redigente del ddl n. 347-B è stata avviata in 7a Commissione nella seduta dell'11 marzo, con la relazione del senatore Romeo (LSP), che ha illustrato il testo risultate dalle modifiche dell'altro ramo del Parlamento. Quindi, dopo un breve intervento della senatrice D'Elia (PD) sull'ordine dei lavori, la Commissione ha convenuto di fissare il termine per la presentazione di emendamenti ed ordini del giorno alle 16,30 del giorno stesso. Nella seduta del 12 marzo, in assenza di emendamenti e ordini del giorno presentati, la Commissione ha conferito all'unanimità mandato al relatore Romeo a riferire favorevolmente all'Assemblea sul ddl in titolo, nel testo modificato dalla Camera.

L'esame in Assemblea

Il 19 marzo il relatore Romeo ha illustrato il testo all'Assemblea, ricordando che il provvedimento, dopo aver ottenuto l'unanimità in entrambe le Camere, è tornato in Senato in terza lettura per una modifica finanziaria. Hanno dichiarato voto favorevole le sen. Sbrollini (IV), Gelmini (Cd'I), Ternullo (FI-BP), Barbara Floridia (M5S), Pirovano (LSP), Rando (PD) e il sen. Berrino (FdI).

Cultura

Approvato il ddl sulla redazione della "mappa della Memoria". Il testo passa alla Camera

redazione della mappa della Memoria

Nella seduta del 19 marzo l'Assemblea del Senato ha approvato all'unanimità, con 137 voti favorevoli, il disegno di legge n. 507, recante disposizioni sulla redazione della "mappa della Memoria" per la conoscenza dei campi di prigionia in Italia, nonché sulla promozione dei "viaggi nella storia e nella Memoria" presso i campi medesimi. Il testo passa all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

L'iniziativa, a prima firma del sen. Verducci (PD), intende promuovere la realizzazione di ricerche storiche, documentali e archivistiche, di manifestazioni, convegni, mostre, pubblicazioni e percorsi di visita come "viaggi nella storia e nella memoria" al fine di favorire la diffusione della conoscenza, in particolare tra le nuove generazioni, della storia dei campi di prigionia, internamento e concentramento in Italia, utilizzati sistematicamente nelle due guerre mondiali e in particolare dal regime fascista al fine di detenere i soldati nemici e le categorie di persone ritenute pericolose per la sicurezza nazionale come gli oppositori politici. Per il finanziamento di viaggi educativi destinati agli studenti è previsto un fondo di 1,5 milioni di euro per il 2025.

L'esame in Commissione

La discussione del disegno di legge in sede redigente è stata avviata in 7a Commissione il 4 ottobre 2023, con la relazione illustrativa della senatrice D'Elia (PD). Alla scadenza del termine, il 24 ottobre 2023, non sono stati presentanti né ordini del giorno né emendamenti al testo. Nella seduta del 12 febbraio 2025 il Presidente Marti (LSP) ha reso conto del parere non ostativo, condizionato ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, espresso dalla Commissione bilancio sul ddl in esame. Quindi la relatrice D'Elia ha presentato gli emendamenti 1.1, 2.1 e 3.1, volti a recepire le condizioni poste, che sono risultati tutti approvati all'unanimità. Sono stati quindi approvati, sempre all'unanimità, gli articoli 1, 2 e 3 del disegno di legge, così come modificati, ed è stato conferito il mandato alla relatrice a riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento, come risultante dalle modifiche approvate.

L'esame in Assemblea

Il ddl è stato illustrato all'Assemblea il 19 marzo dalla senatrice D'Elia. Approvato l'articolato, nelle dichiarazioni finali sono intervenuti i sen. Daniela Sbrollini (IV), Guidi (Cd'I), De Cristofaro (Misto-AVS), Paroli (FI-BP), Vincenza Aloisio (M5S), Bergesio (LSP), Verducci (PD) e Ester Mieli (FdI).

Giovani e sport

Approvato definitivamente il ddl sulla pratica sportiva nelle scuole e l'istituzione dei nuovi giochi della gioventù

pratica sportiva nelle scuole

Nella seduta del 19 marzo l'Assemblea ha approvato in via definitiva, all'unanimità (140 voti favorevoli), il ddl n. 403-B sulla promozione della pratica sportiva nelle scuole e istituzione dei nuovi giochi della gioventù, già approvato in prima lettura dal Senato il 20 settembre 2023 e modificato dalla Camera il 12 febbraio 2025.

Obiettivo della proposta, a firma del senatore Romeo (LSP) ed altri, è introdurre un nuovo approccio allo sport nelle scuole, consentendo effettivamente ai giovani di accedere alle diverse discipline in base alle proprie attitudini all'interno degli istituti scolastici e sollevando le famiglie da ostacoli di ordine economico e sociale. Tra le modifiche apportate dall'altro ramo del Parlamento figurano, all'articolo 2, l'istituzione sperimentale dei giochi della gioventù per gli anni scolastici 2024-2026, e all'articolo 6 quelle relative alle autorizzazioni di spesa, aggiornate agli anni 2025 e 2026, quantificate in un milione di euro per l'anno corrente (in luogo dei 6,03 previsti dal Senato) e 10,3 milioni per il 2026.

L'esame in Commissione

Nella seduta antimeridiana del 26 febbraio, il disegno di legge è stato incardinato in sede redigente nella 7a Commissione, con la relazione del Presidente relatore Marti (LSP), che ha illustrato il testo risultante dalle modifiche apportate dalla Camera. Nella seduta pomeridiana sono stati considerati illustrati i 2 emendamenti presentati alla scadenza del termine, fissato per il giorno stesso. La Commissione ha quindi esaminato e approvato all'unanimità gli articoli 2, 3 e 6, modificati dalla Camera, dopo aver respinto gli emendamenti ad essi correlati. In assenza di iscritti a parlare in dichiarazione di voto, è stato quindi conferito all'unanimità il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge, nel testo approvato dalla Camera.

L'esame in Assemblea

Il 19 marzo il relatore Marti ha illustrato il ddl all'Assemblea, soffermandosi sulle modifiche al testo apportate dalla Camera. Il Ministro per lo sport e i giovani Abodi ha ribadito il valore educativo dello sport nella scuola; ha evidenziato la necessità di migliorare palestre, programmi didattici e accessibilità, con più ore di educazione fisica e maggiore collaborazione tra scuole e realtà sportive territoriali. Ha ribadito l'impegno del Governo e del Parlamento nel promuovere lo sport come elemento culturale e sociale, auspicando un voto unanime. Hanno annunciato voto favorevole i sen. Daniela Sbrollini (IV), Giusy Versace (Cd'I), Magni (Misto-AVS), Galliani (FI-BP), Pirondini (M5S), Romeo (LSP), Cecilia D'Elia (PD) e Marcheschi (FdI). Tutti gli oratori hanno richiamato l'importanza dello sport come strumento educativo, di inclusione sociale e di prevenzione contro problemi come l'obesità e il disagio giovanile e sottolineano la necessità di investire maggiormente nelle infrastrutture scolastiche, in particolare nelle palestre, e di garantire pari opportunità su tutto il territorio.

Innovazione tecnologica

Approvata la delega al Governo in materia di intelligenza artificiale. Il testo passa alla Camera

delega al Governo in materia di intelligenza artificiale

Nella seduta del 20 marzo l'Assemblea del Senato ha approvato in prima lettura, con 85 voti favorevoli e 42 contrari, il ddl n. 1146, disposizioni e delega al Governo in materia di intelligenza artificiale. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

Il disegno di legge, di iniziativa governativa, interviene in materia di ricerca, sperimentazione, sviluppo, adozione e applicazione di sistemi e di modelli di intelligenza artificiale, al fine di promuoverne un utilizzo trasparente e responsabile, con garanzie di vigilanza sui rischi economici e sociali, nonché sull'impatto delle nuove tecnologie sui diritti fondamentali. Il ddl impegna lo Stato nella promozione dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale allo scopo di migliorare la produttività e le funzioni organizzative delle attività economiche. È disciplinato anche il suo impiego nelle piattaforme di e-procurement delle amministrazioni pubbliche. Sono inoltre previste disposizioni in materia di informazione e di riservatezza dei dati personali, nonché di sicurezza e difesa nazionale.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato in sede referente nelle Commissioni riunite 8a e 10a l'11 giugno 2024 con la relazione della senatrice Minasi (LSP) per la 10a e del senatore Rosa (FdI) per l'8a. Il 13 giugno è stato deliberato un ciclo di audizioni informali, svolto tra il 9 luglio e il 16 ottobre. Il 22 ottobre si è svolta la discussione generale e il 12 novembre sono stati pubblicati gli emendamentigli e ordini del giorno presentati, illustrati il 20 e il 27 novembre. L'11 e 12 marzo sono stati presentati nuovi emendamenti, alcuni dei quali dei relatori, e altri emendamenti sono stati riformulati o dichiarati inammissibili.
Nelle sedute del 18 marzo e del 19 marzo (antimeridiana) sono state presentate le riformulazioni di alcuni emendamenti e altri sono stati ritirati o dichiarati inammissibili, in seguito all'espressione di parere contrario della 5a Commissione. Quindi sono stati votati gli emendamenti, risultando approvati, tra gli altri, l'8.0.1. (testo 3 corretto), sul trattamento dei dati personali per finalità di ricerca e sperimentazione anche tramite sistemi di intelligenza artificiale e machine learning, il 6.4 (testo 2), che prevede l'obbligo di installare i sistemi di intelligenza artificiale destinati all'uso in ambito pubblico su server ubicati nel terrirorio nazionale, al fine di garantire la sicurezza dei dati sensibili dei cittadini, e il 25.100 dei relatori, che prevede la modifiica dell'articolo 2637 del codice civile in tema di aggiotaggio, introducendo un aggravamento della pena se il fatto è commesso mediante l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale. Nella seduta pomeridiana del 19 marzo si è conclusa la votazione degli emendamenti, risultando approvati, tra gli altri, gli identici 14.0.5 (testo 2) e 14.0.6, che aggiungono l'articolo 14-bis, in cui sono definiti i principi e i criteri direttivi della delega al Governo in materia di dati, algoritmi e metodi matematici per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale, oltre che il Tit.1 e la proposta di coordinamento Coord. 1. Sono stati inoltre accolti dal Governo gli ordini del giorno G/1146/1/8e10 e G/1146/2/8e10. Quindi le Commissioni riunite hanno conferito mandato ai relatori a riferire all'Assemblea sul ddl in titolo come modificato nel corso dell'esame in sede referente.

L'esame in Assemblea

Il 19 marzo il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dai relatori. La relatrice Minasi ha sottolineato l'importanza della normativa per la competitività e la sicurezza nazionale, soffermandosi sulle modifiche apportate in sede referente, tra cui la riformulazione delle definizioni per allinearle al regolamento UE e l'introduzione di nuove norme su sanità, lavoro e giustizia. Tra le novità, il consenso genitoriale per i minori di quattordici anni nell'uso dell'AI (articolo 4), il diritto all'informazione per i pazienti in ambito sanitario, assicurando che resti un supporto ai medici (articolo 7), l'istituzione di un osservatorio sull'adozione di sistemi di AI nel mondo del lavoro (articolo 11) e una disciplina specifica per l'uso nei processi giudiziari (articolo 14). Il relatore Rosa ha evidenziato il ruolo strategico dell'Italia nella regolamentazione dell'AI, suddividendo gli articoli in cinque settori chiave: strategia nazionale, autorità competenti, azioni di promozione, deleghe al Governo e sanzioni. Tra le modifiche, l'istituzione di una strategia nazionale (articolo 17), il rafforzamento del ruolo delle autorità di vigilanza (articolo 18) e investimenti fino a un miliardo di euro per le imprese AI (articolo 21). Novità anche su diritto d'autore (articolo 23) e codice penale (articolo 24), con l'introduzione di aggravanti per reati commessi tramite AI.
Sono intervenuti in discussione generale i senatori Susanna Camusso, Nicita, Beatrice Lorenzin (PD), Dafne Musolino (IV), Licia Ronzulli (FI-BP), Mazzella (M5S), Elena Murelli (LSP) e De Priamo (FdI). Il PD ha criticato la mancanza di strumenti concreti e di investimenti adeguati, senza i quali l'Europa rischia di restare indietro rispetto a Stati Uniti e Cina: il provvedimento è troppo frammentato per sfruttare appieno il potenziale dell'AI. IV ha denunciato la fretta con cui è stato presentato il testo, esprimendo preoccupazioni specifiche su sanità e professioni legali. M5S ha manifestato perplessità e preoccupazioni per la perdita di controllo umano, auspicando maggiori tutele per i lavoratori, la privacy e il diritto d'autore. I senatori di maggioranza hanno sostenuto con convinzione il ddl in quanto opportunità per l'Italia di emergere come leader nella regolamentazione del settore. FI-BP ha sottolineato l'importanza di garantire etica, trasparenza e inclusione, senza frenare l'innovazione. LSP ha richiamato il ruolo dello Stato nella supervisione dell'AI, promuovendo la competitività e la protezione dei diritti, con un focus su etica, ricerca e formazione. FdI ha ribadito l'importanza di una visione antropocentrica, apprezzando l'approccio del Governo, che garantisce un bilanciamento tra regolamentazione e innovazione, avvertendo contro il rischio di elevare gli algoritmi a "religione".

Il 20 marzo si è svolto l'esame dell'articolato. È risultato approvato l'emendamento 8.301, Sigismondi (FdI), che consente il trattamento dei dati per studi e ricerche su gesti atletici e prestazioni sportive, garantendo il rispetto della legge e dei diritti economici di chi organizza le competizioni. Sono stati poi accolti, in testi riformulati, gli ordini del giorno G4.300, Mazzella (M5S) e altri (in merito all'opportunità di promuovere una campagna informativa sull'intelligenza artificiale, evidenziandone implicazioni etiche e tecnologiche) e G8-bis.300, Basso (PD) e altri (sull'opportunità di istituire un osservatorio sui diritti umani digitali per monitorare l'impatto dell'AI e tutelare i dati personali). In tema di giustizia e di autonomia delle decisioni giudiziarie, il Governo ha accolto gli ordini del giorno G14.300, Basso (PD) e altri, e G14.301, Lopreiato (M5S) e altri. È stato altresì accolto l'ordine del giorno G22.330 (testo 2), Murelli (LSP), che impegna il Governo a valutare l'inserimento del diritto della proprietà intellettuale nei corsi STEM e ITS Academy, garantendo fondi per docenti e attuazione.
Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i senatori Salvitti (Cd'I), che ha sottolineato l'importanza degli investimenti in AI per settori come lavoro, sanità e sicurezza, distinguendo tra regolamentazione e strategie economiche; Rosso (FI-BP), che ha sostenuto la necessità di regolamentazione per garantire innovazione responsabile e tutela dei diritti, rilevando problemi come fake news, sicurezza informatica e impatto sull'occupazione; Potenti (LSP), che ha posto l'accento sull'importanza di garantire la sovranità tecnologica nazionale, con un focus sull'utilizzo sicuro dei dati e sul ruolo strategico della cybersicurezza; Zaffini (FdI), che ha richiamato l'importanza storica di regolamentare l'AI, evidenziando i benefici che potrà portare in settori come la sanità, dalla diagnostica all'ottimizzazione delle risorse. I senatori Aurora Floridia (Aut), Silvia Fregolent (IV), Magni (AVS), Nave (M5S) e Basso (PD) hanno dichiarato voto contrario. Aut e IV hanno accusato il Governo di immobilismo, contrariamente ad altri Paesi che investono massicciamente nel settore: Aut ha evidenziato il rischio di manipolazione, disuguaglianze e controllo sociale senza adeguate regolamentazioni; IV ha chiesto un confronto serio su temi cruciali come energia e tutela dei lavoratori. AVS ha enfatizzato la necessità di un'agenzia indipendente per la tutela dei dati sensibili e denunciato l'assenza di coinvolgimento delle parti sociali nella regolamentazione dell'AI. M5S ha rilevato problemi strutturali, come la mancanza di proprietà italiana delle infrastrutture di rete e la dipendenza da server stranieri per i dati sensibili, denunciando altresì il mancato intervento sul diritto d'autore. Il PD ha criticato il provvedimento perché disomogeneo, senza una visione a lungo termine e incapace di restituire all'Italia un ruolo strategico nel contesto internazionale, proponendo la creazione di un'autorità per l'intelligenza artificiale.