Mercoledì 9 Luglio 2025 - 326ª Seduta pubblica
(La seduta ha inizio alle ore 09:33)
L'Assemblea ha approvato il ddl n. 1055 recante legge quadro in materia di interporti, già approvato dalla Camera dei deputati. Essendo stato modificato, il testo torna all'altro ramo del Parlamento per l'approvazione definitiva.
Il relatore, sen. Sigismondi (FdI), ha illustrato il provvedimento, modificato in sede redigente, che introduce una disciplina quadro che sostituisce la legge n. 240 del 1990. Il testo, composto di 8 articoli, definisce l'interporto come infrastruttura strategica di interesse nazionale e istituisce un comitato nazionale per l'intermodalità con funzioni consultive; il Ministro delle infrastrutture effettuerà la ricognizione degli interporti esistenti e approverà un piano generale per l'intermodalità; i gestori operano in regime privatistico, con possibilità di acquisire la proprietà delle aree. Il numero massimo di interporti sarà 30, con priorità ai progetti più rilevanti. Tra le modifiche apportate dall'8a Commissione è stata aggiunta la definizione di soggetti gestori dell'interporto; è stata eliminata la previsione dell'aggiornamento triennale dell'elenco dei soggetti gestori; è stato aumentato lo stanziamento finanziario previsto per i progetti di realizzazione e sviluppo degli interporti e si è introdotta la possibilità per i gestori delle infrastrutture ferroviarie di adeguare a proprie spese le connessioni di ultimo miglio.
Approvato l'articolato, nelle dichiarazioni finali i sen. Salvitti (Cd'I), Rosso (FI-BP), Clotilde Minasi (LSP) e Rosa (FdI) hanno annunciato voto favorevole, plaudendo a un testo essenziale che colma anni di mancata pianificazione e supporta l'Italia come nodo logistico europeo. Cd'I ha evidenziato l'importanza di fornire certezze agli investitori, sia pubblici che privati, per rafforzare una rete nazionale efficiente; secondo FI-BP il nuovo piano strategico potrà ridurre i costi logistici e favorire lo sviluppo economico; LSP ha respinto le critiche di superficialità: il provvedimento modernizza il settore con criteri oggettivi, sostenibilità, governance efficiente e rigore nella spesa pubblica; FdI ha difeso una legge che semplifica norme obsolete, garantisce controllo pubblico e promuove l'intermodalità, riducendo l'impatto ambientale: il testo è in linea con gli obiettivi del PNRR e della Commissione europea per il trasferimento del traffico merci dalla gomma al ferro. I sen. Silvia Fregolent (IV), Magni (Misto-AVS), Gabriella Di Girolamo (M5S) e Basso (PD) hanno dichiarato voto contrario, definendo il provvedimento un'occasione mancata, privo di visione strategica, risorse e attenzione al lavoro. IV ha denunciato l'assenza di integrazione tra porti, ferrovie e autostrade, l'occasione persa con i fondi del PNRR e il mancato ascolto delle opposizioni; AVS ha condannato l'assenza di tutele per i lavoratori del settore, spesso sfruttati, sottolineando la necessità di politiche pubbliche che mettano al centro le persone e il lavoro dignitoso; M5S ha rilevato le gravi lacune ambientali, giuridiche e gestionali del provvedimento, contestando l'uso di fondi destinati alla mobilità sostenibile per coprire carenze di bilancio; il PD ha lamentato l'assenza di investimenti in digitalizzazione, sostenibilità ambientale e qualità occupazionale, deplorando l'uniformità normativa che ignora le specificità territoriali e l'apertura a privatizzazioni opache senza garanzie pubbliche.
L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl costituzionale n. 1353 recante norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare, approvato in prima deliberazione dalla Camera dei deputati.
Il ddl costituzionale, di iniziativa governativa, interviene sulla seconda parte della Costituzione e si compone di 8 articoli, che introducono modifiche agli articoli 87, 102, 104 e seguenti. (v. comunicato n. 321).
Nella seduta di ieri è iniziata la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 3, che è proseguita nella giornata odierna con il respingimento di tutte le proposte votate. I sen. di opposizione intervenuti (PD, M5S, AVS) hanno messo in discussione il vero scopo della riforma, sospettata di finalità punitive o di vendetta politica, sottolineando una volta di più lo scollamento tra la norma e i problemi reali della giustizia (tempi lunghi, carenze di personale, edilizia penitenziaria), invocando un dialogo e un confronto serio e condiviso per una riorganizzazione del sistema giudiziario. In tale ottica, il sen. Magni (AVS) ha rivendicato l'utilizzo dello strumento ostruzionistico di fronte a una maggioranza sorda. Il sen. Pera (FdI) ha difeso la proposta di introdurre un coordinamento nazionale delle procure, contestando l'accusa di voler instaurare un controllo politico sui pm, ma ribadendo la necessità di una responsabilità chiara nella politica criminale. La sen. Fregolent (IV) ha avvertito sui rischi comunicativi del referendum.
La Conferenza dei Capigruppo ha approvato l'integrazione del calendario corrente con un'informativa del Ministro per la famiglia sulle misure di prevenzione e contrasto dei femminicidi in età adolescenziale (giovedì 24 luglio) e il nuovo calendario dei lavori fino all'8 gennaio 2026. Dopo la pausa estiva, si svolgeranno: ratifiche di accordi internazionali, ddl sulla partecipazione italiana a banche e fondi multilaterali di sviluppo e di modifica dell'intesa con la Tavola valdese (10-11 settembre); ddl su deleghe al Governo sull'intelligenza artificiale e sulla retribuzione dei lavoratori, nonché norme in materia di responsabilità degli avvocati (16-18 settembre); legge annuale sulle pmi, ddl su modifiche al codice civile in materia di successioni e produzione del pane (23-25 settembre); ddl su sanzioni a tutela dei prodotti alimentari italiani, funzioni della Corte dei conti e rappresentanza di interessi (30 settembre-2 ottobre); Documento programmatico di finanza pubblica e ddl su alunni con alto potenziale cognitivo e conflitto di interesse in Commissione antimafia (7-9 ottobre); ddl sull'elezione del sindaco al primo turno, prevenzione dell'obesità e introduzione dell'educazione sentimentale e affettiva nelle scuole (14-16 ottobre); ddl sulla protezione della fauna selvatica omeoterma e comunicazioni del Presidente sul ddl di bilancio, ove presentato in tempo utile (21-23 ottobre); bilancio di previsione dello Stato (20-21 novembre, con eventuale proseguimento nella settimana 24-27); ddl su disposizioni in materia di accesso alla docenza universitaria e su contrasto dell'istigazione all'odio e alla discriminazione di genere (10-11 dicembre); ddl su rigenerazione urbana e riduzione dello spreco alimentare (16-18 dicembre); eventuale seconda lettura del ddl di bilancio (22-23 dicembre); ratifiche di accordi internazionali e ddl su ingresso e soggiorno dello straniero per motivi di lavoro (7-8 gennaio). Il calendario dal 27 ottobre fino al 21 novembre sarà riservato ai lavori delle Commissioni per il ddl di bilancio, ma l'Assemblea potrà comunque riunirsi, così come nella settimana dal 1° al 5 dicembre, tendenzialmente riservata alle Commissioni. Il calendario potrà comunque essere modificato o integrato.
I sen. Patuanelli (M5S), Boccia (PD), De Cristofaro (AVS) e Raffaella Paita (IV) hanno ribadito la richiesta di un'informativa del Ministro della giustizia.
In apertura di seduta, come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, la Vice Presidente Ronzulli ha ricordato le vittime degli incidenti sul lavoro, riportate dagli organi di stampa nel periodo dal 1° al 7 luglio, invitando l'Assemblea a osservare un minuto di raccoglimento.
(La seduta è terminata alle ore 20:39 )





