Mercoledì 17 dicembre 2025 - 371ª Seduta pubblica
A conclusione della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre 2025, l'Assemblea ha approvato la proposta di risoluzione n. 1 di maggioranza, che impegna il Governo a sostenere una pace giusta per l'Ucraina, coordinata con UE e USA; ribadisce la tutela degli interessi italiani in UE (bilancio equo, difesa e sicurezza, agricoltura, coesione, gestione dei flussi migratori e rafforzamento della competitività europea).
Questa mattina il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha consegnato il testo delle comunicazioni rese alla Camera. Nella discussione, il sen. Monti (Misto) ha criticato la forte vicinanza politica del Governo italiano al Presidente Trump, ritenendo che favorisca una strategia americana volta a indebolire l'Unione europea; il sen. Terzi Di Sant'Agata (FdI) ha ribadito la necessità di unità europea e transatlantica contro l'aggressione russa, denunciando crimini, disinformazione e guerra ibrida di Mosca; il sen. Bergesio (LSP) ha difeso con forza la Politica agricola comune, respingendo l'ipotesi di assorbirla in un fondo unico europeo; il sen. Gasparri (FI-BP) ha enfatizzato i risultati del Governo (spread, occupazione, uscita dalla procedura d'infrazione) e chiesto un'Europa guidata da leader politici legittimati dai cittadini; la sen. Pellegrino (FdI) ha vantato un centrodestra compatto, rivendicando il protagonismo diplomatico di Meloni, il suo ruolo nei negoziati globali e la forza di un'identità italiana ed europea salda e non subalterna; il sen. Lorefice (M5S) ha denunciato l'aumento delle spese militari a scapito di sanità e welfare e chiesto chiarezza su migrazioni secondarie e accordi europei; il sen. Barcaiuolo (FdI) ha sottolineato il ruolo centrale dell'Italia nel Mediterraneo e in Medio Oriente, il dialogo con il mondo arabo e una linea equilibrata su Gaza e Israele, difendendo la coerenza della posizione italiana su Ucraina e diritto internazionale; il sen. Garavaglia (LSP) ha criticato duramente il green deal ideologico, denunciando i danni prodotti a settori strategici (auto, energia) e il costo dell'energia troppo elevato rispetto a Cina e USA; il sen. Nicita (PD) ha invitato la Premier a scegliere senza ambiguità la sponda europea, superando nazionalismi, veti e timidezze su asset russi, digitale e guerra ibrida; il sen. Renzi (IV) ha accusato Meloni di mentire su pensioni, accise, tasse e università, denunciando l'aumento della pressione fiscale e il peggioramento delle condizioni sociali, chiedendo un confronto serio sui veri nodi europei; il sen. Matera (FdI) ha sostenuto una pace basata su garanzie concrete per Kiev, escludendo l'invio di truppe italiane ma non il sostegno politico e finanziario; la sen. Gelmini (Cd'I) ha elogiato il pragmatismo della Premier, difendendo la scelta di tenere saldo il ponte tra Europa e Stati Uniti, entrambi attori fondamentali per pace e sicurezza per l'Ucraina; la sen. Ronzulli (FI-BP) ha difeso la linea dura su terrorismo, antisemitismo e confini, rivendicando il modello Albania e il cambio di rotta europeo sull'immigrazione; il sen. Marton (M5S) ha giudicato inefficace e costoso l'accordo sui migranti con l'Albania e denunciato l'aumento massiccio della spesa militare a scapito di sanità, scuola, pensioni e welfare; la sen. Pucciarelli (LSP) ha criticato l'UE per una diplomazia reattiva e poco incisiva su Ucraina e Medio Oriente, mettendo in guardia sull'uso degli asset russi congelati per i rischi legali e finanziari sugli Stati membri; la sen. Malpezzi (PD) ha sollecitato una posizione più coraggiosa sull'uso degli asset russi come strumento di deterrenza e difesa europea, ribadendo che la sicurezza dell'Ucraina coincide con quella dell'Europa; il sen. Malan (FdI) ha richiamato i risultati economici ottenuti dal Governo e difeso la linea prudente su Ucraina e Medio Oriente: sostegno a Kiev senza escalation, appoggio ai processi di pace favoriti anche dall'azione di Trump e contributo italiano alla de-escalation a Gaza.
In replica, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicando in primis una legge di bilancio prudente e credibile per recuperare affidabilità internazionale; ha smentito la contrapposizione sanità-difesa, ricordando l'aumento record del Fondo sanitario e accusando le opposizioni di incoerenza sulle spese militari; ha difeso l'autorevolezza italiana sui dossier esteri (asset russi), chiarendo la volontà di evitare decisioni giuridicamente fragili che favorirebbero la Russia. Sulla sicurezza europea, ha sostenuto che il disimpegno USA è un'occasione storica per rafforzare l'autonomia strategica dell'Europa, rivendicando una posizione coerente da anni e non legata a Donald Trump. Il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Foti ha quindi espresso parere favorevole sulla proposta di risoluzione di maggioranza n. 1 e contrario sulle proposte n. 2 di AVS, n. 3 di M5S, n. 4 di IV, n. 5 del PD e n. 6 di Misto-Az. (v. allegato A del resoconto stenografico).
Hanno svolto dichiarazione di voto favorevole alla proposta di risoluzione di maggioranza i sen. Michaela Biancofiore (Cd'I), Stefania Craxi (FI-BP), Romeo (LSP) e Speranzon (FdI), che hanno riconosciuto al Governo Meloni leadership internazionale, capacità di mediazione e gestione prudente delle crisi globali, con un chiaro orientamento verso la pace, la sicurezza europea, il rafforzamento dei legami transatlantici e il rispetto del diritto internazionale. Cd'I ha apprezzato la gestione della migrazione e dei rimpatri; FI-BP ha posto l'accento sulla creazione di una difesa comune europea credibile, senza militarizzazione, rafforzando l'integrazione politica e tecnologica; LSP ha ribadito il ruolo dell'Italia come mediatore per la pace, preservando i valori occidentali e le identità culturali, criticando l'ideologizzazione europea; FdI ha rivendicato la coerenza del Governo nella politica estera e la revisione delle politiche green europee in chiave di neutralità tecnologica e crescita industriale. Il sen. Calenda (Az) ha denunciato l'assenza di una vera linea europea e accusato il Governo di incoerenza sul sostegno all'Ucraina, invocando l'unità europea come unica strada per difendere le democrazie liberali; la sen. Unterberger (Aut) ha criticato la mancanza di scelte nette su difesa comune, asset russi e integrazione europea, chiedendo una collocazione chiara dell'Italia, fondata su solidarietà e superamento dei veti; il sen. Renzi (IV) ha accusato il Governo di mascherare il crollo industriale e l'aumento del debito con narrazioni identitarie e denunciato incoerenze su bilancio, giovani e credibilità internazionale; il sen. De Cristofaro (AVS) ha contestato la subalternità del Governo italiano alla linea statunitense e criticato la deriva militarista europea, ritenuta estranea alla vocazione originaria dell'Unione; il sen. Patuanelli (M5S) ha richiamato l'emergenza umanitaria a Gaza, la crisi europea e la necessità di politiche industriali e climatiche equilibrate, deplorando la gestione del Governo su sostegno alle imprese e PAC; il sen. Alfieri (PD) ha evidenziato le tensioni interne alla maggioranza, sottolineando l'importanza di una posizione italiana chiara e coerente sui dossier internazionali, in particolare su Medio Oriente, allargamento europeo e sicurezza energetica.
Con un voto unanime, l'Assemblea ha approvato il Rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2024 ( doc. VIII, n. 5 ) e il Progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2025 ( doc. VIII, n. 6 ).
Il Presidente della Commissione bilancio, sen. Calandrini (FdI), ha riferito sui dati essenziali dei documenti, evidenziando la stabilità della spesa complessiva nonostante il contesto inflattivo: la dotazione finanziaria del Senato resta invariata dal 2012 a circa 505 milioni di euro, con una riduzione cumulata che ha raggiunto 302,4 milioni di euro rispetto ai livelli pre-crisi. Le spese di funzionamento registrano un'ulteriore diminuzione dello 0,66 per cento rispetto al 2024, mentre la spesa in conto capitale cresce moderatamente, passando da 6,3 a 6,8 milioni di euro, per sostenere investimenti in accessibilità, manutenzione straordinaria e valorizzazione del patrimonio. Nonostante la riduzione delle risorse e del personale di ruolo, il Senato ha continuato a garantire elevati standard qualitativi dei servizi.
Il sen. Questore Nastri (FdI) ha evidenziato che bilancio 2025 e rendiconto 2024 confermano una linea di sobrietà e responsabilità, con risparmi complessivi pari a 429 milioni di euro dal 2012. La dotazione stabile a 505 milioni ha consentito di assorbire l'inflazione senza ridurre i servizi, grazie anche a una gestione efficiente, alla puntualità nei pagamenti ai fornitori (28 giorni) e agli investimenti mirati in digitalizzazione e trasparenza. Il sen. Questore De Poli (Cd'I) ha richiamato il lavoro unanime del collegio dei Questori, ispirato al principio del buon andamento dell'amministrazione. Al contenimento della spesa si affiancano investimenti su accessibilità, sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica, inclusi cloud e intelligenza artificiale, che rafforzano l'efficienza complessiva dell'istituzione. Infine, il sen. Questore Meloni (PD) ha sottolineato che ai risparmi strutturali si accompagna una rinnovata attenzione alla qualità del lavoro di dipendenti, collaboratori e appaltatori, ribadendo il valore della modernizzazione come leva per migliorare trasparenza e qualità della democrazia.
Hanno svolto dichiarazione di voto favorevole i sen. Daniela Sbrollini (IV), Daniela Ternullo (FI-BP), Maria Domenica Castellone (M5S), Elena Testor (LSP), Beatrice Lorenzin (PD) e Maffoni (FdI).
In apertura di seduta il Presidente La Russa ha ricordato le 15 vittime dell'attacco terroristico antisemita di Bondi Beach a Sydney, avvenuto durante una festa ebraica: nell'esprimere la sincera vicinanza del Senato al popolo di Israele e alle comunità ebraiche nel mondo, il Presidente ha condannato la rinascita dell'antisemitismo, invitando l'Assemblea a un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime innocenti. Sono intervenuti per esprimere un'unanime condanna dell'attentato antisemita i sen. Giacobbe (PD), Lombardo (Az), Aurora Floridia (Aut), Raffaella Paita (IV), Mariastella Gelmini (Cd'I), De Cristofaro (AVS), Gasparri (FI-BP), Sabrina Licheri (M5S), Cantalamessa (LSP) e Terzi di Sant'Agata (FdI).
(La seduta è terminata alle ore 20:51 )