Assemblea - Comunicato di seduta (Resoconto sommario)

Mercoledì 10 dicembre 2025 - 368ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 10:03)

Con 92 voti a favore, 62 contrari e due astenuti, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo approvando il ddl n. 1706 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159, recante misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile. Il testo passa all'altro ramo del Parlamento.

La relatrice, sen. Mancini (FdI), ha riferito sul provvedimento, articolato in più ambiti organici e coordinati, sottolineando che esso rappresenta un cambio di paradigma nella cultura della sicurezza sul lavoro, orientato non solo al rafforzamento della deterrenza ma soprattutto alla prevenzione e alla responsabilizzazione di tutti gli attori coinvolti. Viene confermata una struttura che agisce su cinque assi principali: meccanismi premianti/penalizzanti per il rischio d'impresa, maggiore trasparenza negli appalti, formazione più puntuale, potenziamento della vigilanza anche tramite sistemi predittivi e cooperazione tra istituzioni e parti sociali. Si rafforza la tutela degli studenti nei percorsi scuola-lavoro, così come la programmazione pluriennale delle risorse INAIL per la prevenzione. La Commissione ha posticipato al 28 febbraio 2026 il termine per il nuovo accordo sui criteri di accreditamento dei soggetti formatori. Le modifiche intervengono altresì sull'articolazione della commissione consultiva permanente, sulla tracciabilità digitale della formazione e sull'obbligo di misure contro molestie e violenze. Ulteriori integrazioni puntano a rendere più trasparenti le procedure di reclutamento e a semplificare gli adempimenti attraverso il SID, contribuendo a una cultura della sicurezza moderna, integrata e condivisa.

Sono intervenuti in discussione generale i sen. Gisella Naturale, Elisa Pirro (M5S), Magni (AVS), Trevisi (FI-BP), Dreosto, Elena Murelli (LSP), Ylenia Zambito (PD) ed Elena Leonardi (FdI). I Gruppi di opposizione hanno criticato la mancanza di una strategia preventiva reale in un decreto ritenuto frettoloso, incompleto e incapace di affrontare i nodi strutturali della sicurezza sul lavoro, dagli appalti al settore agricolo alla precarietà. Hanno contestato l'uso dei fondi INAIL senza risorse aggiuntive e la debolezza del rafforzamento ispettivo: il provvedimento contiene solo misure parziali o simboliche, senza affrontare temi centrali come responsabilità di filiera, macchinari obsoleti, nuovi rischi e formazione davvero obbligatoria e qualificata. La maggioranza ha parlato di passaggio storico verso una sicurezza sul lavoro fondata su prevenzione avanzata, tecnologie digitali e sistemi predittivi, insistendo sul valore dell'innovazione, dall'intelligenza artificiale ai sistemi anticollisione, come strumenti in grado di ridurre concretamente i rischi, integrando controlli H24 e incentivando le imprese che investono in sicurezza. Il contributo della maggioranza ha reso il provvedimento più concreto e aderente ai settori a rischio, con misure su formazione tempestiva, tutela dell'agricoltura, cantieri e filiere complesse. In replica, la relatrice ha ribadito che il decreto contiene risorse concrete e programmate per un percorso serio sulla sicurezza sul lavoro, evidenziando che il tema non ha colore politico e richiede responsabilità condivisa.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento Ciriani ha quindi posto la questione di fiducia, a nome del Governo, sull'approvazione, senza emendamenti, dell'articolo unico del ddl di conversione, con modificazioni, del dl n. 159, nel testo proposto dalla Commissione. Hanno preso parte alla discussione sulla fiducia i sen. Elisa Pirro (M5S), Magni (AVS), Boccia (PD) e Annamaria Furlan (IV).

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato la fiducia i sen. Daniela Ternullo (FI-BP), che ha rivendicato il lavoro trasversale svolto e l'equilibrio tra rigore e sostegno, definendo il provvedimento un segnale di civiltà e una priorità nazionale; Clotilde Minasi (LSP), secondo cui il decreto rappresenta un cambio di passo; il Governo dà finalmente strumenti concreti per prevenire incidenti e tutelare lavoratori e volontari, segnando un punto di partenza serio dopo anni di immobilismo; Satta (FdI), che ha difeso il lavoro svolto in Commissione e rivendicato misure concrete, quali digitalizzazione, patente a crediti, potenziamento ispettivo, incentivi alle imprese virtuose, insistendo sul fatto che la sicurezza è un investimento e il decreto segna un avanzamento strutturale, superando la logica emergenziale. Hanno negato la fiducia i sen. Annamaria Furlan (IV), che ha accusato il Governo di aver respinto ogni proposta utile su appalti, formazione e tutela dei lavoratori più fragili: la maggioranza ha perso una grande occasione per dare una risposta seria e condivisa a un dramma nazionale; Magni (AVS), secondo cui il decreto non affronta le cause strutturali delle morti sul lavoro: mancano dati disaggregati, responsabilità chiare negli appalti, tutela per anziani e giovani precari, formazione adeguata e interventi contro sfruttamento e caporalato; Mazzella (M5S), che ha denunciato in particolare la mancata volontà dell'Esecutivo di introdurre il reato di omicidio sul lavoro, misura simbolicamente e concretamente decisiva, che segnerebbe un reale cambio di paradigma; Susanna Camusso (PD), secondo cui la maggioranza proclama prevenzione e formazione ma poi rifiuta controlli seri negli appalti: il Governo elude le responsabilità delle imprese e respinge perfino tutele elementari, come il riconoscimento delle coppie di fatto nelle prestazioni Inail, rivelando una coerenza ideologica più che un impegno vero contro la strage quotidiana sul lavoro.

(La seduta è terminata alle ore 18:16 )