Giovedì 30 ottobre 2025 - 361ª Seduta pubblica
L'Assemblea ha approvato definitivamente il ddl costituzionale n. 1353-B recante norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare.
La riforma modifica vari articoli della Costituzione, prevedendo la creazione di due distinti Consigli superiori della magistratura, rispettivamente per la carriera giudicante e per quella requirente, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. I membri dei Consigli saranno in parte sorteggiati tra magistrati e tra professori e avvocati di lunga esperienza, per garantire equilibrio e imparzialità. L'Alta corte disciplinare, composta da 15 giudici, avrà competenza esclusiva sulle sanzioni nei confronti dei magistrati e funzionerà con doppio grado di giudizio interno Le norme definiscono composizione, durata, incompatibilità e procedura dei nuovi organi. Il testo include modifiche di coordinamento agli articoli 106, 107 e 110 della Costituzione e disposizioni transitorie per l'adeguamento della legislazione ordinaria entro un anno dall'entrata in vigore.
Nella seduta di ieri si è conclusa la discussione generale e si è svolta la replica del relatore. Oggi, nelle dichiarazioni finali sono intervenuti, a favore del ddl, i sen. Mariastella Gelmini (Cd'I), secondo cui la riforma costituzionale sulla giustizia rappresenta un passo atteso da decenni ed è pienamente coerente con i principi della Costituzione, avendo la finalità di garantire un giudice terzo e un processo equo; Zanettin (FI-BP), che ha definito la riforma come il coronamento di una battaglia storica del centrodestra, ricordando l'impegno di Silvio Berlusconi nel rivendicare il valore garantista della separazione delle carriere; Potenti (LSP), che ha parlato di svolta storica che segna il passaggio tra un vecchio sistema inquisitorio e una giustizia moderna e garantista, richiamando le degenerazioni emerse negli ultimi anni come prova della necessità di superare l'influenza delle correnti; Malan (FdI), che, dopo aver ricordato che la separazione delle carriere è presente in molte democrazie occidentali, ha richiamato i dati sulle ingiuste detenzioni come prova della necessità di una giustizia più responsabile: la riforma rafforza l'equilibrio dei poteri e sarà confermata dagli italiani nel referendum. Hanno dichiarato voto contrario i sen. De Cristofaro (AVS), che ha parlato di una vendetta contro la magistratura e ha accusato la maggioranza di alimentare un'ossessione ideologica verso le "toghe rosse" e di ispirarsi a modelli autoritari, evocando l'Ungheria di Orban; Scarpinato (M5S), che ha denunciato il carattere autoritario e unilaterale della riforma costituzionale: il testo, blindato fin dal suo deposito, svuota il Parlamento del suo ruolo e altera profondamente gli equilibri tra i poteri dello Stato; i cittadini la respingeranno nel referendum, schierandosi in difesa della Costituzione e della legalità repubblicana; Giorgis (PD),che ha definito la riforma parte di un disegno più ampio di concentrazione del potere, che indebolisce la funzione giurisdizionale e apre un conflitto pericoloso tra politica e potere giudiziario; il sorteggio, poi, è criterio incompatibile con la valorizzazione delle competenze e con la logica rappresentativa. Il sen. Renzi (IV), nel ribadire la storica posizione garantista e riformista del suo Gruppo, ha annunciato l'astensione come gesto di coerenza e di metodo, non di merito: la riforma rappresenta un intervento minimo e propagandistico, denunciandone la trasformazione in uno scontro ideologico utile solo al Governo.
Il Presidente del Senato ha reso comunicazioni, ai sensi dell'articolo 126, commi 3 e 4, del Regolamento, sul disegno di legge di bilancio, con le quali si è ufficialmente aperta la sessione di bilancio. Il testo verrà assegnato alla Commissione bilancio in sede referente; le altre Commissioni, in sede consultiva, dovranno trasmettere i propri rapporti alla 5a Commissione entro il 10 novembre.
L'Assemblea ha commemorato Pier Paolo Pasolini nel 50° anniversario della sua scomparsa: sono intervenuti a ricordarne la statura intellettuale e artistica i sen. Spagnolli (Aut), Scalfarotto (IV), Ilaria Cucchi (AVS), Occhiuto (FI-BP), Barbara Floridia (M5S), Dreosto (LSP), Verducci (PD) e De Priamo (FdI).
(La seduta è terminata alle ore 13:14 )