Assemblea - Comunicato di seduta (Resoconto sommario)

Martedì 28 ottobre 2025 - 359ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 15:02)

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl costituzionale n. 1353-B recante norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare, approvato in prima deliberazione dalla Camera dei deputati e dal Senato senza modificazioni, e in seconda deliberazione dalla Camera dei deputati.

Il relatore, sen. Balboni (FdI), ha illustrato il ddl, di iniziativa governativa, composto da 8 articoli, che introduce una riforma organica della magistratura, finalizzata alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e all'istituzione dell'Alta corte disciplinare. La riforma modifica vari articoli della Costituzione, prevedendo la creazione di due distinti Consigli superiori della magistratura, rispettivamente per la carriera giudicante e per quella requirente, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. I membri dei Consigli saranno in parte sorteggiati tra magistrati e tra professori e avvocati di lunga esperienza, per garantire equilibrio e imparzialità. L'Alta corte disciplinare, composta da 15 giudici, avrà competenza esclusiva sulle sanzioni nei confronti dei magistrati e funzionerà con doppio grado di giudizio interno Le norme definiscono composizione, durata, incompatibilità e procedura dei nuovi organi. Il testo include modifiche di coordinamento agli articoli 106, 107 e 110 della Costituzione e disposizioni transitorie per l'adeguamento della legislazione ordinaria entro un anno dall'entrata in vigore.

Hanno preso parte alla discussione generale i sen. Silvia Fregolent (IV), Ilaria Cucchi (AVS), Elisa Pirro, Marton, Ada Lopreiato, Felicia Gaudiano, Cataldi, Dolores Bevilacqua, Sabrina Licheri (M5S), Alfieri, Parrini, Tatjana Rojc, Beatrice Lorenzin, Basso, Susanna Camusso, Martella, Crisanti, Cecilia D'Elia, Delrio, Sandra Zampa, Franceschelli, Manca (PD) e Calenda (Misto-Az). I sen. di opposizione hanno criticato una riforma approvata senza reale condivisione politica, contestandone il metodo di blindatura e il mancato confronto sugli emendamenti. PD, M5S e AVS hanno sottolineato che la separazione delle carriere è già prevista e in gran parte attuata dalle riforme precedenti, rendendo inutile l'intervento costituzionale. La principale preoccupazione ha riguardato l'indebolimento dell'indipendenza della magistratura, con possibili influenze politiche sui pubblici ministeri. I due CSM e l'Alta corte disciplinare sono ritenuti strumenti potenzialmente autoreferenziali, opachi e burocratici. Infine, la riforma non affronta i problemi concreti della giustizia, come carenze di personale e ritardi processuali, concentrandosi su questioni ideologiche e di controllo politico. Pur riconoscendo limiti e problemi metodologici, il sen. Calenda ha sostenuto la riforma come misura liberale, ritenendo centrale la tutela della libertà dei magistrati dalle pressioni politiche e interne: il sorteggio dei membri del CSM è considerato uno strumento chiave per assicurare autonomia di giudizio e responsabilità individuale.

Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, la discussione generale sul ddl costituzionale proseguirà nella giornata di domani fino alla sua conclusione; le dichiarazioni di voto e il voto finale avranno luogo giovedì mattina. Domani verrà discusso altresì il ddl annuale per il mercato e la concorrenza 2025, sul quale il Governo ha preannunciato la posizione della questione di fiducia.

(La seduta è terminata alle ore 20:42 )