Il 17 settembre l'Assemblea del Senato ha approvato in prima lettura il
ddl n.
1372 di delega al Governo per la revisione del Codice dei beni
culturali e del paesaggio in materia di procedure di autorizzazione
paesaggistica. Il testo è passato all'esame dell'altro ramo del
Parlamento.
Il provvedimento, presentato dal senatore Marti (LSP) e altri, delega il
Governo all'adozione di decreti legislativi finalizzati alla revisione
organica delle procedure di autorizzazione paesaggistica, modificando il
ruolo delle soprintendenze, coordinandole con la legge n. 241 del 1990 e
con il testo unico dell'edilizia, al fine di garantire una più efficace e
mirata tutela del patrimonio e semplificare i procedimenti amministrativi.
In particolare, si prevede che gli interventi minori siano decisi dagli
enti locali, senza passaggio obbligato alle soprintendenze, salvo i casi
vincolati dai piani paesaggistici. Per le opere strategiche il parere
spetterà al Ministero della cultura. Sono introdotte procedure
semplificate per interventi legati a prevenzione del rischio, calamità
naturali, e rinnovi di autorizzazioni stagionali o ripetitive. Si rafforza
il ruolo dei piani paesaggistici e si prevedono linee guida nazionali per
uniformare le pratiche.
L'esame in Commissione
Il disegno di legge è stato incardinato nelle Commissioni riunite 7a e 8a
in sede referente l'11
marzo con le relazioni della senatrice Tubetti (FdI) per l'8a e del
senatore Paganella (LSP) per la 7a Commissione.
Il ciclo di audizioni infomali in materia, avviato il 26 marzo, si è
concluso il 29 aprile.
Il 13 maggio si è svolta la discussione generale, con gli interventi dei
senatori Sironi (M5S), Aurora Floridia (Aut), Crisanti (PD), Di Girolamo
(M5S) e Irto (PD), che hanno sottolineato la necessità di accelerare il
processo di adozione dei piani paesaggistici regionali, prima di operare
semplificazioni nel settore, e criticato la scelta di rendere il parere
delle soprintendenze in molti casi non vincolante; il senatore Sigismondi
(FdI) di contro, ha considerato opportuno il riordino delle competenze
delle soprintendenze, per evitare possibili impasse amministrative.
Il 28 maggio è stata annunciata la presentazione di nuovo
testo da parte dei relatori per il ddl in titolo, comprensivo delle
indicazioni emerse nel ciclo di audizioni e in discussione generale, che è
stato quindi adottato come testo base. Il 17 giugno sono stati pubblicati
gli emendamenti
e gli ordini del giorno presentati, che sono stati quindi illustrati
dai rispettivi proponenti.
Il 23 luglio è stata avviata la votazione degli emendamenti, risultando
approvati gli identici 2.7
(testo 2), 2.86
(testo 2), 2.87
(testo 2) e 2.88
(testo 2), che prevedono, nel rispetto del principio di leale
collaborazione tra Stato e autonomie territoriali, ulteriori forme di
coordinamento per assicurare la redazione, l'aggiornamento periodico e
l'effettiva attuazione dei piani paesaggistici, e l'emendamento 2.21
(testo 2), volto ad assicurare, nell'esercizio della delega al
Governo per il riordino delle procedure di autorizzazione paesaggistica,
un miglior coordinamento normativo del decreto legislativo 22 gennaio
2004, n. 42 con il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001,
n. 380, per superare incertezze applicative.
Il 29 e 30 luglio si è conclusa la votazione degli emendamenti e degli
ordini del giorno, risultando approvate, tra le altre, le proposte 2.1000,
2.76
e 2.2000
dei relatori, volte a recepire le condizioni poste dalla Commissione
bilancio sul nuovo testo. Tra gli ordini del giorno accolti si segnalano
il G/1372
NT/4/7 e 8 dei relatori, sull'uniformità dell'applicazione della
normativa in materia di archeologia preventiva, il G/1372
NT/1/7 e 8 (testo 2), sull'importanza di conciliare i principi di
staticità e sicurezza con quelli di salvaguardia dei beni ambientali e
culturali, nell'ambito del riordino delle procedure di autorizzazione
paesaggistica, il G/1372
NT/2/7 e 8 (testo 2), sulla tempestiva approvazione da parte del
Governo dei Piani paesaggistici regionali e del relativo adeguamento alla
normativa attuale, al fine di coadiuvare al meglio Enti territoriali e
Soprintendenze, e il G/1372
NT/5/7 e 8 (testo 2), sulla semplificazione del codice dei beni
culturali e del paesaggio.
Nella seduta del 5
agosto, pervenuto il parere non ostativo della Commissione bilancio
sugli emendamenti approvati, le Commissioni riunite hanno conferito il
mandato ai relatori a riferire favorevolmente all'Assemblea sul ddl in
esame, con le modifiche apportate.
La discussione in Assemblea
Il 16
settembre disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dalla
relatrice Tubetti. Si è quindi svolta la discussione generale, con gli
interventi dei senatori Aurora Floridia (Aut), Barbara Floridia (M5S),
Cecilia D'Elia (PD) e Marta Farolfi (FdI).
Il 17
settembre, nell'esame dell'articolato, sono stati accolti gli ordini
del giorno G2.5
e G2.6,
Aurora Floridia (Aut), riguardanti la valorizzazione dei piccoli Comuni e
borghi storici e delle aree interne e periferiche tramite misure di
rigenerazione sostenibile, e G2.300,
dei relatori, sulla possibile devoluzione alla Regione Friuli-Venezia
Giulia delle competenze sulla tutela del paesaggio. Nelle dichiarazioni
finali hanno annunciato voto favorevole i senatori Giusy Versace (Cd'I),
che ha evidenziato in particolare ricadute positive indirette, ad esempio
per l'abbattimento delle barriere architettoniche e piccoli interventi di
manutenzione; Occhiuto (FI-BP), che, pur riconoscendo il ruolo delle
soprintendenze contro la speculazione, ha criticato l'eccesso di vincoli e
procedure che creano opacità e arbitri; Marti (LSP), che ha rivendicato
l'introduzione di silenzio-assenso, semplificazione per interventi di
lieve entità, rinnovi automatici e procedure più rapide per emergenze e
prevenzione del dissesto; Rosa (FdI), che ha difeso il provvedimento come
aggiornamento normativo necessario, che chiarisce e coordina i diversi
livelli istituzionali coinvolti, senza eliminare i pareri vincolanti delle
soprintendenze. Hanno dichiarato voto contrario i senatori Aurora Floridia
(Aut), che ha denunciato la deregulation e l'assenza di piani
paesaggistici in Regioni già devastate dal consumo di suolo e dal
cambiamento climatico; Silvia Fregolent (IV), che ha evidenziato la
necessità di distinguere tra grandi città e piccoli borghi: il testo della
delega si concentra solo sulle autorizzazioni senza affrontare abusi
edilizi e consumo di suolo; Magni (AVS), secondo il quale il
silenzio-assenso e il trasferimento di competenze ai Comuni piccoli e
privi di personale tecnico sono inefficaci e pericolosi; Elena Sironi
(M5S), che ha sottolineato l'importanza di sinergia tra delega
governativa, pianificazione paesaggistica e regolamento europeo sul
ripristino della natura; Irto (PD), che ha paventato il rischio di
indebolire le tutele previste dall'articolo 9 della Costituzione,
richiamando le proposte del PD quali differenziazione delle tutele in base
al rischio, piani paesaggistici aggiornati e vincolanti e sportello unico
digitale nazionale.