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22 settembre 2025 | Numero 115
Affari esteri

Approvato il ddl sulla partecipazione dell'Italia ai Fondi multilaterali di sviluppo. Il testo passa alla Camera

partecipazione dell'Italia ai Fondi multilaterali di sviluppo

Nella seduta del 16 settembre l'Assemblea del Senato ha approvato in prima lettura il ddl n. 1388 recante disposizioni per la partecipazione italiana a Banche e a Fondi multilaterali di sviluppo. Il testo è passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

La proposta, di iniziativa governativa, ha come obiettivo la ratifica degli emendamenti agli accordi istitutivi della Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BIRS), della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) e del Fondo Africano di Sviluppo, dando concreta attuazione agli impegni sottoscritti. In particolare, gli articoli 1 e 2 ratificano le modifiche ai citati accordi istitutivi; l'articolo 3 autorizza l'aumento del 50 per cento della quota italiana al FMI tramite la Banca d'Italia; l'articolo 4 riguarda l'aumento di capitale della Banca africana di sviluppo; gli articoli 5 e 6 disciplinano rispettivamente la partecipazione a IDB Invest e la sottoscrizione di capitale ibrido della BIRS. L'articolo 7 prevede la sottoscrizione italiana di 34.360 azioni della BERS.

L'esame in Commissione

Il provvedimento è stato incardinato nella 3a Commissione in sede referente il 15 aprile con la relazione del senatore Dreosto (LSP).

Il 15 aprile sono intervenuti in discussione generale i senatori Marton (M5S) e Alfieri (PD), chiedendo l'audizione di esperti del settore, in particolare provenienti dal Ministero dell'economia e delle finanze.

Il 27 maggio si è svolta la procedura informativa in Ufficio di Presidenza, con l'audizione del Direttore generale del Tesoro Riccardo Barbieri Hermitte. Il termine per la presentazione di ordini del giorno ed emendamenti è scaduto il 29 maggio.

Nella seduta del 3 giugno il Presidente Craxi (FI-BP) ha informato la Commissione che sono pervenuti un ordine del giorno e un emendamento, pubblicati in allegato al resoconto.

Nella seduta del 4 giugno, risultato respinto l'ordine del giorno G/1388/1/3 e ritirato l'emendamento 1.1, è stato invece approvato l'emendamento 5.1 del relatore, illustrato nella precedente seduta, che recepisce il parere condizionato espresso della Commissione bilancio. Infine, la Commissione ha conferito il mandato al relatore Dreosto a riferire all'Assemblea per l'approvazione del disegno di legge in titolo, con le modifiche apportate.

La discussione in Assemblea

Il 16 settembre il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dal relatore Dreosto. Approvato l'articolato, con l'emendamento 3.100 dei senatori Garavaglia e Mara Bizzotto (LSP), sono intervenuti in dichiarazione di voto i senatori Scalfarotto (IV), Giovanna Petrenga (Cd'I), Magni (AVS), De Rosa (FI-BP), Gabriella Di Girolamo (M5S), Claudio Borghi (LSP), Delrio (PD) e Orsomarso (FdI), secondo i quali il provvedimento consolida la posizione internazionale dell'Italia, rafforzandone il ruolo nei processi decisionali e nella cooperazione multilaterale.

Affari costituzionali

Approvate in prima lettura le modifiche dell'Intesa con la Tavola valdese

Intesa con la Tavola valdese

Nella seduta del 16 settembre l'Assemblea del Senato ha approvato in prima lettura il ddl n. 1469 di approvazione della modifica dell'Intesa con la Tavola valdese. Il testo è passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

L'Intesa stipulata il 25 gennaio 1993 in base all'articolo 8 della Costituzione e adottata con la Legge 5 ottobre 1993, n. 409, è stata modificata da un nuova Intesa tra Governo e Tavola valdese, firmata il 17 dicembre 2024, che si propone di approvare con il disegno di legge. Le modifiche introdotte rispetto al testo precedente sono volte a consentire alle Chiese metodiste e valdesi di ampliare la platea dei soggetti ai quali può essere affidata l’attuazione degli interventi sociali, assistenziali, umanitari, culturali finanziabili con le entrate dell’otto per mille dell’IRPEF.

La discussione in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato nella 1a Commissione in sede redigente il 25 giugno con la relazione della senatrice Spinelli (FdI).

Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto l'8 luglio.

Nella seduta del 16 luglio, il Presidente Balboni (FdI) ha comunicato che alla scadenza del termine non è stata presentata alcuna proposta di emdendamento né ordine del giorno. La Commissione ha quindi approvato, con distinte votazioni, i tre articoli del testo nonché il mandato alla relatrice a riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge.

L'esame in Assemblea

Il 16 settembre, acquisita la relazione scritta consegnata dal relatore facente funzioni Balboni (FdI), il disegno di legge è stato sottoposto alla votazione dell'Assemblea. Dopo l'approvazione dei singoli articoli, sono intervenuti per dichiarazione di voto favorevole a nome dei rispettivi Gruppi i senatori Spagnolli (Aut), Dafne Musolino (IV), Magni (AVS), Occhiuto (FI-BP), Cataldi (M5S), Bergesio (LSP), Giorgis (PD) e Malan (FdI), che hanno sottolineato la trasparenza e l'impegno della comunità valdese in progetti umanitari, assistenziali e culturali, spesso sostenuti anche da contribuenti non valdesi.

Ambiente e patrimonio culturale

Approvate le nuove norme in materia di autorizzazione paesaggistica. Il testo passsa alla Camera

autorizzazione paesaggistica

Il 17 settembre l'Assemblea del Senato ha approvato in prima lettura il ddl n. 1372 di delega al Governo per la revisione del Codice dei beni culturali e del paesaggio in materia di procedure di autorizzazione paesaggistica. Il testo è passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

Il provvedimento, presentato dal senatore Marti (LSP) e altri, delega il Governo all'adozione di decreti legislativi finalizzati alla revisione organica delle procedure di autorizzazione paesaggistica, modificando il ruolo delle soprintendenze, coordinandole con la legge n. 241 del 1990 e con il testo unico dell'edilizia, al fine di garantire una più efficace e mirata tutela del patrimonio e semplificare i procedimenti amministrativi. In particolare, si prevede che gli interventi minori siano decisi dagli enti locali, senza passaggio obbligato alle soprintendenze, salvo i casi vincolati dai piani paesaggistici. Per le opere strategiche il parere spetterà al Ministero della cultura. Sono introdotte procedure semplificate per interventi legati a prevenzione del rischio, calamità naturali, e rinnovi di autorizzazioni stagionali o ripetitive. Si rafforza il ruolo dei piani paesaggistici e si prevedono linee guida nazionali per uniformare le pratiche.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato nelle Commissioni riunite 7a e 8a in sede referente l'11 marzo con le relazioni della senatrice Tubetti (FdI) per l'8a e del senatore Paganella (LSP) per la 7a Commissione.

Il ciclo di audizioni infomali in materia, avviato il 26 marzo, si è concluso il 29 aprile.

Il 13 maggio si è svolta la discussione generale, con gli interventi dei senatori Sironi (M5S), Aurora Floridia (Aut), Crisanti (PD), Di Girolamo (M5S) e Irto (PD), che hanno sottolineato la necessità di accelerare il processo di adozione dei piani paesaggistici regionali, prima di operare semplificazioni nel settore, e criticato la scelta di rendere il parere delle soprintendenze in molti casi non vincolante; il senatore Sigismondi (FdI) di contro, ha considerato opportuno il riordino delle competenze delle soprintendenze, per evitare possibili impasse amministrative.

Il 28 maggio è stata annunciata la presentazione di nuovo testo da parte dei relatori per il ddl in titolo, comprensivo delle indicazioni emerse nel ciclo di audizioni e in discussione generale, che è stato quindi adottato come testo base. Il 17 giugno sono stati pubblicati gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati, che sono stati quindi illustrati dai rispettivi proponenti.

Il 23 luglio è stata avviata la votazione degli emendamenti, risultando approvati gli identici 2.7 (testo 2), 2.86 (testo 2), 2.87 (testo 2) e 2.88 (testo 2), che prevedono, nel rispetto del principio di leale collaborazione tra Stato e autonomie territoriali, ulteriori forme di coordinamento per assicurare la redazione, l'aggiornamento periodico e l'effettiva attuazione dei piani paesaggistici, e l'emendamento 2.21 (testo 2), volto ad assicurare, nell'esercizio della delega al Governo per il riordino delle procedure di autorizzazione paesaggistica, un miglior coordinamento normativo del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 con il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, per superare incertezze applicative.

Il 29 e 30 luglio si è conclusa la votazione degli emendamenti e degli ordini del giorno, risultando approvate, tra le altre, le proposte 2.1000, 2.76 e 2.2000 dei relatori, volte a recepire le condizioni poste dalla Commissione bilancio sul nuovo testo. Tra gli ordini del giorno accolti si segnalano il G/1372 NT/4/7 e 8 dei relatori, sull'uniformità dell'applicazione della normativa in materia di archeologia preventiva, il G/1372 NT/1/7 e 8 (testo 2), sull'importanza di conciliare i principi di staticità e sicurezza con quelli di salvaguardia dei beni ambientali e culturali, nell'ambito del riordino delle procedure di autorizzazione paesaggistica, il G/1372 NT/2/7 e 8 (testo 2), sulla tempestiva approvazione da parte del Governo dei Piani paesaggistici regionali e del relativo adeguamento alla normativa attuale, al fine di coadiuvare al meglio Enti territoriali e Soprintendenze, e il G/1372 NT/5/7 e 8 (testo 2), sulla semplificazione del codice dei beni culturali e del paesaggio.

Nella seduta del 5 agosto, pervenuto il parere non ostativo della Commissione bilancio sugli emendamenti approvati, le Commissioni riunite hanno conferito il mandato ai relatori a riferire favorevolmente all'Assemblea sul ddl in esame, con le modifiche apportate.

La discussione in Assemblea

Il 16 settembre disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dalla relatrice Tubetti. Si è quindi svolta la discussione generale, con gli interventi dei senatori Aurora Floridia (Aut), Barbara Floridia (M5S), Cecilia D'Elia (PD) e Marta Farolfi (FdI).

Il 17 settembre, nell'esame dell'articolato, sono stati accolti gli ordini del giorno G2.5 e G2.6, Aurora Floridia (Aut), riguardanti la valorizzazione dei piccoli Comuni e borghi storici e delle aree interne e periferiche tramite misure di rigenerazione sostenibile, e G2.300, dei relatori, sulla possibile devoluzione alla Regione Friuli-Venezia Giulia delle competenze sulla tutela del paesaggio. Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i senatori Giusy Versace (Cd'I), che ha evidenziato in particolare ricadute positive indirette, ad esempio per l'abbattimento delle barriere architettoniche e piccoli interventi di manutenzione; Occhiuto (FI-BP), che, pur riconoscendo il ruolo delle soprintendenze contro la speculazione, ha criticato l'eccesso di vincoli e procedure che creano opacità e arbitri; Marti (LSP), che ha rivendicato l'introduzione di silenzio-assenso, semplificazione per interventi di lieve entità, rinnovi automatici e procedure più rapide per emergenze e prevenzione del dissesto; Rosa (FdI), che ha difeso il provvedimento come aggiornamento normativo necessario, che chiarisce e coordina i diversi livelli istituzionali coinvolti, senza eliminare i pareri vincolanti delle soprintendenze. Hanno dichiarato voto contrario i senatori Aurora Floridia (Aut), che ha denunciato la deregulation e l'assenza di piani paesaggistici in Regioni già devastate dal consumo di suolo e dal cambiamento climatico; Silvia Fregolent (IV), che ha evidenziato la necessità di distinguere tra grandi città e piccoli borghi: il testo della delega si concentra solo sulle autorizzazioni senza affrontare abusi edilizi e consumo di suolo; Magni (AVS), secondo il quale il silenzio-assenso e il trasferimento di competenze ai Comuni piccoli e privi di personale tecnico sono inefficaci e pericolosi; Elena Sironi (M5S), che ha sottolineato l'importanza di sinergia tra delega governativa, pianificazione paesaggistica e regolamento europeo sul ripristino della natura; Irto (PD), che ha paventato il rischio di indebolire le tutele previste dall'articolo 9 della Costituzione, richiamando le proposte del PD quali differenziazione delle tutele in base al rischio, piani paesaggistici aggiornati e vincolanti e sportello unico digitale nazionale.

Innovazione tecnologica e lavoro

Approvate definitivamente le norme sull'intelligenza artificiale

intelligenza artificiale

Il 17 settembre l'Assemblea del Senato ha approvato definitivamente, con 77 voti favorevoli, 55 contrari e due astensioni, il ddl n. 1146-B recante disposizioni e delega al Governo in materia di intelligenza artificiale, già approvato dal Senato il 20 marzo e modificato dalla Camera il 25 giugno.

Il disegno di legge di iniziativa governativa interviene in materia di ricerca, sperimentazione, sviluppo, adozione e applicazione di sistemi e di modelli di intelligenza artificiale, al fine di promuoverne un utilizzo trasparente e responsabile, con garanzie di vigilanza sui rischi economici e sociali, nonché sull'impatto delle nuove tecnologie sui diritti fondamentali. Il ddl impegna lo Stato nella promozione dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale allo scopo di migliorare la produttività e le funzioni organizzative delle attività economiche. È disciplinato anche il suo impiego nelle piattaforme di e-procurement delle amministrazioni pubbliche. Sono inoltre previste disposizioni in materia di informazione e di riservatezza dei dati personali, nonché di sicurezza e difesa nazionale.
Tra le modifiche apportate dalla Camera, l'introduzione espressa della tutela della "libertà del dibattito democratico da interferenze illecite, da chiunque provocate" e degli "interessi della sovranità dello Stato" nonché dei "diritti fondamentali di ogni cittadino riconosciuti dagli ordinamenti nazionale ed europeo". Si richiede il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale, oltre che per l'accesso dei minori alle tecnologie di intelligenza artificiale, anche per il trattamento dei loro dati personali. È inoltre istituito il Comitato di coordinamento delle attività di indirizzo su enti, organismi e fondazioni che operano nel campo dell'I.A., presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o dall'Autorità politica delegata e composto dai Ministri dell'economia, delle imprese, dell'università, della salute, per la pubblica amministrazione, dall'Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica e per la cybersicurezza e dall'Autorità politica delegata in materia di innovazione tecnologica e transizione digitale o da loro delegati.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato nelle Commissioni riunite 8a e 10a in sede referente il 9 luglio, con la relazione della senatrice Minasi (LSP), relatrice per la 10a Commissione, anche a nome del senatore Rosa (FdI), relatore per la 8a.

Il 16 luglio sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati. Quindi sono intervenuti in discussione generale i senatori Basso (PD), Nave (M5S) e Furlan (IV). In replica, il sottosegretario Butti ha precisato che il disegno di legge in esame costituisce un punto di avvio, propedeutico alla necessaria predisposizione di successivi provvedimenti in materia di intelligenza artificiale e di innovazione tecnologica.

Il 23 luglio sono stati ritirati alcuni ordini del giorno e sono stati dati per illustrati tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno non dichiarati inammissibili.

Nella seduta del 30 luglio, in seguito al parere contrario del relatore Rosa (FdI) e del sottosegretario Butti, sono stati respinti tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno. Quindi le Commissioni riunite hanno conferito mandato ai relatori a riferire favorevolmente all'Assemblea.

La discussione in Assemblea

Il 17 settembre il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dal relatore Rosa, con particolare riferimento alle citate modifiche introdotte alla Camera.

Hanno preso parte alla discussione generale i senatori Susanna Camusso, Nicita (PD), Spagnolli (Aut), Enrico Borghi (IV), Lombardo (Az) e Mazzella (M5S).

Nelle dichiarazioni finali sono intervenuti a favore del provvedimento i senatori Mariastella Gelmini (Cd'I), che ha definito il ddl un primo passo per una strategia nazionale sull'IA, in linea con il quadro europeo, che punta a governance, formazione e ricerca; Licia Ronzulli (FI-BP), che ha enfatizzato la tutela della libertà e della democrazia con l'introduzione del reato di deepfake e il rafforzamento delle responsabilità delle piattaforme, oltre a nuove garanzie sul diritto d'autore; Germanà (LSP), che ha apprezzato le misure su formazione e monitoraggio occupazionale, e ha proposto incentivi, crediti d'imposta e sportelli territoriali per aiutare imprese e PA a integrare l'IA; De Priamo (FdI), che ha sostenuto che la legge si integra con il quadro europeo senza appesantirlo, puntando su sicurezza, trasparenza, protezione dei dati e tutela dei minori, richiamando il sostegno del Governo agli investimenti in robotica.

I senatori Julia Unterberger (Aut), Silvia Fregolent (IV), Magni (AVS), Nave (M5S) e Basso (PD) hanno dichiarato voto contrario: Aut ha lamentato la mancanza di attenzione all'impatto ambientale e chiesto ulteriori tutele contro odio e violenza di genere; IV ha denunciato il ritardo europeo sull'IA e il rischio che la cultura occidentale venga schiacciata da modelli americani e cinesi; AVS ha criticato l'assenza di misure su lavoro, formazione e tutela degli artisti, sottolineando il rischio di perdita di competitività e di diritti; M5S ha stigmatizzato la mancanza di misure concrete su energia e sovranità digitale, richiamando le proposte del Gruppo relative a divieti per l'uso bellico dell'IA, monitoraggio ambientale e sostegno alle comunità colpite da disastri; il PD ha denunciato la frammentazione politica e l'assenza di interventi su calcolo, competenze e diritto d'autore, richiamando le proposte emendative bocciate su dati strategici, accesso al calcolo per pmi e regole per data center ed energia.