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16 giugno 2025 | Numero 105
Finanze

Approvato in prima lettura il ddl di conversione del decreto sugli acconti IRPEF per il 2025. Il testo passa alla Camera

Decreto sugli acconti Irpef

Nella seduta dell'11 giugno l'Assemblea del Senato ha approvato in prima lettura il ddl n. 1467 di conversione del decreto-legge n. 55/2025, recante disposizioni urgenti in materia di acconti IRPEF per il 2025. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

Il provvedimento interviene in materia di coordinamento tra le norme della legge di bilancio 2025 quelle del decreto legislativo n. 216/2023 attuativo della riforma fiscale, al fine di escludere l'obbligo di versamento di acconti per l'anno in corso da parte dei lavoratori dipendenti e dei pensionati senza redditi aggiuntivi.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato nella 6a Commissione in sede referente il 6 maggio con la relazione della senatrice Zedda (FdI). Al termine di un dibattito sull'ordine dei lavori, la Commissione ha deliberato di non svolgere audizioni ma di richiedere un contributo scritto ai soggetti indicati dai Gruppi. I documenti acquisiti sono stati pubblicati su internet.
Il 13 maggio sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati. Quindi, sono stati illustrati quelli proposti dal Gruppo M5S, tutti volti a modificare gli scaglioni di reddito imponibile e le aliquote IRPEF, oltre ad intervenire sulle detrazioni fiscali, mentre la senatrice Tajani (PD) ha spiegato la mancata presentazione di emendamenti da parte del proprio Gruppo con l'intenzione di non appesantire l'iter del decreto-legge, in quanto correttivo di un errore incorso nella revisione delle aliquote IRPEF. Il 14 maggio il Presidente Garavaglia (LSP) ha dichiarato improponibili alcuni emendamenti.
Nella seduta del 20 maggio, dopo i pareri negativi espressi dalla relatrice Zedda (FdI) e del sottosegretario per l'economia e le finanze Freni, si è svolto un dibattito sulla quantificazione degli oneri prevista dagli emendamenti, che ha coinvolto il senatore Sisto, il Presidente Garavaglia e lo stesso sottosegretario Freni. Quindi, la Commissione ha proceduto alla votazione degli emendamenti, che sono risultati tutti respinti. Sono stati invece accolti, previa riformulazione, gli ordini del giorno G/1467/1/6 (testo 2), in materia di trasparenza e chiarezza nei rapporti tra fisco e contribuente, nelle procedure di compilazione dei dichiarativi fiscali e nella correzione dei dati in possesso dell'Agenzia delle entrate, e G/1467/2/6 (testo 2), che impegna il Governo a valutare l'adozione di ulteriori misure fiscali a sostegno di famiglie con reddito medio basso. Sono stati inoltre accolti gli ordini del giorno G/1467/5/6, in materia di compensi variabili e stock options percepiti da talune categorie di operatori del settore finanziario, e G/1467/6/6, che impegna il Governo a stanziare risorse per soddisfare le pretese erariali relative ai canoni delle concessioni demaniali per gli anni 2024 e 2025 per il comprensorio «Falconera» del comune di Caorle (VE). La Commissione ha infine conferito il mandato alla relatrice Zedda a riferire favorevolmente all'Assemblea sull'approvazione del disegno di legge.

La discussione in Assemblea

L'11 giugno la relatrice Zedda ha illustrato il disegno di legge all'Assemblea.

Nella discussione generale sono intervenuti i senatori Silvia Fregolent (IV), Croatti (M5S), Borghesi (LSP) e Losacco (PD). La relatrice ha difeso l'operato del Governo che, a differenza del passato, ha riconosciuto e corretto tempestivamente un errore normativo nella stessa legislatura, richiamando l'intervento sul payback sanitario come esempio di responsabilità. Ha poi respinto le accuse di favorire l'evasione fiscale, evidenziando il recupero di 33,4 milioni nel 2024. Il sottosegretario per l'economia Sandra Savino ha chiarito che non si è trattato di un errore grave, ma di un necessario correttivo tecnico, e ha ribadito l'impegno del Governo per la riduzione delle tasse e il sostegno al lavoro e alle imprese.

Durante l'esame dell'articolato sono stati accolti gli ordini del giorno G1.1 e G1.2, Turco e Croatti (M5S), che impegnano il Governo a semplificare il fisco, aumentando la trasparenza, e a valutare nuove misure fiscali a sostegno delle famiglie a reddito medio-basso. È stato altresì accolto l'ordine del giorno G1.100 (testo 2), Fregolent (IV), che impegna il Governo a valutare iniziative per chiarire il trattamento fiscale degli operatori finanziari, garantendo omogeneità su compensi variabili e stock option.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i senatori Salvitti (Cd'I), che la enfatizzato il carattere epocale della riforma fiscale, con riduzione delle aliquote Irpef e minore pressione fiscale dopo oltre cinquant'anni, elogiando il taglio strutturale del cuneo fiscale; Trevisi (FI-BP), che ha richiamato l'importanza di correttivi alle leggi precedenti (superbonus e comunità energetiche) per maggiore sostenibilità e inclusività, evidenziando il miglioramento dei conti pubblici, l'aumento delle entrate e la crescita dei redditi dei lavoratori; Garavaglia (LSP), che ha chiarito che l'aumento della pressione fiscale è dovuto solo alla maggiore occupazione e alla riduzione dell'evasione, non a nuove imposte, e ha rivendicato il successo delle misure come la flat tax per i forfettari e la prospettiva di una nuova rottamazione fiscale; Melchiorre (FdI), che ha accusato l'opposizione di aver alimentato polemiche infondate e strumentali, respingendo le accuse di pasticcio fiscale: il dl non contiene nuove tasse, ma è frutto di una scelta di prudenza contabile per evitare restituzioni future da parte dei contribuenti. I senatori Dafne Musolino (IV), Magni (AVS), Turco (M5S) e Cristina Tajani (PD) hanno dichiarato l'astensione. IV ha contestato l'approssimazione della politica fiscale e l'aumento della pressione fiscale, soprattutto sulle imposte indirette che colpiscono i redditi bassi, lamentando l'assenza di una vera politica economica; AVS ha denunciato un aumento strutturale della tassazione su lavoro dipendente e pensionati, soprattutto per il ceto medio produttivo, auspicando una discussione per una tassazione più equa, come previsto dalla Costituzione; M5S ha criticato la riforma fiscale in quanto inefficace contro l'evasione e dannosa per ceto medio, imprese e investimenti, e ha accusato l'Esecutivo di aver aumentato le tasse e tagliato le agevolazioni; il PD la lamentato l'assenza di chiarezza nella strategia del Governo, denunciando l'uso improprio dei dati economici, l'inefficacia del concordato preventivo e l'insufficienza delle misure per il ceto medio.

Industria

Approvate le nuove norme sul settore aerospaziale

nuove norme sul settore aerospaziale

Nella seduta dell'11 giugno l'Assemblea del Senato ha apporvato in via definitiva, con 76 voti favorevoli, e 57 contrari, il ddl n. 1415 in materia di economia dello spazio.

La proposta di iniziativa governativa, approvata dalla Camera dei deputati il 6 marzo, detta una complessiva regolamentazione dell'attività imprenditoriale privata nel settore. In particolare, le nuove norme prevedono che tutte le attività spaziali nel territorio italiano, o condotte da operatori italiani al di fuori del territorio nazionale, debbano essere autorizzate dall'Autorità responsabile (Presidente del Consiglio dei ministri o l'Autorità delegata alle politiche spaziali o aerospaziali), previa istruttoria dell'Agenzia spaziale italiana (ASI), alla quale è affidata anche la vigilanza sulle attività condotte da ciascun operatore spaziale, e del Comitato Interministeriale per le politiche relative allo Spazio e alla ricerca aerospaziale (COMINT). La proposta disciplina tra l'altro i requisiti richiesti agli operatori spaziali, la responsabilità per danni causati dalle attività spaziali, le misure a sostegno della space economy, con l'introduzione di un Piano biennale nazionale e l'istituzione del Fondo per l'economia dello spazio, e il regime speciale per gli appalti pubblici nel settore.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato nella 9a Commissione in sede referente il 19 marzo con la relazione del senatore Paroli (FI-BP).

Il 25 marzo si è svolto un breve ciclo di audizioni informali e nella successiva seduta plenaria è stata avviata la discussione generale, che si è conclusa il 2 aprile.

Gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati sono stati pubblicati il 15 aprile e l'illustrazione delle proposte è proseguita anche nelle sedute del 16 aprile e del 7 maggio. Il 13 e 14 maggio sono stati votati gli emendamenti, risultati tutti respinti. Altri emendamenti sono stati ritirari o dichiarati decaduti o inammissibili,  ad eccezione delle proposte accantonate in attesa del parere della 5a Commissione. Il 20 maggio il Presidente De Carlo (FdI) ha comunicato la riformulazione dell'ordine del giorno G/1415/9/9 (già em. 21.14) e la trasformazione di alcuni emendamenti in altri ordini del giorno. Quindi il relatore Paroli ha chiesto un aggiornamento dei lavori, in vista di una interlocuzione con il Governo sugli ordini del giorno presentati.

Nella seduta del 28 maggio, in seguito all'espressione dei pareri del sottosegretario Bitonci e del relatore Paroli, alcuni ordini del giorno sono stati riformulati e pubblicati in allegato al resoconto. Tra gli ordini del giorno accolti si segnalano, in particolare, il G/1415/8/9, sottoscritto dal Presidente De Carlo (FdI), che impegna il Governo ad intervenire per disciplinare in modo più dettagliato il procedimento autorizzatorio per lo svolgimento di attività spaziali, e i G/1415/10/9 (già em. 9.3 e 9.4) e G/1415/12/9 (già em. 9.2) finalizzati ad assicurare agli operatori spaziali una adeguata tutela nei casi di sospensione o decadenza dell'autorizzazione all'esercizio delle attività spaziali. Sono quindi intervenuti, dichiarando voto contrario dei rispettivi Gruppi sul conferimento del mandato al relatore, i senatori Sabrina Licheri (M5S), Basso (PD) e Fregolent (IV), esprimendo rammarico per la mancata apertura della maggioranza sulle proposte emendative presentate. La Commissione ha infine conferito al relatore il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.

La discussione in Assemblea

L'11 giugno il relatore Paroli ha illustrato all'Assemblea il disegno di legge, definito innovativo e necessario, benché non esente da alcuni margini di possibile miglioramento. Ha sottolineato l'urgenza di dotarsi di una normativa nazionale, anche in anticipo rispetto all'UE e ha giustificato l'assenza di modifiche in seconda lettura con la volontà di agire tramite ordini del giorno che orienteranno i decreti attuativi. Ha citato criticità come la disciplina sanzionatoria e il sistema delle fideiussioni, che andranno verificati sul campo e difeso l'articolo 25, che limita l'uso di tecnologie satellitari a soggetti UE o NATO, per garantire sicurezza e accesso alle migliori tecnologie. Ha infine auspicato un aggiornamento continuo della normativa, come avviene per la concorrenza.

La questione pregiudiziale QP1, illustrata dalla senatrice Naturale (M5S), sulla quale sono intervenuti, a sostegno, i senatori Magni (AVS), Enrico Borghi (IV) e Spagnolli (Aut), è stata respinta con 73 voti contrari e 62 favorevoli.

Hanno preso parte alla discussione generale, i senatori Amidei, De Carlo (FdI), Spagnolli (Aut), Lombardo (Az), Dolores Bevilacqua (M5S), Bergesio (LSP) e Basso (PD). Il Sottosegretario per le imprese e il made in Italy Bitonci ha ringraziato per il lavoro svolto e l'accoglimento delle riformulazioni degli ordini del giorno, impegnandosi a recepire le indicazioni parlamentari nei decreti attuativi.

Nel corso dell'esame dell'articolato sono stati accolti diversi ordini del giorno: G1.1 e G9.2, Basso (PD) e altri, G6.1 (testo 2), Sabrina Licheri (M5S) e altri, G7.1, G9.1, G21.1, Rosso (FI-BP) e De Carlo (FdI), G13.1, Bergesio (LSP) e altri, G13.2, Mara Bizzotto (LSP) e altri, G13.3 (testo 2) e G23.1 (testo 2), Gisella Naturale (M5S) e altri, G13.100 e G13.101, Gelmetti (FdI), G15.1, Silvia Fregolent (IV), G21.100 (testo 2), Rosso (FI-BP), G26.1 (testo 2), Nicita e Basso (PD).

Nelle dichiarazioni finali sono intervenuti, a favore del provvedimento, i senatori Michaela Biancofiore (Cd'I), Rosso (FI-BP), Cantalamessa (LSP) e Gelmetti (FdI). I senatori di maggioranza hanno elogiato il ddl come un passo decisivo per rafforzare la sovranità nazionale nello spazio, colmando un vuoto normativo: il provvedimento introduce un quadro giuridico necessario per regolamentare un settore in rapida evoluzione, offrendo certezze operative e legali a imprese e investitori. Tra i punti centrali richiamati, vi è la valorizzazione della filiera industriale e scientifica italiana, con l'obiettivo di sostenere le eccellenze nazionali, promuovere l'innovazione tecnologica e stimolare la crescita delle startup; la legge rafforza anche la collaborazione tra pubblico e privato, creando le condizioni per attrarre investimenti, anche da grandi attori internazionali, senza rinunciare alla guida strategica dello Stato. È stata inoltre richiamata la funzione geopolitica e strategica dello spazio, con particolare riferimento all'importanza delle applicazioni spaziali per la difesa, la sicurezza, la competitività industriale e lo sviluppo tecnologico del Paese. Hanno dichiarato voto contrario i senatori Aurora Floridia (Aut), Silvia Fregolent (IV), Magni (AVS), Sabrina Licheri (M5S) e Giacobbe (PD). Le opposizioni hanno giudicato il provvedimento sbilanciato a favore degli interessi privati, in particolare stranieri e americani, a scapito del controllo pubblico e della cooperazione europea. Hanno denunciato l'assenza di un piano industriale coerente e l'insufficienza del fondo economico previsto, ritenuto non all'altezza delle ambizioni dichiarate. Le critiche hanno insistito anche sulla mancanza di tutele per la cybersicurezza, la protezione dei dati sensibili e la sicurezza strategica, sottolineando i rischi di una dipendenza tecnologica e infrastrutturale da attori extraeuropei. Aut ha messo in guardia contro il pericolo di una progressiva privatizzazione dello spazio, che potrebbe minare la sovranità nazionale; IV ha accusato il Governo di incoerenza, ignorando il ruolo dell'UE; AVS ha rifiutato una visione militarizzata, chiedendo una maggiore centralità del ruolo pubblico; M5S e PD hanno denunciato la fretta nell'approvazione del testo, la mancanza di un confronto parlamentare adeguato e la marginalizzazione delle istituzioni democratiche nel controllo delle infrastrutture strategiche.