La settimana scorsa, oltre all'esame di disegni di legge in sede consultiva, la 1a Commissione ha svolto le seguenti attività:
- Avvio dell'esame in sede referente, in Commissioni riunite con la
2a, del ddl n.
1509 di conversione del decreto-legge n. 48/2025 recante disposizioni
urgenti in materia di sicurezza, approvato dalla Camera dei
deputati il 29 maggio.
Il provvedimento introduce disposizioni per la prevenzione e il contrasto del terrorismo e della criminalità organizzata, tra le quali nuove fattispecie di reato in materia di detenzione di istruzioni per il compimento di atti terroristici. Si modifica il Codice antimafia in materia informazioni interdittive e di gestione di beni sequestrati e confiscati nonché le norme in materia di sostegno agli operatori economici vittime di usura. In tema di sicurezza urbana, si rafforza il contrasto dei reati di occupazione arbitraria di immobili, danneggiamento di immobili adibiti a funzioni pubbliche, delitti commessi nelle infrastrutture dei trasporti, truffe agli anziani. Sulla tutela del personale delle forze dell'ordine, si prevedono l'aggravamento delle pene per i reati di violenza o minaccia a pubblico ufficiale, la dotazione di videocamere per gli agenti in servizio di ordine pubblico e l'assistenza legale a favore del personale indagato per fatti inerenti all'attività di servizio. In materia di esecuzione penale, si favorisce l'attività lavorativa dei detenuti e si escludono dalla fruizione dei benefici penitenziari i soggetti di accertata pericolosità sociale o condannati per rivolte negli istituti carcerari o istigazione a disobbedire alle leggi sull'ordine pubblico. Il provvedimento riprende il testo del disegno di legge approvato dalla Camera il 18 settembre 2024 ed esaminato dalla Commissione Affari costituzionali del Senato (ddl n. 1236), con alcune modifiche riguardanti, tra l'altro, l'esecuzione penale delle detenute madri, l'acquisto di sim card telefoniche da parte dei migranti irregolari, gli obblighi delle amministrazioni pubbliche e delle società che erogano servizi di pubblica utlità di collaborazione e condivisione di dati con i Servizi di intelligence.
Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno, fissato in sede di convocazione, è scaduto martedì 3 giugno.
Nella seduta 1a pomeridiana del 3 giugno i senatori Lisei (FdI), per la 1a Commissione, ed Erika Stefani (LSP), per la 2a, hanno svolto le relazioni illustrative. Nella discussione generale sono intervenuti i senatori De Cristofaro (AVS), Cataldi (M5S), Bazoli (PD), Dafne Musolino e Scalfarotto (IV). Gli esponenti dell'opposizione hanno criticato il provvedimento sia sotto il profilo della procedura, per la decisione di interrompere l'iter di un disegno di legge lungamente discusso dalle Camere, trasferendone le disposizioni in un decreto-legge e svilendo il ruolo del Parlamento, sia dal punto di vista del merito, per la scelta di affrontare il malessere sociale con metodi repressivi, alterando l'equilibrio del sistema penale. Nella seduta 2a pomeridiana della stessa giornata il Presidente Balboni ha dato conto della presentazione di 131 emendamenti e 2 ordini del giorno, pubblicati in allegato al resoconto. Rilevata l'impossibilità di svolgerne l'esame entro le 17, orario previsto per l'avvio della discussione in Assemblea, ha proposto di riferire in Aula sulla mancata conclusione dei lavori in sede referente. Sulla proposta si è tenuto un dibattito con gli interventi del relatore Lisei, del sottosegretario per l'interno Molteni, dei senatori Giorgis, Parrini, Anna Rossomando (PD), Alessandra Maiorino, Ada Lopreiato (M5S), De Cristofaro (AVS), Scalfarotto (IV), Lombardo (Az) e Tosato (LSP). I rappresentanti dell'opposizione hanno chiesto il rinvio della discussione in Assemblea, ritenendo che il numero degli emendamenti presentati, non particolarmente alto, rendesse possibile la conclusione dell'esame in sede referente in tempo utile per la conversione del decreto entro il termine di decadenza del 10 giugno. La maggioranza, ritenendo impraticabile la richiesta, anche per l'esigenza di partecipazione alla campagna referendaria espressa dagli stessi senatori dell'opposizione, ha approvato la proposta del Presidente di riferire in Assemblea sulla mancata conclusione dei lavori in sede referente. - Seguito dell'esame in sede referente del ddl costituzionale n.
1353 su ordinamento giurisdizionale e Corte disciplinare
e degli abbinati ddl costituzionale n.
504 e petizione n.
98, avviato il 29
gennaio con la relazione illustrativa del Presidente Balboni
(FdI).
La proposta di iniziativa governativa, approvata in prima deliberazione dalla Camera dei deputati il 16 gennaio scorso, introduce nell'ordinamento il principio della separazione delle carriere dei magistrati, modificando le disposizioni costituzionali sugli organi di autogoverno della categoria. Al posto dell'attuale collegio unico, si prevede quindi l'istituzione di due organi distinti: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica e competenti, per le rispettive carriere, in materia di assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, valutazioni di professionalità e conferimenti di funzioni. La giurisdizione disciplinare su tutti i magistrati viene invece attribuita a un'Alta corte appositamente istituita. Ai fini della composizione dei tre collegi, il criterio elettivo vigente per l'attuale CSM viene integrato con quello dell'estrazione a sorte, con l'obiettivo di ridurre l'incidenza delle correnti organizzate nell'autogoverno della magistratura. È inoltre previsto, entro un anno dall'entrata in vigore delle nuove disposizioni costituzionali, l'adeguamento delle leggi ordinarie che disciplinano il CSM, l'ordinamento giudiziario e la giurisdizione disciplinare. Il ddl n. 504, presentato dalla senatrice Erika Stefani (LSP) e altri, oltre ad analoghe norme sulla separazione delle carriere e sull'istituzione di due distinti organi di autogoverno, prevede la modifica dell'articolo 112 della Costituzione, con l'aggiunta, alla disposizione "Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale" delle parole "nei casi e nei modi previsti dalla legge". Ciò in quanto si ritiene opportuno consentire al legislatore di poter intervenire sugli indirizzi politicamente rilevanti dell'azione di contrasto della criminalità esercitata dalla magistratura requirente.
La procedura informativa, avviata il 20 febbraio, si è conclusa l'11 marzo. Sono stati pubblicati su internet i documenti acquisiti dai soggetti sentiti in audizione. Il 12 marzo la Commissione ha adottato, a maggioranza, il ddl n. 1353 come testo base della discussione. Nelle cinque sedute tra il 18 e il 25 marzo si è svolta la discussione generale. Sono intervenuti i senatori Cataldi, Sabrina Licheri, Ada Lopreiato, Elisa Pirro, Felicia Gaudiano, Nave, Gisella Naturale, Ettore Licheri, Concetta Damante, Dolores Bevilacqua, Patuanelli, Alessandra Maiorino (M5S), Parrini, Bazoli, Valeria Valente, Anna Rossomando, Verini, Vincenza Rando, Giorgis (PD), Della Porta, De Priamo (FdI), Mariastella Gelmini (Cd'I), Zanettin (FI-BP), De Cristofaro (AVS), Scalfarotto, Musolino (IV) e Potenti (LSP). I senatori di IV hanno ricordato che il proprio Gruppo ha espresso alla Camera un voto di astensione, non essendo contrario al principio della separazione delle carriere ma giudicando negativamente l'introduzione del sorteggio e il mancato intervento sul principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, ritenuto inattuabile. Gli altri esponenti dell'opposizione hanno sostenuto che la separazione delle carriere rappresenta un passo verso il controllo governativo della magistratura requirente e il conseguente indebolimento dello Stato di diritto. I senatori della maggioranza hanno replicato che la separazione delle carriere non intacca ma rafforza l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e che le nuove norme sul sorteggio sono volte ad impedire le degenerazioni correntizie nella formazione degli organi di autogoverno. Il Presidente e relatore Balboni e il vice ministro per la giustizia Sisto, intervenuti in replica, hanno affermato che la seprarazione delle carriere rappresenta il completamento della riforma del processo penale attuata nel 1989, con il passaggio dal rito inquisitorio a quello accusatorio. Il 25 marzo sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati. Il 26 marzo, dopo le comunicazioni sugli emendamenti dichiarati improponibili o inammissibili, è stata avviata l'illustrazione degli emendamenti, proseguita nelle sedute del 1°, del 2, del 3, del 15 e del 23 aprile. Nelle seduta del 29 aprile è iniziata la votazione degli emendamenti, proseguita il 30 aprile, il 6, 7, 13, 14, 15, 20, 21, 28 e 29 maggio. Nelle sedute del 20 e 28 maggio si è svolto un dibattito sull'applicazione della "regola del canguro", proposta dal Presidente Balboni per unificare e ridurre le votazioni riferite a proposte di mera forma a carattere ostruzionistico. I senatori dell'opposizione hanno contestato la legittimità della procedura, ritenendola inapplicabile alla votazioni in Commissione di disegni di legge costituzionali. In esito al parere favorevole espresso dalla Giunta per il Regolamento, la regola è stata comunque applicata a partire dalla seduta del 28 maggio.
Nella seduta del 4 giugno è proseguita la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 3. Nessuna delle proposte di modifica esaminte finora è risultata approvata.
Nelle convocazioni di questa settimana è prevista una sola seduta plenaria, martedì 10 alle 12, per il rinnovo della Commissione, con l'elezione del Presidente, dei Vice Presidenti e dei Segretari. Il calendario sarà integrato con ulteriori sedute nel corso della settimana.