Legislatura 19ª - 1ª e 2ª riunite - Resoconto sommario n. 64 del 03/06/2025
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IN SEDE REFERENTE
(1509) Conversione in legge del decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell'usura e di ordinamento penitenziario, approvato dalla Camera dei deputati
(Seguito esame )
Prosegue l'esame, sospeso nella prima seduta pomeridiana odierna.
Il PRESIDENTE comunica che, alla scadenza del termine, previsto alle ore 15 di oggi, stati presentati 131 emendamenti e due ordini del giorno, pubblicati in allegato.
Considerato che, a partire dalle ore 17, è previsto l'avvio della discussione in Assemblea, propone di riferire in Aula circa l'impossibilità di concludere i lavori in sede referente.
Il relatore LISEI (FdI), anche a nome della correlatrice Stefani, concorda con la proposta del Presidente. Anche se gli emendamenti sono in numero molto ridotto, rispetto a quello delle proposte riferite al disegno di legge n. 1236, ritiene che non vi sia un margine di tempo sufficiente per concludere l'esame in sede referente.
Il sottosegretario MOLTENI concorda con il relatore.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP), intervenendo sull'ordine dei lavori, ricorda che il decreto deve essere convertito in legge, a pena di decadenza, entro martedì 10 giugno. A suo avviso, sarebbe opportuno un rinvio, per consentire ai senatori della maggioranza di prendere consapevolezza dell'importanza del ruolo del Parlamento, che dovrebbe riappropriarsi della propria funzione prevista dalla Costituzione, lasciando decadere il decreto. Del resto, non vi sarebbero conseguenze negative, in quanto non vi sarebbero ricadute economiche né aspettative disilluse. Al contrario, si tornerebbe a garantire la certezza del diritto, posto che l'introduzione di nuove fattispecie penali richiederebbe del tempo, quello che trascorre prima della pubblicazione di una legge in Gazzetta Ufficiale, affinché i relativi effetti siano conoscibili dai cittadini.
La senatrice MAIORINO (M5S) ritiene che si potrebbe chiedere alla Presidenza del Senato un rinvio dell'esame del disegno di legge in titolo in Assemblea, in modo da completare i lavori in sede referente. Con l'impegno delle opposizioni a non porre in essere pratiche ostruzionistiche, si potrebbe completare la votazione dei 131 emendamenti entro la giornata di domani, per poi convocare l'Aula lunedì 9 giugno, dopo la chiusura dei seggi per i referendum e i turni di ballottaggio delle comunali. In questo modo, si potrebbe approvare il decreto-legge senza forzature, nei tempi prestabiliti, e senza ledere le prerogative del Parlamento.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) condivide le considerazioni della senatrice Maiorino e del senatore Giorgis. Del resto, il numero di emendamenti è compatibile con un esame articolato e senza ricorrere al voto di fiducia.
Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) osserva che l'indisponibilità ad accogliere la proposta delle opposizioni è coerente con la scelta di espropriare le Camere della loro funzione legislativa. Nota, provocatoriamente, che si potrebbe quasi passare a una forma di governo differente, che riconosca ogni potere all'Esecutivo, con una sorta di "premierato rafforzato".
Il senatore LOMBARDO (Misto-Az-RE) concorda con la proposta di esaminare i 131 emendamenti, rinviando l'esame in Assemblea, per evitare che diventi abituale la prassi di non concludere i lavori in sede referente.
La senatrice LOPREIATO (M5S), nel sottolineare che erano immaginabili sia la proposta di andare in Aula senza relatore sia l'apposizione della questione di fiducia da parte del Governo, chiede che si inizi fin da subito a votare gli emendamenti procedendo anche fino a tarda sera.
Il relatore LISEI (FdI) sottolinea che era atteso un ridotto numero di emendamenti, a fronte dei 1360 presentati sul disegno di legge n. 1236, proprio perché già era previsto che alle ore 17 iniziasse la discussione in Aula. Peraltro, ricorda che le opposizioni avevano chiesto di non convocare sedute di Commissione nella giornata di giovedì 5 giugno, per consentire la partecipazione dei senatori alle iniziative per la campagna referendaria. Ritiene quindi che sia stato presentato un numero limitato di proposte emendative al solo fine di formulare in modo pretestuoso una differente proposta di organizzazione dei lavori. In ogni caso, rileva l'impossibilità di esaminare anche solo 131 emendamenti in meno di un'ora.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) ritiene inaccettabile che non si possa modificare neanche l'orario di avvio dei lavori in Aula.
Il senatore TOSATO (LSP-PSd'Az) osserva che il cronoprogramma ipotizzato dalle opposizioni non tiene conto della eventualità che sia approvato anche un solo emendamento, rendendo necessaria una terza lettura da parte della Camera dei deputati, con conseguente decadenza del decreto.
La senatrice ROSSOMANDO (PD-IDP), dopo aver precisato che la Commissione giustizia è convocata anche per giovedì 5 giugno, replica al senatore Tosato sottolineando che, nell'impossibilità di svolgere una terza lettura, il decreto decadrebbe. In tal caso, si potrebbe riprendere l'esame del disegno di legge n. 1236, già protrattosi per quattordici mesi, durante i quali è stata riscontrata l'esigenza di apportare molte correzioni anche dal punto di vista tecnico.
Il PRESIDENTE, preso atto dell'orientamento maggioritario circa l'impossibilità di concludere l'esame in sede referente, comunica che riferirà all'Assemblea sull'andamento dei lavori nelle Commissioni riunite.
Le Commissioni riunite prendono atto.
La seduta termina alle ore 16,40.