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12 maggio 2025 | Numero 100

Reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni, modifiche allo Statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia, elezione del sindaco nei comuni con più di 15.000 abitanti, adeguamento del numero di consiglieri e assessori regionali, cittadinanza italiana, esequie di Papa Francesco, semplificazione delle attività economiche, conversione dei decreti-legge, memoria delle vittime degli stupri di guerra, ordinamento giurisdizionale e Corte disciplinare

Reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni

La settimana scorsa, oltre all'esame di disegni di legge in sede consultiva, la 1a Commissione ha svolto le seguenti attività:

  • Seguito dell'esame in sede referente, in Commissioni riunite con la 10a, del ddl n. 1468, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 25/2025 recante misure urgenti in materia di reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni, avviato il 29 aprile con l'illustrazione del senatore De Priamo (FdI), relatore per la 1a Commissione, anche a nome della senatrice Murelli (LSP), relatrice per la 10a.
    Il provvedimento, approvato dalla Camera dei deputati il 23 aprile, istituisce un nuovo percorso di accesso alle amministrazioni delle regioni e degli enti locali per i diplomati degli Istituti tecnologici superiori, che potranno essere assunti con contratti a tempo determinato e successivamente proseguire la formazione usufruendo di un contributo per il conseguimento della laurea. Ulteriori disposizioni riguardano l'ampliamento delle competenze delle Commissioni RIPAM (riqualificazione delle pubbliche amministrazioni), l'utilizzo delle graduatorie concorsuali vigenti, l'assegnazione di ulteriori risorse agli enti locali, con particolare riferimento ai territori recentemente colpiti da eventi sismici e alluvionali, e l'armonizzazione dei trattamenti economici accessori delle amministrazioni centrali.
    Il 29 aprile si è svolta la discussione generale, con l'intervento dei senatori Giorgis, Susanna Camusso, Parrini (PD), Magni, Aurora Floridia (M5S), Annamaria Furlan (IV), Cataldi, Mazzella (M5S), Tosato (LSP), del Presidente Balboni (FdI) e, in replica, del relatore De Priamo. Gli esponenti dell'opposizione hanno contestato l'eccessivo ricorso alla decretazione d'urgenza da parte del Governo e alla prassi del monocameralismo di fatto, che anche nel caso in oggetto lascia pochissimo tempo per l'esame da parte del Senato, e hanno chiesto lo svolgimento di un ciclo di audizioni. Gli esponenti della maggioranza hanno sostenuto le ragioni specifiche dell'urgenza del provvedimento in esame, rinviando, per quanto riguarda il superamento del monocameralismo di fatto, ai lavori già avviati sul ddl costituzionale n. 574 e connessi. La proposta di svolgimento di audizioni, posta ai voti, è risultata respinta. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 5 maggio.
    Nella seduta del 6 maggio il Presidente Zaffini (FdI) ha dato conto della presentazione di 403 emendamenti e 8 ordini del giorno, pubblicati in allegato al resoconto. Ha quindi rilevato l'impossibilità di concludere l'esame, per l'imminente avvio della discussione in Assemblea, impegnandosi a riferire sui lavori svolti dalle Commissioni riunite.
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl costituzionale n. 1279 recante modifiche allo Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia, avviato il 25 febbraio con la relazione della senatrice Pirovano (LSP).
    Il disegno di legge, d'iniziativa del Consiglio regionale friulano, approvato in prima deliberazione dalla Camera dei deputati il 23 ottobre scorso, ponendosi criticamente nei confronti dell'abolizione delle province e del trasferimento alle Regioni delle relative competenze operata con la Legge costituzionale n. 1/2016, reca la proposta di modificare lo Statuto regionale per prevedere nuovamente l'istituzione, da attuare successivamente con legge regionale, di adeguati enti di area vasta dotati di autonomia politica, con organi eletti direttamente dai cittadini, intermedi tra la regione e i comuni, attribuendo alla loro competenza la titolarità delle funzioni già svolte dalle soppresse province.
    Il 29 aprile si è svolta la procedura informativa. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto l'8 maggio.
    Nella seduta del 6 maggio si è svolta la discussione generale. Il senatore Parrini (PD) ha evidenziato il contrasto tra la proposta in esame e alcuni principi desumibili dalla giurisprudenza della Corte costituzionale. Il senatore Cataldi (M5S) ha sostenuto l'opportunità di approvare la proposta sul ripristino dell'elettività delle province, di cui ai ddl n. 57 e connessi già incardinati, prima di varare norme specifiche per il Friuli-Venezia Giulia. Il senatore Durnwalder (Aut) ha chiesto chiarimenti su alcune disposizioni particolari. Il ministro per gli affari regionali e le autonomie Calderoli, intervenuto in replica, ha osservato, tra l'altro, che la natura costituzionale dell'atto consente al disegno di legge in esame di superare i limiti posti dalla giurisprudenza costituzionale alla legislazione ordinaria.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute di mercoledì 14 alle 8,30 e giovedì 15 alle 9.
  • Avvio dell'esame in sede referente del ddl n. 1451 in materia di elezione del sindaco nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, presentato dal senatore Malan (FdI) e altri.
    La proposta è volta a modificare la norma sui ballottaggi nelle elezioni dei sindaci dei grandi comuni, per stabilire che per essere eletti al primo turno è sufficiente il 40%, anziché il 50% dei voti validi come attualmente previsto. Muovendo dalla constatazione del crescente astensionismo nei secondi turni delle consultazioni elettorali, si intende così limitare il numero dei sindaci eletti al ballottaggio con numero di voti molto basso, talvolta inferiore a quello conseguito al primo turno da altri candidati. Sono inoltre modificate di conseguenza le disposizioni sull'assegnazione del 60% dei seggi del Consiglio comunale alle liste collegate al sindaco risultato eletto.
    Nella seduta del 6 maggio il Presidente Balboni (FdI) ha svolto la relazione illustrativa. I senatori Parrini (PD), De Cristofaro (AVS), Cataldi (M5S) e Musolino (IV) hanno chiesto lo svolgimento di audizioni. I senatori Durnwalder (Aut), Gelmini (Cd'I), Ternullo (FI-BP), Pirovano (LSP), Lisei (FdI), nonché il Presidente e relatore Balboni, si sono espressi in senso contrario, ritenendo la Commissione dotata di competenze adeguate allo svolgimento dell'esame. Considerando la richiesta unitaria da parte delle opposizioni, su proposta del Presidente, la Commissione ha comunque deliberato lo svolgimento di limitate audizioni, fissando alle 18 di lunedì 12 maggio il termine per l'indicazione di due soggetti per ciascun Gruppo.
  • Avvio dell'esame in sede redigente del ddl n. 1452, sull'adeguamento del numero di consiglieri e assessori regionali, presentato dal senatore Malan (FdI) e altri.
    La proposta è volta a modificare l'articolo 14 del decreto-legge 138/2011, per attenuare la rigidità del criterio di determinazione del numero dei consiglieri e degli assessori regionali, ancorato alla consistenza demografica della popolazione residente. L'introduzione di una maggiore flessibilità è ritenuta opportuna per evitare che scostamenti anche minimi possano determinare mutamenti dannosi alla stabilità e funzionalità degli organi rappresentativi. Si stabilisce quindi di non variare il numero di consiglieri regionali entro un margine del 5% rispetto alle soglie stabilite dalla norma vigente e si prevede la facoltà di nominare fino a due assessori aggiuntivi per le regioni con determinate consistenze demografiche.
    Nella seduta del 6 maggio il Presidente Balboni (FdI) ha svolto la relazione illustrativa. Per quanto riguarda la procedura informativa, su proposta del Presidente la Commissione ha deliberato di non svolgere audizioni, come era stato richiesto dal senatore Cataldi (M5S), ma di acquisire contributi scritti dai soggetti esterni indicati, nel numero di due per ciascun Gruppo, entro le 18 di lunedì 12 maggio.
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl n. 1432 di conversione del decreto-legge 28 marzo 2025, n. 36, recante disposizioni urgenti in materia di cittadinanza, avviato il 2 aprile (1a pomeridiana) con la relazione del senatore Lisei (FdI).
    Per impedire con effetto immediato gli abusi da parte di stranieri che chiedono la cittadinanza senza avere effettivi legami con l'Italia, per esclusive ragioni di ingresso e soggiorno nell'Unione europea, il decreto n. 36/2025 ha introdotto in via d'urgenza alcune disposizioni sistematicamente collegate al disegno di legge sulla cittadinanza approvato contestualmente al decreto. In particolare si limita la trasmissione delle cittadinanza a chi ha un genitore o un nonno italiano, escludendo i discendenti successivi alla seconda generazione. Si richiede inoltre che il discendente sia nato in Italia o abbia un genitore che abbia risieduto in Italia per almento due anni. Ulteriori disposizioni in materia di accertamento giudiziale stabiliscono l'esclusione del giuramento e della testimonianza quali mezzi di prova e che spetta al richiedente l'onere di provare l'insussistenza di cause relative alla perdita o al mancato acquisto della cittadinanza. Per ulteriori approfondimenti si rinvia al dossier predisposto dai Servizi studi del Parlamento. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è stato fissato alle 17 di mercoledì 16 aprile.
    La procedura informativa, in forma congiunta con i ddl n. 98 e abbinati in materia di riacquisto della cittadinanza italiana, si è svolta nella settimana tra l'8 e il 10 aprile in quattro sedute dell'Ufficio di Presidenza. I documenti acquisiti nel corso delle audizioni sono stati pubblicati su internet. Il 10, il 15 e il 16 aprile si è svolta la discussione generale. Sono intervenuti i senatori Giacobbe, Francesca Lamarca, Nicita, Giorgis (PD), Menia (FdI), Tosato (LSP), Cataldi (M5S), Dafne Musolino (IV), De Cristofaro (AVS) e Mariastella Gelmini (Cd'I). Gli esponenti dell'opposizione hanno criticato molteplici aspetti del provvedimento, in particolare per la scelta di ricorrere alla decretazione d'urgenza in una materia di rilievo costituzionale. I rappresentanti della maggioranza nonché il relatore Lisei e il sottosegretario agli esteri Silli, intervenuti in replica, hanno giustificato l'urgenza del provvedimento con la proliferazione di richieste di cittadinanza da parte di stranieri, soprattutto argentini e brasiliani, intenzionati a utilizzare le proprie ascendenze non per recuperare un legame con l'Italia ma per ragioni strumentali al soggiorno e al transito negli Stati Uniti o in altri Paesi dell'UE. Il 23 aprile sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati e, con gli interventi dei senatori Menia (FdI) e Borghese (Cd'I), ne è stata avviata l'illustrazione, conclusa il 29 con gli interventi dei senatori Giacobbe (PD), Cataldi (M5S) e Tosato (LSP).
    Nella seduta del 6 maggio il Presidente Balboni ha comunicato gli emendamenti dichiarati improponibili e ha dato conto della presentazione dei due emendamenti del Governo 1.500, sulla disciplina transitoria dei procedimenti di concessione della cittadinanza in corso di definizione, e 1.0.500, sul riacquisto della cittadinanza da parte di ex cittadini italiani. L'8 maggio è iniziata la votazione degli emendamenti. Sono risultate approvate, oltre alla citata 1.500, le proposte 1.8 (testo 2) (e altre riformulate in testo identico) e 1.21 (testo 2) (e altre riformulate in testo identico), in materia di eccezioni alla regola di non considerare come cittadino italiano chi sia nato all'estero e sia in possesso di altra cittadinanza, la 1.26 (testo 2) (e altre riformulate in testo identico), 1.47 (testo 2) (e altre riformulate in testo identico), 1.72 e 1.75 su altre ipotesi di acquisto o riacquisto della cittadinanza da parte di oriundi nonché apolidi e stranieri con un genitore italiano.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute di martedì 13 alle 13, di mercoledì 14 alle 8,30 e alle 14, di giovedì 15 alle 9.
  • Seguito e conclusione dell'esame in sede referente del ddl n. 1466, di conversione del decreto-legge n. 54/2025 recante disposizioni urgenti per le esequie di Papa Francesco e la cerimonia per l'inizio del nuovo pontificato, avviato il 29 aprile con la relazione del Presidente Balboni (FdI), in sostituzione della relatrice Ternullo (FI-BP).
    Il provvedimento autorizza il Capo della Protezione civile ad assumere ordinanze in materia di mobilità e accoglienza nonché di reperimento di beni strumentali e di quant'altro occorra al fine di garantire l'ordinata partecipazione dei fedeli agli eventi celebrativi in titolo. È anche prevista la facoltà di derogare agli atti di indirizzo sulle manifestazioni pubbliche e di ricorrere alle procedure straordinarie previste dal Codice dei contratti pubblici, di intesa con il Ministero dell'Interno e operando in raccordo con il Prefetto di Roma, il Commissario di Governo per il Giubileo, il Presidente della Regione Lazio e il Sindaco di Roma. Per ulteriori approfondimenti è disponibile il dossier predisposto dai Servizi studi del Parlamento.
    Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 6 maggio.
    Nella seduta del 6 maggio il Presidente Balboni ha comunicato che non sono stati presentati emendamenti né ordini del giorno. L'8 maggio, acquisito il parere non ostativo della Commissione bilancio, è stato conferito al Presidente Balboni, facente funzioni di relatore, il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge, nel testo presentato dal Governo.
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl n. 1184 in materia di semplificazione delle attività economiche, avviato il 18 settembre 2024 con la relazione del senatore Della Porta (FdI).
    La proposta, di iniziativa governativa, introduce misure in favore delle attività economiche, turistiche e della navigazione, tra cui la riduzione da 12 a 6 mesi del termine per l'esercizio dell'annullamento d'ufficio del provvedimento amministrativo. Per i cittadini sono semplificate una serie di norme relative, tra l'altro, alla circolazione giuridica dei beni provenienti da donazioni, al permesso di costruire su immobili vincolati, al rilascio di autorizzazioni, ai termini per la dichiarazione di assenza e morte presunta. In materia scolastica, il ddl interviene sui pagamenti dei contributi alle scuole paritarie, sui progetti del servizio educativo per l'infanzia e il loro finanziamento, sulla continuità del conferimento delle supplenze per i docenti di sostegno, sul procedimento di approvazione degli statuti e dei regolamenti delle Università e quello per il riconoscimento dei Consorzi Universitari. Ulteriori misure riguardano la salute, intervenendo tra l'altro sull'erogazione in farmacia di prestazioni del Servizio sanitario nazionale e modificando la norma in materia di riconoscimento dei diritti delle persone sordocieche.
    La procedura informativa in Ufficio di Presidenza, avviata il 23 ottobre 2024, si è conclusa il 13 marzo. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 23 aprile. Il 29 aprile sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati.
    Nella seduta del 6 maggio il Presidente Balboni ha dato conto della presentazione di alcune riformulazioni, pubblicate in allegato al resoconto. L'8 maggio è stata pubblicata un'ulteriore riformulazione ed è stato annunciato il ritiro di alcuni emendamenti.
  • Seguito dell'esame in sede referente dei ddl costituzionali n. 574, n. 892, n. 976 e n. 1137 sulla modifica dell'articolo 77 della Costituzione in materia di conversione in legge dei decreti-legge, avviato il 27 settembre 2023 con la relazione del Presidente Balboni (FdI).
    La proposta n. 574, presentata dal senatore Paroli (FI), prevede l'estensione da 60 a 90 giorni del termine per la conversione dei decreti-legge stabilito dall'articolo 77 della Costituzione, con l'obiettivo di consentire alle Camere un maggiore approfondimento nell'esame dei provvedimenti d'urgenza emanati dal Governo. Analoga disposizione è contenuta nella proposta n. 892, d'iniziativa del senatore Tosato (LSP), incardinata il 30 novembre 2023, che stabilisce inoltre il termine di 60 giorni per il ramo del Parlamento che esamina il decreto in prima lettura, così da garantire anche all'altro ramo almeno 30 giorni di tempo. Il ddl n. 976, Giorgis (PD) e altri, incardinato l'8 maggio 2024, non prevede la modifica del procedimento di conversione ma la limitazione della decretazione d'urgenza alle «misure di immediata applicazione e di carattere specifico e omogeneo» concernenti determinate materie (pubbliche calamità, sicurezza nazionale, norme finanziarie, obblighi di appartenenza all'UE). Per gli altri disegni di legge urgenti, si attribuisce al Governo la facoltà di chiederne l'approvazione alle Camere entro 70 giorni, estensibili a ulteriori 15. Sono inoltre previste nuove prerogative a favore di Gruppi di opposizione nell'organizzazione dei lavori, la cui attuazione è delegata ai regolamenti parlamentari. Il ddl n. 1137, d'iniziativa della senatrice Gelmini (Az), incardinato il 18 giugno 2024, analogamente al n. 976 propone di limitare la decretazione d'urgenza ai provvedimenti riguardanti un circoscritto numero di materie. Le audizioni informali, avviate il 18 giugno, si sono concluse il 9 luglio.
    Nella seduta del 6 maggio il Presidente Balboni, in qualità di relatore, ha illustrato il ddl costituzionale n. 1246, Maiorino (M5S) e altri, che per limitare l'abuso della decretazione d'urgenza integra gli attuali presupposti per l'emanazione dei decreti-legge con ulteriori, più stringenti requisiti. Prevede inoltre la facoltà del Governo di richiedere, per i disegni di legge considerati prioritari, un iter accelerato con approvazione entro 120 giorni. Il Presidente Balboni ha poi illustrato il ddl n. 1392, Matera (FdI), che assegna a un decimo dei componenti di ciascuna Camera la facoltà di chiedere l'estensione da 60 a 90 giorni del termine per la conversione dei decreti-legge. La Commissione ha quindi convenuto sull'abbinamento delle due proposte in trattazione congiunta con gli altri disegni di legge di argomento affine già incardinati. I senatori Musolino (IV) e De Cristofaro (AVS) hanno preannunciato la presentazione di ulteriori proposte di iniziativa dei rispettivi Gruppi.
    Questa settimana è previsto l'avvio dell'esame del ddl n. 1244, Musolino e altri, di argomento affine, che sarà abbinato in trattazione congiunta con i ddl già incardinati n. 574 e connessi.
  • Seguito dell'esame in sede referente dei ddl n. 836 e n. 1255 sulla Giornata in memoria delle vittime degli stupri di guerra del 1943-1944, avviato il 17 ottobre 2023 con la relazione del Presidente Balboni (FdI), in sostituzione del relatore Occhiuto (FI-BP).
    Il ddl n. 836, del senatore De Priamo e altri, si propone di istituire la ricorrenza in titolo nella data del 18 maggio, in memoria della giornata del 1944 nella quale si verificò il superamento della linea Gustav da parte delle truppe alleate, cui fecero seguito i drammatici atti di violenza commessi in particolare dalle truppe coloniali inquadrate nel Corpo di spedizione francese. L'iniziativa, volta ad affermare il ripudio della guerra e la condanna di ogni efferato crimine che offende la libertà dei popoli, comprende anche l'istituzione di uno specifico Fondo per offrire un risarcimento a chi fu vittima di omicidi e stupri. Il ddl n. 1255, presentato dal senatore Gasparri (FI-BP), intende promuovere la conoscenza e il ricordo dei crimini commessi dal Corpo di spedizione francese a danno delle popolazioni civili nel mese di maggio del 1944, in seguito allo sfondamento della Linea Gustav, sul territorio laziale, soprattutto nelle province di Frosinone e Latina. Le violenze e gli sturpi di massa produssero tragici effetti a lungo termine, quali gravidanze indesiderate, suicidi, patologie psichiatriche, emigrazione forzata per sfuggire allo stigma di «marocchinata». Al finanziamento delle inizitive culturali e celebrative, disciplinate dall'articolo 3, è destinato uno stanziamento annuale di 150.000 euro per tre anni.
    Il 24 settembre 2024 il Presidente Balboni (FdI) ha dato conto della richiesta, accolta in pari data dal Presidente del Senato, di trasferire dalla sede redigente a quella referente l'assegnazione del ddl n. 1126, in modo da esaminarlo congiuntamente al n. 836 già incardinato. Il 25 settembre, dopo l'illustrazione del ddl n. 1126 da parte del relatore, la Commissione ha convenuto di procedere alla trattazione congiunta dei due testi. Il 1° ottobre il senatore Gasparri ha ritirato il ddl n. 1126 e ne ha presentato uno di identico contenuto, il n. 1255, con diverso titolo, dal quale è stato espunto il termine "marocchinate" per la connotazione dispregiativa. Il 2 ottobre il ddl n. 1255 è stato abbinato in discussione congiunta con il n. 836. Il 10 dicembre si sono svolte le audizioni informali in Ufficio di Presidenza. I documenti acquisiti nel corso della procedura informativa sono stati pubblicati su internet. Il 1° aprile la Commissione ha deliberato di adottare come testo base della discussione il ddl n. 836. Il 29 aprile sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati.
    Nella seduta del 6 maggio si è svolta l'illustrazione degli emendamenti, con gli interventi dei senatori Maiorino (M5S) e De Cristofaro (AVS).
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl costituzionale n. 1353 su ordinamento giurisdizionale e Corte disciplinare e dell'abbinato ddl costituzionale n. 504, di argomento affine, avviato il 29 gennaio con la relazione illustrativa del Presidente Balboni (FdI).
    La proposta di iniziativa governativa, approvata in prima deliberazione dalla Camera dei deputati il 16 gennaio scorso, introduce nell'ordinamento il principio della separazione delle carriere dei magistrati, modificando le disposizioni costituzionali sugli organi di autogoverno della categoria. Al posto dell'attuale collegio unico, si prevede quindi l'istituzione di due organi distinti: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica e competenti, per le rispettive carriere, in materia di assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, valutazioni di professionalità e conferimenti di funzioni. La giurisdizione disciplinare su tutti i magistrati viene invece attribuita a un'Alta corte appositamente istituita. Ai fini della composizione dei tre collegi, il criterio elettivo vigente per l'attuale CSM viene integrato con quello dell'estrazione a sorte, con l'obiettivo di ridurre l'incidenza delle correnti organizzate nell'autogoverno della magistratura. È inoltre previsto, entro un anno dall'entrata in vigore delle nuove disposizioni costituzionali, l'adeguamento delle leggi ordinarie che disciplinano il CSM, l'ordinamento giudiziario e la giurisdizione disciplinare. Il ddl n. 504, presentato dalla senatrice Erika Stefani (LSP) e altri, oltre ad analoghe norme sulla separazione delle carriere e sull'istituzione di due distinti organi di autogoverno, prevede la modifica dell'articolo 112 della Costituzione, con l'aggiunta, alla disposizione "Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale" delle parole "nei casi e nei modi previsti dalla legge". Ciò in quanto si ritiene opportuno consentire al legislatore di poter intervenire sugli indirizzi politicamente rilevanti dell'azione di contrasto della criminalità esercitata dalla magistratura requirente.
    La procedura informativa, avviata il 20 febbraio, si è conclusa l'11 marzo. Sono stati pubblicati su internet i documenti acquisiti dai soggetti sentiti in audizione. Il 12 marzo la Commissione ha adottato, a maggioranza, il ddl n. 1353 come testo base della discussione. Nelle cinque sedute tra il 18 e il 25 marzo si è svolta la discussione generale. Sono intervenuti i senatori Cataldi, Sabrina Licheri, Ada Lopreiato, Elisa Pirro, Felicia Gaudiano, Nave, Gisella Naturale, Ettore Licheri, Concetta Damante, Dolores Bevilacqua, Patuanelli, Alessandra Maiorino (M5S), Parrini, Bazoli, Valeria Valente, Anna Rossomando, Verini, Vincenza Rando, Giorgis (PD), Della Porta, De Priamo (FdI), Mariastella Gelmini (Cd'I), Zanettin (FI-BP), De Cristofaro (AVS), Scalfarotto, Musolino (IV) e Potenti (LSP). I senatori di IV hanno ricordato che il proprio Gruppo ha espresso alla Camera un voto di astensione, non essendo contrario al principio della separazione delle carriere ma giudicando negativamente l'introduzione del sorteggio e il mancato intervento sul principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, ritenuto inattuabile. Gli altri esponenti dell'opposizione hanno sostenuto che la separazione delle carriere rappresenta un passo verso il controllo governativo della magistratura requirente e il conseguente indebolimento dello Stato di diritto. I senatori della maggioranza hanno replicato che la separazione delle carriere non intacca ma rafforza l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e che le nuove norme sul sorteggio sono volte ad impedire le degenerazioni correntizie nella formazione degli organi di autogoverno. Il Presidente e relatore Balboni e il vice ministro per la giustizia Sisto, intervenuti in replica, hanno affermato che la seprarazione delle carriere rappresenta il completamento della riforma del processo penale attuata nel 1989, con il passaggio dal rito inquisitorio a quello accusatorio. Il 25 marzo sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati. Il 26 marzo, dopo le comunicazioni sugli emendamenti dichiarati improponibili o inammissibili, è stata avviata l'illustrazione degli emendamenti, proseguita nelle sedute del 1°, del 2, del 3, del 15 e del 23 aprile. Nelle sedute del 29 e 30 aprile è iniziata la votazione degli emendamenti.
    Nella seduta del 6 e nelle due sedute del 7 maggio (antimeridiana e notturna) è proseguita la votazione degli emendamenti all'articolo 2. Tutte le proposte messe in votazione sono risultate respinte.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute di martedì 13 e mercoledì 14 alle 20 nonché di giovedì 15 alle 9 e alle 13.

Nelle convocazioni di questa settimana non sono previste ulteriori attività.