La settimana scorsa, oltre all'esame di disegni di legge in sede consultiva, la 1a Commissione ha svolto le seguenti attività:
- Avvio dell'esame in sede redigente del ddl di iniziativa governativa
n.
1314, recante abrogazione di atti normativi prerepubblicani
relativi al periodo dal 1861 al 1946, approvato dalla Camera dei
deputati il 12 novembre 2024.
La proposta dispone, all'articolo 1, comma 1, l'abrogazione dei regi decreti indicati nei primi quattro allegati, suddivise nei diversi intervalli cronologici 1861-1870, 1871-1890, 1891-1920 e 1921-1946. Al comma 2 sono abrogati atti normativi diversi dai regi decreti, suddivisi in otto allegati. Nel corso dell'esame alla Camera dei deputati sono state approvate modifiche, sia per integrare gli elenchi con ulteriori atti da abrogare sia per espungerne alcuni tuttora produttivi di effetti che è stato ritenuto opportuno mantenere in vigore. Per ulteriori approfondimenti si rinvia al dossier predisposto dai Servizi Studi del Parlamento.
Nella seduta del 18 febbraio il senatore De Priamo (FdI) ha svolto la relazione illustrativa. I senatori Giorgis (PD) e Cataldi (M5S) sono intervenuti per rilevare il rischio di abrogare atti con effetti normativi che dovrebbero essere preservati. Il ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa Casellati, dopo aver sottolineato l'importanza della proposta, sollecitata anche in sede europea, per consolidare la certezza dei rapporti giuridici e accrescere la competitività dell'Italia, ha replicato che il testo è frutto di un'operazione lunga e complessa che ha impegnato molte risorse e richiesto la collaborazione di tutti i Ministeri competenti per materia in relazione ai temi trattati.
Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute plenarie di martedì 25 alle 14,30 e mercoledì 26 alle 14. - Seguito dell'esame in sede referente del ddl n.
1192, recante deleghe al Governo per la semplificazione
normativa, avviato il 18
settembre con la relazione del senatore Tosato (LSP).
Nel quadro delle riforme previste dal PNRR, la proposta, di iniziativa governativa, prevede una legge annuale di semplificazione normativa, da predisporre in base alle richieste pervenute dai ministeri entro il 30 giugno di ogni anno, con l'obiettivo di riordinare e codificare la normativa vigente, anche mediante delega legislativa. Sono inoltre previste misure per la valutazione d'impatto e la digitalizzazione dell'attività normativa.
La procedura informativa, avviata il 10 ottobre, si è conclusa il 17. I documenti acquisiti dai soggetti sentiti in audizione sono stati pubblicati su internet. La discussione generale, avviata il 23 ottobre, si è conclusa il 29. Il 12 novembre sono stati pubblicati gli emendamenti e l'ordine del giorno presentati.
Nella seduta del 18 febbraio il relatore Tosato ha illustrato il nuovo emendamento 10.0.500, di propria iniziativa, pubblicato in allegato al resoconto unitamente alla riformulazione di un altro emendamento) volto a inserire nella proposta una delega al Governo per il riordino degli osservatori istituiti presso la Presidenza del Consiglio con competenze in materia di famiglia, natalità, pedopornografia, violenza contro le donne. Il termine per la presentazione dei relativi subemendamenti è stato fissato alle 15 di giovedì 20 febbraio. Il ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa Casellati ha preannunciato la presentazione di quattro nuovi emendamenti di iniziativa governativa.
Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute di martedì 25 alle 14,30 e mercoledì 26 alle 14. - Seguito dell'esame in sede referente, in Commissioni riunite con la
2a, del ddl n. n.
1236 su disposizioni in materia di sicurezza pubblica,
avviato il 1°
ottobre con le relazioni illustrative dei senatori Lisei (FdI),
per la 1a Commissione, e Stefani (LSP), per la 2a.
Il provvedimento, approvato dalla Camera dei deputati il 18 settembre, prevede l'introduzione di disposizioni per la prevenzione e il contrasto del terrorismo e della criminalità organizzata, tra le quali nuove fattispecie di reato in materia di detenzione di istruzioni per il compimento di atti terroristici, e reca modifiche al Codice antimafia in materia di gestione di beni sequestrati e confiscati. In materia di sicurezza urbana, il disegno di legge prevede modifiche al codice penale e al codice di procedura penale su circostanze aggravanti comuni e di truffa, il danneggiamento in occasione di manifestazioni, l'impedimento alla libera circolazione su strada e il contrasto dell'occupazione arbitraria di immobili destinati a domicilio altrui. Sulla tutela del personale in servizio, il Capo III introduce alcune modificazioni al codice penale, il rafforzamento della sicurezza degli istituti penitenziari e la dotazione di videocamere al personale delle Forze di polizia, mentre il Capo IV integra la normativa vigente in materia di sostegno agli operatori economici vittime di usura. Infine, il Capo V prevede disposizioni sull'ordinamento penitenziario, in particolare in materia di attività lavorativa dei detenuti.
Le audizioni informali negli Uffici di Presidenza riuniti, avviate l'8, si sono concluse il 23 ottobre. La discussione generale, avviata il 29 ottobre, si è conclusa il 7 novembre. L'11 novembre sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati ed è stata avviata l'illustrazione delle proposte di modifica, che si è conclusa nella seduta del 27 novembre, nella quale sono stati poi comunicati gli emendamenti dichiarati improponibili o inammissibilli. Il 4 dicembre è stata avviata la votazione degli emendamenti, proseguita nelle sedute del 5, 11, 17 e 18 dicembre. Il 5 è stata revocata l'improponibilità precedentemente dichiarata per alcune proposte di modifica. L'11 si è svolto un dibattito sull'ordine dei lavori, in relazione all'ipotesi, riferita da notizie di stampa, che il Governo intenda presentare alcuni emendamenti. La votazione è ripresa nelle sedute del 14 e 15 gennaio, nelle quali sono stati dibattuti e respinti gli emendamenti agli articoli 14, che trasforma in reato penale l'attuale illecito amministrativo di blocco stradale, e 15, che prevede un aggravamento delle disposizioni sull'esecuzione penale nei confronti delle detenute madri. Nelle sedute del 21, 22 e 23 gennaio sono stati respinti gli emendamenti agli articoli 16, sull'inasprimento delle sanzioni per l'impiego dei minori nell'accattonaggio, 17, sull'assunzione di personale di polizia locale nelle città metropolitane della Sicilia (Palermo, Messina, Catania), e 18, che modifica la legge 242/2016 sulla coltivazione della canapa, introducendo, tra l'altro, il divieto di importazione, cessione, lavorazione e commercio delle relative infiorescenze. Nelle sedute del 28, 29 e 30 gennaio sono stati respinti gli emendamenti agli articoli 19, che modifica le disposizioni penali sui reati di violenza o minaccia e di resistenza a un pubblico ufficiale e sulle relative aggravanti, 20, che inasprisce le sanzioni per lesioni personali ad agenti di polizia nell'adempimento delle loro funzioni, 21, che disciplina la dotazione di dispositivi di videosorveglianza al personale di polizia impiegato nei servizi di ordine pubblico e controllo del territorio, 22, che stanzia 860.000 euro annui per la coperture delle spese legali del personale di polizia indagato o imputato per fatti inerenti al servizio. Il 5 febbraio sono stati votati e respinti gli emendamenti all'articolo 23, che stanzia 120.000 euro annui per la coperture delle spese legali del personale delle Forze armate indagato o imputato per fatti inerenti al servizio, e 24, che introduce un'aggravante del reato di danneggiamento del patrimonio culturale nel caso in cui l'atto sia finalizzato a ledere il prestigio di un'istituzione pubblica.
Nelle sedute del 18 e 19 febbraio le Commissioni riunite hanno votato e respinto gli emendamenti all'articolo 25, che inasprisce le sanzioni per inosservanza delle prescrizioni in materia di polizia stradale, e all'articolo 26, che introduce il nuovo reato di rivolta all'interno di un istituto penitenziario e l'aggravante del reato di istigazione a disobbedire alle leggi se commessa all'interno di un istituto penitenziario.
Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute delle Commissioni riunite di martedì 25 e mercoledì 26 alle 20 e di giovedì 27 alle 10. - Audizioni nell'ambito dell'esame in sede referente del ddl n.
1184 in materia di semplificazione delle attività economiche,
avviato il 18
settembre con la relazione del senatore Della Porta (FdI).
La proposta, di iniziativa governativa, introduce misure in favore delle attività economiche, turistiche e della navigazione, tra cui la riduzione da 12 a 6 mesi del termine per l'esercizio dell'annullamento d'ufficio del provvedimento amministrativo. Per i cittadini sono semplificate una serie di norme relative, tra l'altro, alla circolazione giuridica dei beni provenienti da donazioni, al permesso di costruire su immobili vincolati, al rilascio di autorizzazioni, ai termini per la dichiarazione di assenza e morte presunta. In materia scolastica, il ddl interviene sui pagamenti dei contributi alle scuole paritarie, sui progetti del servizio educativo per l'infanzia e il loro finanziamento, sulla continuità del conferimento delle supplenze per i docenti di sostegno, sul procedimento di approvazione degli statuti e dei regolamenti delle Università e quello per il riconoscimento dei Consorzi Universitari. Ulteriori misure riguardano la salute, intervenendo tra l'altro sull'erogazione in farmacia di prestazioni del Servizio sanitario nazionale e modificando la norma in materia di riconoscimento dei diritti delle persone sordocieche.
La procedura informativa in Ufficio di Presidenza, avviata il 23 ottobre, è proseguita la scorsa settimana nella seduta dell'Ufficio di Presidenza del 19 febbraio, con le audizioni dei rapresentanti di Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata (UAP), Conferenza dei rettori delle Univeersità italiane (CRUI), Federazione nazionale ordini dei biologi (FNOB) nonché di Sergio Maria Carbone, professore emerito di diritto dell'UE (video). Sulla pagina web della Commissione sono disponibili i documenti acquisiti nel corso delle audizioni.
Ulteriori audizioni sono previste questa settimana nella seduta dell'Ufficio di Presidenza di mercoledì 26 alle 8,30. - Audizioni nell'ambito dell'esame in sede referente del ddl
costituzionale n.
1353 su ordinamento giurisdizionale e Corte disciplinare
e dell'abbinato ddl costituzionale n.
504, di argomento affine, presentato dalla senatrice Erika
Stefani (LSP) e altri, avviato il 29
gennaio con la relazione illustrativa del Presidente Balboni
(FdI).
La proposta di iniziativa governativa, approvata in prima deliberazione dalla Camera dei deputati il 16 gennaio scorso, introduce nell'ordinamento il principio della separazione delle carriere dei magistrati, modificando le disposizioni costituzionali sugli organi di autogoverno della categoria. Al posto dell'attuale collegio unico, si prevede quindi l'istituzione di due organi distinti: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica e competenti, per le rispettive carriere, in materia di assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, valutazioni di professionalità e conferimenti di funzioni. La giurisdizione disciplinare su tutti i magistrati viene invece attribuita a un'Alta corte appositamente istituita. Ai fini della composizione dei tre collegi, il criterio elettivo vigente per l'attuale CSM viene integrato con quello dell'estrazione a sorte, con l'obiettivo di ridurre l'incidenza delle correnti organizzate nell'autogoverno della magistratura. È inoltre previsto, entro un anno dall'entrata in vigore delle nuove disposizioni costituzionali, l'adeguamento delle leggi ordinarie che disciplinano il CSM, l'ordinamento giudiziario e la giurisdizione disciplinare. Il ddl n. 504, oltre ad analoghe norme sulla separazione delle carriere e sull'istituzione di due distinti organi di autogoverno, prevede la modifica dell'articolo 112 della Costituzione, con l'aggiunta, alla disposizione "Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale" delle parole "nei casi e nei modi previsti dalla legge". Ciò in quanto si ritiene opportuno consentire al legislatore di poter intervenire sugli indirizzi politicamente rilevanti dell'azione di contrasto della criminalità esercitata dalla magistratura requirente.
Il 29 gennaio è stato deliberato lo svolgimento di un ciclo di audizioni. Il termine per l'indicazione dei soggetti da audire, nel numero di 25 da parte della maggioranza e 25 da parte dell'opposizioni, è scaduto il 5 febbraio.
La procedura informativa è stata avviata nella seduta dell'Ufficio di Presidenza del 20 febbraio, con l'audizione di Cesare Parodi, presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Luigi Einaudi, Bonaventura Candido, presidente del Consiglio distrettuale di disciplina forense presso la Corte d'Appello di Messina, Maurizio Fumo, già presidente della quinta seziona penale della Corte di Cassazione, Francesco Petrilli e Rinaldo Romanelli dell'Unione Camere penali italiane, Emilio Ricci, avvocato del Foro di Roma (video).
Ulteriori audizioni sono previste questa settimana nelle sedute dell'Ufficio di Presidenza di martedì 25 alle 12 e giovedì 27 alle 14.
Nelle convocazioni di questa settimana sono inoltre previste le seguenti attività:
- Seguito della discussione congiunta, in sede redigente, dei ddl n.
295 e n.
919 in materia di riacquisto della cittadinanza italiana,
avviata nella seduta del 24
gennaio (pomeridiana) con la relazione del Presidente Balboni
(FdI).
Il ddl n. 295, presentato dalla senatrice La Marca (PD), mira ad abrogare una disposizione di cui alla legge n. 91/1992, già censurata dalla Cassazione del 2009 in quanto discriminatoria nei confronti delle donne. Tale norma prevede la perdita della cittadinanza italiana da parte della donna che abbia contratto matrimonio con un cittadino straniero prima del 1° gennaio 1948 e produce rilevanti conseguenze anche in merito all'acquisto della cittadinanza da parte dei figli. Il ddl n. 919, sempre d'iniziativa della senatrice La Marca, per venire incontro ad una istanza diffusa nelle comunità italiane residenti all'estero, dispone la riapertura per un periodo di quattro anni dei termini per la presentazione della dichiarazione necessaria a ottenere il riconoscimento della cittadinanza da parte di coloro che l'hanno persa per naturalizzazione. I ddl n. 98, Giacobbe e La Marca (PD), e n. 752, Menia (FdI), incardinati il 30 gennaio, prevedono anch'essi, rispettivamente per un periodo di due e di tre anni, la riapertura dei termini per il riconoscimento della cittadinanza a beneficio di coloro che l'hanno persa per naturalizzazione.
È previsto anche l'avvio dell'esame del ddl n. 1211, sempre in tema di riapertura del termine per il riacquisto della cittadinanza, sottoscritto dalla senatrice La Marca e da senatori di vari Gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione. - Avvio dell'esame in sede referente del ddl costituzionale n.
1279 recante modifiche allo Statuto speciale della Regione
Friuli-Venezia Giulia, approvato in prima deliberazione dalla
Camera il 23 ottobre scorso.
Il disegno di legge, d'iniziativa del Consiglio regionale friulano, ponendosi criticamente nei confronti dell'abolizione delle province e del trasferimento alle Regioni delle relative competenze operata con la Legge costituzionale n.1/2016, reca la proposta di modificare lo Statuto regionale per prevedere nuovamente l'istituzione, da attuare successivamente con legge regionale, di adeguati enti di area vasta dotati di autonomia politica, con organi eletti direttamente dai cittadini, intermedi tra la regione e i comuni, attribuendo alla loro competenza la titolarità delle funzioni già svolte dalle soppresse province.
Martedì 25 alle 14,15 si riunirà la Sottocommissione pareri per l'esame di disegni di legge in sede consultiva.