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Martedì 11 Luglio 2017 - 855ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 16:32)

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2856, conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

La relatrice, sen. Manassero (PD), dopo aver espresso preoccupazione per la diminuzione della copertura vaccinale, ha illustrato il contenuto del decreto. L'articolo 1 amplia l'elenco delle vaccinazioni obbligatorie, che diventano 14, per i minori di età compresa tra zero e sedici anni, richiamando le finalità di assicurare la tutela della salute pubblica e il mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica, nonché di garantire il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo ed internazionale. L'articolo 2 riguarda le campagne informative, l'articolo 3 gli adempimenti delle scuole, l'articolo 4 ulteriori adempimenti, l'articolo 5 le disposizioni transitorie. La Commissione, ritenendo che la prevenzione debba fondarsi anche sull'adesione consapevole, propone di introdurre una distinzione tra vaccini obbligatori, vaccini obbligatori con valutazione triennale e vaccini raccomandati; di rimodulare le sanzioni pecuniarie, riducendo la sanzione massima da 7.000 a 3.500 euro; di potenziare l'informazione, i consultori familiari e la farmacovigilanza e di informatizzare le Anagrafi vaccinali.

Hanno illustrato questioni pregiudiziali i sen. Erika Stefani (LN), Endrizzi (M5S), D'Anna (ALA), Alessia Petraglia (SI) e Pepe (GAL). I senatori intervenuti hanno rilevato la mancanza dei requisiti di necessità e urgenza del decreto, negando che vi sia un'emergenza sanitaria legata a un'epidemia. In particolare, la sen. Stefani (LN) ha posto l'accento sulle disparità economiche legate alle sanzioni pecuniarie; il sen. Endrizzi (M5S) e il sen. Pepe (GAL) hanno richiamato il consenso libero e informato nonché il principio sancito dall'articolo 32 della Costituzione: nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge che non può violare i limiti imposti dal rispetto della persona. Hanno denunciato inoltre gli interessi delle aziende farmaceutiche, eccependo la mancanza di una procedura per verificare l'innocuità dei vaccini. Il sen. D'Anna (ALA) ha criticato l'intervento dello Stato nella sfera della potestà genitoriale. La sen. Petraglia (SI) ha criticato l'approccio repressivo del decreto, ha richiamato la competenza concorrente di Stato e Regioni in materia di tutela della salute e ha rilevato l'insufficiente copertura finanziaria del provvedimento. I sen. Paolo Romani (FI-PdL), Quagliarello (FL), e a titolo personale il sen. D'Ambrosio Lettieri (GAL), hanno annunciato voto contrario alle pregiudiziali ritenendo fondamentale una discussione di merito; hanno però invitato il Governo a non mettere la fiducia sul provvedimento. A titolo personale, hanno annunciato voto favorevole alle questioni pregiudiziali i sen. Scilipoti Isgrò (FI-PdL) e Anna Cinzia Bonfrisco (FL). Il sen. Buemi (Aut) ha annunciato voto contrario.

Respinte le questioni pregiudiziali, è iniziata la discussione generale alla quale hanno preso parte i sen. Venera Padua, Francesca Puglisi, Annalisa Silvestro (PD), Pepe, Paola De Pin (GAL), Aiello (AP), Elena Fattori (M5S), Tosato, Candiani (LN), D'Anna (ALA). Le senatrici del PD hanno apprezzato il lavoro svolto dalla Commissione sanità, che ha peraltro soppresso il riferimento alla perdita di potestà genitoriale. Il sen. Aiello (AP) ha evidenziato i correttivi approvati in sede referente, ma ha richiamato l'attenzione del Governo sulla questione dei vaccini monodose. Secondo la sen. Fattori (M5S) l'epidemia di morbillo va affrontata con misure temporanee; l'obbligatorietà implica la rinuncia a un servizio di qualità e, sebbene il decreto sia stato fortemente ridimensionato nel passaggio in Commissione, occorrerebbe comunque sottoporre il piano vaccinale al controllo di un organo indipendente. Pur convinto dell'utilità dei vaccini, il sen. Tosato (LN) ha rilevato che il decreto è un atto d'imperio non migliorabile, genera sfiducia nei cittadini e usa le nuove generazioni come cavie. Secondo i sen. D'Anna (ALA) e De Pin (GAL) il decreto è illegittimo, risponde ad una concezione illiberale dello Stato ed è condizionato dagli interessi delle aziende farmaceutiche.

L'esame proseguirà domani.

(La seduta è terminata alle ore 19:53 )

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